Constance Heaven.
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Erede dei Kuragin.
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Titolo originale: Heir to Kuragin. 1978.
Traduzione di: Paola Forti.
1980. Arnoldo Mondadori Editore, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Un viaggio che muter l'intero corso della sua esistenza, quello che Anna Gadiani intraprende alla ricerca del marito, attraverso le montagne caucasiche sconvolte dalla ribellione delle trib del Daghestan. Sposata giovanissima a Gregory Gadiani di cui ha perduto ogni traccia dopo una breve e infelice esperienza matrimoniale, Anna parte per raggiungere la residenza dei Gadiani, a Kumari, sotto la scorta di una compagnia di soldati al comando di Paul Kuragin. Di Gregory ha soltanto un'ultima, disperata lettera; molti lo credono morto, Paul Kuragin afferma di avere la certezza della sua morte, ma nessuno sa, o vuole, rispondere ai molti interrogativi che Anna si pone.
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N il drammatico soggiorno a Kumari pu rivelarle la verit, poich Anna comprende di essere soltanto all'inizio della sua ricerca; all'inizio di un viaggio che la condurr nel cuore stesso delle trib in rivolta, in un susseguirsi di esperienze profondamente drammatiche vissute nella crescente e dolorosa consapevolezza del suo amore per Paul, un viaggio che le riveler infine la verit su Gregory, sulla realt del loro matrimonio, su Paul, e su se stessa.
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Con Erede dei Kuragin, in cui una vicenda d'amore di semplice e rara intensit si intreccia su uno sfondo di avventure e di intrighi condotti con autentica maestria, Constance Heaven ritorna all'ambiente -la Russia dell'ottocento - e ai personaggi - la seconda generazione dei Kuragin e degli Astrov - che le hanno valso i primi, grandi successi.
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Nota introduttiva. di Anna Luisa Zazo.
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Chiunque, sia esso gentiluomo o gentildonna, non trae piacere da un buon romanzo, non pu non... e qui sar bene interrompere la citazione, nel timore di essere scortesi, e concluderla con un semplice: non pu non avere torto. Nell'originale la frase  meno sfumata, e chi desiderasse conoscerla per intero la trover in Northanger Abbey (L'abbazia di Northanger), il romanzo di Jane Austen pubblicato postumo nel 1817 a causa di numerose vicissitudini editoriali e non, ma completato nel 1803. Fra le altre cose, il romanzo  una divertita satira dei romanzi gotici; e di questi il pi famoso (sebbene la paternit del genere gotico vada probabilmente assegnata a Horace Walpole con The Castle of Otranto, Il castello di Otranto, del 1764)  senza alcun dubbio The Mysteries of Udolpho (I misteri di Udolfo) che Ann Radcliffe pubblic nel 1794 e che Jane Austen aveva presente alla memoria quando scrisse Northanger Abbey.
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Sullo stesso fronte della signora Radcliffe, prima di giungere alla singolarissima, ingenua e tragica Emily Bront di Wuthering Heights (Cime tempestose, 1847), si possono schierare tra i molti Clara Reeve (The Old English Baron, Il vecchio barone inglese, 1777), William Beckford (Vathek, 1784), Matthew Gregory Lewis (The Monk, Il monaco, 1796), Mary Godwin Shelley (Frankenstein, 1818), Charles Robert Maturin (Melmoth the Wanderer, Melmoth l'Errante, 1820). Mentre, du ct de chez Jane Austen non  possibile non ricordare quanto meno la pungente Frances Burney di Evelina (1788), Maria Edgeworth (1767-1849), Mary Russell Mitford (1786-1855), Elizabeth Gasiceli (1810-1865).
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Tutto questo non vuole essere un arido elenco di nomi n un fiero ricordo che la presenza femminile, nella letteratura inglese,  stata sempre determinante. No, pi semplicemente vuole ricordare che un buon romanzo merita di venir goduto (sempre, si intende, che i lettori distinguano con rigorosa precisione la fantasia dalla realt). E, pi ancora, vuole delineare le due correnti fondamentali dalle quali e nato il romanzo romantico inglese, romanzo romantico che gli inglesi, in questo pi fortunati di noi, definiscono con un solo termine, romance. E la parola romance, sia detto per inciso, pu riferirsi tanto agli ultimi drammi di Shakespeare quanto ai romanzi di Georgette Heyer o Constance Heaven.
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Ai romanzi romantici, appunto, che, se in Inghilterra non hanno mai cessato di suscitare interesse, in Italia conoscono in questi ultimi anni un singolare revival di cui sarebbe utile (e non arduo) individuare le cause. Utile, ma tale da condurre troppo lontano dalla linea del discorso: le due componenti del romanzo romantico.
La componente gotica, dunque: virtuosissime fanciulle perseguitate, perfidi persecutori, trovatelli, abbazie in rovina, zingari, streghe, castelli (falso) - medioevali dove sinistri scricchiolii annunciano inimmaginabili orrori, torvi misteri (spiegati con indomita razionalit dalla signora Radcliffe, pi spesso lasciati tali da Maturin o Beckford), eroine dotate (nelle parole di Egerton Brydges) di ...elevata semplicit, totale purezza di cuore, affetti ardenti e sublimi... capaci... di dar prova... di altera forza d'animo che lascia attonito il vizio e nobilita l'avversit; e, nelle parole di Jane Austen: Creature senza macchia, di perfetta bont, grande tenerezza e sentimento, e non un briciolo di intelligenza.
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E la componente illuministica, settecentesca, spiritosamente romantica: eroine che, seppure a volte si sentono perseguitate, sanno con molta eleganza liberarsi dalle false o vere persecuzioni, vivono in ambienti aristocratici o borghesi ritratti con garbata ironia che nulla hanno di (falso) - medioevale, e ottengono sempre quello che vogliono; nella stragrande maggioranza vogliono un marito, ma non un marito qualsiasi, e questo, ai loro tempi, poteva essere un segno di indipendenza e desiderio di libert.
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Eppure, sebbene le due componenti appaiano contraddittorie e abbiano dato luogo a due diverse linee narrative,  accaduto che si siano fuse creando romanzi in cui il mistero, l'avventura, il romanticismo si temperano di ironia, di buon senso, di garbata autoparodia. Non vi  motivo di stupirsene: l'elemento gotico e l'elemento razionale non sono parte della sola narrativa, ma della stessa natura inglese, in cui si fondono e convivono felicemente la fantasia pi scatenata e il pi concreto senso della realt quotidiana, il pi delirante romanticismo e la pi ironica satira del romanticismo. Baster ricordare due illustri esempi: le opere di Shakespeare dove la pi alta e rarefatta poesia si accompagna alla pi plateale comicit, e la personalit di Lord Byron (personalit che non di rado  stata di grande aiuto alle autrici passate o presenti di romances che hanno nei confronti di Sua Signoria un debito non sempre riconosciuto), capace di condursi come il pi romanticamente byroniano dei suoi eroi e subito dopo di farsi beffe con divertita e acutissima ironia degli atteggiamenti byroniani dei suoi contemporanei, di dedicare strofe del pi deplorevole romanticismo alle donne amate e di dichiarare che tutto quanto chiedeva a una donna era che avesse spirito e sapesse ridere (anche, perch no? delle sue patetiche strofe e delle sue pose byroniane).
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I due esempi sono forse troppo illustri e io mi allontano troppo dal tema o lo affronto con troppa solennit? Ma il diritto alla divagazione, non sancito costituzionalmente,  tuttavia, a mio avviso, un diritto inalienabile; e Oscar Wilde affermava che bisognerebbe trattare gli aspetti pi leggeri della vita con assoluta seriet, e gli aspetti pi seri con sincera e deliberata leggerezza. Teoria che  forse bene non applicare alla vita, come immagino lo stesso Oscar Wilde sarebbe stato in ultima analisi pronto a riconoscere (e d'altro canto la sua frase contiene in se stessa la propria negazione), ma che  un'ottima teoria in letteratura.
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Infine, per tornare al filo del discorso e alla frase iniziale, un buon romanzo  degno che se ne tragga piacere, e dunque che se ne parli con seriet. Ora, tra le moderne autrici di romances, Constance Heaven  certo tra quelle che meglio rispettano la tradizione e meglio sanno creare una vicenda appassionante, in giusto equilibrio tra mistero, realismo e romanticismo, riallacciandosi cos in qualche modo tanto alla corrente gotica quanto a quella austeniana (certo la Austen merita di dare il nome alla corrente di cui  la maggiore rappresentante), sebbene sembri avere una predilezione per il romanzo gotico.
La causa va forse cercata nell'ascendenza della Heaven, nata in un sobborgo di Londra ma di origine tedesca per parte di padre, che unisce quindi alla tradizione del romanzo gotico e alla familiarit inglese con tutto quanto  arcano e non familiare, il senso a volte ossessivo del mistero delle antiche tradizioni germaniche?
Forse lo si deve ancora di pi alla vita stessa dell'autrice che, essendo stata a lungo, insieme al marito William Heaven, attrice e direttrice di compagnie teatrali prima di dedicarsi interamente alla narrativa, possiede quel senso della realt dell'irrealt (e viceversa) che  parte essenziale del teatro; e il teatro non  forse parte essenziale della cultura inglese?
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Quel che  certo  che in questo Erede dei Kuragin (che segue nella pubblicazione La famiglia Kuragin, La stirpe degli Astrov, Il castello delle aquile, Il posto delle pietre, I fuochi di Glenlochy, La regina e lo zingaro, Il signore di Ravensley) i lettori troveranno, come nei precedenti romanzi della Heaven, il tema che , nell'una o nell'altra forma, l'elemento centrale di ogni vero romanzo: la lotta tra il bene e il male, con la vittoria finale del bene, come e giusto che sia e come  in ogni romance che si rispetti e che aspiri a essere uno di quei buoni romanzi dai quali ogni gentiluomo o gentildonna deve saper trarre piacere sotto pena di...
E qui rimando ancora una volta i lettori a Jane Austen lasciando ai critici di condannare le effusioni della fantasia a loro piacimento... [perch] sebbene le nostre opere abbiano dato pi vasto e autentico piacere di quelle di ogni altra categoria letteraria... nessuna composizione  mai stata tanto attaccata [quanto il romanzo d'evasione']. Per orgoglio, ignoranza o rispetto della moda, i nostri nemici sono numerosi quasi quanto i nostri lettori... nel condannare e sottovalutare l'opera del romanziere... vale a dire un'opera in cui si dispiegano i maggiori poteri della mente, in cui la pi completa conoscenza della natura umana, la pi felice descrizione della sua variet e la pi viva effusione di intelligenza e umorismo vengono espresse nel miglior linguaggio.
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Questa appassionata difesa del romanzo non  meno valida per essere uscita dalla penna di una romanziera e non  meno vera oggi di quanto lo fosse all'epoca di Jane Austen. Sempre, si intende, che venga riferita a un buon romanzo.
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Anna Luisa Zazo.
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A Elizabeth Burge.
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IL CAUCASO.
Un mondo meraviglioso, dove le vette altissime
Sono nascoste dalle nubi e gli uomini
Vivono liberi come aquile...
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Parte prima.
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Mikhail Lermontov.
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1.
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Perch era venuta nel Caucaso? Perch mai si era illusa che sarebbe servito a qualcosa? Era una domanda che Anna si era posta infinite volte durante i millecinquecento chilometri di viaggio su strade massacranti. S, certo, c'era la casa a Kumari, c'era il richiamo della nonna di Gregory [Per non discostarsi troppo dall'originale, i nomi russi sono stati lasciati nella versione e nella grafa usate dall'autrice (N.d.R.)], c'era quell'ultima lettera di lui; ma per il momento la sua presenza l non era necessaria, gliel'aveva detto l'avvocato, le formalit di legge potevano procedere senza di lei. E ora, quando finalmente si trovava a meno di mezza giornata da Pyatigorsk, il primo passo sul lungo, difficile cammino verso Tiflis, lo scopo che l'aveva spinta cos prepotentemente durante gli ultimi mesi le sembrava improvvisamente vano.
Spalanc le imposte di legno e contempl, oltre la vasta pianura, le cime dei monti incappucciate di neve che si stagliavano contro il cielo della sera, talmente aeree e impalpabili da sembrare irreali... I monti del leggendario Caucaso: Elbruz, fra i cui picchi gemelli l'Arca aveva sostato nel suo viaggio verso Ararat; Kazbek, dove Prometeo era stato incatenato per aver osato rubare il fuoco agli dei per darlo agli uomini; la leggendaria terra di Colchide, dove Medea aveva tessuto le sue trame e Giasone era approdato coi suoi Argonauti in cerca del vello d'oro... Era con questi miti che Gregory l'aveva incantata, prima che quella terra si fosse trasformata in tragedia per l'uomo che lei un tempo aveva amato. Eppure, mentre respirava a pieni polmoni l'aria fredda e pura della sera, fu rapita suo malgrado dalla bellezza del luogo e, per la prima, volta da quando aveva appreso la tragica notizia, sent sciogliersi l'oppressione.
Forse tra non molto, quando avesse saputo quello che era successo, l'infelicit e il senso di colpa sarebbero svaniti e finalmente avrebbe potuto ricominciare a vivere. Dopo tutto, come aveva detto suo padre nel tentativo di consolarla, la vita non finisce a ventitr anni solo perch tuo marito  scomparso, dileguandosi inspiegabilmente un mattino come se non fosse mai esistito. Ma pap non sapeva, non aveva mai sospettato, tanto lei era stata brava a nasconderlo, che il matrimonio nato sotto cos fulgidi auspici era diventato soltanto una fonte di amarezza e di rancori fra due persone che si erano amate con troppa violenza. Lui non aveva sentito le parole ingiuriose che Gregory le aveva lanciato prima di uscire dall'appartamento sbattendo la porta; non l'aveva vista correre alla finestra tentando invano di aprirla, e poi martellare coi pugni sul vetro, guardando con lacrime di rabbia e di frustrazione l'elegante snella figura che saliva nella troika in attesa, senza sapere che era l'ultima volta che l'avrebbe vista.
Dal letto alle sue spalle una voce assonnata protest: Non potresti chiudere quella finestra? C' una corrente spaventosa. Mi sto congelando.
Scusami. Tir il battente verso di s e lo chiuse. Sono un mostro. Seguito a dimenticare i tuoi reumatismi.
La cugina Marya, esausta dopo una lunga giornata di viaggio su strade che erano poco pi che piste, apr un occhio e disse scherzosamente: Non un mostro, Anna, soltanto un po' sconsiderata. Svegliami quando Yakov ci porta la cena.
Non temere.
Prendendo una delle loro coperte di pelliccia, la avvolse attorno alla donna pi anziana, poi si chin a baciarla sulla guancia. Non era ancora buio e aveva una gran voglia di respirare l'aria fredda e pulita di quella sera d'aprile, di sentire il vento sul viso, di uscire da quella cameretta squallida e soffocante che era la migliore di cui disponesse la stazione di posta.
Scese la scala traballante e pass davanti alla sala principale della locanda. A giudicare dal frastuono di voci, doveva essere affollata. Intravvide un gruppo eterogeneo di contadini, cammellieri, venditori ambulanti, carrettieri, uomini delle trib e soldati, seduti attorno al tavolo di legno giallo davanti a una zuppiera fumante colma di minestra di cavolo e a montagne di blini di grano saraceno ripieni di carne speziata. Il cameriere, avvolto in un grembiulone unto, era indaffarato a servire un paio di ufficiali seduti in disparte con aria distaccata. Una zaffata d'aria calda e fetida in cui si mischiava odore di cibo, di vino e di sudore per poco non la soffoc, poi Anna si trov all'aperto, sulla pista di terra battuta.
L, cos a sud, la neve e il ghiaccio erano gi scomparsi e c'era nell'aria un profumo di primavera, un sentore della terra esotica che si stendeva di l dai monti. Da una parte, una foresta scura e impenetrabile scendeva fino alla strada; dall'altra si stendeva la macchia verde viva di un campo di granturco. Anna rimase ferma per un momento, respirando a pieni polmoni l'aria pungente e odorosa di pino e di larice, lasciando che la brezza le sollevasse i capelli dalla fronte accaldata. Poi s'incammin nel crepuscolo azzurrino, ripromettendosi di non allontanarsi troppo. L'avevano avvertita fin dal primo giorno che le strade potevano essere pericolose, e che nessuno era al sicuro dai briganti e dai cavalieri nemici che ogni tanto piombavano dai monti come branchi di lupi affamati.
Sua madre era scoppiata in lacrime quando aveva saputo che intendeva partire. Non puoi andare nel Caucaso da sola aveva protestato singhiozzando. Stepan, glielo dovete proibire. Chiss che cosa le potrebbe succedere fra quei selvaggi... potrebbero assassinarla, come il povero Gregory.
Via, mia cara Nadia l'aveva tranquillizzata suo padre. Non esageriamo. Se  vero quello che si sente dire, la guerra  a un punto fermo. E non siamo affatto sicuri che Gregory sia morto. Io personalmente non ho affatto perduto la speranza. Potrebbero benissimo averlo fatto prigioniero. Sono successe cose ben pi strane. E attirando Anna a s, le aveva circondato le spalle col braccio. Lei aveva sempre potuto contare sulla sua comprensione e la sua solidariet.
E inoltre aveva aggiunto suo padre con dolcezza  giusto che Anna vada nel paese di suo marito, che conosca sua nonna, veda la casa in fui  cresciuto. Il Caucaso  bellissimo in primavera e se l'aiuter a ritrovare la pace, allora credo che dovremmo fare tutto quello che possiamo per aiutarla. Gregory l'avrebbe desiderato.
Davvero l'avrebbe desiderato? Non ne era sicura, ma di certo se non fosse stato per pap e per la cugina Marya, non sarebbe mai riuscita a partire.
La guerra nel Caucaso durava fin da quando Anna poteva ricordare. Per pi di cinquant'anni la Russia aveva combattuto contro le trib ribelli del Daghestan. Il Caucaso era la porta per l'Asia; sottomessa l'intera regione al dominio dello Zar, si sarebbe aperta la strada per la Persia e le ricchezze dell'India. Anna aveva sentito suo padre parlarne cento volte e sempre con una certa ammirazione verso quei popoli eroici che si battevano strenuamente per conservare la loro indipendenza. Negli ultimi dieci anni l'audace e spietata strategia di un nuovo capo, l'Imam Shamyl, aveva unito le trib nel selvaggio fanatismo di una guerra santa, musulmani contro cristiani.
Ma nonostante il terrore che egli ispirava e bench i soldati russi morissero di continuo per le ferite, le febbri, il gelo dell'alta montagna, i ricchi non avevano mai smesso di recarsi a Pyatigorsk per far la cura dei fanghi o bere le acque solforose che favorivano le loro laboriose digestioni; e neanche i casi di viandanti rapiti o assassinati li trattenevano dal proseguire fino a Tiflis e al mar Nero per tuffarsi nei piaceri della corte del vicer, e combinare un matrimonio o trovare un amante in un ambiente meno formale di quello di Mosca o Pietroburgo. Quando le amiche di Anna avevano saputo della sua partenza per il Caucaso, erano rimaste affascinate; com'era romantico, avevano esclamato, emozionante! Avevano detto lo stesso quando aveva sposato Gregory, principe di Kumaria, cos straordinariamente bello. Tutte le altre ragazze erano diventate verdi d'invidia. Conoscevano ben poco la verit. Come ben poco la conosceva lei.
Seguit a camminare lungo il viottolo deserto, felice di potersi finalmente muovere dopo tante settimane di immobilit forzata, chiusa in quella carrozza traballante. Poi, di colpo, si ferm. Un uomo era sbucato barcollando dalla foresta: appartenente a una trib, dall'aspetto, forse un tartaro o un circasso, ma se amico o nemico non c'era modo di capirlo. La tunica era sporca e stracciata, gli stivali incrostati di fango, i capelli scuri gli pendevano sul viso in ciocche bagnate. Doveva essere caduto in un pantano o aver attraversato un fiume a nuoto. Mentre Anna esitava, incerta se allontanarsi fuggendo o semplicemente ignorarlo, l'uomo mosse alcuni passi malfermi verso di lei e poi cadde di schianto con la faccia a terra, le braccia distese, le mani che grattavano la polvere nel vano tentativo di rialzarsi.
Un ubriaco, pens Anna, tirandosi indietro con ribrezzo, ma di colpo qualcosa attir il suo sguardo. Fiss la mano dell'uomo ai suoi piedi, sudicia e incrostata eppure non la mano callosa di un contadino; quell'anello che portava al dito: grande e quadrato con due minuscole mani che reggevano un sigillo di onice, un anello che aveva visto l'ultima volta sulla mano di Gregory... Ma era proprio quello?
Per un attimo il suo cuore smise di battere e la vista le si annebbi. Non era possibile. Era soltanto frutto della sua immaginazione. Simili coincidenze non capitano nella vita reale. Chiuse gli occhi e li riapr, fissando la mano, incredula. Colta da un'improvvisa speranza, s'inginocchi accanto all'uomo, ma il volto bruno dagli zigomi alti che scorgeva solo in parte non era quello di Gregory, e un penoso senso di delusione s'impadron di lei. Pos una mano sulla spalla del mendicante, scrollandolo.
Dove avete trovato quell'anello? Dove? Dovete dirmelo.
Aveva parlato in russo. L'uomo volt la testa, ma gli occhi la guardarono vacui di sotto le ciocche arruffate; borbott qualcosa, poi emise un gemito. Con orrore Anna vide di avere la mano sporca di sangue, e vide le grosse chiazze brune allargarsi sulla tunica. Per un attimo rimase l inginocchiata, impaurita e incerta sul da farsi, poi, rialzandosi, rifece di corsa la strada fino alla locanda. Affacciandosi alla porta della sala da pranzo, si guard attorno in cerca di Yakov e finalmente lo vide che parlava col cameriere. Gli fece cenno di avvicinarsi. Yakov era un servo proveniente dalla tenuta di famiglia; era cresciuto insieme a sua madre e Anna lo conosceva da sempre. Nonostante fosse ormai sposata, la trattava ancora come la bambina a cui aveva insegnato a cavalcare sul suo primo pony, che portava a cavalluccio sulle larghe spalle e che gli tirava la barba grigia.
Cosa c', Barina? chiese con voce indulgente. Volete la cena?  quasi pronta. Ho ordinato a questi oziosi buoni a nulla di preparare qualcosa di meglio per voi e per Marya Petrovna di questa brodaglia per maiali aggiunse, indicando con aria disgustata la zuppa di cavolo.
Non si tratta di questo, Yakov. C' un uomo laggi per la strada. Credo sia gravemente ferito.
Un uomo, eh? Sorrise dell'ingenuit della padrona. E con questo? Ci sono mendicanti ovunque, padroncina, e sono quasi tutti ladri per giunta. Conoscono tutti i trucchi e quando uno meno se l'aspetta gli portano via la borsa. Non dovete preoccuparvi per gentaglia di quella risma.
Sanguina, Yakov ribatt lei. Non possiamo lasciarlo l a morire. Devi andare a prenderlo. Se ne prender cura il padrone della locanda. Lo pagher io.
Alcuni uomini seduti nella sala alle spalle di Yakov la fissavano con occhi pieni di curiosit. Il domestico la spinse con dolcezza fuori dalla porta e la chiuse.
Meglio non farsi sentire da quelli. Hanno le orecchie lunghe come gli asini borbott disgustato. Ora raccontatemi tutto da capo. Vi ha fatto del male, quel figlio di Satana?
No, no, non si tratta affatto di questo. Era spinta da una febbrile urgenza. Se non si era sbagliata, se quello era davvero l'anello di Gregory, allora forse quell'uomo sapeva qualcosa; ma ci volle del bello e del buono per convincere Yakov, che alla fine se ne and borbottando. Lo guard allontanarsi nella crescente oscurit. Di l a poco fu di ritorno.
Non c' nessuno, signora. Siete sicura di non esservelo sognato? Con questa luce  facile ingannarsi.
Ma certo che c'era ribatte lei adirata. Gli ho parlato. Sei sicuro di avere guardato dappertutto? Potrebbe essersi trascinato nel fosso o nel campo.
Fidatevi pure di me. Se ne sar tornato da dove veniva, e si  lasciato dietro questo. E cos dicendo esib una lunga striscia di lana blu. Dev'essersi impigliato in un cespuglio mentre se la dava a gambe nella foresta.
Ma non pu essere scomparso cos. Non  possibile esclam Anna al colmo della delusione, poi vide che Yakov la guardava incuriosito. Si stava comportando come una sciocca. Si domin. Non importa riprese pi quietamente non ha nessuna importanza. Se la nostra cena  pronta, ce la puoi servire adesso.
Sissignora, subito.
Sal lentamente le scale mentre Yakov gridava al cameriere di sbrigarsi e di portare il cibo per le sue padrone.
Ah, eccoti disse Marya vedendola entrare. Cominciavo a stare in pena. Sono affamata.
Sono andata a fare due passi. Avevo bisogno di una boccata d'aria.
Marya guard la sua giovane compagna con un'occhiata penetrante, ma non disse altro mentre Yakov stendeva una tovaglia bianca sul tavolo. Anna and a lavarsi le mani mentre Yakov si affaccendava per la stanza, dava ordini al cameriere, esaminava i piatti per assicurarsi che fossero puliti e tirava fuori dal cesto le loro posate personali.
Basta cos disse Marya ci serviamo da noi.
Yakov si ritir con un inchino, spingendo il cameriere davanti a s e lasciandole sole.
Il cibo era sorprendentemente buono: un piatto di uova con pezzetti di pollo tenero e ben arrostito, seguito da una specialit locale, torte al formaggio calde servite con smetana, una salsa a base di latte acido che era assolutamente squisita. Mentre Marya attaccava a mangiare con appetito, Anna la guard affettuosamente: Marya era cugina di sua madre, ma aveva sempre fatto a tal punto parte della loro famiglia che, fin da bambina, Anna l'aveva considerata come una sorella maggiore, e spesso, addirittura, si sentiva pi vicina a lei che a sua madre.
Il padre di Anna era inglese. Stephen Crispin era venuto in Russia per fare da istitutore alla figlia del conte Kuzinsky e se n'era innamorato. Licenziato su due piedi non appena la cosa era stata scoperta, si era rifiutato di darsi per vinto. Aveva lottato tenacemente per diventare qualcuno, scrivendo articoli sui pi disparati argomenti, proseguendo i suoi studi letterari, facendo la fame in una soffitta finch alla fine era riuscito a ottenere una cattedra all'universit di Mosca, e Nadia era fuggita di casa per sposarlo con grande ira e disgusto degli aristocratici genitori. In seguito, Marya, la cugina orfana di Nadia che aveva vissuto in casa Kuzinsky fin da quando era nata era andata a abitare con loro, dividendo il loro modesto appartamento, dando lezioni di pianoforte per contribuire al bilancio e prendendo viva parte alla cerchia intellettuale che Stephen Crispin aveva creato attorno a s.
Quando la madre di Anna si era opposta al suo viaggio nel Caucaso e ne erano nate lunghe discussioni, era stata Marya a trovare quietamente l'argomento decisivo.
Sai, Stepan,  tutto l'inverno che soffro di reumatismi molto dolorosi aveva detto serenamente e il mio medico giura che non c' niente di pi benefico della cura dei fanghi a Pyatigorsk, perci credo proprio che ci andr non appena le strade saranno praticabili in primavera. Forse a Anna piacerebbe accompagnarmi.
Cos, miracolosamente, il cammino era stato spianato e ora erano l, con la parte peggiore del viaggio gi alle spalle.
La cena si svolse in silenzio e fu soltanto quando si alz per accendere il samovar e preparare il te che Marya disse: Non hai quasi toccato cibo, Anyushka.  successo qualcosa? Mi eri parsa inquieta al tuo ritorno dalla passeggiata.
Non lo so. Anna giocherell col cucchiaio prima di alzare lo sguardo e incontrare gli occhi miopi e dolci della cugina dietro le spesse lenti. Prometti che non mi prenderai per pazza, se te lo dico.
Perch dovrei farlo? Non ho mai dubitato del tuo buon senso, mia cara.
Cos Anna le raccont la sua avventura per filo e per segno e Marya tacque un istante prima di dire tranquillamente: Ci sono diverse spiegazioni possibili. La prima e la pi probabile  che Yakov abbia ragione e che tu ti sia immaginata tutto l'episodio.
Ti dico di no. L'uomo c'era e io ho visto l'anello. Non avrei potuto non riconoscerlo.
Una volta, in preda a una delle sue furie selvagge, Gregory l'aveva colpita in viso e il bordo dell'anello le aveva tagliato il labbro. Ricordava ancora il gusto salato del sangue.
Questo  vero, ma era sera e stava scendendo l'oscurit. Ti  sembrato di riconoscere il suo anello perch pensavi a lui e forse in effetti il mendicante aveva al dito un anello simile al suo.
Era una spiegazione talmente plausibile che la certezza di Anna cominci a vacillare, eppure qualcosa dentro di lei si rifiutava di lasciarsi convincere.
Marya tagli il limone in fettine sottili e cominci a versare il t nei bicchieri. Come seconda ipotesi prosegu lentamente supponiamo per un istante che tu abbia ragione. Non potrebbe darsi che Gregory sia finito in mano a una trib nemica o a una banda di briganti che lo avrebbero naturalmente spogliato di tutti gli oggetti di valore che aveva su di s - il suo orologio o qualsiasi altro gioiello - e che questi oggetti siano passati di mano in mano come capita in questi casi e siano finiti per puro caso sul dito dell'uomo che hai visto?
Sembra incredibile, eppure...
C' una terza ipotesi continu Marya, mettendo un cucchiaio di zucchero nel suo t e bevendone un sorso, ancora pi improbabile, ma entro i limiti del possibile. Supponiamo che ci sia qualcuno che sappia cosa  successo a Gregory e che stia tentando di trasmetterti un messaggio, usando quell'anello come mezzo di riconoscimento...
Un messaggio? Che tipo di messaggio?
Marya si strinse nelle spalle. Adesso mi chiedi troppo. Siamo ormai nel regno della pura fantasia.
Ma perch era cos gravemente ferito? E perch  scomparso quando Yakov  andato a cercarlo?
Chi pu dirlo? Forse ci sono altri che vogliono impedire che il messaggio arrivi fino a te.
Lo pensi veramente?
No, affatto rispose Marya convinta. Non soltanto lo ritengo del tutto improbabile, ma addirittura ridicolo. Anna tacque un istante pensando alla lettera di Gregory, cos inaspettata, cos insolita in lui, in cui la supplicava di raggiungerlo nel Caucaso. Poi, prima che lei avesse potuto rispondergli o decidere, era scomparso inspiegabilmente, senza pi dare notizie di s.
Dimmi, Anna riprese Marya mentre riempiva nuovamente i bicchieri non te l'avevo mai chiesto. Perch Gregory era partito per il Caucaso cos improvvisamente?
C'erano affari di famiglia da sistemare dopo la morte di suo padre, gli aveva scritto la nonna. Erano pi di dodici anni che lui mancava da Kumari. Era stato mandato a Pietroburgo da bambino e affidato alla tutela dello Zar.
Perch non ti aveva portata con s?
Non voleva espormi ai pericoli del viaggio.
Ma non era quello il vero motivo, e lei lo sapeva. In realt Gregory voleva sfuggirle, era stanco di Pietroburgo, stanco della moglie che non aveva mai veramente voluto... la moglie che si era divertito a umiliare crudelmente.
Ebbene concluse Marya alzandosi. Lo sai cosa penso? Stiamo lavorando troppo di fantasia e non c' nessuna spiegazione.  meglio non pensarci pi. Domattina dobbiamo alzarci presto e  ora di andare a letto.
Ma era pi presto detto che fatto. Anna aveva un bel dirsi che il misterioso individuo non era stato altro che un'allucinazione, dovuta alla tensione nervosa accumulata durante le lunghe ore trascorse in carrozza mentre Marya sonnecchiava: l'episodio seguitava a tormentarla, e aggiungeva un'altra sfaccettatura al mistero che l'aveva spinta a intraprendere quel lungo viaggio.
Non  mia abitudine fare molte domande le aveva detto Marya poco dopo la loro partenza ma qual  il vero motivo che sta dietro a questo viaggio nel Caucaso?
Era proprio quello uno dei lati migliori di sua cugina. Per quanto acuta e esperta delle cose del mondo, non insisteva mai per ricevere una spiegazione, e cos Anna gliel'aveva potuto dire sapendo che avrebbe capito.
Vedi, se qualcuno muore di malattia o anche se viene ucciso, allora, per quanto terribile,  qualcosa di definitivo. Non ci sono lati oscuri, non ci sono dubbi. Ma se una persona scompare, se un bel giorno esce semplicemente di casa e non torna pi, come puoi accettarlo? Devi sapere quello che  successo prima di poter continuare a vivere.
E cosa speri di scoprire a Tiflis?
Come posso saperlo? Parler con le persone che conosceva, incontrer i suoi amici, i suoi parenti, le persone con cui parlava tutti i giorni. Da qualche parte ci deve pur essere qualcuno che pu dirmi quello che voglio sapere, quello che devo sapere.
Lo amavi tanto? aveva chiesto Marya quietamente. A volte me io domandavo.
Ma quella era una domanda a cui Anna non si era sentita di rispondere. Era troppo dolorosa. Marya non aveva mai avuto simpatia per Gregory, e neanche suo padre quanto a questo. Aveva eluso la domanda e sua cugina non aveva insistito.
Il letto era duro e il materasso mal fatto, ma non erano infestati da cimici come quelli di tante precedenti stazioni di posta. Marya si addorment quasi subito con la facilit e la serenit di una bambina, ma Anna non fu cos fortunata. Rimase sveglia a lungo con gli occhi sbarrati nell'oscurit, non osando muoversi per timore di disturbare la cugina, mentre i ricordi che di giorno riusciva risolutamente a scacciare, le si affastellavano dentro senza piet, richiamati alla memoria da quello strano incontro. Era mai esistita una persona ingenua e ignara com'era stata lei? Si sentiva male al solo pensarci. Aveva appena diciott'anni quando aveva conosciuto Gregory, e frequentava l'ultimo anno allo Smolny. Era stata sua nonna, la contessa Kuzinsky, a volere che fosse mandata all'aristocratico collegio fondato dalla Zarina Elisabetta per le figlie dei nobili e tuttora posto sotto il patrocinio imperiale.
La contessa era piombata inaspettatamente un pomeriggio nel loro umile appartamento a Mosca, avvolta in una nube di profumo e riccamente impellicciata. Se anche tu hai voluto ripudiare il tuo retaggio aveva detto gelidamente alla madre di Anna non puoi negarlo a questa bambina innocente. Mia nipote deve ricevere un'educazione confacente al suo rango.
Anna ha ricevuto un'ottima educazione aveva risposto suo padre. Vi ho provveduto io stesso.
Non ne dubito affatto, Stepan aveva ribattuto la nonna, con un'occhiata sprezzante alle pareti ricoperte di libri non dubito che voi le abbiate insegnato tutte le cose che non hanno importanza. Che non l'aiuteranno a fare un buon matrimonio.
La bambina ha solo quattordici anni aveva tentato di obbiettare sua madre, ma era stata messa a tacere da un'occhiata imperiosa della contessa. Nessuno si era sognato di chiedere il suo parere, pens Anna risentita. Lei non voleva essere mandata in quel collegio. Non voleva essere presentata a corte. Amava la calda, spontanea vita di Mosca, la loro casa sempre piena di studenti, le serate stimolanti cui suo padre la incoraggiava a partecipare. Ma la nonna aveva insistito, e cos era dovuta partire, ricacciando indietro le lacrime che l'orgoglio le impediva di versare.
Fin dall'inizio aveva odiato il collegio. Fra le giovani contesse e principesse che erano ora le sue compagne, si era sentita come un pesce fuor d'acqua. Avevano due sole idee nelle loro graziose testoline: le tolette all'ultima moda e il principe azzurro dei loro sogni. Anna le disprezzava quanto loro detestavano lei. Non era mai diventata una di loro, e l'antipatia delle sue compagne si era trasformata in perfida e maligna invidia dopo il ballo al Palazzo d'inverno.
Durante il loro ultimo anno di scuola, le ragazze venivano accompagnate in societ affinch si preparassero a prendere il loro posto nel bel mondo, e l, nel salone rivestito di specchi del Palazzo d'inverno, con il colonnato di marmo, i pilastri di diaspro e malachite, fra le piramidi di rose fresche sotto i lampadari scintillanti di migliaia di candele, aveva visto per la prima volta Gregory Gadiani, principe di Kumaria, bruno e bello come un dio nell'uniforme bianca e oro delle Guardie Imperiali. Aveva ventun anni e era il suo primo invito ufficiale a corte, come lo era per lei. La sua presenza aveva fatto colpo e le ragazze, ma non soltanto loro, non riuscivano a togliergli gli occhi di dosso. Ma Gregory aveva avuto occhi soltanto per lei, aveva ballato con lei... Anna Stepanovna Crispin, nel suo abito da ballo di pizzo bianco, con le roselline bianche appuntate fra i capelli biondo rame, innocente e ignara della vita come un gattino appena nato.
Si agit nel letto duro, con gli occhi che le bruciavano per l'insonnia, mentre fuori un cane ululava alla luna. Era cos facile ripensare al passato con l'amaro senno del poi e condannare la propria follia; ma allora, perdutamente innamorata per la prima volta, si era sentita lusingata di essere stata lei, e non le sue ricche e aristocratiche compagne, a aver conquistato quel bellissimo giovane cui le origini esotiche nel lontano Caucaso conferivano un fascino che lo rendeva tanto diverso da tutti gli altri.
Allo Smolny, le ragazze erano sottoposte a rigida sorveglianza, ma quando mai due giovani innamorati non sono riusciti a trovare un modo per eludere ogni sorveglianza? Durante tutta quella primavera e quell'estate, ai concerti, all'opera, ai ricevimenti e alle feste all'aperto, Gregory trovava il modo di essere presente senza dare nell'occhio. Nelle sale affollate si erano scambiati sorrisi, occhiate, strette di mano. Avevano trovato magici momenti di solitudine; si erano scambiati baci clandestini resi ancora pi eccitanti dal timore di essere scoperti.
Una sera lei gli aveva parlato in inglese, la lingua che le aveva insegnato suo padre e lui aveva riso piano, accarezzandole i capelli con una lunga mano sottile...
Cammina avvolta nella bellezza, come la notte Di regioni senza nubi, dai cieli stellati...
Che lui sapesse citare Byron, quel poeta incredibile e pericoloso la cui lettura era vietata allo Smolny, ma i cui versi lei aveva divorato avidamente nello studio di suo padre, le era parso il non plus ultra della perfezione. Com'era stata sciocca e romantica a credere che i baci e la poesia avessero qualcosa a che fare col matrimonio! Rabbrivid al ricordo di quanto fosse ingenua allora, cos impreparata a affrontare quello che l'aspettava.
Per tutto quell'anno era vissuta in un sogno felice fino a una sera d'autunno. Era stata Nina a metterle quella folle idea in testa. I Kuragin erano una delle famiglie pi ricche di Pietroburgo e il ballo in maschera che davano ogni anno su una delle isole della Neva era l'avvenimento pi atteso della stagione.
Nina Astrov aveva quindici anni e era vivace e spensierata come una farfalla, ma era l'unica ragazza dello Smolny con cui Anna avesse fatto un minimo d'amicizia.  una festa stupenda le aveva detto con un sospiro. Pap me ne ha parlato tante volte. Ci sono gli zigani e gli attori del teatro e il balletto, il giardino  pieno di lampioncini colorati e si balla fino alle cinque del mattino. Mia madre  sorella della contessa Kuragin, ma non mi permette di andarci. Dice che sono troppo giovane. Gregory sar sicuramente invitato. Oh, Anna, non sarebbe fantastico se tu potessi andarci con lui? Ci sono centinaia di invitati. Nessuno ti noterebbe in mezzo alla folla.
All'inizio l'idea era sembrata troppo audace persino a Anna, che pure si era sempre ribellata alle regole severe del collegio. Poi un giorno, passeggiando lungo la Prospettiva Nevsky con tre sue compagne e la loro arcigna accompagnatrice, si era imbattuta in Gregory e fingendo di parlare del pi e del meno era stata tanto sciocca da accennare alla cosa, e lui ne era rimasto elettrizzato.
Se lo scoprono sar spaventoso bisbigli lei, ma non era mai stata conformista come le altre ragazze, e lui sapeva essere molto persuasivo. La sera del ballo, Nina and dalla direttrice a dire che Anna era stata colta da una violenta emicrania e doveva rimanere al buio in camera sua. Poi, ridendo, vers dalla finestra la medicina che le avevano dato e aiut Anna a vestirsi. Il portiere, cui spettava il compito di aprire e chiudere il cancello del giardino, era stato allettato con una somma di danaro. La fece uscire e promise di trovarsi l al suo ritorno. Gregory la stava aspettando con la carrozza.
Fu una serata da ricordarsi per tutta la vita, una magica notte pietroburghese col cielo color madreperla e il fiume simile a una lastra d'argento sotto le stelle. I due giovani ballarono per tutta la notte e all'ombra delle acacie dove le rose tardive fiorivano nei grandi vasi di pietra, Gregory la baci con una passione che la fece tremare di un misto di felicit e di terrore. Tutto sarebbe andato bene se sulla via del ritorno, Gregory, guidando ancora pi spericolatamente del solito, non fosse andato a sbattere contro un carretto che portava le verdure al mercato, sfasciando la carrozza. Furono sbalzati a terra fra le rape e le patate, illesi a parte qualche livido; ma persero del tempo prezioso, e erano gi le nove del mattino quando Anna rientr. E fu la catastrofe.
L'assenza di Anna era stata scoperta e la povera Nina, messa alle strette, era scoppiata in un fiume di lacrime e aveva confessato ogni cosa.
La tempesta che segu era assolutamente sproporzionata alla vera portata dell'accaduto. Dopo tutto, cosa c'era di tanto peccaminoso nell'aver passato una serata a ballare con un giovane d'onore? Un incidente pu capitare a chiunque aggiunse Anna in tono di sfida e per tutta risposta le era stato ingiunto di non uscire dalla sua stanza mentre fuori lo scandalo cresceva. Lingue maligne si dilettavano a riferire particolari compromettenti degli incontri clandestini avvenuti fra i due giovani durante l'estate. Suo padre fu convocato e venne da Mosca; sua nonna furente, dovette intercedere presso lo Zar, il quale non sopportava che venisse denigrato il buon nome della scuola che godeva del suo particolare favore.
Non ho fatto niente di male. Perch ora lui ne fa una tragedia? disse Anna in tono ribelle. Lo sanno tutti che Barbara Nelidova  la sua amante.
Non ti permettere di parlare di queste cose ribatt gelidamente la nonna e se non capisci la differenza fra il comportarsi male in pubblico e quello che ci si pu permettere in privato e agendo con discrezione, allora  meglio che tu torni da quel borghese di tuo padre e a quella vita volgare che sembra piacerti tanto.
Sotto la sferza del suo disprezzo, Anna trem, pi che mai disperata al pensiero di ci che anche Gregory certo doveva sopportare. Furono convocati alla presenza dello Zar. Pur avendolo visto pi d'una volta, Anna ne era terrorizzata. Alto e bello, sapeva essere affascinante, ma quando voleva, poteva incutere terrore. Li fiss coi suoi freddi occhi grigi, duro e inflessibile, furente per il loro comportamento che sembrava riflettersi sulla sua corte. Se Gregory fosse stato russo, molto probabilmente sarebbe stato esiliato in qualche ignota citt di provincia o addirittura in Siberia; ma apparteneva a una delle pi vecchie famiglie della Georgia e bisognava tenerle buone, o avrebbero potuto nuocere all'estendersi dell'influenza russa nel Caucaso. Ma anche cos, si tratt quasi di un incidente diplomatico. Le autorit usarono la mano pesante col giovane principe, l'ambasciata inglese fu spinta a protestare, i Kuzinsky esercitarono pressioni, un'inconsistente storia d'amore si trasform improvvisamente in dura realt. Anna e Gregory si sposarono in dicembre col consenso estremamente riluttante del padre di lei. La neve gelata brillava sotto il sole, e le bianche rose di serra del bouquet della sposa erano indurite dal gelo quando gli sposi uscirono dalla cattedrale, e Gregory la aiut a salire sulla slitta.
Anna diede un'occhiata di sottecchi al giovane volto imbronciato di suo marito: guardava fissamente davanti a s.
Ormai  fatta disse. Ci toccher fare buon viso a cattivo gioco, eh, mia cara?
Il gelo nella sua voce era pi tagliente del vento che soffiava dalle steppe e, nonostante il mantello di pelliccia, lei rabbrivid. Poi Gregory scoppi a ridere e attirandola brutalmente a s le sollev il velo e la baci con violenza. Ma il soffio gelato che l'aveva sfiorata allora non era mai del tutto svanito, neanche in quel primo anno...
A quei ricordi Anna si mosse irrequieta e Marya borbott qualcosa nel sonno, girandosi e avvolgendosi nelle coperte. Anna le ritir verso di s con fermezza, ma attenta a non svegliare la cugina.
Dov'era Gregory adesso? Dov'era quel suo giovane impetuoso marito, con la sua bellezza, la sua irruenza e le sue ire incontenibili quando le cose non andavano a modo suo? Era nascosto da qualche parte fra i monti, prigioniero, ferito, morto? Non sapeva se lo amava o lo odiava, ma doveva ritrovarlo, non fosse che per mettere a tacere il dubbio tormentoso di essere lei la responsabile, lei che lo aveva spinto a avventurarsi da solo quel giorno verso quelle regioni selvagge dalle quali non aveva pi fatto ritorno.

II
Sembrava impossibile che il sole potesse essere cos deliziosamente caldo alla fine di aprile, e Anna, seduta sulla panchina davanti alle terme in attesa che Marya finisse i fanghi, si crogiolava al calore dei suoi raggi. Apr il suo libro, ma dopo pochi istanti di lettura si distrasse e si appoggi all'indietro contro lo schienale. L'aria era piena del profumo dei fiori di tiglio, e si udiva la musica tenue e dolce del vento che soffiava attraverso l'arpa eolica nel piccolo belvedere, due o trecento metri pi in alto sulla collina. Attraverso le palpebre socchiuse poteva vedere il gruppo di persone radunate attorno al pozzo che bevevano con smorfie e risate i loro bicchieri di acqua solforosa. Si sentiva tranquilla e in pace con se stessa per la prima volta da molti mesi, quand'ecco che ebbe la strana sensazione di essere osservata.
Cambi leggermente posizione, come a voler impedire alla luce troppo forte di cadere sul suo libro, e gett una rapida occhiata di sotto l'ala del cappello. S, eccolo di nuovo. Nella stessa posizione del giorno prima, appoggiato a una delle colonne della veranda. Indossava la semplice divisa di ufficiale di fanteria, ma l'ottimo taglio e il mantello foderato di rosso gettato sulle spalle gli conferivano un'aria di distinzione che lo differenziava dai soldati della guarnigione o dagli altri giovani che trascorrevano oziosamente le licenze o si rimettevano dalle ferite nella piccola citt termale.
C'erano coppie che passeggiavano lungo i viali ombreggiati dai tigli e gruppetti che salivano il ripido sentiero che portava alla fonte Elisabetta, ma in qualche modo lo sconosciuto non sembrava far parte di quel lieto via vai, e Anna si sent improvvisamente turbata. Non ricordava di averlo mai visto prima d'allora: perch dunque la guardava cos fissamente? Si alz di scatto e il libro che aveva in grembo cadde a terra, andando a finire quasi ai piedi del giovane. Lui lo guard, lo chiuse con un colpetto del bastone che aveva in mano, ma non accenn a chinarsi per raccoglierlo e, con una piccola esclamazione, Anna si affrett a raccattarlo. Rialzandosi, intravvide fugacemente un volto magro dagli zigomi alti, due occhi a mandorla e i capelli scuri sotto la visiera del berretto.
Perdonatemi, Mademoiselle le disse il giovane se vi sembro scortese. Ma l'alternativa era di cadere lungo disteso ai vostri piedi. Vi piacciono i libri di poesia?
A volte. Siete ferito?
Il giovane si strinse impercettibilmente nelle spalle. In un certo senso.
Vi fa male?
Non molto.
Le sue labbra s'incurvarono in un piccolo sorriso. Anna incontr gli occhi neri che la scrutavano ironicamente e si sent confusa, come se l'avessero costretta, con l'inganno, a simpatizzare con uno sconosciuto. Disse in fretta: Scusatemi, la mia amica mi star aspettando.
Il giovane chin il capo in cenno di saluto e lei si allontan svelta in direzione del pozzo, fermandosi a prendere un bicchiere d'acqua curativa che sorseggi lentamente prima di proseguire verso lo stabilimento. Marya sarebbe uscita da un momento all'altro. Era furente con se stessa. Non era pi una scolaretta che si sente turbata da uno sguardo di aperta ammirazione da parte di un uomo. Qualcuno le rivolse la parola e lei rispose distrattamente. Con la coda dell'occhio vide il giovane allontanarsi lentamente, zoppicando, verso il paese. Si stava comportando come una sciocca. A causa di Gregory le sembrava di leggere un significato recondito anche negli sguardi pi innocenti. Molto probabilmente lo aveva soltanto immaginato, il suo interessamento.
Erano a Pyatigorsk da tre settimane ormai e, inaspettatamente, si era accorta di divertirsi. La piccola citt adagiata fra i monti era incantevole. L'aria era fresca e corroborante e la loro casetta d'affitto, col tetto di paglia, pulita e confortevole. Il giardino era pieno di fiori e davanti alla finestra della sua camera da letto i rami dei ciliegi erano coperti di fiori bianchi; i petali si posavano lievi sul suo tavolo da toletta.
Aveva scoperto quasi subito che non sarebbe stato facile proseguire per Tiflis. Il comandante della guarnigione cui le avevano detto di rivolgersi era stato estremamente scoraggiante. Il capitano Maxim Gorsky era un ometto grigio: grigio di capelli, i baffi grigi, rigido e impettito nella sua giubba militare grigia. Incallito dai lunghi anni di servizio prestato nell'esercito caucasico, era tutt'altro che ben disposto nei confronti di una giovane donna che veniva a disturbare la sua routine quotidiana con richieste frivole.
Tutti gli ufficiali russi hanno una passione per i documenti, aveva pensato Anna spazientita, guardandolo esaminare i passaporti e le lettere di raccomandazione almeno due volte prima di scrutarla incuriosito.
Vostro marito  il principe Gregory Gadiani, signora, quindi  georgiano.
S. Sto andando a Kumari, a visitare i suoi possedimenti.
Che si trovano a qualche miglio da Tiflis?
S. Perch tutte queste domande?
L'ufficiale riesamin i documenti che aveva davanti a s prima di rispondere: Posso chiedere, principessa Gadiani, perch viaggiate sotto il vostro nome e non quello di vostro marito?
Non sapeva che cosa rispondere perch lei stessa lo ignorava. Era stato quasi come avesse voluto liberarsi di lui, essere se stessa, una persona a s stante, qualcosa che lui non le aveva mai permesso di essere. Questo riguarda soltanto me rispose infine seccamente.
Forse siete saggia. Ci sono alcuni georgiani la cui fedelt alla Russia ha dato luogo a gravi sospetti.
Non mio marito. Il principe Gadiani  un uomo d'onore. Strano come fosse stata sul punto di dire era. Lo credeva gi morto?
E l'altra signora? prosegu il comandante.
Marya Petrovna Kuzinsky  cugina di mia madre e viaggia con me.
Capisco. Si era appoggiato allo schienale della sedia, unendo le mani e scrutandola gravemente al di sopra degli occhiali. Ebbene, Madame,  evidente che non potete in alcun modo intraprendere il lungo e pericoloso viaggio per Tiflis senza una scorta militare, e purtroppo io non posso fornirvela.
Ma perch... cominci a protestare Anna, ma il comandante la interruppe con un gesto della mano.
Forse non vi rendete conto che siamo in mezzo a una guerra, signora disse ironicamente. La strada militare georgiana e in particolar modo il passo di Krestovaya sono sottoposti a continui attacchi da parte dei tartari. Non pi tardi di un mese fa, una carovana  stata brutalmente assaltata nella gola di Daryal, e i viaggiatori sono stati fortunati a uscirne vivi.
Cercava di spaventarla, pens Anna, pi risoluta che mai a partire. Avevamo creduto che dopo l'ultima grande vittoria la guerra fosse virtualmente finita ribatt.
Il capitano sorrise cupamente. Questo accadde due anni fa, e checch vi raccontino a Pietroburgo e a Mosca aggiunse in tono sarcastico qui nel Caucaso la situazione  molto diversa. Torn a guardare i documenti, voltandoli e esaminandone le firme.
Sono perfettamente in ordine proruppe Anna.
Non lo metto in dubbio, Madame, ma non vi aiuteranno a attraversare le montagne.
E allora cosa dobbiamo fare? Ci deve pur essere un modo per proseguire verso sud. Mi era stato detto che gruppi di viaggiatori compivano il viaggio per Tiflis a intervalli regolari durante la primavera e l'estate; o state cercando di dirmi che mia cugina e io dobbiamo proseguire da sole? Questo lo riscosse. Vi sconsiglierei nel modo pi assoluto di tentare una cosa del genere, Madame. Se doveste venir attaccate, potremmo non essere in grado di difendervi, e non illudetevi che questi popoli montanari siano gente cavalleresca. Sono selvaggi che seguono ciecamente le leggi dell'Islam, e hanno poco o nessun rispetto per le donne se non in quanto schiave o merce da utilizzare per lo scambio dei prigionieri. Finire in mano loro...
Potrebbe essere un destino peggiore della morte concluse Anna. Capisco perfettamente, comandante, non occorre che diciate altro. Ma nel frattempo sto aspettando di sapere che cosa dobbiamo fare.
Pu darsi che una compagnia di soldati parta per il sud. Ogni tanto capita disse l'ufficiale con riluttanza e col permesso del capitano, potreste aggregarvi a loro; ma vi avverto che potrebbe anche non volersi accollare la responsabilit di due signore, date le circostanze, e comunque sarebbe un viaggio estremamente disagevole.
Non abbiamo paura di questo, e se necessario siamo pronte a viaggiare a cavallo. Non ci occorre una carrozza, bastano dei muli per portare i nostri bagagli.
Siete viaggiatrici intrepide, vedo disse l'uomo con un sorriso glaciale e non c' infatti altro modo per attraversare questi monti. Lo terr in mente, ma debbo avvertirvi che l'attesa potr essere lunga.
Quanto?
Si strinse nelle spalle. Chi pu dirlo? Le circostanze cambiano di giorno in giorno. Nel frattempo vi consiglio di godervi le attrattive di Pyatigorsk. Non mancano i diversivi e vi si pu passare il tempo molto piacevolmente.
Non ho altra scelta, a quanto pare. Tese la mano per riprendersi i documenti, ma il comandante la prevenne.
Questi li tengo io fin quando non vi serviranno.
Io intendo partire, comandante, con o senza scorta.
Ma non senza i vostri documenti, Madame, questo ve lo garantisco io e li lasci cadere in un cassetto che richiuse a chiave.
Non potete far questo proruppe lei indignata.
Temo di s.  mio dovere assicurarmi che non corriate rischi inutili. Ho la vita dei miei uomini cui pensare, oltre la vostra sicurezza. Provveder a restituirveli al momento opportuno. E ora, Madame, permettetemi di darvi il buon giorno.
Si alz con un inchino, ponendo fine al colloquio. Dopo un istante Anna usc rabbiosamente dall'ufficio. I soldati balzarono sull'attenti mentre attraversava l'atrio e la seguirono con gli occhi mentre percorreva il vialetto.
Era un contrattempo esasperante, e Anna sfog la sua ira con Marya, ma c'era ben poco che potessero fare e dopo un giorno o due, sia pure controvoglia, cominci a godersi la vita pacifica della piccola citt. C'era una piacevole mancanza di formalit a Pyatigorsk. Si erano insediate nella loro villetta da pochi giorni, e gi cominciarono a ricevere le prime visite. I compagni di cura di Marya le descrivevano per filo e per segno i loro disturbi, con suo grande divertimento. Giovanotti annoiati si rallegrarono alla vista di una giovane e attraente forestiera, e mamme ansiose di trovare marito alle figlie bruttine accolsero con un sospiro di sollievo la voce secondo cui l'elegante giovane donna improvvisamente comparsa fra loro era gi sposata, sebbene per ragioni misteriose, viaggiasse in incognito. La loro conversazione poteva anche essere un po' futile e noiosa, pensava Anna ai concerti e ai ricevimenti ai quali venivano invitate, ma almeno era innocua e era un sollievo trovarsi fra sconosciuti che non sapevano niente di lei e di Gregory, lontana dalle insinuazioni, dalle gelosie e dagli intrighi della societ di Pietroburgo.
Sei particolarmente graziosa stamattina, Anna comment Marya, uscendo dalle terme e prendendo la cugina sottobraccio. Chi ti ha fatto la corte?
Nessuno ribatt in fretta Anna, irritata di sentirsi arrossire senza alcun motivo. Sono stata seduta al sole a leggere. Non sarebbe meglio passeggiare? Non devi prendere freddo dopo i fanghi.
Starmene immersa nel fango bollente fino al collo  un'esperienza davvero singolare, per  miracoloso per i miei reumatismi osserv Marya allegramente mentre scendevano di buon passo il ripido sentiero.
Io non credo tu abbia nessun reumatismo. Secondo me li hai inventati per avere la scusa di accompagnarmi disse Anna, stringendo affettuosamente il braccio della cugina.
Marya sorrise. Forse avevo bisogno quanto te di una vacanza. Guard di sottecchi la giovane donna snella che le camminava al fianco. Sembri gi un'altra, mia cara. L'ho sempre pensato che facevi male a rinchiuderti in quell'appartamento dopo che Gregory se n'era andato.
Era la nostra casa si difese la ragazza. E poi avevo molti amici.
Li aveva davvero? Conoscenti, forse, ma nessuno che le fosse veramente affezionato, e avevano smesso quasi subito di andarla a trovare quando non c'era pi Gregory a divertirli e incuriosirli. Nel tempo che erano stati insieme Anna non si era mai veramente sentita a suo agio nella frivola vita di societ in cui lui l'aveva lanciata. Era passato pi di un anno da quando Gregory se n'era andato e in tutti quei mesi era arrivata soltanto quell'unica lettera. Dopo un po' lei aveva quasi smesso di uscire; non sopportava le domande, gli sguardi pietosi, i commenti maligni. Si era sentita abbandonata, rosa da un senso di fallimento. Cosa era andato male? Era colpa sua o di Gregory? Era sciocca a prendersela tanto? Se il bambino fosse vissuto... Avere un figlio da amare e allevare avrebbe cambiato tutto.
Mia cara ragazza, cosa pretendi? aveva detto Gregory quando lei gli aveva fatto una scena, accusandolo di divertirsi con le altre donne. Non ti lasci neanche avvicinare. Avrebbe dovuto capire com'era stato difficile per lei in quei primi mesi dopo il parto: il dolore, la delusione, la depressione... Gregory le era stato infedele? Non voleva crederci, eppure c'era stato qualcuno. Ne era quasi sicura.
Credo che dormir un poco dopo mangiato disse Marya mentre si toglieva il mantello nel minuscolo ingresso. Tutto quel fango caldo mi fa venire sonno.
Buona idea. Io scriver a pap. Non ho ancora risposto alla sua lettera.
Quando Marya fu andata di sopra a riposare, si sedette al tavolo e prese la penna in mano.
Carissimo pap inizi ho cominciato a tenere un diario come tu mi avevi suggerito, bench per ora sia accaduto ben poco d'importante. La campagna qua attorno  di una bellezza incredibile e sono ansiosa di conoscerla bene, dal momento che siamo costrette a rimanere qui fin quando non ci verr fornita un'adeguata scorta che ci accompagni a Tiflis...
S'interruppe, mordicchiando la punta della penna. Aveva scritto appena poche righe nel diario rilegato in marocchino rosso, appoggiato sul tavolo. Quello era stato un altro motivo di frizione fra lei e Gregory. Incoraggiata da suo padre, lei aveva sempre tenuto un diario, annotandovi le sue impressioni, i pensieri, le sensazioni pi intime. Una sera Gregory l'aveva trovato in un cassetto della sua scrivania, l'aveva aperto e, nonostante i suoi disperati tentativi di strapparglielo di mano, ne aveva letto dei brani a alta voce, mettendola in ridicolo davanti ai loro amici mentre lei rabbrividiva dalla rabbia e dalla vergogna.
Non le aveva mai permesso di avere una sua vita autonoma. Forse era quel che di orientale c'era in lui, ereditato da qualche antenato persiano: sua moglie doveva essere la sua schiava, umile e mite, seduta nel suo harem, madre dei suoi figli. Un giorno, esasperata, glielo aveva gridato in faccia, e lui aveva riso, ma era vero. Eppure c'erano stati dei momenti... Rabbrivid, ricordando le sue braccia che la cingevano, la sua bocca che la baciava, la selvaggia furia del suo amplesso che dapprima l'aveva sconvolta e poi era diventata quasi come una droga che le faceva scordare tutto il resto. A volte, di notte, spasimava per i suoi baci. Scacci dalla mente quei ricordi e riprese a scrivere la lettera. Era a met del secondo foglio quando fu interrotta dalla cameriera. Darya era un circassa, tonda e paffuta, con due occhi neri come more.
Una visita per voi, un signore annunci, levando le mani al cielo per la meraviglia. E che signore, distinto come un principe!
Non essere ridicola, Darya. Non conosco nessun principe e meno che mai qui. Ti ha detto il suo nome?
No, Madame. Ha detto che forse non lo ricordavate, ma che vedendolo l'avreste riconosciuto.
Bene. Fallo accomodare e avverti Marya Petrovna che abbiamo una visita.
Il giovane che entr, chinandosi sotto l'architrave bassa, indossava la bella uniforme degli ussari e portava il berretto con un'inclinazione canagliesca sui capelli biondi; per un attimo lei lo fiss perplessa.
Non dite che mi avete dimenticato, Anna Stepanovna. Mi addolorerebbe molto l'apostrof il giovane allegramente. Ci siamo incontrati due anni fa, ma voi conoscevate molto bene mia sorella Nina.
Ma certo. Gli diede la mano. Adesso ricordo, il principe Nicolai Astrov.  davvero straordinario incontrarvi qui. Per quale ragione siete nel Caucaso?
Sono stato assegnato allo stato maggiore del comandante in capo. Sto andando a Tiflis per raggiungerlo. Le baci la mano, poi si appollai su un angolo del tavolo. Non riuscivo a credere alle mie orecchie quando ho sentito fare il nome di Anna Crispin e non ho potuto resistere alla tentazione di scoprire se si trattava proprio di voi.
Viaggio con il mio nome di ragazza. Non so perch, mi sembrava pi facile disse Anna a disagio. Vi sarei grata se ve lo ricordaste.
Certamente, se lo desiderate. Esit. Nina mi ha detto qualcosa della scomparsa di vostro marito. Avete sue notizie?
Non ancora.  in parte per questo che mi sono decisa a venire nel Caucaso. La nonna di Gregory mi ha invitata a Kumari.
In tal caso forse potremo fare il viaggio insieme... se, naturalmente, mi farete l'onore di accettare la mia compagnia. Ho parlato col comandante della guarnigione e mi ha detto che dovr aspettare finch non mi potr aggregare a un distaccamento di soldati diretto a sud.
Ha detto la stessa cosa anche a me. Pensavo fosse prevenuto contro le signore che viaggiano sole.
Credo che il capitano Gorsky sia mal disposto nei confronti di chiunque venga da Pietroburgo, ma forse non ha tutti i torti comment Nicolai gaiamente. Dopo tutto, questa  una regione piuttosto selvaggia. Forse ci potremo frequentare intanto che aspettiamo.  la prima volta che vengo da queste parti. Pensavo di esplorare un po' le montagne. Verreste a fare una passeggiata a cavallo con me uno di questi giorni?
Mi piacerebbe, ma non  facile noleggiare dei cavalli. Quando mi sono informata, mi hanno detto che i cosacchi della guarnigione avevano requisito tutti i cavalli migliori.
Lasciate fare a me disse Nicolai fiducioso. Trover il modo.
Poi entr Marya e Anna le present il giovane. Darya port il t con le fettine di limone e i dolci alla mandorla, e Nicolai intrattenne le sue ospiti ragguagliandole su tutti gli ultimi pettegolezzi di Pietroburgo prima di congedarsi.
Che giovane attraente comment Marya guardandolo montare in sella. Lo conosci bene, Anna? Era un amico di Gregory?
Non veramente. Sua sorella e io avevamo fatto amicizia quando eravamo allo Smolny, e cos ogni tanto ci incontravamo. La prima volta era stata al ballo dei Kuragin, quella notte fatale che aveva segnato l'inizio di tutto. Ricordava Nicolai come un ragazzo di sedici anni con capelli biondo cenere di sua madre, ma allora lei non aveva avuto occhi che per Gregory.
Lui ti ammira, mia cara, lo si vede subito.
Oh, non essere assurda.  tanto giovane. Non pu avere pi di diciannove o vent'anni.
Io lo coltiverei, se fossi in te. Se fa parte dello stato maggiore del principe Vorontsov potrebbe fare molto per te, se mai riusciremo a arrivare a Tiflis.  sempre utile avere un amico a corte.
Forse fece Anna, dubbiosa.
Ma non fu soltanto per quel motivo che lo rivide con piacere nei giorni seguenti. Le sue attenzioni e la sua manifesta ammirazione la ravvivavano. Il fatto che fosse fratello di Nina era valso a creare, fin dall'inizio, un clima amichevole fra loro. Marya, guardando Anna affettuosamente, era felice di vederle nuovamente brillare gli occhi, di sentirla ridere per un nonnulla e di notare che il colore le ritornava sul viso pallido. Era ora, pensava, che Anna riprendesse interesse nella vita e imparasse a amare nuovamente, meno disastrosamente questa volta; e si trov a augurarsi, senza provare alcun rimorso, che Gregory Gadiani fosse scomparso definitivamente dalla vita di sua moglie.
Il ballo nel salone dell'albergo aveva luogo ogni venerd sera e quando Paul Kuragin, dopo la sua cena solitaria, usc per passeggiare lungo il viale centrale, la musica e le danze erano in pieno svolgimento. Era una notte tranquilla, nell'aria tiepida aleggiava il profumo delle acacie, il silenzio era rotto soltanto dal grido regolare delle sentinelle degli avamposti, dal cigolio di un carro che portava le verdure al mercato o dal clop-clop di un cavaliere solitario. Il giovane passeggiava lentamente assaporando il ritorno delle forze. Grazie a Dio, il dolore se n'era finalmente andato e quel maledetto contrattempo che l'aveva costretto a rimandare i suoi piani era finito. Ancora una settimana e se ne sarebbe andato da quella miserabile cittadina. Non era andato a un solo concerto o ricevimento, a causa in parte della sua salute, in parte per evitare l'indicibile noia di rendersi bene accetto a quella ristretta societ provinciale. N, quella sera, aveva la minima intenzione di partecipare al ballo, ma quando sent il lamento dei violini e vide la luce brillare fra le colonne del portico, cambi improvvisamente idea e, salendo i gradini, attravers il ristorante dirigendosi verso il salone.
Diede un'occhiata circolare alla sala affollata. C'erano le solite vecchie signore sedute impettite sulle sedie dorate disposte lungo le pareti, le teste guarnite di piume, gli occhi d'aquila fissi sulle rispettive figlie volteggianti per il salone. Le ragazze erano tutte quante bruttine, pens contrariato, tranne una, la stessa che aveva gi attirato la sua attenzione in due precedenti occasioni. Stava ballando un valzer con Nicolai Astrov: i suoi capelli biondo ramati, lisci come seta, tirati indietro e rialzati sopra le piccole orecchie, rivelavano le linee pure della guancia e del collo. L'abito color avorio con il morbido merletto che circondava le spalle esili aveva una classica severit che gli piacque, ma quello che pi lo affascinava erano i suoi occhi. Occhi vellutati: aveva letto quell'espressione da qualche parte e gli era sembrata assurda, ma descriveva esattamente le ciglia scure, lunghe e ricurve contro il morbido pallore della pelle, che conferivano al suo sguardo mistero e singolare profondit.
Mise bruscamente fine alle sue fantasticherie. Che idiota era mai, anche solo a pensare una cosa del genere! Doveva essere l'effetto della febbre che aveva ritardato la sua guarigione e che lo affliggeva ancora. Non aveva sofferto abbastanza per colpa di Natalie negli ultimi due anni? Mai pi, si era giurato, mai pi avrebbe dato una parte di s a una donna, mai pi si sarebbe lasciato incantare da un bel viso o avrebbe sopportato l'amara umiliazione di sapersi tradito. D'ora in avanti avrebbe badato solo al piacere, e al diavolo le conseguenze! Strinse i denti, invidiando la giovent e l'allegria di Nicolai, invidiando la radiosit del volto alzato verso di lui. Rimpianse l'impulso che l'aveva spinto a entrare, e era sul punto di andarsene quando la danza fin e Nicolai lo vide. Con un cenno festoso della mano, il giovane gli venne incontro.
Paul! esclam trafelato. Ti ho visto soltanto adesso. Credevo tu avessi deciso di non venire.
Sono venuto soltanto a dare un'occhiata. Non mi fermo. Sorrise. Vedo che ti sei preso la pi bella, come al solito. Chi ?
Anna Crispin. Un'amica d'infanzia in un certo senso. Era a scuola con Nina.
Crispin? Il nome non mi  nuovo.
Pu darsi. Suo padre  professore di letteratura a Mosca.
Ah s, adesso ricordo: un intellettuale inglese con opinioni progressiste. Molto mal visto da alcuni esponenti della vecchia guardia all'universit. La figlia  una rivoluzionaria, un'intellettuale come lui? Non penso, bella com'.
Giudica da te. Vieni, te la presento.
Meglio di no. Non sono ancora in grado di ballare.
Se sei proprio sicuro... A proposito, volevo chiederti una cosa. Sai dove potrei noleggiare dei cavalli? Anna ha promesso di fare una cavalcata con me.
Davvero? Non perdi tempo. Si strinse nelle spalle. Puoi prendere uno dei miei se vuoi. Ne ho quattro nella scuderia che mangiano a ufo.
Sul serio? Sei un vero amico.
Ma la ragazza sa cavalcare? I miei cavalli sono dei Kabardan, i migliori che ho potuto trovare, focosi come diavoli ma di tutto affidamento su queste montagne.
Stando a Nina,  una autentica Diana.
I suoi meriti non hanno fine, a quanto pare comment Paul asciutto. Stai attento, Nikki. I frutti pi belli sono spesso bacati.
Non essere cinico.
Dimentichi che io parlo per esperienza. Rise e gli batt una mano sulla spalla. Divertiti, ragazzo. Io me ne vado alla mensa ufficiali. Ho raggiunto l'et in cui un gioco d'azzardo ha pi fascino di una donna. Dir a Marik che verrai a vedere i cavalli.
Ti ringrazio.
Nicolai guard accigliato l'alta figura dirigersi verso la porta. Aveva simpatia per Paul, lo ammirava sotto certi aspetti, ma non c'era una vera amicizia fra loro. C'era sempre qualcosa di riservato, qualcosa di segreto in lui. Non s'era aspettato di trovarlo a Pyatigorsk e non poteva fare a meno di domandarsi per quale motivo fosse l, ma Paul aveva abilmente eluso le sue domande.
Prese un vassoio di gelati da un cameriere che passava e si affrett a tornare da Anna. La trov con sua cugina e sedette accanto a loro.
Giusto quello di cui avevo bisogno disse Marya accettando il gelato. Siete stato gentile a pensarci. E tu, Anna?
 squisito. Ballare fa venire caldo. Anna affond il cucchiaino nel gelato prima di domandare casualmente: Il vostro amico non ci raggiunge?.
Oh, Paul Kuragin  un tipo strano. Non ama molto questo genere di cose. Dice che non potrebbe ancora ballare.
 stato malato?
Lui non parla molto, ma ho capito da Marik, il suo staffiere, che  stato male per alcuni giorni.
Anna aveva sentito i suoi occhi su di s mentre ballava con Nicolai, e la indispettiva che egli, dopo averla guardata, si fosse rifiutato di fare la sua conoscenza.
Pos la coppetta vuota sul tavolo. Era delizioso. Grazie. Conoscete bene Paul Kuragin?
In un certo senso. Quand'ero bambino lo vedevo spesso. Le propriet dei Kuragin a Arachino non sono lontane dalla casa di mio padre a Valdaya. Paul era nella Guardia Imperiale allora.
La Guardia Imperiale? E allora perch  nel Caucaso?
Si  messo nei guai. Non so esattamente di cosa si trattasse.  accaduto nove anni fa quando lui aveva poco pi di vent'anni. Lo Zar si  infuriato e l'ha mandato in un reggimento di fanteria. Per un certo tempo ha comandato un distaccamento di cosacchi, e quando poi gli diedero il permesso di tornare a Pietroburgo, rifiut di lasciarli. Da allora  sempre stato qui, a parte qualche licenza. Suo zio Andrei si occupa dei suoi possedimenti.
Ricordo di aver sentito dire che i Kuragin erano di una ricchezza favolosa comment Marya.
Paul lo  ancora, immagino. Era figlio unico e suo padre, il conte Dmitri, mor quando lui aveva dieci anni, lasciando tutto a lui. Ma si diceva anche che avesse sperperato la sua ricchezza prima dei ventun anni. Paul, nonostante la sua aria indifferente, o forse proprio per quella, era sempre piaciuto troppo alle donne. Voci d'ogni genere erano giunte dal lontano Caucaso fino a Pietroburgo. A Nicolai non piaceva l'interesse che Anna mostrava per Paul, e non aveva nessuna intenzione di dividerla con lui. Un breve episodio di amore, aveva deciso, era l'ideale per alleviare la noia dell'attesa a Pyatigorsk. La circostanza che Anna fosse sposata non faceva che rendere la cosa pi piccante. Comunque, se quel che Nina diceva era vero, il principe Gadiani non era mai stato un buon marito per lei. Si chin verso Anna. Dimenticavo di dirvelo. Ho scoperto dove posso ottenere cavalli, buoni cavalli.
Le si illumin il viso. Siete stato splendido! Quando possiamo andare a fare la nostra cavalcata?
Quando vorrete. Anche domani.
Ma in realt vennero bloccati da una serie di giornate piovose, e fu soltanto alcuni giorni dopo che si avviarono, insieme a un piccolo gruppo di amici, diretti verso le colline a sud della cittadina. Anna era soddisfattissima della sua giumenta grigia pomellata. Era una Kabardan piccola ma robusta, focosa ma facilmente controllabile. L'amore per i cavalli era stato qualcosa che lei e Gregory avevano avuto in comune fin dall'inizio. Le allieve dello Smolny avevano il permesso di montare a cavallo, ma solo i ronzini pi tranquilli e fidati. Gregory aveva al contrario una magnifica scuderia e la incoraggiava a cavalcare insieme a lui. A volte Anna si domandava con un oscuro senso di colpa se era stato per quello che aveva perso il bambino. Le piaceva tanto andare a cavallo e era stata cos ansiosa di non deludere mai suo marito. Lui le aveva parlato di Kumari, dei cento cavalli che vi si tenevano ai tempi di suo padre, del leopardo che si aggirava libero nei saloni della grande casa dove i suoi antenati avevano vissuto nel lusso pi sfrenato. E lei aveva sempre pensato che un giorno sarebbe andata l con lui. Le pareva strano che ora vi stesse andando da sola.
Era cos silenziosa che Nicolai, mentre le cavalcava al fianco, le chiese: Siete molto taciturna. Vi dispiace essere venuta?.
Oh, no!  il luogo pi bello del mondo.  triste soltanto che Marya abbia preferito non venire.
Dapprima cavalcarono lungo il fondo valle. Dall'alto un torrente scendeva spumeggiando e l'aria frizzante del mattino era piena del profumo delle acacie bianche e dell'erba alta che costeggiava il sentiero.
Poi passarono accanto a un laghetto di quel fango terapeutico bollente che costituiva una parte importante delle cure nella cittadina termale; ne sentirono l'odore ancora prima di vederlo tanto che le signore furono costrette a chiudersi il naso coi loro fazzolettini.
A mezzogiorno si fermarono per fare colazione lungo il greto erboso del fiume. Yakov e il domestico di Nicolai distesero una coperta per i loro padroni all'ombra di un faggio, un po' discosto dagli altri, e tirarono fuori le provviste dalle ceste. Al termine della colazione, Nicolai vers un ultimo bicchiere di vino e, porgendoglielo, si avvicin a Anna. Lei lo sorseggi trasognata, appoggiata al tronco dell'albero con gli occhi socchiusi. La brezza le scompigli i capelli sciolti, spingendone una ciocca contro il volto di lui. Nicolai sollev una mano e si fece scorrere i capelli tra le dita.
Sono fini come seta e sanno di fiori di tiglio.
Anna sorrise ma non rispose, e dopo essersi guardato rapidamente attorno, il giovane si chin in avanti e le sfior la guancia con un bacio.
Anna si raddrizz bruscamente; di colpo la pace del mattino era stata infranta. No disse in fretta no, vi prego, non fate cos.
Vi ho offesa?
No. Imbarazzata dalla propria brusca reazione, si alz in piedi. Le piaceva la compagnia di Nicolai ma non aveva mai pensato di lasciarsi corteggiare. Si guard attorno. Gli altri stanno ancora riposando, a quanto pare. Credo che passegger un poco.
Vengo con voi.
No, Nikki, vi prego... preferirei che non veniste.
Siete in collera con me?
No, certo che no.
Bene, se siete sicura... Si ritrasse offeso dal suo rifiuto. Non andate troppo lontano. Vi potreste perdere.
Anna s'incammin svelta lungo la riva del fiume, poi volt in un viottolo che s'inerpicava su per la collina attraverso una macchia di eucalipti, le cui foglie dure dal color grigio verde emanavano un profumo acuto sotto il sole. La salita era ardua ma la vista, quando Anna finalmente usc dagli alberi, era di una bellezza che lasciava senza fiato. Ai suoi piedi, la stretta gola si annodava serpeggiando fra le montagne, buia e misteriosa. I versanti erano rivestiti di una fitta vegetazione verde scura, dove querce, frassini e betulle si univano a larici e pini, innalzandosi in una luce sempre pi tersa fino allo splendore delle vette coperte di neve. Qua e l, macchie di fiori di campo brillavano come tappeti persiani alla luce del sole. Era un mondo di cui lei non aveva mai sognato l'esistenza, immutabile e immutato, solenne e maestoso, di una maestosit che la entusiasmava e insieme la riempiva di sgomento. Le cose di tutti i giorni, le ansie e le pene sembravano improvvisamente futili e insignificanti in quella terra antica e selvaggia che risaliva ai tempi in cui Dio aveva creato l'universo.
Poi una nube oscur momentaneamente il sole e dall'ombra del fondo valle sbuc un cavaliere nero che cavalcava attraverso il terreno sassoso. Indossava la tradizionale tunica circassa con le bande d'argento, stretta in vita, gli ampi calzoni infilati in morbidi stivali di pelle e, sui capelli neri, il Papakh, l'alto cappello bianco di pelle di pecora.
Una volta Gregory aveva indossato quel costume a un ballo di corte, e per un attimo, vedendo il cavaliere uscire al galoppo dagli alberi, Anna prov un guizzo di paura, poi, con un'esclamazione soffocata di sollievo, riconobbe Paul Kuragin. L'uomo venne dritto verso di lei, ferm il cavallo e la guard fissamente.
Vi ho spaventata? Vi chiedo perdono. Il fatto  che quest'abito  l'ideale per andare a cavallo su terreni come questi. Si guard attorno. Non vi sarete spinta cos lontano da sola?
Il principe Astrov  con me. Abbiamo fatto colazione in riva al fiume. Sono salita fin quass perch speravo di riuscire a -vedere il monte Elbruz da qui.
Kuragin smont da cavallo e, tenendolo per la briglia, le si avvicin.  raro che si possa vedere la vetta.  spesso nascosta dalle nuvole come adesso. La guard ironicamente. Lo sapete cosa dicono dell'Elbruz? Sulla cima pi alta c' un gallo gigantesco che canta e sbatte le ali per salutare il sole, e aggredisce a colpi di becco e di sperone chiunque sia tanto temerario da salire fin lass per rubare il tesoro che custodisce.
Anna lo guard incerta. L'avete inventato voi adesso?
No davvero. Non avete che da chiederlo ai contadini.
Nessuno  mai salito fin lass per accertarsene?
Non che io sappia. Pensate come sarebbe deludente trovarvi soltanto rocce e neve. Quasi tutti i monti hanno la loro leggenda. Sul Kazbek, per esempio, non solo abbiamo Prometeo incatenato, ma anche un castello di cristallo e un tempio ove  rinchiusa una colomba dorata.
Sono leggende bellissime. Mi auguro che nessuno salga mai fin lass a smentirle.
Preferite conservare le vostre illusioni?
Voi no?
Mia cara signorina, le mie le ho perse molto tempo fa. A un tratto sorrise e lei vide che i suoi occhi scuri avevano qualcosa di luminoso, una sorta di luce dorata. Poi aggiunse: Ma stiamo qui a chiacchierare come vecchi amici, e io non mi sono neppure presentato.
So chi siete, conte Kuragin.
Ne sono onorato ribatt il giovane con un lieve inchino e voi siete Anna Stepanovna Crispin. Nikki  stato il nostro intermediario, a quanto pare. Ho incontrato vostro padre a Mosca, un uomo straordinario.
Intuendo un certo sarcasmo nella sua voce, Anna lo guard ma il volto di lui era serio. Lo penso anch'io.
Un'improvvisa ventata si lev dal fondo valle, turbin attorno a loro e le strapp la sciarpa di seta dal collo. Tesero tutte e due una mano per riprenderla e scoppiarono a ridere quando le loro dita s'incontrarono. Poi, rifacendosi serio, Paul fiss il cerchietto d'oro all'anulare di Anna.
Perdonatemi, ma non sapevo che foste sposata. Nikki non me l'aveva detto.
Gliel'avevo chiesto io. Viaggio con il mio nome di ragazza.
Capisco.
Gli tolse la sciarpa di mano e se la rigir fra le dita, conscia di un leggero disagio fra loro. Mio marito  Gregory Gadiani. Sto andando a Tiflis e di l proseguir per Kumari.
Lui la fiss per un lungo momento prima di dire bruscamente: Ma certamente saprete....
Che cosa?
Non possono non avervelo detto.
Anna lo guard, e lui vide che i suoi occhi, dietro la cortina delle lunghe ciglia scure, erano di un azzurro tanto cupo da parere violetto. Conte Kuragin, che cosa dovrei sapere? Sono quasi due mesi che manco da Mosca.
Ma anche cos, la notizia vi dovrebbe essere arrivata.
Quale notizia?
Il principe Gadiani  morto.
Era come lo avesse gi saputo, e tuttavia sentirselo dire fu un grave colpo per lei.
No, non pu essere vero! Non lo credo.
Temo dobbiate crederlo.
Ne siete certo?
Nessuno potrebbe esserlo pi di me.
Fu colta da capogiro. Vacill e tese una mano in cerca di sostegno. Paul la prese e dopo un attimo attir la giovane a s e la sorresse, cingendole le spalle con un braccio.
Sono stato un pazzo. Avrei dovuto dirvelo in modo diverso.
Anna trasse un profondo respiro. Non  colpa vostra. Non potevate sapere. Si liber dal suo braccio. Come  successo?
Siete pallidissima.  meglio che vi riaccompagni dai vostri amici.
Come  successo? Voglio saperlo. Ho il diritto di saperlo.
Il giovane esit, distogliendo lo sguardo.  uscito a cavallo un mattino dirigendosi verso Kumari, o almeno cos si pensa, e non  pi tornato. Forse voi non lo sapete, ma  una regione molto selvaggia. Pi tardi ritrovarono il suo cavallo e il mantello che indossava, nient'altro.
Questo lo sapevo gi. Non significa che lui  morto proruppe Anna con foga. Forse  stato fatto prigioniero, ma prima o poi lo libereranno.
No. Vorrei potermi aggrappare a questa speranza, ma non posso.
Perch siete cos sicuro? Perch?
Se fosse vero, ormai sarebbero arrivate le richieste del riscatto, forse di uno scambio di prigionieri. Shamyl e i suoi seguaci sono abili nelle trattative.
Ma perch Gregory si sarebbe allontanato da solo quel mattino se era pericoloso? Perch avrebbe commesso una simile imprudenza?
Questo temo di non poterlo dire. Vostro marito non si  mai confidato con me.
C'era una nota strana nella sua voce che la allarm e dest la sua collera. Io credo che voi lo sappiate e che per qualche motivo me lo vogliate nascondere. Perch? Cosa avete contro di lui? Nella sua foga lo prese per un braccio, e lui rimase immobile un istante prima di dire: Non vi nascondo niente e mi dispiace soltanto di essere stato io a darvi questo dolore.
Andr egualmente a Tiflis. Scoprir da me quello che  successo.
Potreste pentirvene amaramente. Ricordate quello che mi avete detto poco fa. A volte  meglio conservare le proprie illusioni. Siete molto giovane. La vita ha ancora molto da offrirvi.
No. Io voglio la verit e se voi non me la volete dire, la scoprir da me.
Siete una giovane donna molto decisa.
C' qualcosa di male in questo?
Potrebbero esserci pi problemi di quanto immaginiate.
Potrebbero. Li affronter. S'interruppe, poi riprese pi pacatamente. Ci sono anche altre ragioni. La nonna di Gregory, la principessa Gadiani, mi ha pregata di andare da lei a Kumari.
Le propriet appartengono a voi, immagino.
Lo ignoro. Sembrava molto giovane e turbata. Sino a quando la morte di Gregory non sar accertata, non posso sapere nulla. Gli avvocati hanno cercato di spiegarmi la situazione, ma  molto confusa.
Paul la osserv per un momento. Si era aspettato un fiume di lacrime, ma dopo quel breve cedimento, la giovane donna aveva riacquistato la padronanza di s. Sotto quell'aspetto fragile doveva nascondersi una volont di ferro. Si domand se avesse idea del tipo di societ nella quale si accingeva a avventurarsi cos innocentemente. La corte del vicer a Tiflis era un crogiolo di nazionalit: russi, persiani, georgiani, turchi, tutti in lotta fra loro per avere potere e privilegi. Lui la conosceva sin troppo bene per sua esperienza personale, ma dubitava che lei gli avrebbe dato ascolto se avesse tentato di metterla in guardia.
Anna mosse qualche passo. Credo che dovrei raggiungere gli altri.
Paul annu.
S'incammin accanto a lei, conducendo il cavallo per la briglia. A un certo punto, vedendola scivolare sul sentiero roccioso, la sostenne, ma lei si liber dalla sua stretta. Come furono sbucati dagli alberi e si furono avviati lungo la riva del fiume, Nicolai corse loro incontro.
Dov'eravate, Anna? Ero in ansia. Poi scorse il suo compagno e s'irrigid. Credevo foste sola.
Ci siamo incontrati per caso disse Paul tranquillamente.
Davvero? Quando stamani ti ho chiesto se volevi venire con noi, hai detto che preferivi ancora non andare a cavallo.
Ho cambiato idea. Mi stanca meno che andare a piedi e abitualmente preferisco cavalcare da solo.
Il resto della comitiva era sulle mosse ormai e Yakov si avvicin coi cavalli. Paul aiut Anna a montare in sella, poi rimase l un istante, la mano sul collo del cavallo.
Vi piace la mia giumenta?
 vostra?
Non ve l'aveva detto Nikki?
No. Era contrariata perch in qualche modo questo la faceva sentire in debito con lui. Vi sono molto riconoscente disse con freddezza.
Ve ne prego, sono sempre lieto di fare un favore a un amico.
Mont in sella e le si affianc. Dopo un attimo Nicolai fece altrettanto e Anna fu costretta a percorrere la via del ritorno fra i due giovani, mentre avrebbe infinitamente preferito essere sola.
Arrivata davanti al cancello della villetta, Anna smont prima che l'uno o l'altro potessero aiutarla. Li guard allontanarsi a cavallo: il giovane alto e eretto nella giubba nera stretta in vita dalla pesante cintura d'argento e il ragazzo snello al suo fianco.
In salotto Marya la accolse festosamente. Hai passato una bella giornata?
S, molto interessante. E il tuo mal di testa va meglio?
 completamente passato. Credo sia colpa di tutto quel fango. Interromper la cura per un giorno o due.
Forse presto potremo rimetterci in viaggio.
Perch? Marya alz la testa. Hai saputo qualcosa di nuovo oggi?
Evit una risposta diretta. Torner a parlare col capitano Gorsky.  assurdo continuare a aspettare cos. Si volse spazientita. Sono stanca. Credo che andr di sopra a cambiarmi e poi riposer un poco.
Non dovevamo andare a un concerto stasera?
Si ferm sulla soglia. Preferirei rimanere a casa. Ti dispiace?
No. Qualcosa non va?
No, nulla. Sono soltanto un po' affaticata dalla gita. Fugg su per le scale sapendo che avrebbe dovuto raccontare a Marya quello che Paul Kuragin le aveva detto di Gregory ma sentendosi incapace di farlo. Era una notizia con cui doveva prima venire a patti lei.
Rifugiatasi in camera sua, butt il cappello sul letto, si apr la giacca attillata e and alla finestra, spalancandola. I raggi obliqui del sole al tramonto illuminarono la stanza; sul davanzale, i petali caduti dal ciliegio formavano uno strato candido come la neve. Sent l'aria fresca accarezzarle il viso accaldato e avrebbe voluto poter piangere. Cosa le era successo perch non riuscisse a provare quello che avrebbe dovuto? Cosa aveva spento il fuoco dell'amore, che un tempo era divampato in lei, riducendolo a un cumulo di cenere? Perch le rimaneva solo il rimpianto di sogni e illusioni svaniti per sempre?

III
Alcuni giorni dopo Nicolai si lasci inavvertitamente sfuggire la notizia che una compagnia di cosacchi aveva ricevuto ordine di partire immediatamente per Tiflis e che lui sarebbe partito con loro.
Sedeva insieme a Anna davanti al piccolo padiglione in cui era l'arpa eolica, e la musica del vento aveva costituito un sottofondo dolce e malinconico alla loro conversazione.
Il suo annuncio mise fine all'incanto. Anna pos la tazzina del caff e gli parl duramente.
Perch non me l'avevate detto prima? Credevo fossimo amici, e che quando aveste trovato il modo di lasciare Pyatigorsk, Marya e io saremmo partite con voi.
Il giovane abbass la testa, imbarazzato. Lo so... solo che... insomma, non credo che Paul sarebbe disposto a accollarsi la responsabilit di due signore.
Cosa c'entra Paul Kuragin?
Moltissimo. Sar lui al comando della compagnia.
E si era ben guardato dal dirglielo, pens Anna, quando l'aveva incontrato in paese non pi tardi del giorno prima. Era stato gentile e sorridente, ma non aveva fatto parola dei suoi progetti, pur sapendo quanto fosse importante per lei andare a Tiflis. Vado subito a parlare col capitano Gorsky proruppe furente.
Vi accompagno.
No, non ho bisogno di nessuno.
Si alz insieme a lei: Anna, mi dispiace....
Non importa, Nikki. So che non  colpa vostra. Volete essere tanto gentile da dire a Marya dove sono andata? Le avevo dato appuntamento qui.
S, certamente. La guard allontanarsi in preda allo sconforto, sapendo che Paul gli aveva chiesto, o per meglio dire, ordinato, di non dire nulla.
Fremendo d'ira e di sdegno, Anna scese rapidamente la collina e, una volta in paese, attravers le vie anguste dirigendosi verso il quartier generale della guarnigione. Era quasi mezzogiorno e il sole bruciava. Quando arriv, accaldata e ansante, il giovane tenente di guardia sul portone cerc di fermarla ma lei lo spinse in disparte.
Temo che il comandante sia occupato protest il giovane, seguendola nell'atrio e posandole una mano sul braccio per trattenerla.
In tal caso, aspetter finch potr ricevermi e sedette con aria risoluta sulla panca di legno.
Potrebbe volerci parecchio tempo.
Non ho fretta.
Il giovane la guard incerto. Comandava a bacchetta i suoi soldati contadini, ma non era abituato a trattare con le signore del bel mondo, e tanto meno con una signora ostinata come quella. Dopo un momento si ritir confuso verso la finestra.
La porta dell'ufficio era socchiusa, e l dentro, chiaramente, si stava svolgendo un'accesa discussione. Di quando in quando si udiva uno scoppio di voci, ma Anna non riusciva a distinguere le parole. Un'ape prese a ronzarle attorno e mentre la scacciava con la mano, sent sbollire la sua ira. Forse, dopo tutto, si stava comportando come una sciocca. Nikki poteva benissimo essersi sbagliato. Forse dovevano semplicemente prendere gli ultimi accordi prima di convocarla. Faceva molto caldo e si appoggi allo schienale, ancora decisa a aspettare, quando a un tratto sent Maxim Gorsky dire molto chiaramente: Insomma, colonnello, vi chiedo tanto? Potrebbero passare dei mesi prima che si ripresenti un'occasione del genere.
Non m'importa se anche passa un anno fu la brusca risposta, e Anna si fece attenta. Il tenente apr la bocca per dire qualcosa, ma con un gesto lei lo mise a tacere.
La signora era molto insistente prosegu il comandante.
Non lo metto in dubbio, ma la proposta  inaccettabile. Anna riconobbe la voce di Paul Kuragin, dura e tagliente. Sono stato trattenuto qui fin troppo e ora intendo arrivare a destinazione quanto prima possibile. Non ho tempo da perdere, e  un viaggio infernale come voi ben sapete. Mi rifiuto di essere intralciato da una giovane donna frivola e ostinata che non vuole ascoltare ragione, per non parlare della sua parente anziana e inferma... Cosa diavolo me ne farei di quelle due?
Anna sent il sangue ribollirle nelle vene. Senza fermarsi a riflettere, balz in piedi, attravers la stanza e spalanc la porta prima che il tenente potesse impedirglielo.
Non sono n frivola, n ostinata disse come entrambi sapete benissimo, e mia cugina non  n inferma, n anziana, ma forte e sana quanto me. Non ho nessuna intenzione di aspettare mese dopo mese, quando non c' assolutamente nessuna ragione per cui non dovrei fare il viaggio con voi.
Entrambi gli uomini erano rimasti sbalorditi. Il comandante sembrava leggermente divertito, ma Paul Kuragin, a braccia conserte, la guardava con rabbia.
Mia cara signora disse ironicamente quando lei si ferm per riprendere fiato non vi hanno mai detto quando eravate bambina che non si deve origliare alle porte?
Non vi permettete di farvi beffe di me!
Non lo farei mai. Ora ascoltatemi riprese con fermezza vedendo che stava per interromperlo. Posso elencarvi una serie di motivi per cui non posso portarvi con me. I miei uomini non sono n bellimbusti n gentiluomini abituati a frequentare la buona societ. Sono cosacchi, soldati incalliti, che bevono, bestemmiano e fanno una vita da cani. Pensate forse che vi monterebbero la tenda ogni sera, vi cucinerebbero cibi delicati, vi porterebbero l'acqua calda ogni volta che la chiedete? Vorreste costringerli a badare a ogni loro gesto e parola per non offendere le vostre graziose orecchie...?
Perch no? ribatt lei freddamente. Non avete nessuna autorit sui vostri uomini? Non obbediscono ai vostri ordini?
Il capitano Gorsky soffoc un sorriso. La signora non ha torto, colonnello.
Paul Kuragin lo guard con asprezza. Non  soltanto dei miei uomini che mi preoccupo, principessa Gadiani disse seccamente ma di voi e delle privazioni che voi e Marya Petrovna dovreste sopportare. Credetemi, non sar una gita di piacere. Sar un viaggio difficile e pericoloso.
Ne sono perfettamente consapevole.
Ebbene, allora non c' altro da dire.
Oh, s...
Davvero?
Lo guard implorante. Voi sapete perch questo viaggio  cos importante per me, conte Kuragin, meglio di chiunque altro. Giuro che non vi saremo d'intralcio. Yakov provveder a noi e alle nostre esigenze come ha fatto da Mosca a qui. Vi prego, non potete aiutarmi? Non credo di chiedervi troppo.
Paul esit. Maledetta strega! Era dieci volte pi difficile resisterle quando lo guardava cos, per giunta sapendo quello che lui sapeva. Aveva cercato di soffocare il senso di colpa, ma inutilmente. E in realt, per quanto lei lo ignorasse, lui le doveva qualcosa.
Suppongo che se mi rifiutassi disse in tono brusco voi decidereste di partire da sola.
Anna abbass gli occhi. Temo di non poterlo fare. Il comandante ha i nostri documenti e non me li vuole restituire.
 cos?
Gorsky annu. Mi  sembrato saggio, date le circostanze.
Molto saggio. Paul sospir prima di dire a malincuore: Bene, ora potete consegnarli a me. Guard Anna accigliato. So di essere un idiota, ma fra quanto tempo potete essere pronte?
Anche domani se volete.
Domani l'altro sar pi che sufficiente. E riducete i bagagli al minimo indispensabile. Non posso sacrificare una pariglia di muli per i vostri fronzoli. Lo sapete che dovrete viaggiare a dorso di cavallo?
S rispose Anna, felice perch aveva vinto. Non abbiate paura. Non siamo creature deboli, nessuna delle due, e non vi daremo alcun fastidio.
Spero davvero che abbiate ragione.
E vi ringrazio, conte Kuragin, vi ringrazio con tutto il cuore.
Le brillavano gli occhi, e guardando il suo volto radioso, Paul sent una strana stretta al cuore. Aveva fatto del suo meglio per scoraggiarla: ora lei avrebbe dovuto affrontare quello che l'aspettava. Ma disse soltanto: Aspettate di essere a Tiflis prima di ringraziarmi.
Siete molto fortunata, Madame comment Gorsky allegramente, felice di essersi liberato della responsabilit. Il colonnello Kuragin  un uomo coraggioso e i suoi cosacchi sono tutti soldati scelti. Mi auguro solo che non rimpiangerete la vostra decisione.
Perch dovrei?
Il comandante diede un'occhiata a Paul. Credo che non vi siate ancora resa pienamente conto che qui viviamo in mezzo alla violenza e che nessuno pu sapere chi o dove essa colpir di nuovo. Comunque, se c' qualcos'altro che posso fare per voi, sono a vostra completa disposizione.
Vi sono grata, estremamente grata. Guard dall'uno all'altro con un sorriso raggiante e poi usc in fretta prima che potessero cambiare idea.
Maledizione! esplose Paul non appena la porta le si richiuse alle spalle. Non siete stato di nessun aiuto. Eravate dalla sua parte.
Non vedo come avreste potuto rifiutare. Inoltre aggiunse, lanciando a Paul un'occhiata maliziosa qualche giorno in compagnia di una bella donna; che altro potreste desiderare?
Molte altre cose ribatt Paul furente. Avevo sperato di fare il viaggio in una settimana, ora probabilmente ce ne vorranno due, o forse addirittura un mese, e non chiamatemi colonnello. Non ho pi diritto a quel grado.
Ma perch? Quando eravate qui un anno fa...
Allora era un'altra cosa. In seguito lo Zar ha pensato bene di degradarmi. Ora sono un semplice capitano come voi.
Posso chiedere il perch? domand Gorsky, aprendo il cassetto e traendone i documenti di Anna.
Ho ucciso un uomo o ne ho provocato l'uccisione. Le due cose si equivalgono.
In duello?
Suppongo lo si potrebbe chiamare cos rispose Paul seccamente. Diede un'occhiata ai documenti che il comandante gli aveva consegnato. Avete mai conosciuto Gregory Gadiani?
Come potrei? Non ho mai avuto la fortuna di essere invitato alla corte del vicer.
Non avete perso niente, amico mio, credetemi. Il principe Gadiani era tanto bello da far perdere la testa a qualsiasi ragazza, ma era anche turbolento e selvaggio, e aveva altre spiacevoli qualit. I Gadiani sono della vecchia aristocrazia caucasica, principi di Kumaria, affascinanti, tortuosi, ambiziosi e assolutamente spietati. Mi domando se sua moglie andava d'accordo con lui.
Non va a Tiflis per raggiungerlo?
Paul gli scocc una rapida occhiata. Non vi  ancora giunta la notizia? L'hanno assassinato alcuni mesi fa. Lei ancora non sa in quale nido di vipere si sta cacciando. Dopo tutto, la cosa non mi riguarda. Io la porter a Tiflis sana e salva. Poi me ne laver le mani. Ci penseranno i Gadiani a prenderla sotto la loro ala. Ma vogliamo rimetterci al lavoro? Dobbiamo decidere per gli approvvigionamenti, i cavalli, le armi, i muli...
Cominciarono a discutere gli aspetti pratici del viaggio, ma Maxim Gorsky, che aveva trattato con Paul Kuragin prima d'allora per alcune delle missioni non ortodosse da lui intraprese, pens che il giovane mettesse meno attenzione del consueto ai particolari, e non ne era del tutto stupito. Qualche settimana di vita in comune, dividendo piaceri e privazioni con una giovane donna come Anna Gadiani, poteva essere eccitante e produrre risultati inattesi. Poi si strinse metaforicamente nelle spalle e torn a dedicarsi al lavoro.
Ripensandoci in seguito, Anna si sarebbe detta che alcuni giorni del lungo e spesso drammatico viaggio a Tiflis erano stati fra i pi felici della sua vita, e avrebbe ammesso a malincuore che era in gran parte dovuto a Paul Kuragin, anche se prima non l'avrebbe mai creduto possibile.
 vero che una volta stabilito che le due donne avrebbero viaggiato con lui, era stato di una impeccabile cortesia. Marya, prevenuta nei suoi confronti dalla descrizione di Anna, che lo accusava di essere di un'arroganza insopportabile, rimase gradevolmente sorpresa quando Paul si rec da loro per una visita di cortesia il giorno prima della partenza, e diede loro una serie di consigli e suggerimenti su come viaggiare e cosa portare, per rendere il viaggio sopportabile.
Non capisco perch lo trovi tanto sgradevole, Anna disse quando Paul se ne fu andato. A me sembra che siamo fortunate a averlo come nostro protettore. Avrebbe potuto andare molto peggio. Dopo tutto,  un giovane di buonissima famiglia.  molto premuroso nei nostri confronti e parla tanto bene di tuo padre.
Non lo trovo sgradevole.  solo che... oh, non lo so... ho la sensazione che disprezzi tutto e tutti, e quindi anche noi.
Non mi  sembrato un uomo particolarmente felice comment Marya ma questo non ci riguarda.
Forse era per quello che le aveva detto di Gregory che Anna si sentiva a disagio. Era sicura che lui sapeva qualcosa che le nascondeva deliberatamente, e la cosa la irritava. Ciononostante si occup dei preparativi, lieta di essere finalmente in partenza.
La colonna prese le mosse poco dopo l'alba, quando l'aria era ancora fresca e tonificante. Il sole appena sorto indorava gi le cime pi alte, ma le vallate erano ancora avvolte nell'ombra. Il distaccamento di cosacchi era schierato all'esterno della cittadina in loro attesa. Nei loro caffettani stretti in vita e con i grossi berretti d'agnello, con le armi scintillanti e i bourkas, i mantelli di pesante panno legati alla sella, sembravano una banda di malviventi, ben diversi dalle schiere ordinate di soldati in alta uniforme che Anna aveva visto sfilare davanti allo Zar nel Campo di Marte. Alla loro testa c'era Paul, vestito come i suoi uomini, senza niente che denotasse il suo grado, a eccezione dello splendido cavallo nero, dell'elsa tempestata di pietre del pugnale che aveva nella cintura e delle pistole dal calcio intarsiato d'argento.
Avevi mai visto una simile compagnia di briganti? mormor Marya divertita mentre lei e Anna si avvicinavano al trotto sotto lo sguardo curioso di venti paia di occhi. Mi sembra di essere la protagonista di un romanzo d'avventura.
Grid un allegro buon giorno a Paul, il quale rispose con un cenno del capo e un'occhiata di approvazione: avevano avuto il buon senso di indossare semplici costumi da amazzone e non abiti complicati e pieni di fronzoli come lui aveva temuto.
Pass in rivista i suoi uomini. Tutto era in ordine. In coda c'erano i muli col bagaglio, affidati a Marik e Yakov. Paul guard irritato l'orologio. Dove diavolo era Nikki? Grid un ordine e i cosacchi si divisero: due cavalcarono alla testa della colonna. Fece cenno a Marya e a Anna di prendere il loro posto al centro, precedute e seguite da soldati con una retroguardia che avrebbe seguito gli animali da soma.
I cavalli scalpitavano impazienti, i cosacchi si scambiavano occhiate e guardavano il loro capitano accigliato, quando finalmente Nicolai arriv al galoppo, risplendente nella sua uniforme da ussaro, seguito dallo staffiere con due muli carichi di bagagli.
Sei in ritardo lo apostrof Paul furente e dove diavolo credi di andare, vestito come un manichino? Qui non siamo a Pietroburgo.
Nicolai arross. Non occorre sembrare spaventapasseri. Siamo ufficiali russi disse sostenuto e ci sono delle signore con noi.
Non stiamo partendo per una gita di piacere, n siamo invitati a un ricevimento al Palazzo d'Estate ribatt Paul con sarcasmo, copriti almeno quei galloni d'oro prima di arrivare in montagna. Non dobbiamo dare nell'occhio; dobbiamo sembrare una carovana come tante, che non vale un copeco. Quei banditi ti taglierebbero la gola solo per impossessarsi di uno di quei tuoi bei bottoni d'oro. Sar meglio che tu viaggi al centro del gruppo insieme alle donne.
No, questo mai e poi mai protest Nicolai con violenza. Mi credi un vigliacco?
Paul gli tronc le parole in bocca. Mi auguro che tu non lo sia, ma non  questo il punto. Non discutere. Fai come ti dico. Siamo gi in ritardo di mezz'ora.
Furente Nicolai raggiunse Anna e Marya. Chi diavolo crede di essere? Io non sono ai suoi ordini.
Lo siete per il momento ribatt quietamente Marya. Lo siamo tutti. Se protestate non fate che peggiorare le cose. Il conte Kuragin ha gi abbastanza preoccupazioni.
Senza dubbio era efficiente,' pens Anna nei giorni successivi, quando tutto sembrava funzionare perfettamente e secondo i piani. Viaggiando prima lungo la riva del fiume e poi inoltrandosi fra le colline, provava un senso di libert, un'euforia e un'esultanza che da molti mesi non provava. Ridendo e conversando con Marya e Nikki, sanamente affamata alla fine del giorno, non faceva caso al calore bruciante del sole a mezzogiorno, n le dispiacevano il cibo semplice e i disagi di quella vita primitiva. Solo a volte, di notte, si vergognava di essere tanto felice. Avrebbe dovuto rattristarsi per Gregory, ma si accorgeva che nel veloce passare dei giorni raramente pensava a lui.
Paul non era quasi mai con loro, se non per chiedere se avessero bisogno di qualcosa. Di consueto cavalcava in testa alla colonna, da solo, o parlava col suo secondo, un gigante d'uomo, con una gran barba e i capelli grigi, il quale trattava il suo capitano con un misto di rispetto e di familiarit che non sarebbe mai stato ammissibile negli ambienti militari di Pietroburgo.
Varga  con me fin da quando sono arrivato nel Caucaso aveva spiegato Paul quando Marya aveva commentato la cosa quando ero giovane e inesperto come lo  Nikki ora. Senza di lui sarei morto decine di volte.
La stazione di posta di Vladikavkaz era la pi confortevole in cui si fossero fermati da quando erano partiti. Dopo che le due donne ebbero cenato in camera loro, Anna si tolse la camicetta e si lav la faccia e il collo con l'acqua fredda. Poi indoss una camicetta di seta pulita e si spazzol vigorosamente i capelli per liberarli dalla polvere. Li raccolse sulla nuca, legandoli con un nastro, e si esamin il viso allo specchio. Aveva gi acquistato una leggera abbronzatura che avrebbe fatto gridare sua nonna allo scandalo. Ora si era sottratta a quelle regole; era libera, libera come l'aria di fare quel che voleva. Una vedova... le pareva strano. In un certo senso la emancipava, la affrancava dalle convenzioni e dai divieti che venivano imposti alle ragazze da marito.
Dimostri sedici anni le disse Marya con un sorriso. Dove vai?
Pensavo di passeggiare in riva al fiume.
Hai appuntamento con Nikki?
No davvero rispose bruscamente. Perch dovrei?
Solo perch mi sembrava tu gradissi la sua compagnia, e  una bella serata.
Marya, non sei altro che una vecchia romantica! Domina la tua fantasia. E inoltre questa  una citt di guarnigione, e ho visto una quantit di ufficiali. Molto probabilmente Nikki passer la serata giocando a carte con loro. Non sar via molto.
Attenta a non allontanarti troppo.
Non temere.
La cittadina era stata costruita mezzo secolo prima come trampolino per la conquista del Caucaso e vantava una sola via principale. La Alexandrovskaya era fiancheggiata da graziose case di stucco bianche e rosa dove abitavano gli ufficiali della guarnigione, e ombreggiata da un filare di tigli il cui dolce profumo si spandeva nella brezza della sera. Il viale terminava in un giardino pubblico con un viottolo che costeggiava il fiume. Anna lo segu per un tratto, poi sedette su un tronco abbattuto ai piedi di un grande faggio. L'acqua scorreva veloce, tanto limpida che si potevano vedere i ciottoli levigati nel letto del fiume. Sulla riva opposta la bandiera sventolava dalla torre della fortezza, e Anna sentiva le parole d'ordine che si scambiavano le sentinelle mentre facevano il cambio della guardia. Da qualche parte, vicina ma invisibile, una zampogna diffondeva nell'aria una melodia dolce e malinconica. Appoggiandosi all'albero con gli occhi chiusi, Anna si lasci dolcemente trasportare da quella strana musica primitiva, e trasal quando una mano le tocc la spalla.
 una zampogna ossianica. Lo sapete che qui la usano per accompagnare danze molto simili a quelle che ballano nel nord della Scozia? Paul Kuragin si era seduto sul tronco accanto a lei.
Conoscete bene la Scozia, conte Kuragin?
Affatto, so soltanto quello che ho letto nei libri rispose pigramente il giovane. Forse tutti i montanari hanno gusti simili. Anna non lo aveva mai veduto tanto sereno, senza l'espressione tesa e guardinga che gli era consueta.
Credevo avreste passato la serata coi vostri amici della guarnigione.
Bevendo e giocando d'azzardo? Sbaglio o avverto una nota di disapprovazione? Ricordate, Anna Stepanovna, che quasi sempre quelli sono gli unici svaghi di cui dispone un soldato quando  stanziato nel Caucaso.
Perch dunque rimanete qui? Nikki mi ha detto che avreste potuto tornare a Pietroburgo da un pezzo, solo che l'aveste voluto.
Nikki parla troppo. Vi sono momenti nei quali mi piace bere e giocare, ma non stasera.
Perch non stasera?
Il giovane si strinse nelle spalle e si volse a guardarla; i suoi occhi indugiarono sui lucenti capelli ramati, sul bel collo esile, sulla curva del seno sotto la leggera seta della camicetta. Vi ho osservata per alcuni minuti poco fa. Sembrate una scolaretta coi capelli pettinati cos. Ho un vago ricordo che non riesco a ricostruire. Siete certa che non ci fossimo mai conosciuti, prima d'incontrarci a Pyatigorsk?
Non che io sappia.
Seguit a fissarla pensosamente, poi a un tratto si batt il pugno sul ginocchio. Ora ricordo! Il ballo dello zio Andrei, sulla Neva. Doveva essere tre... no, pi di quattro anni fa. Come in un lampo, Paul rivide la fanciulla come l'aveva vista quella sera nel suo abito bianco, incredibilmente fresca e innocente in mezzo a quella compagnia di gente scettica e sofisticata, una visione fugace che lo aveva commosso e poi era stata dimenticata nella sua stessa stanchezza e nella sua noia. Si chin in avanti. Eravate al ballo, non  cos?
S. Incontr i suoi occhi, poi distolse lo sguardo. Non ricordo di avervi visto.
 probabile. Me ne andai quasi subito. Eravate con Gregory Gadiani?
S. Anna si fissava le mani intrecciate.  a causa di quella serata che ci sposammo. Io ero fuggita di nascosto dallo Smolny. Fu una pazzia e purtroppo se ne accorsero. Gregory ebbe un incidente di carrozza mentre mi riaccompagnava in collegio...
E cos scoprirono la vostra scappata. Che pazzo  stato Gregory!
No, non dite questo. Fu una disgrazia.
Scusatemi. Non volevo ricordarvelo. Dovevate essere molto giovane.
Avevo quasi diciannove anni.
Poco pi di una bambina, e costretta a sposare quel giovane prepotente e scapestrato per salvare le apparenze. Lo Zar interferiva spesso nelle vite altrui, pens Paul rabbiosamente, e avrebbe interferito anche nella sua, se lui gliel'avesse permesso.
Eravate molto innamorata di lui allora?
Preferirei non mi faceste queste domande.
Vi ha resa tanto infelice?
Conte Kuragin, vi prego... Era ridicolo, ma Anna sent le lacrime salirle agli occhi al ricordo di quella pazza e felice serata.
Perdonatemi. Non ho il diritto di chiedervelo.
Le sfior una mano in gesto di scusa, e attraverso un velo di lacrime Anna vide il grande anello quadrato... Non era l'anello di Gregory, sebbene gli somigliasse molto, e a un tratto le torn in mente la strada in mezzo al bosco, e il mendicante ai suoi piedi, e il sangue. Sollev il capo, con la domanda che le tremava sulle labbra; ma lui si era gi alzato e si guardava attorno.
 tardi e comincia a essere freddo... E per giunta siamo in una citt di frontiera.
Ma siamo al sicuro qui?
S; tuttavia  meglio rientrare.
Paul non le disse che non si era mai completamente al sicuro da nessuna parte. Accadeva che una banda dei cavalieri di Shamyl sbucasse improvvisamente dall'oscurit e percorresse al galoppo le vie del paese. Una volta avevano persino invaso una sala da ballo, lasciandosi dietro una scia di morte e di devastazione. Disse invece: Dovreste dormire. Bisogner partire all'alba anche domani. Ci aspetta una giornata faticosa.
Risalirono insieme il viale alberato, pieno di gente che si affrettava verso casa. Anna non disse nulla dell'anello, ma era stranamente consapevole di una corrente di simpatia nata fra di loro. Si era sentita inspiegabilmente confortata dal breve tocco della mano di lui.
Il giorno seguente si addentrarono fra le montagne e per tutta la giornata s'arrampicarono su per un'erta e pietrosa mulattiera. Da una parte e dall'altra si levavano i monti di pietra calcarea ricoperti di fitti boschi; pi in alto, dove terminava la vegetazione, le pareti erano nude e rocciose, talvolta striate di neve. Di quando in quando, dall'imboccatura delle valli laterali, s'intravvedevano villaggi con le loro torri di guardia e i pugni di casupole nere abbarbicate come nidi di uccelli, alti sugli strapiombi.
A mezzogiorno, quando si fermarono per mangiare, il sole batteva sulla roccia. Anna si tolse la giacca e si spinse indietro i capelli umidi che portava annodati mollemente sulla nuca per essere pi fresca e comoda. Mangiarono tutti con appetito il cibo fresco che avevano comprato in paese, formaggio cremoso di capra e pane scuro appena sfornato, accompagnato da pomodori e cetrioli freschi e croccanti. Paul non li lasci riposare a lungo. Aveva mangiato insieme ai suoi cosacchi, sdraiato per terra accanto ai cavalli, e ora vedendo che Yakov si preparava a tirare fuori il samovar, si avvicin al gruppetto.
Non c' tempo per il t disse bruscamente. Dovrete rimandarlo a stasera, quando ci accamperemo.
Oh, suvvia Paul, devi proprio fare da aguzzino? chiese Nikki pigramente. Anna e Marya sono stanche e assetate. Il caldo  al massimo. Non potremmo rimetterci in cammino quando cala il sole e l'aria  pi fresca?
E attraversare la gola di Daryal al buio? Non essere tanto sciocco. Faresti meglio a tacere e a lasciar decidere chi ne sa pi di te. Grid un ordine ai soldati i quali cominciarono a montare in sella.
Andiamo concluse Marya stancamente  inutile discutere.
Con aria ribelle, Nikki l'aiut a alzarsi. Le donne montarono a cavallo mentre Yakov e Marik riponevano le provviste nelle ceste.
Ricordate, ora... serrare le file. Che nessuno si allontani dal gruppo ordin Paul. La strada  stretta e pericolosa e non voglio incidenti. Mi rivolgo in particolar modo a te, Nikki.
L'hai detto tante volte che non vedo come potrei dimenticarmene ribatt il giovane, montando rabbiosamente a cavallo.
Anna guard ansiosamente dall'uno all'altro. La tensione andava crescendo e era evidente che prima o poi sarebbe scoppiata una violenta lite fra i due. Gi da tempo avrebbe voluto chiedere a Paul di essere pi diplomatico, pi tollerante, di ricordare che il ragazzetto che aveva conosciuto un tempo era adesso un giovane, con tutta l'insicurezza, la suscettibilit della giovent, ma non aveva osato farlo.
Seguitarono a salire sempre pi in alto; il sentiero si restrinse finch si trovarono a percorrere un ripiano tagliato nella parete di roccia, a picco su un torrente. Anna non osava guardare in basso per timore di venir presa dalle vertigini. Guardava dritto davanti a s, gli occhi fissi sulla schiena del cosacco che la precedeva. Cavalcavano in fila indiana; Nikki era dietro di lei, poi veniva Marya seguita dal resto degli uomini. Non sapeva dove fosse Paul. Da entrambe le parti si ergevano due pareti verticali di granito alte pi di mille metri, che impedivano ogni visuale se non una striscia sottile di cielo.
Era l'ingresso alla gola di Daryal, un luogo sinistro e misterioso. Il sole non vi penetrava mai, vi soffiava un vento gelido e l'unico rumore che si udisse era il rombo incessante del fiume. Il sentiero scendeva e risaliva, snodandosi fra pareti torreggianti; poi riprese a scendere, e Anna vide davanti a s lo stretto ponte sul torrente, che rombava e spumeggiava centinaia di metri pi in basso. Sull'altra sponda, a picco sullo strapiombo e quasi indistinguibili dalle rocce, vi erano le rovine del castello di Tamara, la famosa e malvagia regina della Georgia, che secondo la leggenda uccideva i suoi amanti facendoli scaraventare in quelle nere acque. In quel luogo selvaggio tutto sembrava possibile e Anna rabbrivid, fermandosi all'imbocco del ponte. Involontariamente allent la salda stretta sulle redini, il suo cavallo fece un passo falso e, per un agghiacciante momento, Anna oscill sull'orlo dello strapiombo, troppo atterrita per poter gridare. Poi si sent tirare indietro violentemente.
Non potete fare attenzione a dove andate? Volete farci annegare tutti quanti nella gola laggi? Paul era bianco per l'ira.
Turbata, Anna balbett una scusa e Nicolai, dietro di lei, disse rabbiosamente: Non parlare in quel modo a Anna!.
Parler come pi mi piace se lo ritengo necessario fu la secca risposta di Paul.
Poi, conducendo il suo cavallo per la briglia, aiut Anna a attraversare il ponte. Varga li seguiva, con la mano sulla briglia di Marya, quindi venivano Nicolai e il resto della colonna. Dovettero percorrere altri quindici chilometri prima di sbucare fuori dalla gola e Paul si tenne Anna vicina per tutto il percorso. Poi, pian piano, il sentiero cominci a allargarsi, e tutti videro, increduli, una distesa di prati aprirsi innanzi a loro. Allora Paul la lasci e ripercorse la colonna a ritroso per occuparsi dei muli che stavano dando filo da torcere. La strada si allarg ancora di pi. Anna sospir di sollievo mentre Nicolai le si affiancava.
Accidenti! Il giovane si asciug il viso. Che percorso infernale. Non mi dispiace di esserne fuori. Che ne dite, Anna? Vogliamo cavalcare distaccando gli altri?
Credete sia il caso? domand lei incerta. Paul ci ha ordinato di non allontanarci dal gruppo.
Al diavolo Paul! Non  il nostro dio anche se lui crede di esserlo ribatte Nicolai spazientito. Il mio cavallo e io abbiamo bisogno di sgranchirci le gambe. E con un colpo di sprone, part al galoppo.
Era una tentazione dopo tutti quei chilometri percorsi in fila indiana e a passo d'uomo, e traendo un profondo respiro, Anna lo segu. Galopparono affiancati lungo il primo tratto di strada pianeggiante che avessero trovato quel giorno: i capelli al vento, i nastri che le trattenevano il cappello ricaduto sulle spalle, Anna sentiva l'aria frustarle il volto accaldato. Oltrepassarono i due battistrada che inutilmente gridarono loro di fermarsi. Il martellare di zoccoli alle loro spalle non li fece desistere dalla loro folle corsa finch Paul, superandoli, gir il suo cavallo e si mise di traverso sulla strada davanti a loro. Anna si ferm, ansante e scompigliata, mentre Nicolai, incapace di fermarsi, seguit nella sua corsa, poi si volt e torn indietro, dominando il cavallo a fatica. L'eccitamento scomparve dal suo volto alla vista dell'espressione di Paul.
Siete impazziti tutti e due? O vi divertite a ignorare tutto quello che dico? Mi sembrava di avervi detto di rimanere vicino ai miei uomini.
Ormai la gola l'abbiamo attraversata. Perch continuare a darsi tanta pena? ribatt Nicolai in tono di sfida.
Ecco perch: vi sono venti buone ragioni, forse pi e Paul indic con la frusta. Oltre la valle, su una piccola altura, un gruppo di cavalieri neri, immobili e sinistri, si stagliavano contro il cielo dorato.
E con questo? chiese Nicolai.
Sono i cavalieri di Shamyl. Ci hanno seguito per buona parte della giornata. Se fossero piombati gi e vi avessero tagliati fuori, avrei potuto fare ben poco per salvarvi. A quest'ora la tua testa potrebbe essere appesa all'arcione di una sella e Anna essere avviata al mercato degli schiavi, o peggio.
Non mi ero resa conto... cominci lei spaventata.
Forse in avvenire crederete che agisco per il vostro bene ribatte Paul con sarcasmo.
Nicolai si accigli. Perch non ci avevi avvertito?
Non volevo spaventarvi inutilmente.
Ma io avevo il diritto di saperlo protest Nicolai con foga. Non sono un bambino.
Allora non comportarti come tale.
Maledizione, Paul, non ti permetto di parlarmi cos. Approfitti della nostra vecchia amicizia. In qualsiasi altro momento...
In qualsiasi altro momento mi sfideresti a duello, suppongo concluse Paul con un sorriso irritante.
Oh, vi prego intervenne Anna non vi sembra sciocco litigare per niente?
 una questione d'onore ribatt Nicolai con alterigia. Se Paul mette in dubbio il mio coraggio...
Sono d'accordo con Anna. Tutto questo  ridicolo. Comunque non temete, mia cara, io non mi batto con i ragazzetti disse Paul acidamente.
Nicolai avvamp. Alz il frustino ma con una mossa fulminea Paul gli afferr il polso stringendolo come in una morsa, fino a costringerlo a lasciar cadere lo scudiscio.
Questa era davvero una mossa sciocca disse Paul. Se Varga ti avesse visto minacciarmi, te ne saresti pentito amaramente. Controlla la tua ira finch non saremo a Tiflis, dopo di che potrai frustarmi a tuo piacere.
Frattanto erano stati raggiunti dagli altri. Marya appariva ansiosa e allarmata. Nicolai si morse il labbro e Paul disse semplicemente: Varga, raccogli il frustino del principe Astrov, gli  sfuggito di mano. Poi si guard attorno. Dobbiamo muoverci se vogliamo raggiungere Kazbek prima di notte. So che  stata una giornata faticosa per tutti quanti, ma mi permetto di dire e improvvisamente sorrise con un fascino che Anna trov estremamente irritante che avete superato la prova in modo ammirevole, in particolar modo le signore. Domani sar pi facile, ve lo prometto.

IV
La locanda a Kazbek era gremita di soldati di passaggio, quasi tutti ubriachi, che festeggiavano il ritorno a casa, in Russia, dopo i lunghi anni trascorsi nel Caucaso. Con una rapida occhiata alle sale affollate, Paul decise che non era un luogo adatto alle signore: meglio proseguire e accamparsi all'aperto. A quell'altezza le notti erano fredde e dormire per terra sarebbe stato tutt'altro che piacevole; ma meglio questo che essere avvelenati da cibi cattivi e soffocati dal puzzo di animali e di sudore umano. Le grandi montagne si ergevano buie e minacciose tutt'intorno, ma i campi di orzo e di avena apparivano verdi e invitanti alle ultime luci della sera. Scelse con cura il luogo del bivacco, non lontano dalla riva del fiume che scorreva tranquillo nel suo lungo viaggio verso il mar Caspio. Appost le sentinelle e dispose i turni di guardia, mentre Yakov e Marik montavano una piccola tenda per Marya e Anna e srotolavano le coperte di pelliccia che avevano portato proprio per tale eventualit.
Le due donne erano stanche, ma era piacevole potersi lavare le mani e il viso con l'acqua portata dai domestici e poi riposare fra i morbidi cuscini mentre i soldati accendevano i fuochi per cucinare.
Nikki, cui bruciava ancora il rimprovero di Paul, era l'unico di malumore. Poteva interpellarci prima di scartare la locanda disse a Anna, e s'irrit pi che mai vedendola sorridere.
Per Marya e me va bene cos, dunque perch lamentarvi? Siete un soldato: non siete abituato a dormire all'addiaccio?
Non  questo il punto' ribatt freddamente lui, e si allontan.
Yakov, che non si perdeva mai d'animo, si era messo a soffiare sul braciere fino a ottenere uno strato di carbone ardente, dopo di che cominci a arrostire sulla graticola le loro ultime scorte di carne fresca: succulenti pezzi d'agnello infilati in lunghi spiedini. Mentre nell'aria si diffondeva il profumo degli shashliks, Marik distese la tovaglia e tir fuori dalle ceste i piatti e le provviste per la cena.
Avevano gi cominciato a mangiare quando Paul si avvicin con una bottiglia per mano e rimase in piedi a guardarli; il bagliore del fuoco gli illuminava gli zigomi alti e accendeva riflessi rossastri nei suoi capelli.
Posso unirmi a voi?
Naturalmente. Marya alz gli occhi, stupita. Si spost leggermente di lato e gli fece cenno di sedere sulla coperta, tra lei e Anna.
Vi ringrazio. Il giovane sedette e mostr le bottiglie. Champagne. Ho pensato che lo meritavamo, dopo la giornata di oggi. Varga l'ha tenuto immerso nel fiume per pi di un'ora; dovrebbe essere freddo al punto giusto.
Marya batt le mani per la contentezza. Era questo che la rendeva gradevole e ne faceva un'ottima compagna di viaggio, pens Anna, quella sua capacit di saper godere come una bambina delle cose pi semplici e di non lamentarsi mai.
In tutta la mia vita andava dicendo Marya a Paul non avevo mai pensato che mi sarei trovata a bere champagne ai piedi del Kazbek con un eroe del Caucaso.
Paul sorrise e alz il suo bicchiere. Troppo onore. A mia volta posso dire di non aver mai conosciuto una signora che abbia dato prova di tanto coraggio e buonumore in circostanze cos difficili. Marya fece una risatina compiaciuta e i due brindarono mentre Anna fissava accigliata il proprio bicchiere.
Paul si volse a guardarla. Coraggio, bevete disse gaiamente. Vi toglier la stanchezza.
Indispettita, Anna tracann lo champagne d'un fiato e fu presa da un eccesso di tosse. Nikki le batt sulla schiena mentre Paul tornava a riempirle il bicchiere.
Bevetelo pi lentamente la prossima volta le disse con dolcezza.
Non sono una bambina fu la sua acida risposta.
Paul inarc le sopracciglia, poi si volse nuovamente verso Marya e accett il cibo che lei gli offriva. Non si scus di essere stato tanto brusco nel pomeriggio, ma parl cos piacevolmente mentre mangiava che lo stesso Nikki fin per dimenticare il suo malumore. Stapparono la seconda bottiglia e Anna si adagi sui cuscini, dimenticando la sua momentanea irritazione, gradevolmente intorpidita dallo champagne. Sentiva con forza la presenza di Paul al suo fianco, la casacca sbottonata, la camicia di lino bianco aperta al collo, il bicchiere semi vuoto nella forte mano bruna.
Fu Marya a chiedergli di Shamyl. Voi l'avete mai visto, conte Kuragin?
Chiamatemi Paul, vi prego. Credo che dopo le esperienze vissute insieme sia lecito abolire troppe formalit. S, l'ho visto... due volte.
Che aspetto ha? Si sentono dire tante cose sul suo conto.
Il giovane pos il bicchiere e fiss lo sguardo sul fuoco.  molto alto, sempre vestito di nero, con un viso pallido e scavato, occhi cupi e ardenti e la barba tinta di rosso con l'henn. Ovunque vada  seguito dal suo boia, un individuo gigantesco con una scure, pronto a cavare un occhio o a mozzare una mano o una testa al comando del padrone.
Oh, andiamo interloqu Nikki non pu essere vero. Sono le favole che circolano sul suo conto.
Nei monti del Caucaso si finisce per credere alle favole disse Paul quietamente. Io l'ho visto e non era certo uno spettacolo piacevole, ma ha diffuso il terrore ottenendo immediata obbedienza fra i presenti. Era questo il suo scopo. Per i suoi uomini, lui  il portavoce di Allah mandato su questa terra per eseguire la sua volont, e sono pronti a morire se lui glielo chiede.
Lo si direbbe un eroe, da come ne parli.
Lo  per la sua gente. Non sottovalutarlo, Nikki.  l'errore che hanno fatto i nostri generali negli ultimi dieci anni. Ora il principe Vorontsov ha aperto gli occhi, Shamyl e i suoi cavalieri neri, i suoi Naib come li chiamano, sono assolutamente spietati. La vendetta  il loro credo e la violenza fa parte della loro vita. Si batteranno per l'indipendenza fino all'ultimo uomo, senza dare n invocare clemenza.
Come fate a sapere tutto questo?
Paul non rispose immediatamente e Anna ebbe l'impressione che nascondesse qualcosa; poi riprese quietamente: Ho partecipato all'assedio di Akhulgo sette anni fa. Era la mia prima vera campagna e non ero molto pi vecchio di te, Nikki. Per arrivare alla sua roccaforte in cima ai monti lottammo tenacemente per chilometri, fra baratri e strapiombi quasi invalicabili. Ci volle da giugno a agosto per conquistarla. Quando rimasero senza munizioni, piuttosto che arrendersi, gli uomini si gettarono sulle nostre baionette, e le donne uccisero i bambini e si buttarono gi dallo strapiombo sfracellandosi. Ecco com' fatto il popolo che stiamo cercando di conquistare.
I suoi ascoltatori tacquero, inorriditi dalle immagini da lui evocate. Poi Anna disse lentamente: A sentirvi parlare, si direbbe che li ammiriate.
In un certo senso  vero. Bisogna conoscere il proprio nemico, hanno molte qualit. Sono di un coraggio immenso, leali fino al fanatismo. Non chiedono n danno clemenza.
Io li preferisco ai voltagabbana, ai rinnegati, ai vigliacchi, come alcuni dei principi locali che tramano e tradiscono e si uccidono fra loro per sete di potere e di ricchezza.
C'era un'ira repressa nella sua voce, e Anna rabbrivid come fosse stata investita da un soffio di vento gelato. Chiese con voce soffocata: Gregory era uno di questi?.
Paul eluse la domanda. Perch me lo chiedete? I Gadiani sono i principi di Kumaria e sono sempre stati fedeli allo Zar. Poi sorrise. Non dovevate farmi parlare di quest'argomento. I vecchi soldati del Caucaso sono tutti uguali, e con un minimo d'incoraggiamento possono andare avanti per ore a raccontare le loro esperienze. Ma vedrete, la vita a Tiflis pu essere molto piacevole. Vorontsov non lesina lussi e cerimonie. Fra balli, concerti, corse di cavalli, l'opera, i divertimenti non mancano.
Mentre gli uomini sono lontani a combattere.
Alcuni. Molti rimangono in citt, e non vi mancheranno certo i cavalieri per una quadriglia. Si alz in piedi.
Andiamo, Nikki,  tardi. Non dobbiamo tenere le signore alzate. Abbiamo tutti bisogno di riposo.
I due giovani si allontanarono amichevolmente, Paul con una mano sulla spalla dell'altro. Marya cominci a raccogliere le coperte.
L'aria si fa fredda. Queste ci saranno utili. Alz gli occhi su Anna con un sorriso malizioso. Chi l'avrebbe mai detto? Paul Kuragin ha deciso che dopo tutto siamo degne della sua compagnia.
Non credo si tratti di questo.
Marya s'interruppe nel suo lavoro. Hai cambiato improvvisamente parere? Finora sei sempre stata tu a lamentarti della sua scarsa cortesia.
S, lo so. Anna si chin a raccogliere il resto dei cuscini. Mise il fagotto in mano a Marya. Vai a dormire.
Tu non vieni?
Tra un momento. Guard Marya chinarsi e entrare nella tenda. Nonostante la sua stanchezza, si sentiva irrequieta.
Annottava presto in montagna. La luna non era ancora sorta ma il cielo nero e vellutato era pieno di stelle. Anna rimase per un attimo immobile, indecisa, poi s'incammin verso la riva del fiume. Alcuni dei cosacchi dormivano gi, avvolti nei loro bourkas, ma altri si attardavano ancora attorno al fuoco morente, cantando piano. Si ferm, cercando di distinguere le parole...
Il rintocco struggente delle campane a sera,
Che mi riporta alla memoria i sogni.
Che riconduce a me il mio amore
- il mio caro perduto amore
E poi pi niente, pi niente...
Era una canzone piena di tristezza, di una nostalgia dolce e dolorosa per la patria e la famiglia lontane. Anna pens al suo amore morto. Gregory sembrava cos lontano ormai, parte di un'altra vita, e lei dimentic l'amarezza e rimpianse soltanto la felicit perduta. Giunta in riva al fiume, si appoggi al tronco di un grande albero, lo sguardo rivolto a una stella che brillava sulla cima pi alta dei monti. Poi vide la punta incandescente del sigaro, sent l'odore del fumo, e cap che lui era l prima ancora che parlasse.
Cosa stavate sognando? chiese Paul quietamente. La colomba dorata nel tempio di cristallo?
S, in un certo senso. Le montagne sono cos remote, solitarie... sembrano operare un incantesimo.
Cos che qualsiasi cosa, per quanto fiabesca, diventa non soltanto credibile, ma probabile.
Si volt a guardarlo. Lo sentite anche voi?
Mi fanno comprendere quanto io sia insignificante di fronte al disegno dell'Onnipotente.
Non credevo che niente potesse farvelo sentire.
Paul sorrise. Touch. Mi dispiace di essere stato brusco oggi.
Ne avevate tutto il diritto. Ci eravamo comportati da sciocchi.
 vero, ma avrei potuto dirvelo con maggior garbo. Non le confess che era stato il pensiero della sua testa bionda gettata su un arcione, del suo esile corpo mutilato e straziato a provocare la sua furia.
Impulsivamente Anna disse: Vorrei foste pi gentile con Nicolai.  tanto giovane.
E tanto viziato. Nikki deve imparare. Ci sono troppi cuccioli viziati come lui alla corte del vicer.
Siete molto duro.
Forse, ma la vita qui non  un letto di rose. Nikki mi fa pensare a me, com'ero ingenuo quando arrivai nel Caucaso.
Perch vi mandarono qui?
Nikki non ve l'ha detto?
Ha accennato a un contrasto con lo Zar.
Ormai gli occhi di Anna si erano abituati all'oscurit. Poteva distinguere il profilo asciutto di lui, il naso diritto e il mento risoluto. Paul butt il sigaro nel fiume e la punta incandescente svan con un minuscolo sibilo.
Non  stato per motivi avventurosi o romantici: un dissenso politico, un amore proibito, un duello. Fu una sera nella mensa degli ufficiali. Eravamo tutti ubriachi e io improvvisai una poesiola satirica sullo Zar. Purtroppo giunse alle sue orecchie. Avevo soltanto inteso scherzare, ma lo scherzo fin male. Lo Zar non ha nessun senso dell'umorismo e si sent oltraggiato.
Come poteva sapere che eravate voi l'autore? Qualcuno vi trad?
Lui si strinse nelle spalle. Tutti hanno dei nemici. Improvvisamente rise. Era una poesia molto spiritosa...
Ditemela.
Non oserei. La maggior parte non era adatta alle orecchie di una signora, per c'era un verso in cui lo paragonavo a un cammello. Voi l'avete visto lo Zar: sapete quell'atteggiamento che assume, con la testa alta, le labbra sporgenti, lo sguardo gelido e sprezzante con cui fulmina chiunque osi opporglisi.
Era cos vero... lo Zar furibondo che condannava lei e Gregory, spaventoso ma anche ridicolo se avevi il coraggio di sfidare il terrore... Anna scoppi a ridere insieme a Paul. Vorrei aver visto il suo viso quando l'ha letta.
Io l'ho visto. Divent livido. Qualcuno molto servizievolmente aveva messo la mia poesiola per iscritto, e lui stracci il foglio in mille pezzi prima di pronunciare la condanna. Io mi sentivo un eroe, ma mio zio, che allora era il mio tutore, era furioso che mi fossi giocato la carriera. Quanto si pu essere sciocchi a diciannove anni!
S, quanto si pu esserlo...
Questo non vale per voi, ne sono certo.
Temo di s.
In ogni caso non l'ho mai veramente rimpianto.
Io s... spesso.
Lui la guard. Poi una voce disse qualcosa e sentirono un rumore di passi. Dev'essere Varga che si domanda dove sono finito. Stavo andando a controllare le sentinelle.
Siamo in pericolo qui?
Le precauzioni non sono mai troppe nel Caucaso. Dovreste andare a riposare. Buonanotte, Anna.
Buonanotte... Paul.
Sent la mano di lui tendersi a sfiorare la sua per un istante, poi egli scomparve nell'oscurit. Torn lentamente verso la tenda, incerta sui propri sentimenti, confusa; non sapeva ancora se Paul le piacesse o le riuscisse sgradito, sapeva soltanto che ne era inspiegabilmente turbata.
Nei giorni che seguirono un'amichevole solidariet si svilupp tra di loro: qualcosa che Anna non aveva mai sperimentato prima d'allora. Non aveva mai avuto un fratello, non aveva mai avuto un rapporto di amicizia con un uomo al di fuori di suo padre. Gregory e lei erano stati amanti: c'era stata estasi mista a dolore, felicit e gelosia tormentosa, ma mai le tranquille comuni gioie d'ogni giorno. Paul non le faceva complimenti, non la corteggiava con frasi galanti, n tentava approcci come altri uomini avevano fatto. Poteva essere a volte freddo e intransigente, come era stato fin dall'inizio; ma ora la invitava a cavalcare al suo fianco in avanscoperta, e sempre pi spesso si univa a loro tre quando si fermavano a mangiare a mezzogiorno o alla sera. Non aveva perduto i nove anni nel Caucaso, e Nikki era geloso nel vedere Anna ascoltarlo incantata.
Una volta raccont loro di una missione che lo aveva portato sulle rive del mar Caspio, dove il petrolio sepolto sottoterra scaturisce con getti di fiamme altissime, dove nel tempio degli adoratori del fuoco persiani una luce ardeva fin dai tempi del diluvio universale.
Quando uscimmo in mare su una barca, galleggiavamo sul fuoco, le fiamme dorate erano leggere come il brandy quando brucia disse e le montagne sono cariche di leggende su bellissime creature alate, met donna e met uccello.
 una terra magica comment Anna piena di stupore.
Paul sorrise. Forse.  certo una terra di estremi dove l'impossibile diventa realt. Fra i monti del Ghimri, dove Shamyl fu assediato, ci sono improvvise tempeste e vorticose trombe d'aria, e i contadini dicono che  il passaggio di Simurg, il gigantesco uccello bianco di Salomone, che non un occhio contempla il passato e con l'altro l'avvenire. Solo due dei tartari sfuggirono a quel massacro e uno di questi fu Shamyl. S'interruppe, fissando il vino dorato nel suo bicchiere.
Continuate lo incit Marya cosa successe poi?
Fu visto chiaramente stagliato contro le rocce e gli uomini si preparavano a far fuoco quando egli li scavalc con un grande balzo, li aggred alle spalle, spada alla mano, e ne uccise tre prima che una baionetta gli trapassasse il petto. Estrasse con forza la lama e con un altro balzo sovrumano scomparve nella notte.
Nikki si agit irrequieto. Tu credi a simili favole?
Non  una favola,  la pura e semplice verit. I nostri uomini sono fra i soldati pi coraggiosi che ci siano al mondo, ma Shamyl ha creato una leggenda e le leggende sono difficili da distruggere.
C'erano altri momenti quando, cavalcando affiancati in testa agli altri, parlavano di cose pi piacevoli, discutendo di libri e di poesia. Paul aveva un virile disprezzo per il romantico Byron che lei amava, e in questo le ricordava suo padre. Sempre pi si diceva quanto fosse diverso da Gregory e dai giovani che aveva conosciuto a Pietroburgo, i quali sembravano pensare soltanto alle corse dei cavalli, ai loro amori e al gioco d'azzardo. Paul parlava raramente di s e quando un giorno lei gli chiese della sua casa paterna a Arachino, cambi abilmente argomento. Le sembrava di vivere in una sorta di presente senza tempo in cui il passato era dimenticato e il futuro troppo lontano per turbarla.
Cos passarono i giorni, a volte sotto un sole bruciante, a volte sotto la pioggia, e una volta in alta montagna sotto una bufera di neve. Spesso, a sera, quando la giornata era stata particolarmente faticosa, lei e Marya erano tanto stanche e indolenzite da non potersi pi reggere in piedi, ma altre volte l'erba era verde e morbida come velluto, c'erano fiori dappertutto, i pastori cantavano mentre pascolavano le pecore dal lungo vello, e nei minuscoli villaggi trovavano carretti ricolmi di frutta e verdura.
Si lasciavano cullare dal senso di pace e di sicurezza cos che l'attacco, quando venne, fu inaspettato e terrificante. Si erano fermati per consumare il pasto di mezzogiorno nel punto in cui i due fiumi gemelli, l'Aragvi bianco e l'Aragvi nero, s'incontrano, e erano davvero l'uno bianco e l'altro nero, not Anna incantata, strani e fantastici come ogni cosa in quella terra affascinante. Paul li stava intrattenendo col racconto di una principessa dell'Aragvi che un tempo viveva nel castello in rovina che si poteva vedere in cima a un monte. Un mattino, mentre stava cacciando col falco, era stata rapita dal pi acerrimo nemico di suo marito. Pi tardi era stata restituita al suo signore, ma ahim, senza i larghi pantaloni rosa che sventolavano, a mo' di vessillo vittorioso, dall'alto degli spalti del suo rapitore.
E allora cosa accadde? domand Marya affascinata.
Naturalmente il marito and su tutte le furie per quell'onta fatta al suo onore. Radun i suoi uomini, prese d'assedio il castello del suo nemico e uccise lui e la sua guarnigione fino all'ultimo uomo. Dicono che i pantaloni rosa siano ancora conservati come truce monito fra i cimeli di famiglia.
Ha tutta l'aria di essere una favola comment Anna scettica.
Niente affatto, ve l'assicuro.  realmente accaduto non molto pi di un secolo fa, proprio in questo luogo. Le passioni nel Caucaso divampano improvvise, violente e sanguinose.
Fu interrotto da uno dei cosacchi che, di ritorno dal suo giro di ricognizione, annunci che la strada, due chilometri pi avanti, era completamente ostruita da un'enorme frana.
Oh, no! Paul balz in piedi e and a rendersene conto di persona, accompagnato da Nikki. Torn con espressione grave. Purtroppo  vero.  impossibile passare con i cavalli. Dobbiamo decidere se rimanere qui finch non avranno sgombrato la frana, o prendere un sentiero che aggira l'ostacolo, ma  molto stretto e ripido.
Quanto tempo occorrer per sgomberare la strada? chiese Nikki.
Come saperlo? L'hai visto da te come lavorano a rilento. Direi almeno una settimana.
Si guardarono costernati. Una settimana! In questo luogo? esclam Nikki.
Cosa possiamo fare? chiese Marya rivolgendosi a Paul.
Era una situazione difficile. Il villaggio, poche casupole di contadini, non disponeva di una locanda. Discussero brevemente i pr e i contro, decidendo alla fine, e contro il parere di Paul, di rischiare il sentiero di montagna piuttosto che trascorrere molti giorni in condizioni di estremo disagio.
Si rimisero in marcia poco dopo mezzogiorno, e all'inizio, pur procedendo lentamente, non incontrarono particolari difficolt. Ma poi imboccarono un passo dove da una parte la parete di roccia si levava a strapiombo e dall'altra era interrotta da enormi macigni. Mentre avanzavano cauti, coi cavalli che inciampavano sul terreno sassoso, improvvisamente dalla testa della colonna giunse un grido d'avvertimento. I cosacchi si fermarono e si disposero attorno alle due donne, mentre Nikki dava di sprone al suo cavallo e raggiungeva Paul. Scrutando fra le schiene robuste che le si paravano dinnanzi, Anna riusc a intravvedere i cavalieri neri disposti di traverso sul passo. Non riusc a vedere in quanti fossero, cap soltanto che, intrappolati com'erano, non avevano via di scampo. Poi, con un urlo agghiacciante, i cavalieri si lanciarono alla carica.
L'istante dopo Varga e Yakov erano accanto alle donne, le allontanavano dal sentiero e le spingevano in una grotta dietro a un grosso macigno.
Cosa sta accadendo? Cosa dobbiamo fare? bisbigli Marya.
Non parlate. Varga le aiut a smontare da cavallo. Rimanete nascoste e non fatevi sentire. E soprattutto non fatevi vedere.
A fatica le due donne s'infilarono nell'angusto spazio.
Tu rimani qui di guardia seguit Varga con voce roca rivolto a Yakov. Forse sono proprio le donne che quelli vogliono. Io torno dal capitano.
Si accovacciarono tremanti nel loro nascondiglio, incapaci di vedere quel che succedeva e terrorizzate dalle urla, dal rumore sordo degli zoccoli dei cavalli, dal cozzare delle armi, da un colpo secco di fucile.
Yakov, ansioso di buttarsi nella mischia, si chin verso Anna bisbigliandole all'orecchio: Rimanete qui, Barina, non vi muovete qualsiasi cosa accada. Torno subito. E scomparve alla vista.
Era atroce non sapere niente. Cosa stava succedendo a Paul e a Nikki? Li avrebbero assassinati tutti quanti? I truci racconti di Paul sulla ferocia dei tartari passarono e ripassarono nella mente di Anna finch non pot pi reggere.
Devo andare a vedere bisbigli.
Marya la agguant per il braccio. Non muoverti, non muoverti, Anna. Ricorda quello che Varga ha detto.
Devo... devo sapere...
Gir cautamente attorno al masso e trattenne il fiato per il terrore, alla vista che le si par davanti. Combattevano a cavallo, spada contro spada. Vide Nikki abbassarsi per schivare una stoccata e cadere di lato dopo aver perso una staffa. Poi Paul aveva spinto' il proprio cavallo fra lui e il suo avversario. Uno dei cavalieri neri aveva qualcosa appeso al suo arcione che somigliava orribilmente a una testa umana. Anna si ritrasse dietro il macigno tremando, e in quel momento sent un braccio cingerle la vita. Prese a dibattersi violentemente e, voltando la testa, vide un volto bruno e rapace che la guardava ghignando.
Gadiani! borbott l'uomo. La principessa Gadiani... s? e gett indietro la testa e rise trionfante.
La teneva imprigionata in una morsa di ferro e Marya gett un grido di terrore. L'uomo la stringeva con un braccio e con l'altro reggeva la briglia del suo cavallo. Ancora un istante e sarebbe stato in sella galoppando verso le montagne, quando risuon uno sparo. Colpito al braccio il tartaro lasci libera Anna con un urlo di dolore e balz in sella. Inebetita, lei guard la fila di cavalieri neri galoppare gi per il sentiero a una velocit incredibile. Sent piegarsi le gambe e cadde a terra, esausta. Paul le si inginocchi accanto.
Temevo di avervi colpita disse con angoscia. State bene?
Annu, incapace di parlare, e lui l'aiut a rialzarsi. Credevo che Varga vi avesse detto di rimanere nascosta.
Infatti. Si appoggi a lui, tremando ancora. Ma non potevo sopportare di non sapere quello che vi era successo.
Erano meno numerosi di quanto pensassi.
Quell'uomo mi conosceva balbett Anna, guardandolo con occhi terrorizzati. Mi ha chiamata per nome.
No, vi sarete sbagliata.
No, no, ne sono sicura...
Potrebbe essere possibile ammise Paul lentamente. Hanno le loro spie, e una Gadiani potrebbe fruttare un buon riscatto.
Oh, mio Dio!
Non abbiate paura. Dubito che riproveranno. La tenne stretta a s per un momento prima di dire con dolcezza: Riuscite a reggervi in piedi? Volete rimanere con Marya mentre io vado a vedere cosa  successo ai miei uomini?
Sto bene adesso. Non datevi pena per me.
Le sorrise brevemente prima di tornare ai suoi cosacchi. Nonostante la violenza del combattimento, lo scontro era durato appena un quarto d'ora e le perdite erano poche: tagli, contusioni, uno dei soldati gravemente ferito alla gamba e uno dei muli rubati.
Maledizione! esclam Nikki. Ho perduto la mia migliore divisa.
Meglio la divisa della testa comment Paul, insensibile. Te la potrai ricomprare a Tiflis.
Posso essere di aiuto? domand Marya, pallida ma calma.
Non  necessario. Abbiamo una certa esperienza di pronto soccorso.  una necessit con questa guerra fra le montagne. Sorvegli mentre medicavano la gamba del ferito e ordin ai suoi compagni di stargli vicino e fare attenzione che non cadesse da cavallo. Fu soltanto quando, scossi ma risoluti, si preparavano a rimettersi in cammino che Anna vide la manica di Paul, intrisa di sangue.
Siete ferito esclam.
Non  nulla, un semplice graffio.
Non potete continuare a perdere sangue in questo modo. Toglietevi la giacca e lasciatemi guardare la ferita. Non dovremmo perdere tempo protest lui impaziente. Perderemo ancora pi tempo se svenirete per la perdita di sangue ribatt severamente Marya.
Sciocchezze. Ma con l'aiuto di Marik si sfil la giacca e Anna trattenne un grido alla vista del lungo e profondo taglio che gli deturpava il braccio, dal gomito al polso. Le bende scarseggiavano, ma con l'aiuto di alcuni fazzoletti di lino e di una lunga gala strappata dall'orlo della sottogonna di Anna, Marya riusc a tamponare e a fasciare la ferita.
Anna, dammi la tua sciarpa di seta disse.
Nonostante Paul protestasse che non era affatto necessario, Anna si tolse la sciarpa e gli leg il braccio al collo.
Gli uomini! comment Marya acidamente. Hanno meno buon senso dei conigli. Cosa faremmo senza di voi, domando e dico. Ora tenete il braccio al collo. Cos la ferita smetter di sanguinare. Riuscite a andare a cavallo con una mano sola?
Credo di s, e ora, Marya Petrovna, se avete finito con me, sar meglio andare.
Il resto del tragitto si svolse senza incidenti e, una volta raggiunta la strada militare, proseguirono fino alla prima stazione di posta. Arrivarono a tarda sera, ma c'erano delle camere disponibili e, dopo cena, le due donne andarono subito a coricarsi, quando Paul ebbe promesso che l'indomani mattina sarebbero partiti pi tardi del solito per dar loro modo di rimettersi dalle tensioni della giornata.
Anna dorm male. Continuava a sognare e a svegliarsi di soprassalto, ossessionata dal volto bruno del tartaro che per poco non l'aveva rapita e sottoposta a inimmaginabili orrori. Per la prima volta si rese conto che quello che era successo a Gregory era reale e poteva succedere anche a lei. Poco dopo le sei era tanto sveglia e irrequieta che decise di alzarsi. Per non svegliare Marya, che dormiva profondamente, si vest in silenzio, aggirandosi per la stanza in punta di piedi; si lav il viso con l'acqua fredda e si leg i capelli sulla nuca con un nastro. Poi sgusci fuori dalla stanza richiudendosi piano la porta alle spalle e scese le scale.
Era una mattina splendida, con un cielo color madreperla appena striato di rosa e una fresca brezza che spingeva le nuvole bianche. La locanda sorgeva su un pascolo d'alta montagna, dove Anna fu stupita di trovare piante a lei familiari: azalee e caprifogli che fiorivano in mezzo a fiori pi esotici. Un piccolo torrente scendeva spumeggiando dall'alto, per poi allargarsi e serpeggiare attraverso il prato, gelido e limpido come cristallo nel suo letto sassoso.
Respir con gioia l'aria fresca del mattino. Mentre camminava lungo il ruscello, vide una grande aquila dalla coda bianca piombare gi in picchiata e risollevarsi con un potente battito di ali scure. Poi, inaspettatamente, vide Paul. Era seduto su una roccia, nudo dalla cintola in su, i capelli umidi come si fosse appena tuffato nell'acqua. Rimase immobile mentre lei gli si avvicinava silenziosamente alle spalle attraverso l'erba alta, e Anna vide la benda insanguinata che gli fasciava il braccio e poi la schiena bruna solcata da cicatrici trasversali ancora rosse e gonfie come fossero di fresca data. Le fiss sconcertata. Non frustavano uomini del suo rango, qualsiasi cosa potessero aver fatto, quindi perch...? Rimase per un momento incerta, poi Paul si volse e sorrise vedendola.
Vi siete alzata di buonora. Mi sembrava di aver detto a Yakov che non dovevate essere disturbata.
Non riuscivo a dormire.
Neanch'io. Le tese una mano.  una bellissima mattinata. Venite a parlare con me.
Posso farvi una domanda prima?
Chiedete pure. Si chin per cogliere un lungo filo d'erba e prese a masticarlo pigramente.
Durante il viaggio verso Pyatigorsk, una sera mia cugina e io ci fermammo a dormire in una locanda. Io uscii per una breve passeggiata e vidi un uomo, vestito nel costume locale, che presi per un mendicante. Era gravemente ferito e perdeva sangue. Corsi a chiamare Yakov, ma quando lui arriv sul posto l'uomo era scomparso.
 stato generoso da parte vostra. Paul gett via il filo d'erba senza guardarla. A dire il vero, non ricordo molto di quella sera.
Fece un passo verso di lui. Dunque eravate voi. Ma perch, Paul, perch?
Che ci crediate o no rispose il giovane con leggerezza ero l in veste di spia.
Spia? ripet lei incredula.
 utile, sapete, riuscire a scoprire come la pensano le trib. Alcune si lasciano influenzare molto facilmente: oggi sono per noi, domani di nuovo dalla parte di Shamyl.
Io conosco bene la loro lingua e sono abile nei travestimenti.
Non  terribilmente pericoloso?
Non pi che essere colpiti da una pallottola o da un fendente in combattimento.
Anna non si lasci ingannare da quel tono indifferente e pur sapendo che lui le avrebbe detto ben poco, domand incuriosita: Dove eravate diretto quella sera?.
Mi stavo recando a un appuntamento con Marik, e ho rischiato di mancarlo.
E queste? Con un dito sfior dolcemente la schiena solcata da cicatrici.
Oh, quelle! Chiedo scusa... non  una vista piacevole. Afferr la camicia e la infil dalla testa, emergendone con un sorriso. Temo di avere ecceduto, nel ruolo di mercante di cavalli. Hanno creduto che li volessi truffare e mi hanno trattato di conseguenza.  stata una maledetta seccatura. Mi ha tenuto fermo per settimane a Pyatigorsk.
Quindi era per questo... Era un lato di Paul che non aveva mai sospettato e spiegava molte cose. E io credevo...
Che cosa?
Pensavo potesse avere qualche rapporto con Gregory.
E perch lo pensavate questo? Vedendo che la risposta tardava a venire, le tese di nuovo la mano. Venite qui a dirmelo.
Era sciocco, immagino. Paul le fece posto e lei gli sedette accanto. Era per quell'anello che a volte portate. Tanto simile a uno che apparteneva a Gregory... e io ho creduto...
Che fossi lui.
Solo per un attimo.
Mi duole avervi delusa.  un vecchio anello che apparteneva a mia nonna. Tutti gli uomini di queste trib portano dei gioielli, in genere rubati. Fece una breve pausa. Ma in un certo senso avevate ragione. Il rapporto con Gregory esisteva.
Si volse di colpo a guardarlo: In che modo?.
Avevamo sentito delle voci. Era possibile che lo tenessero prigioniero. Parte della mia missione era scoprire dove.
E salvarlo?
Non da solo, ma in seguito avremmo potuto organizzare una spedizione.
E lo scopriste?
Troppo tardi. Era gi morto.
Come potevate esserne certo? L'avete visto?
No. Paul distolse lo sguardo. Vi ho detto che ne ero certo. Non vi basta?
No, non mi basta rispose Anna con foga. Se sapevate che era l in mano a quei selvaggi, perch non l'avete aiutato? Avreste senza dubbio potuto fare qualcosa.
No, nulla.
Perch? E poich lui non rispondeva, continu in tono implorante: Vi prego, Paul, vi prego. Voglio sapere.
I capotrib tartari espongono le teste dei loro nemici fra i trofei di guerra. La testa di Gregory era fra quelle.
Oh, no, no...  orrendo! Il pensiero le era intollerabile. Anna si nascose il viso tra le mani, sconvolta e nauseata.
Mi dispiace... non avreste dovuto insistere... non volevo che sapeste.
Povero Gregory mormor Anna con voce soffocata. Paul avrebbe voluto prenderla fra le braccia, accarezzarle i capelli, confortarla e proteggerla, un sentimento che mai, in tutta la sua vita turbolenta, aveva provato per nessuna donna. Cercava di trovare le parole giuste quando Anna alz lo sguardo su di lui, gli occhi vellutati pieni di lacrime.
Perch gli hanno fatto questo? Perch?
Purtroppo pu accadere. Il cugino di Gregory, Daniel Gadiani,  uno degli uomini pi importanti del consiglio del principe Vorontsov. Avranno pensato che Gregory fosse in grado di informarli dei nostri piani.
E quando lui si  rifiutato...
Dubito fosse a conoscenza di qualcosa d'importante.
Lo hanno assassinato. Guardava fissamente davanti a s, pensando a Gregory quando lo aveva conosciuto, gaio, bello, attraente... e ora... la sua testa appesa all'arcione di una sella. Era intollerabile.
Vi aveva mai scritto raccontandovi della sua vita qui? le chiese Paul con dolcezza.
No, non proprio. Non riusciva a parlargli di quell'ultimo giorno quando Gregory era uscito dalla sua vita lasciandola sola. Disse lentamente: Ho ricevuto una sola lettera. Doveva averla scritta poco prima di quel giorno. Mi chiedeva di andare a Kumari... era quasi come sapesse che stava andando incontro alla morte.
E per questo siete venuta qui?
 una delle ragioni.
Paul esit, domandandosi se avrebbe dovuto dirle quello che sapeva, e poi tacque, tristemente consapevole del suo ruolo in quanto era accaduto. L'avrebbe soltanto addolorata ulteriormente, si disse. Forse pi tardi avrebbe dovuto sapere, ma non ancora.
Anna si alz e lui fece altrettanto. Devo rientrare disse la giovane donna. Marya si domander che cosa mi sia accaduto.
Anch'io devo andare. Ormai manca poco. Presto saremo a Tiflis. Cosa farete una volta arrivata?
Non lo so con certezza. La nonna di Gregory vuole che io vada a Kumari, ma -prima ci sono alcune persone che devo vedere.
 quasi impossibile trovare un alloggio decente a Tiflis. Non  un luogo adatto per due signore sole. Io ho una casa l. Se voi e Marya Petrovna accettaste di essere mie ospiti prima di proseguire per Kumari, ne sarei molto lieto.
Oh, no, non potrei...
Non temete, io non ci sar disse con un sorriso ironico. Non prevedo di fermarmi a Tiflis per pi di pochi giorni, e passer la maggior parte del tempo con i miei uomini.
Siete molto gentile, ma...
Non sono gentile. La casa  vuota per la maggior parte dell'anno, a eccezione dei domestici.
Temo che sia assolutamente impossibile ribatt decisa. Niente  impossibile. Le prese la mano e, dopo un momento, le sfior il palmo con un bacio e vi richiuse sopra le sue dita.
Pensateci.
Con un piccolo grido soffocato Anna ritrasse la mano e si allontan quasi di corsa. Lui la segu con lo sguardo, chiedendosi se aveva fatto una mossa saggia, ma sapendo di non sbagliarsi sul conto di lei. In un viaggio come quello, si arrivano a sapere molte cose sui propri compagni. Anna aveva coraggio e prontezza di spirito, e grande dignit. L'attacco in montagna era stato terrificante, ma lei aveva vinto la sua paura. Si domand come avrebbe reagito Natalie in circostanze simili. Che fosse maledetta per quello che gli aveva fatto con la sua bellezza e il suo tradimento, amareggiandolo, spingendolo a partire per quella missione suicida, incurante di sapere se lui viveva o moriva. E ora come si sarebbe comportato nei suoi confronti? Erano passati sei mesi da quando lui aveva lasciato Tiflis, atterrito dalla propria selvaggia ira, e ancora non aveva preso una decisione. Scacci quel pensiero sgradito dalla mente e and in cerca di Varga. C'erano altri e pi impellenti problemi di cui occuparsi.

V
Anna era fermamente decisa a non accettare l'offerta di Paul bench Marya non vi trovasse nulla di male.
Dopo tutto, mia cara, siamo due donne sole e indifese in quello che a tutti gli effetti  un paese straniero e per giunta abitato da veri e propri barbari, se  vero quanto si sente dire. Non vedo cosa ci sarebbe di male a accettare la protezione del conte Kuragin per qualche giorno, fin quando non ti sarai messa in contatto con la famiglia di Gregory e avrai capito come stanno le cose.
Anna non riusciva a spiegare perch l'idea la turbasse tanto. Non voglio avere obblighi di riconoscenza nei suoi confronti si limit a dire, cocciuta.
Marya le lanci un'occhiata penetrante. Non si  preso delle libert, mi auguro.
No, certo che no.
Nikki ha detto qualcosa?
No, e in ogni caso non gli darei ascolto. D'altro canto Nikki sar occupato coi suoi doveri a palazzo.
E dunque? Credevo tu avessi simpatia per Paul.
Questo non ha nulla a che vedere con la mia decisione. Marya non disse altro, rendendosi conto che una discussione avrebbe semplicemente rinsaldato il proposito d'indipendenza di Anna, e Paul, dopo aver ripetuto la sua offerta e aver ricevuto un netto rifiuto, non insistette.
A dire il vero, Nikki si era mostrato molto contrario. Paul non  sposato, Anna. Secondo me, sarebbe sconveniente.
Stranamente, questo le fece quasi cambiare parere. Non sono una bambina ribatt. Sembrate dimenticare che sono una vedova e che c' Marya con me.
Quello scambio di frasi aveva avuto luogo prima che Nikki le lasciasse per proseguire da solo. Ci rivedremo disse ansiosamente, prendendo le mani di lei nelle sue. Promettetelo, Anna.
Si intende. Non ripartir subito per Kumari.
Era un caro ragazzo e lo vide allontanarsi a cavallo con un senso di nostalgia, ma il giorno dopo lo avrebbero raggiunto. Il lungo viaggio era praticamente finito, e Anna provava un vago senso di rimpianto. Per settimane aveva vissuto fuori del tempo: ora avrebbe dovuto affrontare la morte di Gregory e tutto quanto vi era connesso.
Giunsero a Tiflis nel tardo pomeriggio. La citt giaceva nella valle del Kura circondata da colline, e dopo la fresca aria di montagna il caldo pareva quasi insopportabile mentre attraversavano gli immensi campi di vigna e di granturco. Anna era stanca e assetata, aveva i capelli umidi di sudore, la camicetta leggera incollata alla pelle. Ai margini della citt passarono accanto a un immenso caravanserraglio circondato da un basso muro di pietra, e Anna fiss sbalordita la scena variopinta e chiassosa. Dallo stretto cancello entravano e uscivano uomini di ogni razza e nazionalit, i quali conducevano a mano cammelli, cavalli, asini e muli da soma, si urtavano fra nuvole di polvere e parlavano in una decina di lingue diverse.
Da dove vengono? chiese.
Paul si strinse nelle spalle. Tiflis  uno dei principali centri per le rotte commerciali dall'oriente. Ci sono carovane che portano sete cinesi, spezie indiane, argenti e tappeti persiani, gioielli, profumi... Se v'interessano queste cose, potete comprarle tutte nel bazar.
Era una citt di sorprendenti contrasti. Appena varcata la porta, si trovarono a percorrere la Prospettiva Govolinski, fra eleganti negozi e il magnifico palazzo del vicer, che niente avevano da invidiare ai negozi e ai palazzi della Russia, e Anna lanci a Paul uno sguardo di trionfo.
Credevo mi aveste detto che Tiflis  una cittadina povera.
Lui sorrise ma non parl perch frattanto si erano lasciati l'ampio viale alle spalle e si stavano addentrando in un dedalo di viuzze lastricate a ciottoli dove scorrevano rigagnoli d'acqua sporca, l'immondizia giaceva in cumuli maleodoranti e alle finestre e ai balconi sventolavano poveri bucati. I vicoli erano affollati, cammelli protendevano i lunghi colli sottili, asini tiravano sgangherate carrette, bambini stracciati guizzavano fra gli zoccoli dei cavalli e tendevano le mani sporche con grida acute, gli immancabili mendicanti esibivano moncherini e orribili piaghe, e tutti lenti a farsi da parte bench i cosacchi in testa alla colonna gridassero loro di scansarsi, menando vigorosi colpi di frusta.
Istintivamente Anna si avvicin a Paul e lui prese la briglia del suo cavallo. Statemi vicina. Tiflis  una citt antica, sapete. Durante gli ultimi mille anni  stata contesa e saccheggiata dai mongoli, dai persiani, dai greci e dai turchi, e adesso ci siamo noi. Non siamo sempre visti di buon occhio.
In fondo al vicolo si ferm davanti a un edificio cadente che esponeva un'insegna. Distesi sui gradini, alcuni uomini dormivano al sole, altri maneggiavano mazzi di carte bisunte; vi erano armeni, turchi, egiziani dal naso aquilino, bei georgiani dai capelli corvini e i larghi calzoni di seta, sporchi. Alzarono gli occhi alla vista della comitiva a cavallo e uno di loro si lev lentamente in piedi. Tese una mano e afferr le redini del cavallo di Anna.
State cercando un letto, bella signora? disse con un sorriso insultante. Il frustino di Paul si abbatt con uno schiocco sulla mano sudicia. Con un'imprecazione, l'uomo balz indietro e sput per terra. Poi sal i gradini e spalanc la porta.
L'albergo Marama disse Paul. Volete che io chieda se vi sono camere libere?
Anna si guard attorno sgomenta, mordendosi il labbro. Ci saranno sicuramente posti migliori.
Temo di no ribatt ironicamente lui. L'albergo Oriente per ora non  che un progetto sulla carta, devono ancora scavare le fondamenta. C' sempre uno dei caravan-serragli, se non vi spaventano le pulci e le cimici.
Come potete essere cos esasperante! Lo sapevate benissimo.
Infatti vi avevo avvertita le ricord con dolcezza Paul pi d'una volta. Non avete voluto credermi.
C'era un lampo di divertimento negli occhi bruni che la fece andare su tutte le furie. Se questo  uno scherzo, lo trovo di pessimo gusto! proruppe rabbiosamente.
Non  uno scherzo, ve l'assicuro.
Marya vide l'espressione indispettita di Anna. Per pura testardaggine, l'avrebbe trascinata in quel lurido alberghetto dove avrebbero potuto benissimo derubarle o assassinarle o entrambe le cose. Si affrett a intervenire.
Non possiamo assolutamente alloggiare in un luogo simile dichiar con fermezza. Conte Kuragin, se la vostra offerta  ancora valida, saremo liete di accettare la vostra ospitalit per alcuni giorni.
Paul le fece un piccolo inchino. La mia casa  a vostra disposizione. Permettetemi di accompagnarvi. Varga, porta gli uomini ai loro alloggi e vieni a rapporto questa sera. Yakov, seguici con i muli.
Le due donne seguirono Paul per un dedalo di viuzze, affascinate, a dispetto della stanchezza, dalle visioni, dagli odori e dai suoni, cos diversi da quelli di Mosca o di Pietroburgo. Quando infine sbucarono fuori dalla citt vecchia, fu come uscire da un buio tunnel alla luce del sole. Alte case bianche con balconi di pietra adorni di greche e portici sorretti da colonne sorgevano sulla riva sopraelevata del fiume, affacciandosi sulle acque impetuose.
Paul si ferm davanti all'ultima casa e balz a terra. Eccoci finalmente. Aiut le due donne a smontare da cavallo. Salirono i gradini e la porta fu aperta da un circasso in una lunga veste azzurra che fece loro un profondo inchino. Attraversarono un grande atrio fresco e entrarono in una sala vasta e ariosa; tende a righe tese fuori dalle finestre aperte la difendevano dalla luce accecante del sole.
L'istante dopo una donna anziana, robusta, vestita di nero, con una cuffia bianca inamidata, irruppe nella stanza, e precipitandosi verso Paul gli afferr la mano e se la premette sull'ampio seno, ridendo e piangendo allo stesso tempo.
Finalmente siete tornato!  tanto che vi aspettavamo e sentivamo notizie cos terribili sul vostro conto. Poi soffoc un grido alla vista del braccio che il giovane teneva ancora al collo. Cosa vi siete fatto?
Calma, calma, Anfisa disse Paul, battendole affettuosamente una mano sulla spalla. Non ho nulla, non sono mai stato meglio. Ma non vedi che abbiamo ospiti? La principessa Anna Gadiani e sua cugina Marya Petrovna. Voglio che si sentano a casa loro. Abbiamo fatto un viaggio lungo e faticoso. Ci sono camere pronte, spero.
La casa  sempre pronta per voi e i vostri amici rispose la vecchia con uno sguardo di rimprovero. Anna sent i suoi occhi penetranti scrutarla brevemente prima che la donna le facesse una riverenza. Siate le benvenute. Certamente desidererete rinfrescarvi e riposarvi. Dir alle cameriere di preparare tutto il necessario.
Usc frettolosamente e subito dopo un uomo anziano, dai capelli bianchi, apparve sulla soglia. Paul gli fece cenno di entrare.
 tutto in ordine, Ivan?
S, Vostra Eccellenza.
Occupati dei cavalli e fai portare i bagagli delle signore nelle loro camere.
Subito, Vostra Eccellenza. Posso dirvi quanto sono felice di vedervi tornare sano e salvo?
E perch mai non avrei dovuto? Su, vai, vecchio mio. Con un inchino, Ivan si ritir. Paul sorrise come a volersi scusare. Dovete perdonare il trambusto che fanno per il mio ritorno. Anfisa era la mia bambinaia e ora  la mia governante. Si comporta come se io avessi ancora sei anni. Ivan era a servizio da mio padre e mi ha seguito qui da Arachino.
Poi Anfisa torn. Cenerete con le vostre ospiti, Paul Dmitrivitch?
No, ho troppo da fare. Torner pi tardi. Si rivolse a Anna e a Marya. Vogliate scusarmi. Fate come se foste a casa vostra, ve ne prego. Se vi occorre qualcosa, chiedetelo. Senza dubbio avrete voglia di ritirarvi presto: vi auguro fin da ora la buonanotte.
E congedandosi con un inchino, usc rapidamente dalla stanza. Anfisa lo segu con gli occhi, il largo volto contadino lievemente accigliato. Pretende troppo da se stesso.  sempre stato cos, fin da ragazzo. Poi, rammentandosi i suoi doveri, si rivolse a Anna. Se le signore vogliono venire con me disse, e le precedette quietamente nell'atrio e su per le scale.
Anna non sapeva bene che cosa si fosse aspettata, un alloggio da scapolo, forse, piccolo e scomodo. In tutte quelle settimane, fin da quando lo aveva conosciuto, Paul non aveva mai ostentato la propria ricchezza; viveva con la stessa semplicit dei suoi uomini, si adattava meglio di Nikki ai disagi e alle privazioni. Ma la sua casa era di una rara bellezza, non sfarzosa o stravagante, ma ogni cosa era della migliore qualit e del pi squisito buon gusto. Le camere in cui Anfisa le accompagn erano spaziose; comunicanti fra loro, si aprivano su un corridoio. I pavimenti, a piastrelle per creare una maggiore frescura, erano coperti di tappeti persiani dai colori ricchi e intensi, fini e morbidi come velluto. Le pareti erano bianche e decorate con pannelli di seta cinese ricamata a fiori in squisite tonalit di rosa e lilla; e in un angolo era appesa una preziosa icona della Vergine, col lumino che vi ardeva davanti e che, pens Anna, doveva essere tenuto acceso da Anfisa.
Era in sottogonna quando sent bussare alla porta e uno stuolo di ragazze entr portando una tinozza e brocche di acqua fumante. Guardando Anna di sottecchi con malcelata curiosit, riempirono la vasca e poi rimasero l, porgendole la spugna e il sapone, in attesa di aiutarla a fare il bagno.
Grazie disse lei preferisco fare da sola. Ridendo tra loro, le cameriere corsero via.
Che splendida sensazione immergersi in quell'acqua impregnata di un delicato profumo orientale e sentirsi scivolare di dosso la stanchezza, il sudore, la sporcizia e la polvere di settimane di viaggio! Impulsivamente decise di lavarsi anche i capelli, per godere appieno di quel lusso inaspettato, poi usc dalla tinozza avvolgendosi nei morbidi asciugamani. S'infil quindi la leggera veste da camera di seta e cominci a spazzolarsi i capelli umidi.
Le cameriere tornarono per rimettere la stanza in ordine e una di loro le chiese, in un russo zoppicante, dove desiderava venisse servita la cena.
Oh, qui in camera, per favore. Portatela per tutte e due e indic con un cenno della mano la camera di Marya.
La ragazza annu ma seguit a indugiare, gli occhi neri brillanti di curiosit.
Come ti chiami? le domand Anna.
Darinka. Volete che vi spazzoli i capelli? Non ne avevo mai visti di quel colore. Sono come il fuoco.
Anna sorrise. Quanto meno, sono puliti. Vuoi avvertire Marya Petrovna quando la cena  pronta?
S, Madame.
Uscita la ragazza, Anna and alla porta-finestra e si affacci sul balcone. Come molte case orientali, anche quella racchiudeva un cortile di pietra con casette a un piano disposte lungo gli altri tre lati. Dovevano essere le stanze della servit, pens. Una fontana al centro del cortile, che zampillava in una vasca, dava un delizioso senso di frescura all'aria serale. In un angolo c'era un tiglio con una panchina attorno alla base del tronco. Ai piedi della panchina dormiva un grosso cane, con la testa appoggiata sulle zampe, e ovunque c'erano vasi di pietra pieni di fiori: rose, serenelle, gigli e altre piante pi esotiche dalle corolle viola, rosse, bianche.
Il caldo infuocato del sole si era attenuato e Anna rimase a fantasticare quietamente appoggiata a una delle sottili colonne del balcone, quando improvvisamente il silenzio fu rotto da uno scoppio di risa infantili. Un bimbetto bruno, di non pi di due o tre anni, usc correndo da una porta all'altro capo del cortile seguito da Paul, in maniche di camicia. Strillando di finto terrore, il bimbo si mise a correre fra i vasi inseguito dal giovane finch questi lo raggiunse e, prendendolo in braccio, cominci a buttarlo in aria e a riprenderlo. Una ragazza era uscita sulla porta; molto giovane e esile, vestita in un costume locale di seta rossa dai bordi dorati, i lunghi capelli, neri e lisci, sciolti fino alla vita. Paul sedette sulla panchina di pietra col bimbo sulle ginocchia e la ragazza prese posto accanto a lui, ridendo mentre il piccolo si sforzava di afferrare la scatola che il giovane teneva in alto. Finalmente riusc a impossessarsene e prese a frugarvi dentro per trovare le caramelle, chinandosi poi per darne una al cane che si era avvicinato.
Era una semplice scena domestica. Molti giovani, costretti a vivere per anni nel Caucaso, si prendevano per amante una ragazza indigena. Anna lo sapeva, cos come lo sapevano tutti: perch dunque non Paul Kuragin? Perch quella violenta reazione nel vederlo sorridere alla ragazza, nel vedere il modo in cui lei ricambiava il suo sguardo e la tenerezza che lui mostrava al piccolo? Dopo alcuni minuti Paul pos il bambino a terra, sfior dolcemente con una carezza la guancia della ragazza e, attraversando il cortile, rientr in casa col cane alle calcagna.
Anna torn in camera e riprese a spazzolarsi i capelli con colpi duri e rabbiosi. Paul le era gradito come amico, come compagno di viaggio; le aveva mostrato rispetto e cortesia e questo era tutto, si disse rabbiosamente. Perch dunque doveva risentirsi se lui aveva rifiutato di cenare con loro e poi era corso in cerca della sua amante, ammesso che lo fosse? Perch questo doveva turbarla? Non era innamorata di lui. Aveva gi sbagliato una volta e non aveva intenzione di sbagliare di nuovo. Non aveva gi sofferto abbastanza a causa di Gregory?
Sei settimane prima ignorava addirittura l'esistenza di Paul Kuragin. Le giornate che avevano trascorso insieme e durante le quali erano diventati amici, erano finite. Lui aveva la sua vita cos come lei aveva la propria. Pos la spazzola e fiss la sua immagine nello specchio. Pens al bambino che era vissuto soltanto per un'ora, il figlio che Gregory aveva tanto desiderato. Le cose sarebbero andate diversamente se fosse vissuto, se avesse potuto correre e ridere con suo padre come il bambino nel cortile... il figlio di Paul Kuragin? Con un'acuta fitta d'invidia, respinse il pensiero dalla mente. Era tempo di dimenticare il passato e pensare al futuro. Ora era l, ma fra pochi giorni avrebbe lasciato quella casa e cominciato una nuova vita. Si leg i capelli sulla nuca e fu contenta quando Marya buss e entr con Anfisa e le cameriere che portavano la cena.
Anna non vide Paul per diversi giorni. Anfisa port le sue scuse. Entra e esce di casa come un turbine disse in tono di disapprovazione. Non ha nessuna cura della sua salute e quel suo braccio gli sta dando dei fastidi.
Non  malato, spero disse Marya preoccupata.
Anfisa sbuff. Ho mandato Ivan a chiamare il medico, ma il mio padrone non lo ha ascoltato. Sto bene ha detto, e non gli ha quasi neanche lasciato il tempo di medicargli la ferita. Comunque mi ha pregato di dirvi che dovete trattenervi fin quando desiderate.
Non siamo di troppo disturbo, mi auguro.
A dire il vero confess Anfisa io ne sono lieta.  bene che la servit sia occupata, in genere hanno troppo poco da fare. Negli ultimi due anni il conte non si  mai fermato qui per pi di poche settimane.
Marya, che riusciva a andare d'accordo con tutti, non tard a stringere rapporti amichevoli con la vecchia balia e cos fu da Anfisa che vennero a sapere della casa a Arachino, della grande tenuta e del ragazzo che vi aveva trascorso una infanzia solitaria sotto la tutela dello zio.
 strano che non si sia mai sposato comment Marya. Tante ragazze darebbero qualsiasi cosa per diventare la contessa Kuragina e lui non  un santo, tutt'altro. Passava dall'una all'altra prima che lo Zar lo spedisse nel Caucaso, ma nessuna gli  mai andata veramente a genio. Sarebbe ora che prendesse moglie, se non vuole che tutte le sue propriet vadano ai figli di suo zio Andrei. C' stato un momento l'anno scorso quando abbiamo tutti creduto... s'interruppe di colpo come se avesse gi detto troppo.
C' stato un fidanzamento?
Anfisa si strinse nelle spalle. S... e no. Chi diceva una cosa e chi un'altra. Ci sono sempre state chiacchiere sul suo conto. Ma la cosa  andata a monte e, a dire il vero, a me non  dispiaciuto. Quella donna non faceva per lui. Non ce n' una qui adatta a lui. Avrebbe dovuto tornare in Russia anni fa.
Sempre di pi, col passare dei giorni, a Anna sembrava di approfittare dell'ospitalit di Paul, ma anche dopo che lei e Marya si furono rimesse dalle fatiche del viaggio, non era facile trovare un'altra soluzione. Erano l da quasi una settimana ormai quando Nikki arriv un mattino con un messaggio dal palazzo. La lettera era del segretario del vicer. In termini formali e guardinghi, trasmetteva gli omaggi di Sua Eccellenza il principe Michael Vorontsov, e invitava Anna a palazzo per un giorno della settimana seguente, quando il vicer avrebbe avuto il piacere di darle, personalmente, il benvenuto e di presentarla a sua moglie.
Anna lesse il biglietto lentamente, pensosamente, poi, alzando gli occhi, vide Nikki che la guardava con ansia.
Ci sar un ballo le disse. Dovete accettare, Anna, dovete accondiscendere ai suoi desideri.  come essere presentati allo Zar. Tutto gira attorno alla corte del vicer. Nessuno vi ricever senza il suo benestare.
Ma perch? si ribell lei. Io non sono nessuno. Non mi curo della vita di societ. Non  per questo che sono venuta qui. Io voglio soltanto scoprire cosa  accaduto a Gregory e andare a Kumari a conoscere sua nonna. Che male c' in questo?
Nessuno, ma voi non capite. I Gadiani sono molto importanti. Sono i principi di Kumaria, hanno ancora grandissima influenza. Perfino Vorontsov ci tiene a avere buoni rapporti con Daniel Gadiani, e voi siete russa.  di vitale importanza che lui vi accetti; altrimenti potreste avere delle difficolt per l'eventuale eredit di vostro marito.
La cosa non mi interessa. Posso farne a meno ribatt Anna orgogliosamente. Mio padre non  ricco, ma non siamo mendicanti.
Certo che no, ma non avete scelta. Siete la principessa Gadiani, moglie dell'ultimo principe ereditario di Kumaria. Questo, Anna lo aveva sempre saputo, si intende, ma a Pietroburgo, a mille miglia di distanza, non le era sembrato importante. Ebbe la sensazione di essersi cacciata, a sua insaputa, in un mondo di cui non sapeva nulla, un insidioso mondo orientale pieno di oscure trame e intrighi. Voleva soltanto essere libera, e si sentiva presa in una rete impalpabile; nonostante il caldo della stanza rabbrivid. Avrebbe voluto chiedere consiglio a Paul, ma questi non si faceva mai vedere; e in ogni caso, la cosa non lo riguardava. E di colpo Anna sorrise delle sue sciocche ansie. Probabilmente Nikki era in errore. Di cosa aveva paura? Si era nell'anno 1846, non nel Medioevo, e la Georgia era un paese civile sotto il dominio russo. Era bene che facesse quel che ci si aspettava da lei e, se c'era un ballo in vista, che pensasse alla sua toletta.
Cosa devo mettermi? chiese a Marya.  cos difficile sapere qual  l'abbigliamento giusto. Se vado a corte, dovrei portare il lutto ora che so che Gregory  morto? Marya riflett brevemente. Vestiti di bianco decret infine. Sei cos giovane e le circostanze cos insolite che te lo puoi permettere. Tutta di bianco, forse con uno scialle o dei nastri neri.
Il loro guardaroba era uscito malconcio dalle valigie che avevano viaggiato per giorni e giorni a dorso di mulo. Anna guard avvilita l'abito da sera di raso bianco, con il pizzo gualcito.
Guarda in che stato ! Non ho il tempo di farmi fare un vestito nuovo.
 bellissimo disse Darinka con ammirazione. Potreste rivolgervi a Bela.  abile in queste cose. Ve lo rimetter a nuovo.
Bela? Chi ? Una delle cameriere?
Darinka fece una smorfia. Guai se ve lo sentisse dire.  orgogliosa, quella,  tartara, per ha le mani d'oro. Tiene in ordine la biancheria di casa e ricama le camicie del conte. Volete che ve la vada a chiamare?
Grazie, te ne sarei grata.
La ragazza corse via e pochi minuti dopo, mentre Anna e Marya stavano ancora esaminando i vestiti, gli scialli e i mantelli sciorinati sul letto, sentirono bussare alla porta e una giovane donna in un abito di seta rossa e un velo buttato sui capelli neri, entr quietamente nella stanza.
Avevate bisogno di me, Madame? Parlava in russo, anche se stentatamente.
S. Anna si volt, poi, colta alla sprovvista, rimase a fissarla per un momento, notando il grazioso ovale del volto, gli occhi abbassati. Sollev dal letto l'abito bianco.  completamente rovinato per il caldo e perch  stato a lungo nella valigia.
Fatemelo vedere. La ragazza tocc le delicate trine e pass la mano sulla ricca seta. Il tessuto  molto bello. Si pu rimetterlo a nuovo. Datemelo e ve lo risistemer. L'ho gi fatto altre volte per le ospiti del conte Kuragin. Prese il vestito e fece per uscire quando Anna la ferm. Non vi ho vista in cortile col vostro bambino?
 possibile.
Abitate qui da molto tempo?
Fin da quando  nato Mitya.
Mitya, il diminutivo di Dmitri, il nome del padre di Paul Kuragin. E vostro marito? Anche lui abita qui?
La ragazza alz la testa con un lampo negli occhi neri.
Il mio uomo  morto.
Mi dispiace...
 successo parecchio tempo fa... in guerra disse freddamente. Desiderate altro, Madame?
No, vi ringrazio.
Allora riporter l'abito appena sar pronto. La ragazza usc silenziosamente com'era entrata.
Alcune di queste ragazze indigene sono veramente molto attraenti comment Marya. Cosa le dicevi del bambino?
L'ho visto giocare in giardino col cane. Marya, pensi che...? s'interruppe, restia a dare voce ai suoi sospetti.
Che cosa?
No, nulla...  solo che mi accorgo di avere bisogno di tante cose, e anche tu, se non vogliamo sembrare due spaventapasseri. Perch non andiamo a guardare nei negozi?
Perch no?
Anfisa non volle saperne di lasciarle uscire da sole.  pericoloso. Dovete farvi accompagnare da uno dei domestici.
Mi sembra eccessivo protest Anna, ma Anfisa insistette, spalleggiata da Ivan, cos che alla fine, rifiutando la carrozza, uscirono munite di parasoli per proteggersi dal sole accecante e accompagnate da Yakov che le seguiva a una discreta distanza.
Dopo aver esplorato i negozi nella Prospettiva Govolinski, Anna propose di andare nel bazar della citt vecchia, dove gli artigiani vivevano e esponevano la loro merce, ma fu solo dopo una lunga opera di persuasione che Yakov, il quale aveva l'arte di sapere tutto di un posto non appena vi arrivava, guid a malincuore le sue signore lungo uno dei vicoli acciottolati.
Nel giro di pochi minuti si lasciarono alle spalle l'elegante viale alberato e penetrarono in un mondo completamente diverso, un mondo orientale, caldo, affollato e rumoroso. L non vi erano bei negozi, solo baracche sulla strada dove gli orafi, gli argentieri, i ramai esercitavano il loro mestiere fra un incessante battere e martellare. C'erano uomini dalla pelle scura in lunghe vesti bianche, persiani dalle unghie laccate di rosso, donne musulmane velate e infagottate in informi indumenti neri; tutti contrattavano e litigavano con voci stridule e eccitate mentre i venditori scacciavano dalle loro preziose merci i bambini urlanti, e i conducenti dei carretti e degli animali da soma si gridavano insulti aprendosi faticosamente un varco.
C'erano gioielli d'ogni tipo sapientemente esposti fra piatti di argento battuto e brocche di rame finemente lavorato. Le sottili essenze dei profumieri si mischiavano con l'odore di carne arrosto e con la fragranza intensa delle bancarelle di dolciumi, ricolme di gelatine ripiene di pistacchi, di confetti e di dolci di marzapane a forme di fiori.
Anna andava da una bancarella all'altra, sempre pi affascinata, senza accorgersi di essersi lasciata Marya e Yakov alle spalle. Si ferm al banco dell'armaiolo per ammirare i pugnali dalle impugnature tempestate di pietre preziose, le scimitarre ricurve nei loro foderi di velluto incrostati di turchesi. All'ombra della tenda un uomo esaminava una spada, passando un dito lungo il filo tagliente della sottile lama di acciaio brunito. Il suo volto era semi-nascosto, ma improvvisamente Anna sent i suoi occhi neri che la osservavano intenti. Ne rimase tanto sconcertata che lasci cadere il pugnale che aveva preso in mano e si allontan rapidamente. Di l a poco, vergognandosi della sua paura, si ferm a riprendere fiato davanti a una bottega dov'erano ammucchiati rotoli di stoffe, sete e rasi striati con fili d'oro e d'argento, veli di tutti i colori dell'arcobaleno degni delle Mille e una notte. Prese in mano una sciarpa nera trapunta di stelle argentate, tanto sottile da essere quasi trasparente. Era quello che le ci voleva per l'abito da sera bianco.
Il bottegaio stava contrattando con un altro cliente in fondo alla bottega e mentre Anna, con la sciarpa in mano, aspettava per chiedere il prezzo, sent qualcuno vicino a lei chiamare in tono imperioso: Paul!
Istintivamente si ritrasse nascondendosi il volto col parasole. A pochi metri da lei, vide una giovane donna in un abito di mussola color lilla. Anna non poteva distinguerne il volto sotto il cappello di paglia dai lunghi nastri di velluto viola, ma vide la mano guantata protesa, vide Paul Kuragin fermarsi al suo richiamo e tornare indietro.
Paul! Siete tornato finalmente. Perch non siete venuto a farci visita?
Mia cara Natalie, sapete bene come vadano le cose. Non ho avuto un istante di tempo.
Neppure per me?
Per nessuno che non fosse il comandante in capo. Ma voi, che cosa fate qui nel bazar?
Cerco qualcosa di diverso. I negozi sulla Govolinski sono cos noiosi, non hanno mai niente all'ultima moda. Come vorrei andare a Pietroburgo! Si sporse verso di lui, rivolgendogli in un sussurro intimo e seducente. Ho saputo che avete dovuto scortare quella ragazzetta inglese che il povero Gregory era stato costretto a sposare. Mise una mano sul braccio di Paul. Tutte quelle settimane di viaggio... che seccatura per voi! Ditemi, mio caro, era davvero cos spaventosamente noiosa e borghese come lui diceva?
A me non  parsa tale rispose lui freddamente.
Oh, non siate cos ipocrita! Ricordate come ridevamo quando Gregory ci parlava di lei: cos mediocre, ordinaria. Che brutto scherzo, povero ragazzo. Non stupisce che l'abbia abbandonata.
Siete ingiusta. Paul fece un gesto spazientito e Anna si ritrasse ancora di pi nella speranza che lui non la vedesse. Natalie, dov' la vostra carrozza? riprese lui.
In fondo al vicolo, mon cher.
Permettetemi di accompagnarvici.
Ma non ho ancora finito di guardare tutto...
Io credo di s.
La prese risolutamente sottobraccio e si allontan con lei in mezzo alla folla, mentre Anna rimaneva l, avvilita e umiliata da quelle cattiverie che avevano inferto un duro colpo alla fragile fiducia in se stessa che si era costruita nelle ultime poche settimane. Poi Marya, che era stata intenta fino allora a esaminare la merce nella bottega accanto, le si avvicin.
Anna pos la sciarpa che aveva ancora in mano. Vogliamo andare? disse bruscamente. Credo che abbiamo visto abbastanza per questa mattina.
Credevo tu ti stessi divertendo.
Infatti, ma fa cos caldo in questi vicoli. Sono stanca e ho sete, e siamo lontane da casa.
Molto bene, mia cara, se  questo che desideri.
Marya la prese sottobraccio e tornarono indietro, precedute da Yakov. Erano sbucate dal vicolo e stavano salendo verso la riva pi alta del fiume, quando sentirono dei passi affrettati alle loro spalle, e Paul Kuragin si affianc a loro.
Mi sembrava di avervi intraviste poco fa al bazar. Volevo scusarmi per avervi trascurate nell'ultima settimana.
Non dovete darvi pena per noi rispose Marya in tono cordiale. Sono certa che i vostri doveri vi tengano molto occupato.
 cos, e inoltre sono stato fuori citt per un giorno o due replic Paul ma il suo sguardo era per Anna. Aveva un piccolo pacchetto in mano e glielo porse. Volevo darvi questo.
Che cos'? ribatt lei gelida. Un'offerta di pace?
Dunque l'avete udita. Me ne dispiace, ma non dovete fare caso a Natalie. Parla spesso senza riflettere.
Lo avevo compreso.
E non  un'offerta di pace. Improvvisamente le sorrise.  una restituzione. Ricordate la sciarpa che mi avevate prestato? Bene, Anfisa ha fatto del suo meglio, ma temo sia irrimediabilmente rovinata. Volete accettare questa in sua vece?
Preferirei di no e Anna riprese a camminare, incapace di spiegare come le parole di quella sconosciuta l'avessero fatta ripiombare in quello stato d'infelicit e di umiliazione che si era studiata a lungo di superare, divenuto ancora pi intollerabile perch ora sapeva che Paul doveva aver conosciuto Gregory, doveva aver sentito quello che si diceva di lei molto prima che s'incontrassero, e non gliel'aveva mai detto. Paul rimase sconcertato, con il pacchetto in mano.
Datelo a me disse Marya, conciliante.  stato un pensiero molto gentile da parte vostra. Dovete scusare Anna.  nervosa questa mattina.
Non volevo offenderla. Non ne avevo davvero l'intenzione.
Lo so. Glielo dir io.
Imbarazzata, Marya prese il pacchetto e raggiunse Anna. Era proprio necessario che tu lo trattassi cos? Dopo tutto quello che lui ha fatto per noi?
Lo so, lo so...  solo che... oh, tu non capisci e Anna affrett il passo. Avrebbe voluto andarsene dalla casa di Paul quel giorno stesso, partire subito per Kumari, mantenere la sua promessa di recarsi in visita alla nonna di Gregory e poi tornarsene a casa, lontana da quel luogo inquietante dove si era illusa di trovare la libert e che invece si stava trasformando in un'altra prigione; ma naturalmente non era possibile. Fuggire sarebbe stato infantile.
Di ritorno a casa, Marya apr il pacchetto. Oh, Anna, guarda!  bellissima! Come avr fatto a indovinare? Drappeggi la leggera sciarpa nera sulle spalle di Anna.  esattamente quello di cui hai bisogno.
Dunque l'aveva vista, dopo tutto, e era tornato indietro a comprarle la sciarpa. Anna si sent commossa da quel gesto, e al tempo stesso spaventata. Accettare il suo dono significava in qualche modo compromettersi.
Non posso assolutamente accettarla.
Certo che puoi. Che sciocchezze sono? Mangi il suo cibo, no?  soltanto il suo modo di dirti grazie, e un modo davvero gentile.
Ebbene... forse...
Si guard allo specchio, incerta. La sciarpa era come un'impalpabile nube illuminata dalla luna. Dava risalto ai suoi capelli biondo rame, alla sua carnagione vellutata, conferendole un fascino inatteso.  bellissima disse a malincuore. Le sembr di risentire la voce dolce e beffarda della sconosciuta e prov un impeto d'ira. Di colpo ritrov tutto il suo coraggio. Non avrebbe permesso a quella donna di umiliarla come aveva fatto Gregory. Avrebbe fatto vedere a quelle bellezze del Caucaso che la modesta ragazza inglese valeva quanto loro.

VI
Una terra magica, cos Anna, affascinata, aveva chiamato il Caucaso, ascoltando i racconti di Paul mentre sedevano attorno al fuoco, sotto le stelle; ma era una magia orientale, antica come il tempo e intessuta di intrighi, di improvvisa violenza, di sottile terrore. Se n'era accorta fin dal giorno dell'attacco dei cavalieri neri. Era negli occhi dell'uomo che l'aveva spiata quel mattino al bazar; la avvertiva persino nei domestici vestiti di azzurro che si aggiravano silenziosi nella casa di Paul, e nella ragazza, Bela, col suo sguardo velato, come fosse stata a conoscenza di un segreto che avrebbe potuto rivelarle, ma non osava farlo.
Avvert di nuovo quel senso di mistero la sera in cui si rec al palazzo del vicer. Si diceva che i Vorontsov fossero pi ricchi persino dello Zar, e il salone da ballo era magnifico. Sotto i lampadari di cristallo vi erano fasci di fiori: orchidee fragili come farfalle, gigli, rose di ogni sfumatura, dalle pi tenui alle pi cupe, rami di candidi fiori d'arancio, portati l dalle rive del Mar Nero, destinati a fiorire e a morire nel giro di una sola notte, fiori esotici e variopinti quanto i mille ospiti: ufficiali nelle loro risplendenti uniformi; belle donne caucasiche, arricciate, dipinte e ingioiellate; principi e sovrani di paesi lontani, i cui volti magri e bruni contrastavano stranamente con le sete sgargianti degli abiti, con gli anelli di brillanti, gli orecchini e le collane di perle e rubini. I domestici, nella livrea bianca e scarlatta dei Vorontsov, si aggiravano fra gli ospiti con vassoi di vino dorato, o bicchieri di limonata o sorbetti per coloro che seguivano la legge di Maometto e non bevevano vino.
Quando Anna si ferm sulla soglia, quando la voce stentorea del cerimoniere che annunciava il suo nome fece tacere il brusio di voci, sent che tutti gli occhi erano fissi su di lei. Paul, nel gruppo di ufficiali che circondava il vicer, fu colpito dal contrasto. Sembrava una colomba, pens, una bianca colomba in mezzo a una raccolta di chiassosi pappagalli. C'era qualcosa di puro e di intatto in lei, sebbene dovesse aver conosciuto l'inferno vivendo con Gregory Gadiani.
Vide un lampo d'interesse negli occhi del principe Vorontsov. Non pi tardi di quella mattina avevano parlato proprio di lei, in un colloquio a quattr'occhi.
La ragazza inglese potrebbe benissimo servire al nostro scopo, Kuragin aveva detto il principe.
Non sa niente, Vostra Eccellenza, ne sono certo.
 probabile, ma potrebbe costituire una buona esca per attirare la volpe nella trappola.
Potrebbe essere pericoloso.
No, a questo penseremo noi. Aveva lanciato a Paul una delle sue occhiate penetranti. Abita a casa vostra, a quanto mi risulta. Non avrete intenzione di innamorarvi di lei, mi auguro.
Paul si era irrigidito. Non c' alcun pericolo.
Bene. Non vogliamo un bis della follia dell'anno scorso aveva ribattuto Vorontsov asciutto. Lo Zar ha ritenuto giusto restituirvi il grado di colonnello. Un'altra storia come quella, e potrebbe degradarvi di nuovo.
Lo so, Vostra Eccellenza.
E non credo che questo vi piacerebbe, orgoglioso come siete? Non che io approvi sempre le decisioni dello Zar, ma sono costretto a eseguire i suoi ordini. Adesso spiegatemi meglio quel vostro avventato piano. Mi interessa. Ora Paul si riscosse dai suoi pensieri e la vide venire verso di loro, con l'ampia crinolina che ondeggiava, la sciarpa, come un'impalpabile nube nera trapunta di stelle d'argento, che le velava le spalle, la scollatura e i lucenti capelli biondo rame ornati di candide camelie. Chi gliele aveva donate? Nikki, probabilmente. Al ragazzo piaceva credersi innamorato di lei, e Paul prov un'irragionevole fitta di gelosia e, al tempo stesso, un assurdo orgoglio per l'ammirazione che lei stava destando, perch avevano attraversato il pericolo insieme e gli sembrava di essere l'unico a conoscere la forza e la resistenza che si celavano sotto la sua apparente fragilit. Anna stava facendo una profonda riverenza.
Il principe Vorontsov l'aiut galantemente a rialzarsi e Anna ebbe modo di vedere da vicino il suo bel volto dall'espressione cinica, i capelli biondi striati di grigio, gli occhi azzurri acuti e penetranti.
Mia cara Anna Stepanovna, avrei voluto che foste venuta a trovarci in un momento pi lieto. Siamo rimasti dolorosamente colpiti dal crudele destino di vostro marito. Dovremo fare del nostro meglio per aiutarvi a dimenticare. La present a sua moglie e la principessa Elisabetta sorrise vagamente e le sfior la guancia col suo ventaglio d'avorio.
Poi un uomo si fece avanti dal gruppo che circondava il vicer, e per un attimo ai suoi occhi abbagliati sembr fosse Gregory tornato dal regno dei morti.
Permettete di essere fra i primi a dare il benvenuto alla moglie di mio cugino disse lo sconosciuto con voce dolce e mielata. Meno giovane di Gregory, aveva un volto magro e bruno, sottili baffi scuri. La casacca circassa nera era riccamente ricamata in oro. Si chin a baciarle la mano e poi la attir a s, sfiorandole la guancia con la sua, da cui emanava un profumo insolito per un uomo. Dobbiamo vederci spesso, mia cara Anna, abbiamo molte cose di cui parlare.
Senza dubbio.
Doveva essere Daniel Gadiani. Sorrideva, ma i penetranti occhi neri non avevano alcun calore e a un tratto il suo volto le sembr sinistramente familiare; ma dove, quando? Non le fu lasciato il tempo di ricordare. Altri si fecero avanti per salutarla, fissandola con curiosit, tempestandola di domande cui non sapeva come rispondere, finch Paul le prese la mano.
Le tocc la sciarpa. Vedo che mi avete perdonato.
Per un attimo Anna si aggrapp a lui, con la sensazione che fosse il suo amico fra tutti quegli sconosciuti, poi anch'egli fu costretto a lasciarla e a seguire il vicer che aveva invitato gli ufficiali a conferire con lui nel suo studio. Anna lo guard allontanarsi con un atroce senso di solitudine.
Elisabetta Vorontsov le tese una mano languida. Venite a parlarmi dell'Inghilterra, bambina mia.
Ma io non sono mai stata in Inghilterra!
Mai? Strano. Michael mi ha detto che siete inglese.
Mio padre  inglese.
Molto, molto interessante mormor la principessa mentre s'incamminava verso la porta, costringendo Anna a seguirla insieme alle altre dame che la osservavano di sottecchi bisbigliando fra loro, poich non osavano parlare a alta voce se non erano interpellate dalla viceregina.
Nel salotto rosso e oro, la principessa si adagi sul divano, le piume di struzzo che le ondeggiavano fra i capelli, una grande perla sulla fronte. Un paggetto nero vestito d'argento le port una tchibouque. Mentre la principessa aspirava le prime boccate dalla pipa persiana, un fumo dolciastro le si sparse attorno. Con un grido acuto una minuscola scimmietta dalla giacchetta dorata corse gi lungo la tenda di velluto, guizz fra trine e crinoline in mezzo alle grida spaventate delle dame, e balz in grembo alla principessa che prese a accarezzarle la testina vellutata, e a porgerle chicchi d'uva che staccava da un grappolo in un piatto l accanto.
Sembrava una scena tratta da un libro di fiabe orientali, che Anna, bambina, aveva ricevuto in dono dal padre. Nella sala il caldo era soffocante. Aveva la sensazione di essere in gabbia e si guard attorno col disperato desiderio di poter fuggire. Fu con immenso sollievo che vide Nikki entrare con alcuni degli ufficiali pi giovani. Si inchin alla principessa e, dopo aver ricevuto il suo grazioso assenso, prese la mano di Anna e la condusse nel salone da ballo.
Oh, Nikki, sono felice di vedervi mormor lei riconoscente.
Lo avevo immaginato le rispose con un sorriso fanciullesco. Ho dovuto fare compagnia alla principessa pi d'una volta. L'orchestra aveva attaccato un valzer. Le pass un braccio attorno alla vita. Vogliamo ballare?
Oh, s!
Da molto non ballava con tanta allegrezza, con un cos gioioso senso di abbandono. Presto venne circondata dagli ospiti giovani, e Marya, seduta in disparte con le signore pi anziane la guard con affetto, desiderando la sua felicita, eppure, al tempo stesso, spaventata per lei. Una volta, molto tempo fa, aveva amato Stephen Crispin appassionatamente, lo avrebbe seguito ovunque se soltanto lui gliel'avesse chiesto, ma non era accaduto. Non aveva mai posseduto la grazia o la bellezza di sua cugina e quando Stephen aveva sposato Nadia, aveva imparato a ingoiare la sua amarezza, il rimpianto che Anna non fosse sua figlia, e a accontentarsi di quello che aveva.
Pi tardi nella serata Anna venne a sedersi accanto a lei, con le guance arrossate e gli occhi che le brillavano, e Marya le sorrise.
Ti diverti?
Molto pi di quanto pensassi.  male, Marya?
No, certo che no. Attenta, avrebbe voluto dirle, aspetta, sii certa dei tuoi sentimenti, non correre il rischio di soffrire per la seconda volta; ma gli avvertimenti non servono mai. Soltanto l'esperienza insegna.
Ora il centro della sala era stato sgombrato, gli ospiti erano seduti o in piedi lungo le pareti. Il principe Vorontsov e sua moglie erano tornati nel salone per assistere allo spettacolo. I musici stavano suonando, strani ritmi esotici, insidiosi e inquietanti; poi usc la lunga fila di ballerini, le donne in bianco che scivolavano lungo il pavimento in un fluttuare di veli, e gli uomini, sorprendentemente simili ai cavalieri neri di Shamyl, che avanzavano e indietreggiavano, lenti, possenti, irresistibili.
 un'antica danza di corteggiamento disse una voce vicino a Anna, e alzando gli occhi, lei vide che Paul Kuragin era in piedi dietro alla sua sedia. Risale ai tempi in cui gli uomini delle trib sceglievano le loro donne alla luce dei fuochi da campo.
La musica era insidiosa, insistente, gli uomini balzavano, battevano i piedi, le donne si ritraevano, il ritmo si faceva sempre pi veloce finch Anna trattenne il fiato. Era una danza intensamente sensuale, eppure i ballerini non si toccavano mai. Sentiva il ritmo vibrare nel pi profondo di s e la mano di Paul che le sfiorava il braccio nudo sembrava bruciarle la carne.
Si mosse leggermente sulla sedia nel tentativo di rompere la tensione, di mostrarsi calma e prosaica. Che cosa avete fatto tutta la sera?
Avete sentito la mia mancanza? Non lo indovinerete mai rispose lui sorridendo. Abbiamo discusso dove possiamo aprire nuove miniere di carbone da usare per le navi del Mar Nero, e riferito i risultati di esperimenti sulla coltivazione del cotone importato dall'America.
A un ballo? domand lei incredula.
Ve lo assicuro. Il principe  uno zelantissimo amministratore.
E la guerra? fece Anna ironica. Avete discusso anche di quella?
Naturalmente.
Anna non lo aveva mai visto in alta uniforme, e ora le parve splendido. Not le spalline, la fascia in vita con la frangia dorata.
Colonnello Kuragin disse non pi capitano. Non ce l'avevate detto.
Vado su e gi come un secchio in un pozzo secondo i capricci dello Zar ribatt lui con leggerezza.
Lo spettacolo era terminato, si lev un applauso, i ballerini ringraziarono con un inchino e si ritirarono. L'orchestra riattacc a suonare e gli ospiti ripresero le danze.
Avete fame? chiese Paul. Ci sono ottimi rinfreschi nel salone, aragosta, tartufi, souffls, gelati... Anna scosse il capo. In tal caso, mi concedereste l'onore di ballare con me?  pi di un anno che non ballo, ma cercher di non pestarvi i piedi.
Anna rise e si lasci condurre nel gaio turbinio della mazurka. La musica suonava sempre pi veloce e i loro piedi battevano sempre pi in fretta, finch Anna si appoggi a lui, ansante e felice.
 stata davvero una gioia! esclam.
Anche per me. La guard con un sorriso. Siete particolarmente bella stasera, lo sapevate?
Credevo non faceste mai complimenti alle donne rispose Anna scherzosamente.
Non  un complimento.  la pura verit.
Poi il suo sorriso svan, mentre rivolgeva lo sguardo a Daniel Gadiani che si dirigeva verso di loro.
Eccovi dunque. Vi ho cercata dappertutto. Volevo farvi conoscere mia sorella. Natalie, mia cara, questa  Anna, la piccola moglie di Gregory.
Non appena la vide, Anna cap che era la stessa donna che aveva visto nel bazar e vide anche che era bellissima. Una piccola testa regale coronata da lucenti capelli neri. Nel suo abito dorato era snella come uno dei gigli che si ergevano nel grande vaso accanto a loro. Natalie la fiss coi suoi lunghi occhi a mandorla, poi si protese a baciarla sulla guancia.
Carissima Anna, dovremo fare lunghe conversazioni, noi due. Gregory e io siamo cresciuti insieme, sapete, finch non lo mandarono a Pietroburgo. Avevo dieci anni e piansi per un'intera settimana, pensate! Scoppi in una risata argentina. Voglio sapere tutto del vostro viaggio da Pyatigorsk. Siete stata davvero coraggiosa a venire fin qui sola. Paul non mi racconta mai nulla.
Non c' nulla da raccontare.
Questo lo dite voi. Gli batt un colpetto sulla mano con il ventaglio. Sono sicura che Anna sar di tutt'altro parere, ma dove siete stato tutta la sera, mon cher? Non vi ho veduto.
Mi ha trattenuto il principe.
Non lo credo. Avete cercato di evitarci. Daniel, portate via Anna. Devo dare una lavata di capo a Paul. Era riuscita a creare un'atmosfera di scherzosa intimit tra loro due, alla quale suo fratello si adegu istantaneamente.
Certo, mia cara. Ogni vostro desiderio  ordine disse sorridendo, e prese Anna sottobraccio. Lasciamoli parlare tra loro, venite. Si allontan con lei, parlando di Kumari. Quando pensate di andarvi, mia cara Anna? La mia prozia  molto vecchia ormai, ma  ancora un autocrate, una vera feudataria, comanda la sua servit come un'imperatrice. Dimentica che le cose sono cambiate e vive nel passato.  estremamente eccentrica, forse addirittura un po' pazza.
I suoi discorsi erano vagamente allarmanti, ma riguardavano quanto meno un problema che non doveva affrontare subito. Ascoltandolo parlare, era sempre pi convinta che fosse lui, l'uomo che aveva visto al bazar. Erano suoi gli occhi neri che avevano osservato ogni suo movimento. Perch non le aveva rivolto la parola in quell'occasione? Avrebbe voluto chiedergli una spiegazione, ma non osava. Lui avrebbe negato, e lei sarebbe parsa sciocca. Daniel continuava a parlare, mostrandosi galante e spiritoso. Pur rispondendogli a tono, Anna pensava a Paul e alla donna che gli aveva appoggiato la mano sul braccio in un gesto tanto possessivo.
I due, rimasti soli tacquero un istante, quindi Paul quietamente disse: Che cosa volete da me? Desiderate ballare?.
No, non voglio ballare. Come potete parlarmi cos? Gli occhi che un tempo lui aveva creduto dolci, pieni di amore, gli lanciarono un'occhiata di odio. Perch mi trattate in questo modo? Mi vorreste lasciare? Abbandonare per quella stupida ragazzetta che ha rovinato la vita a Gregory e ora crede di poter venire qui, di farsi chiamare principessa Gadiani, di avere la precedenza su di me, di defraudare Daniel di quanto gli appartiene? Cosa  successo nelle notti che avete passato insieme in montagna?
La sua voce si era fatta stridula e Paul le afferr il polso. Natalie, non in questo luogo! Siete impazzita? Volete farvi sentire da tutti?
Perch no? Prima o poi lo sapranno.
Sapranno cosa?
Di come mi avete tradita.
Non siete stata voi a tradire me?
Per un attimo rimasero a fissarsi con odio, poi lui la condusse in un salottino. Assicuratosi con una rapida occhiata che era vuoto, richiuse la porta e vi si appoggi.
Mi avete fatto male disse lei risentita, strofinandosi il polso. Eravate tanto brutale anche con lei?
Natalie, non giocate pi con me.
Non so che cosa intendiate.
Oh, s, lo sapete bene.
Io so soltanto che ve ne siete andato sei mesi fa senza una parola, senza una promessa, siete partito per una stupida missione, offrendovi come volontario quando non ce n'era alcun bisogno. Oh, non negatelo, me l'ha detto Daniel.
E ora siete tornato e vi comportate come se io non fossi mai esistita.
 davvero necessario che ve lo spieghi? Staccandosi dalla porta, Paul and verso la finestra che era stata aperta per rinfrescare l'aria. Spalanc il pesante tendaggio. Oltre i tetti della citt poteva vedere la sagoma delle montagne delinearsi al chiarore lunare, e respir con sollievo l'aria pura della notte.
Sono partito perch se fossi rimasto avrei potuto uccidervi. La donna soffoc un piccolo grido e lui si volse. Perch mi avete mentito, Natalie? Non una sola volta, ma cento. Gregory era il vostro amante, vero? Durante tutto il tempo che io ero in missione, e anche dopo il mio ritorno. Tutte quelle settimane, venivate da me ancora calda del suo letto, coi suoi baci sulle labbra. Non volli crederci all'inizio, mi rifiutavo di ascoltare chi mi metteva in guardia, finch alla fine mi sono reso conto di come tutti ridevano di quel povero imbecille che avrebbe sacrificato tutto, carriera, ambizione, amici, per amore di una sgualdrina, di una puttana infedele...
 una menzogna grid lei una perfida menzogna! Lo schiaffeggi con violenza e l'anello che aveva al dito gli fer la guancia, lasciandovi un solco insanguinato. Lui l'afferr per le spalle.
Cos fosse esclam ma  la verit. Ammettetelo, maledetta, o devo costringervi a confessare? Le affond le dita nelle spalle nude fino a strapparle un grido.
S, s, s... Gregory era il mio amante! Paul la stringeva ancora come in una morsa. Natalie lo fiss negli occhi e quello che vide la spavent. Dilat le pupille. Disse in un sussurro: Allora  per questo....
 per questo. Dio mi perdoni.  per questo che ho fatto quello che ho fatto.
Oh, no! Si lasci cadere sul divano, incurante delle lacrime che le rigavano le guance. Cosa ne sar di me? Era pi bella che mai quando piangeva, e un tempo Paul si sarebbe buttato ai suoi piedi, l'avrebbe abbracciata implorando il suo perdono, il suo amore, ma ora, non pi, mai pi. La donna che aveva adorato non era mai esistita. L'aveva creata lui per appagare il proprio bisogno d'amore e colmare la propria solitudine.
Disse stancamente: Non fingete di provare quello che non sentite, Natalie. Non sono mai stato nulla per voi, non  cos? Mi avete usato perch vi servivo e perch, nonostante tutta la vostra superbia, voi e vostro fratello siete ambiziosi e poveri. Un Kuragin sarebbe stato un'ottima preda per voi. Rise senza allegria. A me non  mai importato granch del mio nome e della mia ricchezza, ma a voi s. Avrei potuto comprarvi come una qualsiasi di quelle povere creature che si offrono per pochi rubli nel bazar.
Come la donna che tenete in casa con suo figlio... vostro figlio...
Lasciate stare Bela proruppe Paul con violenza non  mai stata la mia amante.
'Non lo credo. Poi tese le mani verso di lui, parlando con voce dolce, tremula, implorante.  vero,  tutto vero, ma io vi amavo, Paul, ve lo giuro, solo che quando Gregory arriv voi eravate lontano... come posso farvelo capire? Se mio padre non fosse morto, se non fosse stato per la nonna di Gregory... lei mi ha sempre odiata... avremmo potuto sposarci... poi vennero i russi e lo portarono via. Mi diedero in moglie a quel vecchio contro la mia volont... questo lo sapete... ero cos infelice finch voi non arrivaste qui...
In piedi davanti a lei, Paul la guardava. Sareste stata una grande attrice, Natalie. Avreste avuto tutti gli uomini ai vostri piedi. Ma forse avete ragione. Che diritto ho io di giudicarvi? Ma ora  troppo tardi,  finita. Io vi amavo. Se aveste potuto ottenere il divorzio dal generale Krylov, avrei rinunciato a tutto pur di sposarvi, ma voi non potevate aspettare, vero? Volevate Gregory, altri uomini... come potrei pi fidarmi di voi?
Ma ora  tutto cambiato, Paul. Il generale  morto e io sono libera. Non dovrete rinunciare a nulla. Con un rapido movimento si era alzata e gli era andata vicina. Gli cinse il collo con le braccia, stringendosi a lui. Avete dimenticato? Potrebbe essere di nuovo come un tempo.
Il bellissimo volto era a pochi centimetri dal suo. Paul sentiva il suo profumo, sentiva l'antico incantesimo, e per un attimo vacill. Poi le prese le mani e l'allontan risolutamente da s.
 troppo tardi, Natalie, non possiamo tornare indietro. Dovrete trovarvi un altro ricco babbeo da sedurre e tormentare.
 per quella ragazza, vero? Lei vi ha cambiato. Le avete raccontato di Gregory per farvela cadere singhiozzando tra le braccia?
No, non  per Anna. Ha abbastanza problemi senza dover soffrire per l'infedelt di suo marito. Lei non sa niente.
Non potete lasciarmi cos, Paul. Non intendo accettarlo. Ve la far pagare, ve lo giuro, e anche Daniel.
Fate pure. Fra poche settimane me ne andr via di qui.
Dove? Dove andate e per quanto tempo?
Per mesi... un anno... forse per sempre. Si strinse nelle spalle. Non vi riguarda.
Non avete piet di me?
Molta... ma piet non  amore.
Andatevene grid lei furente lasciatemi sola!
Come volete ma indugi ancora, lacerato da sentimenti contrastanti, conoscendola ormai per quella che era ma incapace di dimenticare l'amore che avevano condiviso e che, ora lo sapeva, non era stato altro che una finzione. Infine si volse e usc dalla stanza.
La porta si chiuse e Natalie rimase a fissarla per un momento, poi sollev il prezioso vaso che era sul tavolo e lo scaravent con tutte le sue forze contro la parete di fronte, mandandolo in frantumi. Calmata cos la sua ira, and a guardarsi allo specchio. Si stava asciugando gli occhi col fazzoletto quando sent la porta riaprirsi e vide il viso di suo fratello riflesso nello specchio accanto al proprio.
Ebbene, mia cara, com' andata? Avete giocato d'astuzia? Paul Kuragin non abbocca tanto facilmente all'amo.
So quello che faccio, Daniel.
Me lo auguro. Le strinse con forza il braccio. Lo avete perso una volta. Non si lascer abbindolare una seconda volta.
Natalie era spaventata ma non voleva mostrarlo. Lasciatemi stare. Cosa avete deciso per la ragazza?
L'uomo si allontan di qualche passo, lisciandosi i baffetti. Non ho ancora deciso. Dipende da quello che succeder quando andr a trovare la vecchia a Kumari. Potrei anche sposarla.
State scherzando!
No davvero, sono serissimo. C' un solo ostacolo.  vedova?
E mentre lei lo fissava, riprese beffardo: Sar meglio che torniate di l con me, mia cara. La gente comincer a domandarsi cosa facevate, voi e Paul, chiusi qui dentro per tanto tempo. Venite e prendendola sottobraccio, la ricondusse nel salone.
Erano le tre del mattino quando Anna e Marya tornarono dal palazzo. Ivan apr loro la porta e porse a ognuna la candela per andare a letto. Salirono lentamente le scale. Giunta davanti alla porta di Anna, Marya la baci.
Dormi bene, piccola mia.  stata una serata affascinante, vero?
S, affascinante.
Buonanotte.
Marya scomparve in camera sua e Anna indugi in corridoio sbadigliando, la testa che le girava per le danze, le emozioni, l'eccitamento della serata, tanto che si domand se sarebbe riuscita a chiudere occhio. Aveva gi teso la mano per aprire la porta quando not la luce che filtrava nel corridoio e l'uscio di fronte al suo era socchiuso. Non sapeva chi dormisse l, ma era molto tardi e, stranamente si sent allarmata. Si avvicin alla porta in punta di piedi e fece capolino. Le candele nel candelabro a tre bracci sul comodino accanto al letto vacillavano pericolosamente, e proprio in quell'istante una s'inclin e cadde con un leggerissimo tonfo sul tappeto.
L'occupante della camera, chiunque fosse, doveva essersi addormentato dimenticandosi di spegnerle. Anna sent un odore di bruciato. Da un momento all'altro il tappeto poteva prendere fuoco e provocare un incendio. Non esit pi, ma spalanc la porta e entr. Spense la cera liquefatta e si chin a raccogliere la candela dal tappeto. Stava spegnendo col piede la piccola macchia fumante quando vide la tunica bianca e dorata gettata per terra e si rese conto che Paul era disteso sul letto in camicia e calzoni, i capelli bruni scompigliati, il volto arrossato. Non era una bambina. Aveva visto Gregory ubriaco pi d'una volta, aveva persino aiutato Yakov a metterlo a letto. Ma in qualche modo Paul non le era mai sembrato il tipo d'uomo da abbandonarsi a simili vizi. Comunque, la cosa non la riguardava.
Si stava dirigendo in punta di piedi verso la porta quando urt contro qualcosa con la scarpetta di raso. Si chin a raccogliere l'oggetto: era una piccola miniatura con la cornice d'oro, ma ammaccata e malconcia come se qualcuno l'avesse calpestata. Per un attimo come la luce della candela cadde sul ritratto, pens fosse Natalie: gli stessi lineamenti delicati, gli stessi capelli neri e occhi ardenti. Poi si rese conto che lo stile dell'abito era antiquato, doveva risalire a almeno venti o trent'anni prima. And a posarla sul tavolo ma, senza volere, urt un grosso libro appoggiato in bilico sul bordo, che cadde rumorosamente a terra.
Paul gemette e si sollev sui gomiti. Anna sarebbe volentieri fuggita, ma era troppo tardi. Paul alz la testa.
Che c'? disse con voce impastata. Che succede? Sei tu, Anfisa?
No, non sono Anfisa.
E allora chi ?
Sono Anna.
Anna! Si drizz a sedere. Che diavolo ci fate qui dentro?
Era profondamente imbarazzata, tanto pi che aveva ancora la miniatura in mano.
Marya e io eravamo appena rientrate. Io... io stavo andando a letto quando ho visto le vostre candele accese e ho sentito odore di bruciato. Ho pensato che era meglio spegnerle.
Devo essermene dimenticato, sciocco che sono!
La guardava con un'espressione strana. Anna gli si avvicin e gli porse la miniatura.
L'ho trovata a terra.  molto rovinata, temo.
Paul butt gi le gambe dal letto e si alz, oscillando appena mentre gliela prendeva di mano. Fiss il ritratto per un lungo momento prima di parlare.
 mia madre. Mor quando avevo sei anni. Mi dissero che era caduta da cavallo. Amava cavalcare pi di ogni altra cosa al mondo.
 terribile... ne sono addolorata...
Sapeva che avrebbe dovuto andarsene immediatamente, tuttavia seguitava a indugiare e Paul continu quasi come stesse parlando a se stesso.
Era bellissima. Io la veneravo. Ridicolo, non  cos? La credevo una santa... finch non scoprii la verit. Si era uccisa, si era buttata col cavallo in un burrone perch il padre del bambino che aveva in grembo era il fattore di suo marito, il fratellastro bastardo di lui che aveva gi tentato di ucciderlo. E aveva avuto altri amanti, qualsiasi uomo poteva infilarsi nel suo letto, persino mio zio, un uomo che avevo amato e rispettato. A volte mi sono chiesto se sono davvero figlio di mio padre prosegu cupamente.  molto sgradevole dover passare la vita chiedendosi se sei il bastardo di uno sporco contadino!
Anna lo fissava dolorosamente colpita, sapendo di aver ascoltato qualcosa che, in qualsiasi altro momento, Paul non avrebbe mai confessato. Poi lui gett la miniatura sul tavolo e parve accorgersi soltanto allora della sua presenza.
Sto parlando come un idiota.  meglio che ve ne andiate a letto.
Il sangue gli colava da un lungo graffio sulla guancia. Aveva un'aria tanto sconvolta che Anna esit. Siete sicuro di sentirvi bene?
Sono ubriaco disse selvaggiamente ecco tutto. Non volete andare a letto da sola,  cos? e allung un braccio e l'attir a s, cos che la candela le sfugg di mano e si spense. La stanza piomb nell'oscurit e Paul prese a baciarla sulla bocca, con durezza, con insistenza, con quella feroce forza maschile che tante volte nella solitudine dopo l'abbandono di Gregory aveva turbato i suoi sogni. Poi lei si ritrasse dibattendosi per liberarsi dalla sua stretta, e Paul la lasci andare tanto improvvisamente da farla barcollare e quasi cadere.
Andate a letto, Anna, andatevene a letto disse aspramente, e lei si precipit fuori dalla stanza e attravers il corridoio, sbattendo la porta della camera sua e appoggiandovisi contro, tremante, spaventata, perch nonostante lo choc, c'era stata in lei una dolcezza, un'istintiva reazione. Aveva desiderato il suo amore.
Lentamente torn in s. Non aveva candele e non osava andare a cercarne una. And alla finestra e spalanc le tende. C'era gi un tenue chiarore nel cielo estivo, e vide Paul uscire in giardino. Si ferm per un momento, i capelli bruni scompigliati dalla brezza mattutina. Sta andando da lei, pens Anna con una fitta di dolore, va dalla sua amante. Ma lui non attravers il cortile in direzione della camera di Bela. Pass invece sotto l'arco che portava alle scuderie, e Anna, dandosi della sciocca, ne fu felice.

VII
Erano gi le undici quando Anna fu svegliata la mattina dopo da Darinka che bussava e entrava col caff e un grande fascio di rose bianche. Deve aver saccheggiato l'intero mercato pens Anna guardando con un sorriso i fiori e il messaggio scarabocchiato sul biglietto.
Vi sono debitore per avermi salvato dal rogo.
Darinka le guardava ammirata. Ve le metto nell'acqua, Madame?
No, grazie, lo far io stessa.
Mentre sorseggiava il caff ripens alla notte precedente, domandandosi se Paul avrebbe ricordato quello che le aveva raccontato di sua madre, intuendo l'amarezza, la disillusione del ragazzo che l'aveva idolatrata e cercando di non pensare alla propria reazione quando lui l'aveva tenuta brevemente tra le braccia.
Quando fu vestita, and a salutare Marya che dormiva ancora pigramente nel suo letto. Voleva raccontarle quel che era successo, ma cambi bruscamente idea. Meglio non darvi troppa importanza, sia per lui che per se stessa, meglio toglierselo dalla mente e dimenticarlo.
Sistem le rose in un vaso persiano di un colore azzurro intenso che Darinka le aveva portato, e impulsivamente ne prese una e se la appunt sull'abito. Presto ormai avrebbe dovuto lasciare quella casa e recarsi a Kumari. Daniel Gadiani aveva accennato alla cosa la sera prima quando si era allontanato con lei da Paul.
 una giornata intera di viaggio e attraverso una regione piuttosto selvaggia aveva detto. Devo andarci anch'io fra non molto. Forse mi concederete il piacere di accompagnarvi.
Non vi era motivo di rifiutare la sua offerta, e l'aveva ringraziato, sebbene preferisse viaggiare da sola.
Temo che la morte di Gregory abbia piombato i nostri affari in un triste stato di confusione le aveva detto poi con un sorriso contrito soprattutto perch ne abbiamo appena ricevuto la conferma ufficiale. Dobbiamo discutere del vostro avvenire, e il posto migliore per farlo  Kumari, con la mia prozia, anche se aveva aggiunto ironicamente temo non abbia molta simpatia per me.
Era un momento che Anna aveva lungamente temuto, ma ora che era finalmente giunto doveva essere pronta a affrontarlo. Apr il ncessaire per la corrispondenza e ne trasse l'ultima lettera di Gregory, che non aveva pi riletto da quando era partita da casa. Era molto breve e dava l'impressione di essere stata scritta precipitosamente.
Mia cara Anna, so bene che avete molto da perdonarmi, ma l'avvenire  incerto e nel caso non dovessero esserci altre occasioni, voglio sappiate che nel mio cuore c' rimpianto per quello che ci siamo fatti. Ma c' una cosa che vi pregherei con tutto il cuore di fare. Quando ricevete questa lettera, venite nel Caucaso e andate a Kumari. Vi chiedo molto, lo so, ma  importante e qui aveva sottolineato la parola cos pesantemente che la penna aveva quasi strappato la carta e se io non ci sar, la nonna ve ne spiegher il perch. So di non avere nessun diritto di chiedervi qualcosa, ma poich siete voi e poich un tempo mi avete amato, vi supplico di venire.
Guard la firma elegante con una stretta al cuore. Aveva pianto nel ricevere la lettera e si era chiesta se, avventato com'era, avesse deciso di partire in guerra. Due settimane dopo l'arrivo della lettera, era stata informata della sua scomparsa. Rileggendola ora che conosceva meglio il Caucaso e le tensioni che vi ribollivano, cap improvvisamente perch le avesse scritto in modo cos vago. Doveva aver temuto che la sua lettera venisse intercettata, e che questo l'avrebbe messa in pericolo.
Rabbrivid, domandandosi se era lei a vedere il pericolo ovunque e se tutti quei misteri non fossero semplicemente frutto della sua fantasia. La sera prima, al ballo, molti le avevano parlato di Gregory, alcuni con compassione, altre in maniera evasiva, e ogni volta aveva avuto la sensazione che ci fosse qualcosa di segreto, qualcosa che le veniva deliberatamente taciuto. Lo aveva domandato a Daniel Gadiani, il quale aveva eluso la domanda con una stretta di spalle.
Vorrei potervi aiutare, Anna, ma non ero a Tiflis quando  accaduto. So soltanto quello che mi dissero al mio ritorno.
Ripieg la lettera e la ripose con cura. Il sole entrava a fiotti dalle finestre. Si sentiva stanca dopo quella notte agitata e il giardino sembrava cos invitante che pens di andare a sedervisi fin quando Marya non si fosse alzata, e avrebbero potuto fare colazione insieme.
Quando usc nel cortile, il bambino stava giocando con una palla, facendola rotolare lungo i vialetti e cercando di convincere il cane a andare a riprenderla. And a sedersi sulla panchina sotto il tiglio, osservando divertita i loro giochi. Il cane si era accasciato per terra, il muso sulle zampe, e bench il bambino lo tirasse per il collare, si rifiutava di seguitare a correre con quel caldo. Il piccolo pest i piedi contrariato, poi raccatt la palla e la butt via. Cadde ai piedi di Anna, che la prese e gliela rilanci.
Mitya lo chiam lascia stare il cane. Vieni a giocare con me.
Il bimbo la guard intimidito, poi usc in una risatina e le butt la palla. Quindi, stanco di quel gioco, corse via e torn verso di lei tirandosi dietro un carretto di legno carico di altri giocattoli che le rovesci in grembo. Erano animali d'ogni tipo, chiaramente parte di un'arca di No. Chiacchierava eccitato in un miscuglio di russo e un'altra lingua incomprensibile.
Anna cominci a mettere gli animali in fila a due per due sulla panchina, mentre il bambino le saltava attorno ridendo e battendo le mani.
Mitya, vieni subito qui da me. Bela era uscita sulla porta e il bambino alz gli occhi, spaventato dalla voce severa della madre. Poi scosse la testa e and a rifugiarsi dietro le gonne di Anna. Con un gesto spazientito, Bela si avvicin e lo prese per mano. Devi venire quando ti chiamo, e non devi infastidire la signora.
Non mi infastidisce, e  colpa mia si affrett a dire Anna. Gli avevo detto di venire a giocare con me.
 l'ora della sua colazione, e poi deve riposare. Fa troppo caldo qui il pomeriggio. E Bela si allontan, trascinandosi dietro il bambino riluttante.
Bela, aspettate un momento. Volevo ringraziarvi per il mia abito. Era bellissimo. L'avete proprio rimesso a nuovo.
Sono contenta che fosse di vostra soddisfazione. Su, vieni, Mitya.
Non volete fermarvi un momento a parlare con me?
Perch? La ragazza si ferm, guardandola risentita. Se volete chiedermi se il conte dorme con me, la risposta  no.
Colta alla sprovvista, Anna disse: Ma io non avevo intenzione di chiedervi una cosa simile.
E invece credo di s ribatt la ragazza con rabbioso orgoglio. Tutte le signore che vengono qui vogliono saperlo, anche se non lo dicono. Gli occhi neri lampeggiavano. Non riescono a credere che un uomo possa essere buono e non volere niente in cambio.
Io lo credo disse Anna con dolcezza. Non me ne volete parlare?
Bela esit, sempre tenendo Mitya per mano. Non so... perch dovrei?
Oh, vi prego. Il conte Kuragin  stato buono anche con me, molto buono. Vorrei sapere qualcosa di pi sul suo conto. Mi avevate detto che vostro marito  morto in guerra.
Non era mio marito, era il mio uomo. Si avvicin di qualche passo, e Mitya, tirando via la mano, corse a giocare con la palla. Dovete sapere che non  facile per una tartara sposare un russo riprese a malincuore e mio padre li odia. Vorrebbe vederli tutti morti, i russi.
Vi aveva proibito di sposarlo?
Mi avrebbe ammazzato, piuttosto. Mi picchiava spesso... ma il mio Sergei, lui mi amava e sono stata sua prima che partisse.
E  morto?
Lontano, in montagna. Mio padre, quando seppe che aspettavo il bambino, and su tutte le furie. Gridava che avevo disonorato la mia famiglia, mi chiamava sgualdrina, puttana, nomi terribili, e anche mio fratello. Mi butt fuori di casa e mi disse di non tornare mai pi.
Anna si chin verso di lei. E voi cos'avete fatto?
Sono venuta a Tiflis e ho trovato un lavoro nel bazar. Rabbrivid. Era terribile. Voi non sapete cosa significa lavorare l per una donna come me... gli uomini non lasciano mai in pace. Ho creduto di morire.
E poi?
Quando il conte torn, and da mio padre. I miei gridarono, lo insultarono, ma lui riusc a scoprire dov'ero andata e gir per tutto il bazar finch non mi trov e mi port qui, e non mi ha chiesto niente, mai niente, non come gli altri uomini.
Anna si vergogn dei propri sospetti.  stato generoso da parte sua.
Pi di quanto non pensiate annu Bela con calore. Essendo tartara, mi credono una spia. Persino il principe, il vicer, cerca di convincere il conte a mandarmi via, ma lui si rifiuta... Quella signora coi capelli neri che veniva qui spesso l'anno scorso, lei mi ha accusato davanti a lui, ma lui ha soltanto riso. Quella lo vuole, ma io credo che lo renderebbe molto infelice.
Stava parlando di Natalie? si chiese Anna.
Bela si guard attorno, poi si fece pi vicina. Il conte Paul  stato tanto buono con me bisbigli ma a volte ho paura per lui.
Paura? Perch?
Mio fratello  furibondo con lui perch mi ha portata qui.
Furibondo? Dovrebbe essergli grato.
Lui crede che... che il conte...
Sia il vostro amante?
S. Io gli ho giurato che non  cos, ma lui  convinto che io mento. Un giorno, lui dice, gliela far pagare.
L'avete detto al conte Kuragin?
S, mai lui non mi d ascolto. Dice che non sono altro che chiacchiere. Kamil non viene pi da molti mesi, ma io continuo a avere paura.
Sono sicura che non avete niente da temere. Credo che il conte Kuragin sappia badare a se stesso. Anna strinse la mano di Bela. Grazie per avermi raccontato di voi. Forse un giorno troverete un altro uomo che vorrete sposare.
Io non voglio nessuno. Sono felice con Mitya. Ora devo portarlo in casa, e ormai sar pronta anche la vostra colazione.
S, avete ragione.
Anna guard la ragazza richiamare il bambino e portarlo in camera. Il piccolo la salut con la mano e lei lo salut a sua volta prima di rientrare in casa. Dunque Bela non era la sua amante. E Natalie? Era stata sposata col principe Krylov (erano tutti principi in quel paese, pens esasperata), un uomo che aveva il doppio della sua et e era stato generale dei Granatieri della Georgia fino alla sua morte. Paul e lei erano stati amanti? La sera prima lei lo aveva guardato con odio, anche se la sua voce era dolce come il miele. Poi scacci il pensiero dalla mente. La cosa non la riguardava.
Nei giorni seguenti ebbe poco tempo per riflettere. La benevolenza del principe e l'invito a uno dei ricevimenti della principessa le avevano aperto le porte della societ che gravitava attorno al vicer. Le giunse una pioggia di inviti che lei e Marya accettarono solo in parte. Paul lo vedeva soltanto di sfuggita quando entrava o usciva di casa, e si limitavano a scambiarsi poche parole di cortesia, finch, un mattino, lo incontr in giardino con Mitya.
Il giovane, ritto in piedi con le due mani dietro la schiena, guardava il bambino il quale, furente, lo percuoteva coi piccoli pugni.
Scegli gli disse Paul ridendo.
Mitya esit, poi indic una mano. Paul apr la mano vuota, ridendo dell'espressione delusa del piccolo.
Su, non piangere disse tendendogli l'altra mano con la scatola di dolci. Corri a casa e danne un po' anche alla mamma.
Lo viziate disse Anna, e Paul si gir con l'aria di un ragazzino colto in fallo.
Mitya ha la passione dei dolci.
Che secondo me non dovreste incoraggiare.
Perch no, se lo rende felice? Vedete, io sono stato allevato molto severamente.
Anna gli sorrise. Bela mi ha raccontato l'altro giorno di come siete stato buono con lei.
Era il minimo che potessi fare. Sergei era un buon soldato, uno dei miei servi di Arachino. Sapevo che voleva sposare la ragazza, ma il principe non approva quello che lui chiamava fraternizzare col nemico. Quando lui mor, dovevo fare qualcosa per proteggerla.
Sapete quello che si dice?
Paul le lanci una rapida occhiata. Cos quel pettegolezzo  giunto alle vostre orecchie. Ci credete?
No, penso che non sia vero.
Grazie per la buona opinione che avete di me disse Paul ironico. La maggior parte dei miei conoscenti sono pronti a pensare il peggio. Mi dispiace, ma cosa diavolo potevo fare? Se le avessi messo su casa per conto suo avrei destato ancora pi scandalo. Mi  sembrato che portarla qui fosse la soluzione migliore.
Bela mi ha anche detto che suo fratello ha giurato di vendicarsi.
S, lo so bene.  venuta a raccontarmelo qualche tempo fa. Aveva persino offerto di andarsene per evitarmi ogni pericolo.
Potrebbe essere una minaccia seria?
No, no, si intende. Kamil  un ragazzo, una testa calda, che si batte sempre contro qualcuno o qualcosa. Se ascoltassi i discorsi di quel genere, non metterei pi piede fuori casa. Il vero prepotente  il padre. Ora che Bela  ridiventata una bella ragazza e ha un bel figlio maschio, la rivuole a casa.
Ma perch, se prima l'aveva scacciata?
Voi non capite, Anna. Per un uomo come lui una figlia non  altro che una merce. La venderebbe a un disgraziato come lui che la picchierebbe e la tratterebbe come una serva. Io non condannerei nessuno a una vita simile. Se un giorno un uomo decente la vorr in moglie, le dar una dote. Una dote  molto importante per una giovane nella sua posizione. La far sentire pi indipendente.
Ricco com'era, il danaro contava poco per lui, Anna lo sapeva bene, ciononostante era un pensiero generoso, e lei prov un moto di simpatia.
Ma ora basta parlare di Bela aggiunse Paul prendendola sottobraccio. Avete un istante di tempo? Vorrei mostrarvi le due giumente che ho appena comprato. Passarono insieme sotto l'arco che portava alla scuderia e si fermarono davanti ai box. Un cavallo alz la testa e li guard.
Oh, come sono belle esclam Anna tutte e due.
Sapevo che vi sarebbero piaciute. Hanno sangue arabo. Vi piacerebbe montarne una?
Se siete certo di potervi fidare di me.
Dimenticate che vi ho vista spesso cavalcare. Trasse di tasca una zolletta di zucchero e la porse alla giumenta. Quando andate a Kumari?
Non so ancora. Non prima di una settimana o due. Daniel Gadiani si  offerto di accompagnarmici.
Paul si accigli. Mi stupisce. Non credo sia in buoni rapporti con la vecchia principessa.
Perch?
Si strinse nelle spalle. Una vecchia ruggine di famiglia, probabilmente. Non fidatevi troppo di lui, Anna.
Perch mi dite questo?
Per nessun motivo particolare, se non che io conosco i Gadiani meglio di voi.
Dimenticate che Gregory era mio marito.
Paul la guard negli occhi. Non lo dimentico affatto. Non avete imparato niente da lui?
Anna sapeva quello che intendeva dire: quel fascino che era cos imprevedibile e che da un momento all'altro poteva trasformarsi in ira selvaggia, la promessa fatta un giorno e ignorata quello di poi, la gelosia anche quando lei soltanto sorrideva a un altro uomo. Ma non rispose e lui continu.
Fra qualche giorno spero di avere del tempo libero. Verreste a fare una cavalcata con me? Lei esit e lui sorrise. Oh, andiamo, ormai ci conosciamo abbastanza bene!
Il tono lievemente beffardo la fece decidere. Mi piacerebbe molto.
Bene.  una promessa. E ogni promessa  un debito. Ma prima che quella promessa fosse mantenuta, accadde qualcosa che la turb profondamente. Aveva sempre trovato strano che Paul non si recasse mai ai concerti e ai ricevimenti ai quali lei a Marya venivano continuamente invitate, anche se pi duna volta aveva sentito fare il nome di lui e alcune signore la guardavano con curiosit. Ma c'era sempre stato qualcosa in Anna che non incoraggiava i pettegolezzi.
Era stato cos anche a Pietroburgo. Se ne teneva volutamente lontana, non sapeva quel che si diceva fino a un mattino quando, insieme a Marya and a fare una passeggiata nei nuovi giardini botanici del principe. Avevano persuaso Bela a accompagnarle e a portare il bambino. Le aiuole erano una fantasmagoria di colori, che fra non molto il sole cocente avrebbe bruciato e inaridito. Il bimbo era corso avanti con sua madre, tirandosi dietro il carretto, col cane che trotterellava alle loro calcagna, quando le due cugine incontrarono Natalie che passeggiava in compagnia di Nikki e uno stuolo di altri giovani ufficiali. Nel suo abito di mussola color avorio e con un parasole di pizzo, appariva particolarmente bella. Non c'era da meravigliarsi che Nikki la guardasse con manifesta ammirazione.
Natalie salut con grande effusione Anna. Non abbiamo ancora avuto quella lunga conversazione che ci eravamo ripromesse disse in tono mielato. Voi e Marya Petrovna dovete venire a trascorrere un'intera giornata con me.
Vi ringrazio, ma siamo molto impegnate in questo momento.
S, naturalmente, chiunque venga dalla capitale  sempre ben accetto nel ristretto ambiente della nostra piccola societ. I suoi occhi neri andarono dall'una all'altra delle due donne. Cosa avete fatto di Paul? Ero convinta che vi accompagnasse dappertutto.
Purtroppo non lo vediamo quasi mai rispose pacatamente Marya.  molto occupato.
Davvero? Strano. L'anno scorso quando era in licenza aveva sempre la casa piena di amici. A mio avviso sta tramando qualcosa. Voi cosa ne dite, Nikki? Si appoggi al braccio del giovane, guardandolo familiarmente negli occhi. Cercate di scoprire di che si tratta. Siete aiutante di campo del principe. Non dovrebbe essere difficile.
Purtroppo non mi dicono mai nulla.
Non vi credo. Vi conosco, voi uomini. Vi spalleggiate l'un l'altro e non ci raccontate mai nulla. Vedo che avete molto da imparare. Dovr addottrinarvi. Ora siate bravo e riaccompagnatemi alla mia carrozza. Arrivederci, Anna, non dimenticate. Venite presto a trovarmi.
Guardarono i due allontanarsi, Natalie stretta al braccio di Nikki, e Marya disse asciutta: Quel ragazzo sta andando in cerca di guai.
Oh, non so. Lei  molto attraente.
E priva di scrupoli, direi. Qualcuno dovrebbe metterlo in guardia.
Nikki  giovane, ma non  uno sciocco. Lei si sta soltanto divertendo con lui.
Pur avendo simpatia per Nikki, Anna rifiutava di preoccuparsi, ma alcuni giorni dopo lui and a trovarla. Scendendo in salotto, lo trov a aspettarla, e dapprima parl di cose tanto futili che lei si chiese perch si fosse dato la pena di venire. Poi, di punto in bianco, Nikki giunse allo scopo della sua visita.
Non dovreste portarvi dietro quella ragazza e il suo bambino, Anna. Non  bene. Lo sapete quello che si dice di lei.
Cosa si dice?
Il giovane era a disagio. Preferisco non ripeterlo.
Oh, suvvia, Nikki! Mi prendete per una bambina? E d'altronde sono menzogne. So tutto di Bela.  stata lei a raccontarmelo.
E voi le credete?
Perch non dovrei? Dovreste vergognarvi di venire qui con un pettegolezzo cos ridicolo. Se  tutto quello che avete da dire,  meglio che ve ne andiate.
Non  tutto. Esit, distogliendo lo sguardo. Anna, vi avevo avvertita prima ancora che arrivaste qui a Tiflis. Non dovreste rimanere in questa casa. La gente parla gi... di voi e di Paul.
Cosa! proruppe lei indignata. Non lo credo.
 vero. Natalie mi ha detto...
Natalie? e di che cosa si immischia Natalie?
 in ansia per voi, Anna, e lei conosce tutti qui. Conosce anche Paul, da molto pi tempo di voi. Anna, dovete ascoltare...
Perch dovrei ascoltare simili maldicenze?
Natalie  bene intenzionata. Dopo tutto,  la cugina di Gregory.
E questo le d forse il diritto di dirmi come dovrei comportarmi? Se qualcuno ha qualcosa da dire prosegu in preda a una furiosa collera che venga a parlare con Paul. Lui sapr come rispondere.
Vi fidate troppo di lui, Anna.
Ho le mie buone ragioni per farlo, e mi rifiuto di sentire odiose menzogne su di lui.
Anna, vi prego...
No. Si port le mani alle orecchie. Ho sentito abbastanza. Ora andate, vi prego.
Va bene. Come volete. Non intendevo offendervi.
Basta proruppe esasperata. So che non volevate offendermi, ma  sleale. Credevo che Paul fosse vostro amico.
Lo ... ma... mi sento responsabile di voi.
Non  necessario. So badare a me stessa.
Non siete in collera con me?
No, non sono in collera, ma preferirei che ve ne andaste.
Il giovane le prese la mano e se la port alle labbra. D'accordo, me ne vado.
Anna lasci che la sua mano indugiasse in quella di lui per un momento. Nikki, non vi state innamorando di Natalie?
Siete gelosa? chiese lui in tono malizioso.
No, certo che no.
Ebbene, non sono tanto sciocco.
Ne sono lieta.
Anna. Fece una pausa prima di proseguire lentamente: Anna, c' un'altra cosa che credo dovreste sapere.
E sarebbe?
Ora non mi saltate di nuovo alla gola, per ho sentito dire che un anno fa circolavano molte chiacchiere su Paul e Natalie...
Perch no? rispose lei calma. Natalie  molto bella.
Non ve ne dispiace?
Perch mai dovrebbe?
S, certo, perch, soltanto... ho, bene, ormai l'ho detto. Le sorrise e impulsivamente lei gli tese di nuovo la mano.
Mio caro Nikki, siete un tesoro a darvi pena per me, ma non  necessario, ve l'assicuro.
Era sincera; ciononostante, dopo che Nikki se ne fu andato, non pot evitare di chiedersi quanto c'era di vero in quello che le aveva detto, e se Paul aveva deliberatamente evitato Natalie nelle ultime settimane. Era sconvolta dalle malignit di Natalie, e furibonda che avesse osato sparlare di lei. Nella sua indignazione, i consigli bene intenzionati di Nikki sortirono l'effetto opposto a quello che lui aveva sperato. Quando Paul comparve un paio di giorni dopo, mentre lei e Marya stavano facendo la prima colazione, e le domand se gli avrebbe permesso di farle conoscere meglio Tiflis e i dintorni, accett di buon grado. Che la gente dicesse di lei quel che voleva. Lei non aveva bisogno di loro. Era padrona di fare quel che pi le piaceva.
Per tutta la settimana e per quella successiva lo vide quasi ogni giorno. Non deliberatamente, semplicemente accadeva cos. Una volta o due Marya li accompagn, ma si stancava tanto facilmente in quell'afoso caldo estivo che finirono per uscire quasi sempre da soli. Poich lei insisteva, Paul la port in quartieri della vecchia citt dove lei non avrebbe mai osato avventurarsi da sola: angusti vicoli acciottolati fiancheggiati da alte case sgangherate, dove vivevano gli armeni, gli ebrei, i turchi. Case dalle traballanti scalette di legno che salivano ai balconi e dove, anche negli appartamenti pi poveri, c'era sempre un vaso di fiori, o uno scialle variopinto drappeggiato sulla balaustra.
La port oltre le acque impetuose del fiume Kura nell'antico quartiere persiano e le compr una collana d'argento tempestato di turchesi, da un vecchio seduto a gambe incrociate davanti alla sua minuscola bottega.
Quando Anna protest che non poteva accettare un dono cos prezioso, lui disse: Non rovinate tutto, Anna. Lui  felice e anch'io lo sono. Datela a Bela se non vi piace.
Mentre Paul gliela allacciava al collo, il vecchio, alzando le mani in un gesto d'ammirazione, bofonchi qualcosa che lei non cap. Guard Paul con aria interrogativa.
Dice che la luce del vostro volto  come lo splendore della luna, e che voi dovete essere il mio conforto e il mio gioiello, la sorgente della mia vita.
E perch dice tutto questo di me?
Sta citando dal Cavaliere dalla pelle di pantera.  la grande epopea medioevale del Caucaso. Probabilmente non sa neanche leggere, eppure ne sa citare interi brani a memoria. La guard col suo sorriso ironico. Posso dire che sono perfettamente d'accordo con lui?
Oh, Paul, vi state burlando di me.
Nient'affatto, ve l'assicuro. La prese sottobraccio. E ora ho sete. Vogliamo trovare qualcosa di fresco? Nel bazar, sotto i raggi cocenti del sole, Paul compr delle fette di melone dalla polpa fresca e sugosa. Risero mentre lui asciugava col fazzoletto il volto di lei e il proprio bagnati dal sugo.
Passeggiando attorno alla cattedrale di Sioni, Paul le raccont del Sultano Jelaleddin il quale aveva fatto costruire un ponte che dal suo palazzo portava alla cattedrale, cos che ogni volta che ne aveva voglia, poteva calpestare l'odiato tempio cristiano. All'interno, la chiesa era fresca e buia, i muri massicci di pietra si perdevano in alto nell'oscurit. Si soffermarono davanti alla croce che santa Nina aveva intrecciato con rami di vite e legato coi propri capelli.
Visse nel quarto secolo e convert la popolazione al cristianesimo. Alcuni dicono che sub il martirio per questo. Anna rabbrivid nel leggero abito di mussola e alz gli occhi su Paul, appoggiato a una delle possenti colonne di pietra, il volto severo insolitamente dolce, e gli rivolse la domanda che da tempo la tormentava.
Paul, volete dirmi qualcosa?
Se posso. Cosa volete sapere?
Non riguarda il Caucaso, riguarda voi.
La fiss inarcando le sopracciglia. Cosa non sapete di me?
Voi non siete come Nikki o gli altri ufficiali dell'esercito, vero?
No ammise lui dopo un istante. Lo sono stato per parecchi anni, eseguivo gli ordini, facevo tutto quello che mi si diceva. Le offr il braccio mentre passeggiavano lentamente lungo la navata. Questa non  una normale guerra, Anna, ve ne sarete accorta. Combattiamo in terreno montagnoso, dobbiamo per forza usare una strategia diversa. Ci sono sacche di resistenza ovunque. Se Shamyl dovesse unificare le trib contro di noi, diventerebbe quasi imbattibile: di quando in quando vengono dunque formate squadre speciali al fine di snidarle.
 questo che facevate prima di andare a Pyatigorsk?
Non esattamente, ma le informazioni che raccolsi allora e trasmisi al quartier generale permisero al principe di impedire ai tartari di unificare tutta la Kabardia e di dividere il Caucaso in due, tagliando le nostre linee di rifornimento dalla Russia.
E questa volta?
Non posso parlarvi di questo, non ancora. Meno persone lo sanno, meglio . Se andr bene, potrebbe giovare enormemente alla nostra causa, altrimenti...
Potrebbero uccidervi.
Mi auguro di no.
Ma perch, Paul, perch lo fate?
Il giovane si strinse nelle spalle. Non lo so. Perch si fa qualsiasi cosa? Mi piace essere indipendente, agire di mia iniziativa, prendere le mie decisioni, cos, quando mi si  presentata l'occasione, l'ho afferrata al volo. Da noi, a Pietroburgo, siamo costretti a vivere come fossimo schiavi dello Zar. Qui nelle montagne gli uomini sono liberi come aquile.
C'era un'ira repressa nella sua voce che le ricord suo padre e le lotte che egli aveva sostenuto contro le autorit prima di essere costretto a sottomettersi come tutti gli altri. Quindi Paul sorrise. Con questo non dico di fare una vita comoda, ma una vita interessante. Tuttavia, perch parlare di queste cose? Siamo qui per divertirci, e io ho fame. Pensate che Marya Petrovna mi uccider se vi porto a mangiare nel mio ristorante preferito?
Marya non  la mia tutrice e anche a me piace essere indipendente.
La moderna donna inglese, non  cos?  un locale pi che rispettabile, ma non ci troverete la gente alla moda. Vi dispiace?
No davvero.
Il ristorante era un grande antro fumoso nella citt vecchia, ma pulito e ben tenuto. Evidentemente il proprietario conosceva bene Paul. Venne loro incontro con una serie di inchini, li condusse a un tavolo appartato in uno dei separ e vi stese una tovaglia bianca di bucato.
Servono i migliori shashliks di tutto il paese le bisbigli Paul, e aveva ragione. I cubetti di agnello infilzati su spiedini e cotti sulla brace erano squisiti, cos come il pane di farina scura, ancora caldo dal forno. C'erano melanzane ripiene, pomodori e cetrioli, capretto arrosto e vino servito in anfore, fresche e umide della cantina. Accanto al piatto di Anna il cameriere pos una rosa, rosso scuro e perfetta.
 il modo di Ahmed per dire quanto ammira il mio gusto in fatto di donne disse Paul.
Arrossendo appena, lei si appunt la rosa. Quante altre donne avete portato qui?
Potrete anche non crederci, ma voi siete la prima.
Alz gli occhi a quelli di lui. Neppure Natalie?
Certamente non Natalie replic lui brevemente.
Stavano ancora mangiando quando la figura di un uomo si stagli nel vano della porta, scura contro la luce abbagliante dell'esterno. Poi venne verso di loro e Anna vide che era Nikki.
Ti ho cercato dappertutto disse questi rivolgendosi a Paul con aria accigliata. Sono andato a casa tua e Anfisa mi ha detto che avevi portato Anna nella citt vecchia. Ho fatto una fatica infernale a scovarti. Il principe vuole vederti immediatamente.
Maledizione! D'accordo, Nikki. Ti ringrazio.
Il giovane si guard attorno disgustato. Ti sembra una buona idea portare Anna in un luogo simile?
Perch? Che cosa non va? Il cibo  ottimo. Siediti e unisciti a noi.
Devo tornare ai miei doveri rispose rigidamente Nikki.
Come vuoi. Di' a Vorontsov che sar da lui nel pomeriggio.
L'ordine era che tu ti presentassi immediatamente.
Prima finisco di mangiare e poi riconduco Anna a casa.
Molto bene, sei tu a decidere.
Con un piccolo inchino a Anna e un cenno del capo a Paul, Nicolai usc a grandi passi dal ristorante.
Paul sorrise. Temo che mi disapprovi. Nikki ci tiene molto alla disciplina.
Paul, non fareste meglio a andare? Posso tornare a casa da sola.
Non corro come una lepre per nessuno. Alz il bicchiere. Vogliamo fare un brindisi? All'indipendenza.
Si rifiut di affrettarsi. Fin di mangiare, bevve un ultimo bicchiere di vino, ordin il caff, ringrazi il proprietario al momento di pagare, poi, tranquillamente, offr il braccio a Anna. Tornarono lentamente fino alla via principale dove chiam una carrozza per accompagnarla a casa.
Giunto davanti alla porta, le tenne la mano nella sua per un momento. Domani prenderemo i cavalli e andremo a fare un giro in campagna, se la mia compagnia non vi  venuta a noia, s'intende.
Mi piacerebbe molto, ma non interferir col principe e coi vostri ordini?
I miei ordini possono attendere. Non ho intenzione di farmi mandare da nessuna parte ribatt con leggerezza almeno non prima di dopodomani.
Le baci le dita e lei lo guard scendere i gradini di corsa e balzare nella carrozza in attesa prima di rientrare in casa.
Ero in ansia quando non ti ho vista tornare a mezzogiorno disse Marya.
Paul mi ha portata in un ristorante meraviglioso dove il cibo era squisito. Seguit a descrivere la loro mattinata con tanta animazione che, quando fin di parlare, sua cugina la guard dubbiosa.
Si direbbe proprio che tu ti sia divertita molto, ma non credi di frequentare Paul troppo assiduamente?
Perch dici questo? Non ci siamo visti tanto spesso, e il pi delle volte c'eri anche tu con noi. E lui, fra non molto partir.
Te lo ha detto?
Abbiamo incontrato Nikki che gli recava un ordine del principe. Paul  andato a palazzo adesso.
Farai attenzione, vero?
Attenzione a cosa?
Sai quello che intendo dire. Paul Kuragin  un uomo affascinante, simpatico, attraente, diverso dagli altri, questo te lo concedo, ma in realt non sappiamo molto di lui.
Credevo ti fosse simpatico.
 cos, ma io non mi sto innamorando di lui.
Neppure io.
Ne sei certa? Marya si chin in avanti e prese la mano di Anna fra le sue. Mia cara, Gregory ti ha fatto soffrire... no, non negarlo, lo. so. Non sono una sciocca. Non commettere un altro errore.
Oh, Marya, ti prego... Ritrasse la mano, spazientita. Parlo seriamente. Forse lui vuole soltanto divertirsi.
Tu non capisci la invest Anna con foga. Paul non  mai stato altro che cortese e amichevole nei miei confronti. Mi trovo bene in sua compagnia e credo che lui si trovi bene con me. Non sono una ragazzina a caccia di marito. Possibile che non si possano avere semplici rapporti di amicizia con un uomo?
Oh, s, si pu entro certi limiti, e a patto che tu sappia quello che stai facendo.
Marya, non sciupare tutto. So che sta per partire per una missione pericolosa. Potrebbe anche non tornare pi.
 appunto questo il guaio ribatt Marya. Cerca di non perdere la testa per questo. L'hai gi fatto una volta.
Molto tempo fa. Ora  completamente diverso. Si inginocchi accanto alla cugina. Non merito un po' di felicit?
S, piccola mia, ma non farti del male.
Se me lo far, sar colpa mia, non sua. Ma non ti dare pena. Non accadr.
E Marya, posando una mano sulla testa bionda della cugina, preg iddio che avesse ragione.

VIII
Nello studio sfarzosamente arredato del principe, Paul disse quietamente: Questi ultimi particolari completano il quadro. Ora possiamo partire. Gli uomini sono pronti. Partiremo dopodomani.
Perch non subito?
Ci sono alcune cose che devo concludere prima.
Capisco. Vorontsov abbass gli occhi sulle carte che ingombravano la sua scrivania. Suppongo vi rendiate conto che  un'impresa quanto mai temeraria. Sono ancora del parere che ve l'avrei dovuta proibire.
In tal caso, Vostra Eccellenza, sarei stato costretto a partire senza la vostra benedizione.
Il principe ebbe un sorriso gelido. Conoscendovi, ve ne ritengo capace. Siete un tipo maledettamente indipendente, Paul. Ciononostante, non correte rischi inutili. Mi dispiacerebbe perdervi.
Nessuno di noi  indispensabile.
Vero, ma alcuni sono pi indispensabili di altri disse Vorontsov asciutto. Un'altra cosa... Anna Stepanovna quando va a Kumari?
Credo tra una settimana. Paul esit, poi disse bruscamente: Siete certo che sia saggio dare il vostro benestare al piano, Vostra Eccellenza?.
La ragazza non corre alcun pericolo. Il problema  il bambino. Il principe trasse un fazzoletto immacolato e si asciug la faccia. Il caldo del pomeriggio sta diventando insopportabile. Sar lieto di andarmene da Tiflis per qualche settimana. Rialz gli occhi su Paul. Sapete quanto me che da tempo sospettiamo che Daniel Gadiani abbia un piede dalla nostra parte e l'altro saldamente piantato dalla parte di Shamyl, ma non possiamo provarlo. Gadiani  astuto come un serpente. Una mossa falsa da parte nostra, e tutta la Kumaria potrebbe sollevarsi contro di noi. Forse non lo amano molto, ma  un Gadiani. Quando la morte di Gregory sar confermata, sar lui a prenderne il posto; e la sua gente  leale. Se portasse il suo popolo dalla parte di Shamyl, noi potremmo venir tagliati fuori dal mar Caspio, e avremmo combattuto molte battaglie inutilmente: che cosa mai direbbe lo Zar, riuscite a immaginarlo? Paul taceva e il principe si appoggi all'indietro, tamburellando impazientemente con le dita sul bracciolo. La vecchia principessa gli si opporr, questo  certo. Sono convinto che stia tramando qualcosa, ma ignoro che cosa, e i Gadiani sono orgogliosi come Lucifero e vanno trattati con i guanti. La visita della ragazza potrebbe far maturare la situazione, e mi offre il pretesto di inviare un piccolo distaccamento, all'apparenza per proteggerla da ogni improvviso attacco: tutti uomini fidati con l'ordine di osservare e riferire. Una mossa da parte del nostro amico Daniel, e lo abbiamo in pugno. Non penserete che rischierei la vita di un'innocente ragazza russa?
Il principe  imperturbabile, si disse Paul, ma sacrificherebbe chiunque, anche se stesso, per la Russia: perch dunque non una giovane donna di nessuna importanza, e per giunta di padre inglese?
Vorontsov lo osservava intento. Avete un particolare interesse per Anna Stepanovna?
No, nessun interesse particolare, ma  stata in certo modo affidata a me, e la ritengo una giovane di carattere e di forte volont. Mi dorrebbe saperla preda dei raggiri di Daniel Gadiani.
Non accadr. Forse  una fortuna per lei che non abbia un figlio che possa rappresentare un ostacolo alle ambizioni di Gadiani.
Dovrei metterla in guardia?
Preferirei non lo faceste, se non in modo assai vago. Basterebbe un nonnulla per mettere Gadiani sull'avviso. Il principe tese una mano verso la caraffa di vino ghiacciato, ne riemp due bicchieri e ne spinse uno verso Kuragin. Ora, a qualcosa di pi importante... al vostro successo! disse sorridendo.
Al mio successo! Alzarono i bicchieri e bevvero. Poi Paul si conged. Attravers i corridoi ombrosi del palazzo e usc nel caldo intenso della strada, conscio, per la prima volta da quando aveva scoperto l'infedelt di Natalie, che p voleva vivere, e non morire; e che al tempo stesso si era i impegnato a compiere una missione suicida, dalla quale non poteva pi ritrarsi con onore e dalla quale aveva scarse probabilit di uscire vivo.
Era un glorioso mattino dalla luce dorata quando Anna scese i gradini di casa e trov Paul a attenderla con i cavalli. Era luglio ormai, e il sole era tanto caldo che Anna non i indossava la giacca; ma una semplice camicetta di mussola bianca con la gonna da amazzone rosso cupo; sui capelli aveva annodato una sciarpa.
Sembrate una zingara disse Paul mentre le porgeva una mano per aiutarla a montare a cavallo.
Ivan usc di casa con la cesta della colazione e una lettera su un vassoio d'argento.  appena giunto un messaggero, signore, e aspetta una risposta.
Paul ruppe il sigillo e lesse accigliato il breve messaggio. Poi lo mise in tasca. Nessuna risposta disse seccamente, e mont in arcione.
 da parte del principe? chiese Anna quando lui le si affianc.
No.
Diede di sprone al cavallo e lei lo imit. Dove andiamo?
Non ve lo avevo detto? A Mtskheta: l'antica capitale della Georgia. Credo vi piacer.
La loro meta era a nord, e quando lasciarono gli angusti confini della citt e imboccarono le colline, l'aria divent pi fresca. Paul la guard con aria interrogativa e lei annu.
Il giovane sfior il fianco del cavallo col frustino, l'animale balz in avanti, e si trovarono a galoppare affiancati tra campi di granoturco ormai maturo, piantagioni di girasoli che sollevavano verso il cielo le grandi corolle nere e gialle. Era una galoppata esaltante e quando Anna finalmente si ferm, la sciarpa sulle spalle e i capelli sciolti al vento, rise insieme a Paul e si sent invasa da un'ondata di felicit.
Era fresco e buio nella cattedrale dove i re della Georgia erano stati incoronati e sepolti fin dal quarto secolo. Su una parete era scolpita una mano che reggeva una squadra a triangolo, cupo ricordo del maestro costruttore che aveva osato rivaleggiare col suo re per amore di una giovane donna e che per la sua temerariet aveva perso la mano destra.
Vedete disse Paul questo  il Caucaso: bellezza e violenza indissolubilmente legate.
In piedi, uno accanto all'altra, guardavano la folla dei pellegrini: i sacri mendicanti coi loro stracci e le lunghe barbe grigie, gli sciancati appoggiati alle stampelle, giovani donne ben vestite con i loro bambini, alcune con un fiore da posare sul pavimento.
Perch vengono, Paul?
Per rendere omaggio alla Sveti Tskhoveli, la Colonna che d la vita.
Che cos'?
Quando la chiesa fu costruita, secoli fa, all'inizio del cristianesimo, gli operai non riuscivano a sollevare la grande colonna centrale in posizione verticale, e elevarono una preghiera a Dio: quando la mattina dopo tornarono, videro la colonna miracolosamente sospesa in aria scendere a posarsi saldamente sulla sua base.
E credono ancora nel miracolo?
Cos sembra.
Anna vide con stupore che anche i pi raffinati toccavano la pietra con riverenza, come a volere assorbire parte della sua santit attraverso la punta delle dita. Improvvisamente un bimbetto di pochi anni inciamp e ruzzol gi per la gradinata, seminando dappertutto i fiori di campo che stringeva nella manina. Senza indugiare, Anna si precipit verso di lui.
Paul fu colpito dalla tenerezza con cui confortava il piccolo, asciugandogli col fazzoletto il labbro insanguinato fino a quando non accorse la madre. C'era in lei qualcosa di fresco, e spontaneo; era cos viva, commovente nella sua ansia di sapere tutto che a volte, si disse con ironia, gli accadeva di parlarle come una guida; eppure c'era sempre tra loro quella forte consapevolezza reciproca, che si era creata fin dal loro primo incontro, bench lui avesse lottato con tutte le sue forze contro quel sentimento.
Poi uscirono dalla chiesa e, dopo aver affidato i cavalli a un ragazzotto, presero a passeggiare fra le case sparse della citt vecchia, tra i banchi ricolmi di frutta e ortaggi. Nell'aria c'era un odore di incenso, di cuoio e di miele. Paul si ferm e ne compr un piccolo barattolo.
Dovete assaggiarlo disse non somiglia a nessun altro miele e la gente del luogo ne va orgogliosa, al punto che le api sono diventate sacre.  un delitto ucciderne anche una sola.
Avevano pensato di consumare la colazione in riva al fiume, ma Mtskheta era una meta preferita di escursioni per gli abitanti di Tiflis e una comitiva di persone elegantemente vestite era gi l, con ceste e coperte sul greto erboso.
Vogliamo unirci a loro o vogliamo allontanarci? chiese Paul.
A Anna parve di riconoscere Natalie nel gruppo di gitanti. Allontaniamoci! disse in fretta, e prendendosi per mano fecero un rapido dietrofront. Tornarono a riprendere i cavalli e s'inerpicarono su per la ripida collina fuori dalla citt, fin dove la Chiesa della Croce si ergeva in nudo solitario splendore sulla cima rocciosa.
La salita era stata ardua nella calura del mezzogiorno, ma la vista da lass era magnifica. Ai loro piedi potevano vedere il nastro argenteo del fiume snodarsi fra i campi avvolti da una foschia dorata; tutto appariva lievemente offuscato, i colori addolciti, il paesaggio placidamente addormentato al calore del sole.
Sono sazia di chiese disse Anna in tono sognante. Possiamo semplicemente sedere qui e godere il panorama?
Perch no? Paul leg i cavalli e port la cesta del picnic. Sopra di loro s'innalzava il grande arco di pietra coi suoi angioli scolpiti che parevano spiccare il volo verso il paradiso, e Anna si appoggi contro il muro caldo di sole mentre Paul si toglieva la tunica e si sdraiava sull'erba accanto a lei.
Mangiarono il pasticcio di noci di Anfisa insieme a uno squisito formaggio cremoso, e intinsero il croccante pane casalingo nel vasetto di miele, di un pallido color verde dorato, caldo di alveare, con un'impalpabile fragranza che pareva contenere l'essenza stessa di tutti i fiori dell'estate.
Anna avrebbe ricordato a lungo quelle ore anche se entrambi parlarono poco, come avessero trovato una pace e un appagamento nello stare insieme che nessuno dei due aveva mai conosciuto prima d'allora e che non volevano sciupare con le parole.
Per la prima volta lui le raccont qualcosa di s, di Arachino con le sue distese di campi e le grandi foreste.
Ogni autunno mio padre organizzava grandiose battute di caccia e, dopo la sua morte, mio zio seguit la tradizione. Per un anno ebbi come compagno di giochi il cucciolo di un orso che lui aveva catturato, e a quattordici anni uccisi il mio primo lupo.
Era la consueta vita di una ricca famiglia aristocratica, ma nelle parole di Paul Anna intuiva il ragazzo ribelle, il giovane che aveva osato farsi beffe dello Zar e era stato esiliato nel Caucaso, il soldato che aveva rischiato la vita in imprese solitarie dove non sottostava a altra legge che la propria, l'uomo che era stato l'amante di Natalie. Una sola volta ricord l'ammonimento di Marya, ma lo scacci dalla mente. Perch pensare a questo, ora che era felice? Chi vivr vedr, si disse.
Fu come se una magia li avvolgesse durante quel pomeriggio. Erano tanto vicini che Anna si trov a dire cose che non aveva mai confessato a anima viva, a parlare di Gregory con rimpianto e tristezza, ma senza ira.
La calura del meriggio si era attenuata quando Paul si lev a sedere, le braccia attorno alle ginocchia. Quanto lo amavate, Anna?
Rispose lentamente, pensosamente, lo sguardo sulle colombe che becchettavano le briciole che loro avevano sparpagliato a terra. Credevo fosse per sempre, ma ero troppo giovane. Penso di aver amato l'immagine che mi ero creata di lui, e quando mi resi conto che il vero uomo era completamente diverso, ero cos delusa e amareggiata che non potevo accettarlo per quello che era.
Vi ha... vi  stato infedele?
Non lo so. A volte lo pensavo e glielo rinfacciavo.  cos doloroso, umiliante, sentirsi respinta per un'altra donna.
Una volta, dopo la morte del bambino, mi sentivo cos sola, cos infelice, che fui tentata di farla finita. Paul ebbe un gesto di protesta e lei continu in fretta: Oh, non vi preoccupate.  durato poco.
Doveva essere un mostro di insensibilit.
Anch'io lo pensavo un tempo, ma ora non pi. Era anche colpa mia. Avrei dovuto comprenderlo meglio.
Siete troppo generosa.  una cosa che io non potrei mai perdonare, mai! Essere tradito, vivere tra le menzogne! proruppe Paul con tanta amarezza che lei si chiese se era il tradimento di sua madre che lo tormentava ancora, o se era Natalie. Anche in quel momento d'intimit le mancava il coraggio di interrogarlo su quanto le aveva raccontato la sera del ballo, eppure il fatto che lei sapesse sembrava rafforzare il vincolo tra loro.
Anna disse Paul in tono di febbrile urgenza Anna, c' una cosa che devo dirvi...
In quel momento un'aquila piomb a pochi metri dalle loro teste con un battito minaccioso delle grandi ali. Istintivamente chinarono il capo mentre l'ombra nera planava sopra di loro. Le colombe si levarono in volo come una bianca nuvola. Sconfitto, il grande uccello da preda si innalz nuovamente e Anna lo guard volare verso il sole.
 meraviglioso esclam Anna. Sono felice che le colombe siano riuscite a sfuggirgli. Poi lo guard. Scusatemi... che cosa stavate per dirmi?
Non importa. Si sta facendo tardi. Sar meglio tornare indietro. Raccolse la tunica e le diede la mano. S'incamminarono lungo il crinale del monte in direzione dei cavalli.
Da un lato la parete scendeva a picco fino al fiume che scorreva laggi nel fondovalle. L'erba bassa, indurita dai raggi cocenti del sole, era liscia come una lastra di vetro. Anna si volt per dare un ultimo sguardo alle pietre verdastre della cupola, e scivol barcollando all'indietro. Paul l'afferr, lasciando cadere il cesto e traendola bruscamente a s. Di colpo lei si trov fra le sue braccia. Per un attimo, ammutoliti dallo stupore, rimasero immobili. Lei vedeva il sudore che gli imperlava la fronte, sentiva il cuore che gli batteva forte sotto la sottile camicia di lino; poi lui la baci e questa volta non vi fu resistenza, ma soltanto calore, e una dolcezza che sembrava diffondersi in tutto il suo corpo, inondandola di gioia. Per un attimo che sembr eterno rimasero avvinti, quindi lui si ritrasse leggermente, pur continuando a tenerla tra le braccia.
 troppo presto, Paul, troppo presto sussurr lei.
S, troppo presto, ma io devo partire... vi devo lasciare...
Tornerete?
Che cosa pensate voi, Anna?
Dovete tornare.
Il pensiero del pericolo che tra breve l'avrebbe inghiottito la colp con tanta forza, che le sembr di non poterlo sopportare.
Dovete tornare ripet, e lui la baci di nuovo con un'urgenza che quasi li travolse. Il grido roco di un uccello che si alzava in volo li fece sussultare, e si sciolsero dall'abbraccio. Tornarono alla realt vedendo uno dei monaci della chiesa, un vecchio con la barba grigia e l'aspetto austero, che da sotto il portico li fissava con mite stupore.
Scesero la collina in silenzio, entrambi consapevoli che era stata superata una barriera e che nulla sarebbe mai pi stato come prima. Fu solo quando si trovarono sulla via per Tiflis che Anna disse: Daniel Gadiani d un ricevimento stasera, e Marya e io siamo state invitate. Credo che dovremo andarci. Voi verrete?.
Avevo risolto di non andarci. Devo partire domani all'alba.
Sent lo scricchiolio della carta nella tasca e ricord il biglietto, che aveva interamente dimenticato. Al diavolo! si disse. Non aveva mai provato un sentimento simile prima d'allora, n per Natalie, n per alcuna altra donna. Era una follia, ma doveva rivederla, seppure per pochi minuti. Anna doveva sapere la verit, prima che lui partisse.
Verr disse.
La danzatrice gitana, agile, sensuale e bellissima, si piegava nei movimenti della danza al suono struggente della musica nel salone di Daniel Gadiani. La casa dove Gadiani abitava con la sorella, appena fuori dalla citt, era circondata da un parco e sfarzosamente arredata in stile persiano, le pareti tappezzate di seta rosa trapunta, l'aria satura del profumo dell'olio che bruciava nelle lampade d'argento. Anna non sapeva spiegarsi perch le facesse un effetto tanto sgradevole. Forse era stanca della lunga giornata trascorsa all'aperto. Aveva una leggera emicrania, e il caldo e lo sforzo di conversare l'affaticavano.
La danza fin in un turbinio di gonne scarlatte e un balenare di braccialetti d'oro. La giovane si sprofond in un inchino di ringraziamento mentre scrosciavano gli applausi. Ci fu un intervallo nel trattenimento. Gli ospiti cominciarono a circolare e Natalie si lasci cadere nella sedia accanto alla sua.
Non avevo ancora avuto l'occasione di parlarvi. Perch non vi siete uniti a noi questa mattina? chiese con voce soave. Nikki se ne  molto dispiaciuto.  un caro ragazzo e vi  tanto affezionato.
Volevo vedere la Chiesa della Croce.
Davvero? Salire in vetta alla collina con quel sole per vedere delle vecchie pietre! Mia cara, dovete essere una vera appassionata! E con Paul, per giunta! Temo non fosse questo quello che tutti hanno pensato quando vi hanno visti fuggire.
Non do alcun peso a quello che gli altri possono pensare.
Siete coraggiosa, ma fareste bene a darvi peso. Pos una mano sul braccio di Anna. Dopo tutto, siete una Gadiani. Non ho voluto dire niente finora, ma io conosco la societ locale.  un ambiente molto ristretto, tutti si conoscono e sono rimasti scandalizzati dal fatto che vi facciate sempre vedere con Paul... e da soli.
Anna si ritrasse. Non eravamo sempre soli. Spesso c'era mia cugina con noi, e in ogni caso io non devo rispondere a nessuno. Penso di poter fare quello che credo.
Si intende, entro certi limiti, e forse ve lo potrete permettere nell'ambiente di vostro padre, a Mosca...
Vi pregherei di lasciare mio padre fuori dalla questione.
Non intendo essere scortese, ma sicuramente  un ambiente diverso, e non vorrete certo rovinarvi la reputazione. Purtroppo so fin troppo bene quanto sia facile. Sospir. Paul sa essere cos persuasivo, ma non ha senso di responsabilit. Anch'io ho sofferto per causa sua. Non  facile parlare di queste cose, ma mi sento in dovere di farlo. Prima che lui partisse l'anno scorso, c'era un impegno fra di noi, una promessa. Ho vissuto in attesa del suo ritorno, e quando  tornato... Le trem la voce. Ho cercato di nasconderlo, di non dire niente, di comportarmi come se nulla fosse, ma mio fratello ha capito, e  furibondo. Ho paura di quello che potrebbe fare.
Anna prov un colpo al cuore. Era a questo che aveva alluso Marya e lei non aveva voluto darle ascolto. Disse con voce soffocata: Paul sta partendo da Tiflis. Ha ricevuto ordini dal principe.
Natalie sorrise mestamente. Questo  quel che vi ha detto lui, si intende. L'aveva detto anche a me. Sta fuggendo, mia cara, fugge per non dover mantenere i suoi impegni.
Anna la fiss, poi si alz. Non ha alcun impegno nei miei confronti disse freddamente. Siamo amici, e null'altro. Qualsiasi obbligo avesse nei vostri confronti non mi riguarda.
Si allontan rapidamente, turbata a dispetto delle sue parole sdegnose, e improvvisamente prov un senso di oppressione: l'ambiente sfarzoso, il caldo, un senso di minaccia. Si sent sola e abbandonata, senza amici in un paese straniero. Stava cercando Marya per proporle di tornare subito a casa, quando vide Paul entrare e fermarsi sulla soglia. Il giovane si guard attorno fin quando non la vide. Di colpo Anna si sent confortata. Si raggiunsero. La gente che li circondava chiacchierava, beveva, mangiava, ma era come se loro fossero soli. A un tratto le sembr fosse passato un anno dall'ultima volta che lo aveva visto, eppure erano trascorse soltanto poche ore.
Paul le strinse la mano. Devo parlarvi, Anna.
Lei avvert l'urgenza nella sua voce:  accaduto qualcosa?
In un certo senso... Andiamocene via di qui.
Rispondendo appena ai saluti, la condusse in un salottino appartato, diviso dal salone con una tenda; una finestra aperta, affacciata su un terrazzo, lasciava entrare l'aria fresca e pura della notte. Una lampada ardeva su un basso tavolino accanto al divano.
Anna, ho solo pochi minuti. I miei uomini mi stanno aspettando.
Partite adesso?
S, c' stato un mutamento nei nostri piani.
La luce della lampada gli scavava ombre scure sul volto. Anna non riusciva a vederlo chiaramente: vide soltanto che era accigliato e che la sua bocca aveva un'espressione tesa che le fece paura.
Che accade, Paul?
Lui serr con forza lo schienale del divano. C' una cosa che avrei dovuto dirvi molto tempo fa, una cosa che dovete sapere... avevo intenzione di dirvelo oggi pomeriggio, ma poi non ho potuto... non ne ho avuto il coraggio. Anna sent il cuore balzarle in gola; credeva d'avere indovinato, ma era lontana mille miglia dalla verit. Riguarda Natalie? bisbigli.
Natalie? Sembrava sorpreso. Molto indirettamente...
Poi la tenda fu spinta in disparte e Daniel Gadiani entr, lasciandosela ricadere alle spalle e isolandoli dalla sala affollata.
Non mi aspettavo di vedervi qui, Paul, dopo il mio biglietto di questa mattina.
Infatti non sarei venuto, ma dovevo vedere Anna.
Era necessario, dal momento che vive in casa vostra?
Non tollero questa vostra insinuazione.
Prendetela come volete.  la verit, no?
Sconcertata, Anna guard dall'uno all'altro. Di che cosa state parlando? chiese, ma i due uomini la ignorarono.
Gli occhi di Paul erano fissi su Daniel Gadiani. Ho ricevuto l'ordine di partire stanotte stessa.
Ma davvero. Molto comodo per voi. Un'ottima scusa per sottrarvi alla sfida che vi avevo mandato. Ora capisco perch il mio messaggero non ha ricevuto risposta. C'era un sarcasmo tagliente nella sua voce, che provoc Paul a dare una risposta irata.
Io non mi batto con voi, Gadiani, per nessuna ragione.
Non  quello che diceste a Gregory fu la beffarda risposta.
Era una cosa ben diversa. Paul si rivolse a Anna.
Sar meglio che ci lasciate soli. Tutto questo non vi riguarda.  una faccenda tra il principe Gadiani e me.
Al contrario, la riguarda molto da vicino. Credo sia ora che sappia la verit. Voi mi avete chiesto, Anna, perch Gregory si avventur fuori da solo il mattino della sua morte. Era per incontrarsi con Paul Kuragin, e  Paul Kuragin che lo ha ucciso.
Il colpo fu tale che per un attimo lei rimase in silenzio.  vero? chiese infine in un soffio.
Che ci siamo battuti in duello... s,  vero rispose Paul a malincuore ma non mor per mano mia.
Che gli abbiate sparato un colpo al cuore o che l'abbiate lasciato morire, non cambia molto le cose disse Daniel Gadiani. Resta il fatto che al duello non erano presenti n padrini n testimoni, e che l'assassinio di un principe di Kumaria per mano di un ufficiale russo avrebbe potuto causare complicazioni diplomatiche. Il vicer mise la cosa a tacere, ma lo Zar pens bene di privarvi del vostro grado e di affidarvi una missione suicida, non  cos? Paul tacque e Anna non pot pi controllarsi. Ma perch, perch vi batteste a duello? Che cosa vi aveva fatto Gregory?
C'era una ragione. Paul le gett una sguardo implorante e Daniel Gadiani rise sgradevolmente.
Gli uomini si battono per molte cose, Anna, soprattutto quando sono ubriachi... per le carte, per i cavalli, per una donna.
Non mi sto giustificando, Anna.  accaduto e ne provo rimorso. Avevo intenzione di dirvelo, ve lo giuro. Ho provato e riprovato. Ero venuto qui stasera soltanto per questo.
Ma tutte queste settimane, fin dal primo momento che c'incontrammo, avete taciuto. Perch mi avete mentito? Mi avete detto che era stato fatto prigioniero da Shamyl, che volevate aiutarlo, che l'avevate visto morto...
Non mentivo. Dovete credermi, Anna, dovete fidarvi di me. Le cose non sono andate come dice lui.
E allora come? proruppe lei amaramente. Come potr pi credervi? Le sembrava che tutti i suoi sogni e le sue speranze, tutta la felicit delle ultime settimane fossero crollati, come un castello di carte abbattuto da una mano sbadata. Si rivolse a Gadiani. Vorrei tornare a casa.
Certamente. Apr la tenda, schiocc le dita e ordin qualcosa a un domestico.
Anna, vi prego disse Paul non condannatemi. Aspettate finch saprete tutto...
Ma lei gli volt le spalle. Io vi ho creduto, e erano tutte menzogne. Avete rovinato tutto, tutto. Come potrei mai pi fidarmi di voi?
Anna, ascoltatemi... ma Daniel Gadiani era gi di ritorno.
Non  stata ancora risolta disse a Paul con voce falsamente soave la questione dell'onore di mia sorella. Paul lanci a Anna uno sguardo torturato prima di dire quietamente: Non ho alcun obbligo nei confronti di Natalie. Lei lo sa bene, e cos voi.
Io so solo quel che lei mi dice. Ci sono promesse che un gentiluomo deve mantenere o soffrirne le conseguenze. Ci incontriamo domattina, o debbo considerarvi vigliacco oltre che assassino?
Potete andare all'inferno, Gadiani! esclam Paul con improvvisa violenza. In qualsiasi altro momento sarei stato felice di incontrarvi fuori dalle mura e di piantarvi una pallottola nel cuore, ma il compito che mi attende  pi importante di voi, pi importante di entrambi. Dovrete attendere fino al mio ritorno.
Se tornerete fu l'ironica risposta. Aspetter quel momento con impazienza.
Per un momento i due uomini seguitarono a guardarsi con odio, quindi Paul disse: Badate a voi stessa quando sarete a Kumari, Anna. Ricordate che c'era un serpente anche nel giardino dell'Eden. Scost la tenda e facendosi largo fra gli ospiti, si diresse verso la porta.
Una frase pittoresca mormor Daniel Gadiani. Mi chiedo che cosa abbia voluto dire.
Credo di saperlo disse Anna stancamente. Volete avere la bont di trovare Marya Petrovna? Vorrei tornare a casa.
Frattanto Paul, fattosi portare il cappello e il mantello dal domestico in livrea, aveva sceso i gradini e stava attraversando il giardino per raggiungere Varga che lo aspettava con i cavalli. Si malediceva per la propria follia, rimpiangendo le occasioni che si era lasciato sfuggire, ma come avrebbe potuto spiegarle quel che era successo dal momento che la cosa non riguardava uno sconosciuto, ma Gregory, suo marito, l'uomo che un tempo lei aveva amato? Come avrebbe potuto raccontarle delle continue provocazioni di Natalie, della propria ossessiva gelosia...? Che Dio lo perdonasse, ma quel mattino, quando aveva affrontato l'amante di Natalie, aveva voluto uccidere e solo un miracolo gli aveva impedito di diventare un assassino.
Era tanto assorto nei suoi pensieri che non sent i passi nei cespugli finch l'uomo non lo aggred alle spalle, gettandolo a terra. Paul si difese con tutte le sue forze. Vide il coltello balenare alla luce della luna, un lampeggiare d'occhi, poi si ritrov con le spalle a terra. Tent disperatamente di allontanare il pugnale da s, ma il suo braccio, a poco a poco, veniva ripiegato sempre pi indietro, finch sent sulla gola il gelo della lama. E di colpo, fu tutto finito. Il suo aggressore, sollevato di peso, riusc a sfuggire alle mani che lo stringevano scomparendo nella notte, e Varga aiutava il suo padrone a rialzarsi.
Siete ferito, colonnello?
Qualche livido, nient'altro, ma ho davvero rischiato la morte. Devo a te la vita, Varga.
Mi  sfuggito quel maledetto farabutto brontol il cosacco.
Lascialo andare. Non  importante.
Gli uomini erano in attesa con cavalli e muli. Paul balz in arcione e, a un suo cenno tutti partirono al trotto. Aveva visto solo di sfuggita il viso dell'aggressore, ma avrebbe potuto giurare che era Kamil, il fratello di Bela, e ne era sgradevolmente scosso. Il ragazzo aveva voluto vendicare l'onore della sorella o era stato assoldato da Daniel Gadiani, dal momento che il tentativo di attirarlo in un duello era fallito? Quanto sapeva dei loro piani? Erano interrogativi difficili e doveva passare molto tempo prima che ne conoscesse la risposta.

KUMARI
Chi non ha mai amato? Chi non  stato arso dalle fiamme? Chi non ha sofferto pene? Perch il coraggio ti abbandona? Non sai che nessuno ha mai colto una rosa senza spine?

Parte seconda
Shota Rustaveli
IX
Quella notte Anna non riusc a chiudere occhio. Come poteva essere stata tanto sciocca? Non aveva dunque imparato nulla? Si era creduta cos invulnerabile, cos esperta delle cose del mondo, e per tutte quelle settimane si era illusa, era vissuta di un sogno. Aveva creduto in Paul ciecamente e lui l'aveva ingannata, le aveva mentito fin dal primo momento, cos come aveva mentito a Natalie, forse anche a altre... Come poteva pi credere in qualcuno o in qualcosa? Era furiosa con lui e con se stessa, eppure, nonostante la sua ira, non poteva impedirsi di pensare a infinite piccole cose il cui ricordo la torturava... la sua bont, il suo sorriso, i momenti di allegria; e la consapevolezza che anche lui aveva sofferto dolori e delusioni aveva in qualche modo reso pi profonda la loro amicizia. Se soltanto lui non fosse partito... se soltanto avessero avuto pi tempo... poi nascose il volto nel guanciale, perch sapeva, anche se non voleva ammetterlo, che era caduta scioccamente nella trappola dell'amore e che, per quanto doloroso potesse essere, ora doveva lottare per uscirne.
La notte calda e afosa sembrava gravarle addosso. Non resisteva a rimanere a letto. Si alz, and alla finestra spalancata e usc sul balcone. Una lieve brezza le gonfi la camicia da notte; sent, sotto i piedi scalzi, il freddo delle mattonelle. La volta nera del cielo era punteggiata di stelle, ma non c'era luna. Dopo un momento vide con stupore che c'era una luce accesa nella camera di Bela e si domand se il bambino fosse ammalato. Quindi, mentre indugiava l, l'ombra scura di un uomo sgusci fuori dalla porta. Per un istante, con una fitta di dolore, le sembr fosse Paul, poi si rese conto che era pi piccolo, pi esile. Si tir indietro per non essere vista. Forse Bela, malgrado tutte le sue proteste, sentiva il bisogno di un amante e, nonostante il caldo della notte, Anna rabbrivid, sentendosi disperatamente sola, pensando a Paul e ai baci che si erano scambiati quel pomeriggio che sembrava gi tanto lontano.
L'ombra sgusci lungo il muro e scomparve, la luce si spense e Anna prese un'improvvisa decisione. Sarebbe partita per Kumari l'indomani o il giorno dopo, e avrebbe fatto il viaggio da sola, senza aspettare Daniel Gadiani o la scorta fornita dal principe o nessun altro. Yakov l'avrebbe accompagnata, era pi che sufficiente. Forte di quella decisione, pot tornare a letto, dormire per breve tempo e alzarsi la mattina di buonora, pi risoluta che mai a partire.
Non fece parola a Marya di quanto era accaduto in casa di Daniel Gadiani semplicemente perch non poteva sopportare di parlarne e di ammettere che aveva avuto ragione a metterla in guardia contro Paul. Stavano facendo la prima colazione sulla veranda davanti alla sala da pranzo quando disse: Parto per Kumari. Domani, se sar possibile.
Cos all'improvviso? Ne hai parlato con tuo cugino ieri sera?
No, e non intendo aspettare n lui, n altri. Sono perfettamente in grado di decidere da me, e andr sola.
Mia cara, lo ritieni saggio?
Sono stanca di sentirmi rivolgere questa domanda. In tutte le settimane dacch siamo qui, non mi risulta che nessuno sia mai stato assalito o abbia corso seri pericoli. Non  come avventurarsi tra le montagne. Paul mi ha detto che Kumari dista solo un'ottantina di chilometri di terreno abbastanza pianeggiante. Se partiamo all'alba con un cambio di cavalli, dovremmo essere a destinazione prima di sera.
Dubito che io potrei.
Anna tese una mano. Non  necessario che tu mi accompagni. Hai gi fatto tanto per me e sarebbe un viaggio molto faticoso, per te che soffri tanto il caldo. Io devo andare perch l'ho promesso e perch Gregory lo desiderava. Si sent in colpa perch aveva lasciato passare i giorni dimenticando l'urgenza con cui l'aveva pregata di recarsi l nella sua ultima lettera. Mi fermer per qualche giorno, poi, al mio ritorno, ripartiremo subito per Mosca.
Non ci sono problemi per l'eredit?
Ci vorranno mesi a risolverli. Ci penseranno gli avvocati.
Non ne sarei tanto certa. Non sarebbe meglio parlarne con Paul Kuragin? Chiedere consiglio a lui?
Non  pi qui. Ha ricevuto l'ordine di partenza e ha gi lasciato Tiflis.
Mi era sembrato d'intravvederlo ieri sera. Era venuto per dirti addio?
Qualcosa del genere.
Marya comprese che c'era dell'altro sotto l'improvvisa decisione di Anna, ma non le fece domande. Sai, cara disse non credo che io possa continuare a rimanere in casa sua. Non voglio abusare della sua ospitalit.
Sar per pochi giorni, una settimana al pi.
Non sarebbe ugualmente giusto.
Anna riflett: era un problema che non aveva preso in considerazione. Fu Anfisa a risolvere il dilemma. Era entrata con Darinka che cominci a sparecchiare la tavola. L'anziana donna guard da Anna a Marya.
Forse sapete gi che il conte Paul  partito ieri sera, ma prima di andarsene mi ha dato precisi ordini. Le signore debbono rimanere fintanto che lo desiderano mi ha detto e tu e Ivan dovete fare di tutto per farle sentire a loro agio. Si arrabbierebbe molto con me se vi permettessi di trasferirvi altrove, finch vi trattenete a Tiflis.
Grazie, Anfisa.  molto gentile da parte del vostro padrone.
Ogni volta che parte proruppe l'anziana governante m'inginocchio e prego Dio che lo faccia tornare sano e salvo, ma questa volta ho tanta paura.
Perch questa volta in modo particolare? chiese Marya con dolcezza.
Voi non lo conoscete come lo conosco io. Aveva un'espressione... come l'anno scorso. Ho avuto tanta paura anche allora. Fece uno sforzo per dominarsi. Ma non devo agitarmi cos.
Ma  tornato la confort Marya. E dunque perch non dovrebbe tornare sano e salvo anche questa volta?
S,  vero, e so che non dovrei dirlo, ma il fatto , Marya Petrovna, che sua madre non si  mai occupata di lui. Fin dall'istante che lo mise al mondo, l'ho sempre curato io come fosse stato mio figlio.
Vi comprendo. Marya invit la vecchia balia a sedersi e a bere un caff con loro e quando questa si fu un po' calmata, Anna riprese a parlare di Kumari. Anfisa rimase inorridita dalla sua decisione di andarvi sola, e fu solo dopo lunghe discussioni che disse infine: Portate almeno Marik con voi.
Marik?  certamente partito con il suo padrone.
No. Il conte lo ha lasciato qui con l'ordine di tenersi a vostra disposizione. Marik arriv qui insieme a lui. Conosce bene la zona.
Anna dovette ammettere ancora una volta che Paul aveva pensato a lei, e fu sollevata al pensiero che una persona seria e fidata come Marik accompagnasse lei e Yakov.
Eccoti accontentata disse rivolgendosi a Marya. Sar in buone mani e torner tra brevissimo tempo.
Trascorse la giornata facendo i suoi preparativi e mettendo in una piccola valigia il minimo indispensabile. Era in camera a lavarsi le mani prima di cena quando sent bussare alla porta. Avanti disse, e Bela comparve sulla soglia.
Posso parlarvi, Madame?
Si intende. Di che cosa si tratta?
Sapete dov' andato il conte Paul?
No rispose lei stupita.  partito in missione speciale, per ordine del vicer.
Pensavo che a voi l'avrebbe detto...
Perch avrebbe dovuto? Pos l'asciugamano e si volt a guardare Bela. La ragazza era pallidissima e su una guancia spiccava un'ombra scura, come un livido. Improvvisamente Anna ebbe paura.  accaduto qualcosa?
Non so... mio fratello  venuto da me ieri sera. Mi ha fatto molte domande sul conte Paul e su voi... io non gli ho detto niente, vi giuro che non ho detto niente, ma lui seguitava a insistere... Si port una mano alla guancia.
 stato lui a farvi quello?
S, era furente... con se stesso, credo, e cos mi ha punita. Kamil  fatto cos. Aveva la giacca strappata. Gli era successo qualcosa. Gli ho chiesto se si era battuto con qualcuno, ma non mi ha voluto rispondere.
Cosa state cercando di dirmi?
Ho paura. Penso che dovremmo avvertire il conte Paul.
Avvertirlo di che cosa?
Non ne ho la certezza disse la ragazza prossima alle lacrime ma credo che Kamil sappia qualcosa e che il conte potrebbe essere in pericolo.
Non  possibile, Bela ribatt Anna con dolcezza. A quest'ora sar gi lontano tra le montagne.
La ragazza trasse un profondo respiro. Forse sono una sciocca e il conte riderebbe delle mie paure, ma dovevo dirlo a qualcuno. Se lo vedrete, glielo direte?
Non credo che lo vedr, Bela. Vado a Kumari e poi torno in Russia.
Oh, pensavo che... La ragazza s'interruppe e and verso la porta. Mi dispiace di essermi comportata come una sciocca.
Non  cos. Avete ragione a darvi pena per lui, ma io credo che il conte Paul sappia quello che fa.
S. Buonanotte, Madame.
Buonanotte.
Si studi di non pensare alla cosa. Che male poteva fare a Paul o a lei quel ragazzo selvaggio? Era tutto tanto vago, impalpabile, e tuttavia Anna ebbe un brivido di paura e prov un'improvvisa ondata di nostalgia per suo padre, per la tranquilla vita quotidiana di casa sua. Ancora pochi giorni, si disse, al pi una settimana, e si sarebbe lasciata tutto questo alle spalle.
Partirono l'indomani mattina alle quattro, con le prime luci dell'alba. Anna si strinse a Marya nel salutarla, vinta da un improvviso senso di solitudine. Avrebbe sentito la mancanza del suo affettuoso appoggio e del suo buon senso. Anfisa e Ivan la accompagnarono fino alla scuderia, supplicandola di fare attenzione. Fu solo quando ebbero attraversato la Kura e presero a cavalcare verso nord est lungo la nuda, polverosa valle del fiume, che Anna pens a un'altra alba quando Gregory doveva aver percorso quella stessa strada per andare incontro a Paul Kuragin, e alla morte.
Fu un viaggio lungo e bea pi faticoso di quanto avesse previsto, ma lei resistette, sopportando il caldo, la polvere e la stanchezza, felice perch non le lasciavano il tempo e l'energia per pensare. Attraversarono una catena di basse colline e sboccarono su una fertile pianura, cavalcando attraverso villaggi circondati da campi di granturco maturo e da chilometri di vigneti dove i contadini stavano gi vendemmiando.
Questa  tutta Kumaria disse Marik, indicando, oltre un filare di pioppi, una catena lontana di monti azzurrini. Tutto questo apparteneva al principe Gadiani.
Stranamente, Anna non aveva mai pensato a quello. Non era una semplice propriet terriera, ma un piccolo regno dove, se Gregory fosse vissuto, forse un giorno lei sarebbe venuta al suo fianco. Era quasi buio quando giunsero davanti al grande cancello del parco, tanto che Anna pot vedere ben poco mentre risalivano il lungo viale che si snodava fra gli alberi. Vide soltanto che la casa era una costruzione lunga e bassa, di una pietra bianco-rosata, con finestre al primo piano che si aprivano su grandi balconi.
Furono accolti con un certo riserbo da un maggiordomo che indossava l'abito caucasico: ampi calzoni neri e giacca aderente. Fece un profondo inchino nel sentire il nome di Anna e la inform che la principessa si era gi ritirata ma che avrebbe fatto preparare immediatamente una camera per lei e provveduto a sistemare i domestici e i cavalli.
Era troppo esausta per guardarsi attorno mentre veniva accompagnata in una vasta camera ariosa. Le portarono acqua fresca per lavarsi e del cibo che quasi non tocc per la stanchezza. S'infil con un sospiro di sollievo fra le lenzuola.
Al mattino arriv una cameriera col caff, panini caldi imburrati, una coppa d'uva e l'invito a recarsi quanto prima da Sua Altezza, la principessa Gadiani di Kumaria.
La nonna di Gregory non era come l'aveva immaginata. Era una donna minuscola, avvolta in innumerevoli scialli e veli di un ricco color viola, bordati d'oro. Ma i brillanti occhi neri nel volto scuro e avvizzito risplendevano di una viva intelligenza. La stanza era un curioso miscuglio di Oriente e Occidente: preziosi tappeti persiani sul pavimento a piastrelle, magnifici mobili dipinti e dorati, arazzi di seta alle pareti, una gabbia d'argento nel vano della finestra piena di uccelli cinguettanti dalle piume variopinte, e un cane lungo e sottile, di una razza a lei sconosciuta, disteso accanto al divano dove la principessa sedeva eretta tra pile di lucenti cuscini.
Dunque tu sei la moglie di Gregory disse bruscamente mentre Anna esitava sulla soglia. Vieni qui da me. Pi vicino, pi vicino aggiunse mentre Anna attraversava la stanza. Tese un braccio rinsecchito e le afferr il polso, attirandola a s e scrutandole il volto per un lungo momento prima di lasciarla andare.
Un bel viso disse infine. Gregory ha scelto bene.
La stanza era calda e in penombra, le imposte socchiuse per difenderla dal sole del mattino. Coi suoi movimenti rapidi, scattanti, i diamanti agli orecchi, i rubini sull'acconciatura che le tratteneva il velo sui capelli bianchi, le dita sottili ricoperte d'anelli, la principessa ricordava a Anna gli uccelli esotici che aveva visto nella voliera del principe ai giardini botanici.
Sono molto felice di essere finalmente qui disse goffamente.
Davvero? Non ti sei certo affrettata fu la sconcertante risposta. Poi la principessa sorrise. Pazienza,  pi che naturale e una vecchia non  un richiamo molto attraente. Puoi baciarmi, mia cara.
La guancia vizza e arida sapeva di legno di sandalo. Gli occhi, cos stranamente giovani e vivi, la squadrarono dalla testa ai piedi.
Hai una bellezza singolare, diversa dalle altre. Senza dubbio  per questo che gli sei piaciuta. Non ce l'aspettavamo, sai. Avrebbe dovuto sposare una fanciulla del suo rango.
Cos l'avesse fatto ribatt Anna acidamente.
Gli occhi della principessa ebbero un lampo, poi lei usc in una risatina stridula. Bene, se non altro  una risposta onesta. Non  stato tutto rose e fiori, eh? Ti ha trattata male? e vedendo che Anna esitava, riprese impaziente: Non importa. Il ragazzo  morto e dobbiamo pensare al futuro. Daniel Gadiani  venuto con te?
No.
Hai viaggiato sola?
Con due domestici.
Sei stata coraggiosa, mia cara. Hai conosciuto Daniel, suppongo?
S.
Ti  piaciuto?
Lo conosco a malapena.
Sa essere amabile, me ne rendo perfettamente conto. La principessa parlava con infinito disprezzo. E verr qui, questo  certo. Ha paura di quello che io ti potrei dire.
Perch dovrebbe avere paura?
Lo saprai fin troppo presto. Comunque, quando verr, io non lo ricever. Ti prego di ricordarlo.
Certamente, se  questo che desiderate.
Detestavo suo padre e detesto lui, e sua sorella  una sgualdrina.
Oh, no esclam Anna, sbigottita.
Oh, s. Quando Natalie era bambina, fui costretta a tenerla qui per qualche tempo. Gi allora avevo compreso che donna era, e non sono cos fuori dal mondo da non sapere quello che si dice, n cos vecchia da non saper distinguere la verit dalle menzogne.
Pensava a Paul? La principessa la scrutava e Anna distolse lo sguardo in fretta, con la curiosa sensazione che quegli occhi neri le frugassero nell'anima leggendovi pensieri che avrebbe preferito tenere nascosti. Si sent disorientata. Forse Daniel Gadiani aveva ragione. Forse la principessa era pazza. Si sent sollevata quando una cameriera entr con una caffettiera d'argento su un vassoio. Con lei entr un bel bambino dai capelli neri che doveva avere circa cinque anni. Il piccolo attravers la stanza di corsa, poi si ferm di colpo a fissare Anna, le mani dietro la schiena.
 cos che ci si comporta, Vanya? chiese la vecchia signora stizzita. Questa  Anna, la moglie di Gregory. Ricordi Gregory?
S, nonna. Mi ha regalato Suki. Ero venuto a prenderlo. Il piccolo tese timidamente una manina. Benvenuta a Kumari.
Cos va meglio, molto ben detto approv la principessa. Poi, con un cenno imperioso della mano: Ora vai, mia cara Anna. Tu e io abbiamo molto da parlare, ma ci sar tempo in seguito. Puoi tornare stasera e pranzare con me.
Il bambino era corso dal cane, inginocchiandosi e cingendogli il collo lucente con il braccio. La cameriera versava il caff. Bruscamente congedata, Anna usc dalla stanza e scese l'ampia scalinata, in parte sgomenta, in parte divertita. Veramente si disse  come essere ricevuti da un membro della famiglia reale. Neppure la Zarina  cos imperiosa! Si domand chi potesse essere il bambino. Aveva chiamato la principessa nonna, eppure non ricordava che Gregory le avesse mai parlato di un bambino nella casa paterna.
I giorni successivi furono molto strani. Anna vedeva la principessa la mattina e la sera, ma parlavano soltanto di banalit. La vecchia signora le rivolgeva domande acute sulla Russia, su Pietroburgo e Mosca, sui suoi genitori, alle quali Anna rispondeva meglio che poteva, rivelandosi pi di quanto non credesse. Poi, a sua volta, la principessa le raccontava della vita a Kumari ai vecchi tempi, quando il nonno di Gregory governava il suo piccolo regno sotto il dominio della Russia. Sempre di pi Anna si rendeva conto che la minuscola figura ingioiellata nella camera esotica era il perno attorno cui ruotava tutto e non solo per quanto riguardava le questioni domestiche. Veniva informata di ogni particolare della vendemmia, quali delle botti di vino pregiato poste a invecchiare nelle fresche, umide cantine erano pronte per la vendita, quanto si offriva nei mercati per il granturco, l'olio e i semi di girasole. Componeva le vertenze, amministrava la giustizia e ogni giorno trascorreva lunghe ore a conferire con il suo amministratore.
Senza nulla da fare, Anna era libera di esplorare la casa e il parco. Si aggirava per le grandi sale dove i mobili erano ricoperti da lenzuola, e i lampadari e le specchiere dalle cornici dorate erano nascosti sotto uno strato di polvere; o nell'immenso salone dove cento persone potevano sedere comodamente al lungo tavolo, sotto il ballatoio dove un tempo i musici dovevano aver suonato dietro la balaustra stagliata, durante interminabili banchetti. Ovunque c'erano domestici. La fissavano con curiosit, si traevano in disparte al suo passaggio con un inchino ossequioso, ma, a eccezione del maggiordomo e dell'amministratore, non uno parlava russo.
Kumari era tanto isolata che doveva per forza essere autosufficiente. Nelle immense cucine ferveva sempre un'intensa attivit: chi trasportava i recipienti del latte, facendoli rotolare sui pavimenti di pietra, chi versava nei grandi catini la ricca crema giallastra, chi sbatteva uova, arrotava coltelli, girava gli spiedi di carne sul fuoco. L'aria era colma della dolcezza della marmellata di rose, dell'odore pungente delle albicocche, del profumo acuto di spezie, della dolce-amara fragranza dei peperoni verdi che bollivano lentamente sul fornello. Un lavoro enorme, e tutto per la principessa, un bambino e lei.
I giardini erano tenuti alla perfezione. Grandi prati verdi che scendevano fino al fiume venivano faticosamente annaffiati tutti i giorni. Attorno ai roseti ronzavano le api che sciamavano dagli alveari ricoperti di paglia allineati nel frutteto, e di sera, quando Anna sedeva con le finestre aperte, gli usignoli cantavano con straziante dolcezza nei boschetti di tigli e di acacie.
Era allora che si sorprendeva a pensare a Paul. Durante il giorno poteva costringersi a interessarsi a altre cose, ma seduta in poltrona fino a notte inoltrata, mentre le falene si gettavano contro lo schermo in vetro dei candelieri, lei ricordava come un giorno le avesse parlato di Arachino, dell'estate calda e asciutta quando le rane uscivano dal lago, i dorsi di un color verde iridescente alla luce lunare, e i bianchi pavoni camminavano impettiti sui prati, e una volta, da bambino, il suo pony l'aveva disarcionato e lui aveva trascorso quasi un anno immobilizzato a letto.
Fu allora che giunse la mia governante inglese le aveva narrato. Vi assomigliava, ma aveva i capelli di un rosso pi acceso. A me sembrava bellissima. Me ne innamorai a prima vista e decisi che da grande l'avrei sposata, ma lo zio Andrei me la rub.
Ha sposato la vostra governante?
S.
C'era una grande dolcezza nella voce di Paul quando parlava di casa sua, e lei aveva intuito la dolorosa solitudine che si nascondeva sotto la maschera protettiva dell'ironia. Aveva continuato con un sorriso: Il matrimonio provoc un grosso scandalo, ma lui aveva sempre fatto a suo modo.
Un ribelle come suo nipote, pens Anna, e si domand se era quello lo zio che era stato l'amante di sua madre.
Che cosa aveva inteso dire la principessa quando aveva chiamato Natalie una sgualdrina? Era questo uno dei motivi dell'amarezza di Paul? Natalie aveva tradito il suo amore come sua madre aveva tradito suo padre? Ma perch, perch aveva ucciso Gregory? A questo punto si alzava, spegneva le candele e andava a letto.
A volte, durante il giorno, vedeva il bambino che correva insieme al cane con tutta la grazia e la bellezza di un giovane animale. Era ancora timido con lei. Se gli parlava, mormorava poche parole e fuggiva via, e Anna lo sentiva chiacchierare coi domestici nella loro lingua natale, bench con lei e con la principessa parlasse in un russo corretto e formale.
Il parco scendeva fino al piccolo fiume e l, sulla riva, sorgeva un padiglione di pietra. Il pomeriggio, Anna vi sedeva con un libro, leggendo e sognando. Oltre il fiume si delineava la linea azzurra dei monti, scintillanti nella languida calura estiva o avvolti al tramonto in una tenera luce rosata. Cos belli che era quasi impossibile credere che, di l dalla linea dei presidi russi, si occultava la minacciosa presenza di Shamyl e dei suoi cavalieri neri, e che laggi, in qualche luogo, Paul stava svolgendo la sua pericolosa missione.
Non aveva ancora potuto scoprire per quale motivo Gregory l'avesse supplicata di correre a Kumari. Aveva la strana sensazione di dover subire un esame, che le domande della principessa avessero uno scopo, pur non riuscendo a immaginare quale potesse essere. Era a Kumari da una settimana ormai quando decise che per quanto gradevole il soggiorno, non poteva rimanervi indefinitivamente ma doveva chiedere alla principessa che cosa voleva da lei, quando quel pomeriggio ricevette una lettera.
Da parte del principe Gadiani disse il domestico, porgendogliela su un vassoio d'argento. Anna ruppe il sigillo.
Mi addolora che abbiate deciso di recarvi a Kumari da sola scriveva Daniel. Sarei stato felice di accompagnarvi. Mi auguro che la rivelazione che sono stato costretto a fare durante il nostro ultimo incontro non vi abbia addolorata eccessivamente. Scorse rapidamente il resto della lettera.
A quanto pareva si proponeva di fermarsi l strada facendo per farle visita. So bene di non essere sempre ben accetto alla principessa, ciononostante, per l'affetto che mi legava a Gregory, vorrei assicurarmi del vostro benessere. Come vi ho detto, di lei non ci si pu interamente fidare.
Ma ognuno qui, pens Anna irritata, mi mette in guardia contro l'altro? Hanno a tal punto la passione del mistero?
Quella sera, dopo che ebbe cenato con la principessa, disse: Ho ricevuto una lettera di Daniel Gadiani.
La vecchia signora si volse bruscamente a guardarla. Che cosa dice?
Soltanto che verr a farci visita tra qualche giorno.
In tal caso bisogna agire in fretta concluse la principessa. Avrei preferito tu ti fermassi pi a lungo in modo da conquistare la fiducia di Vanya, forse anche il suo affetto. Sarebbe stato pi facile per tutti e due.
Sconcertata, Anna disse: Quale rapporto esiste tra me e Vanya?.
Gregory non ti aveva mai parlato di lui?
Mai. Nella sua ultima lettera mi aveva chiesto di venire nel Caucaso, dicendo che se gli fosse accaduto qualcosa, voi me ne avreste spiegato il perch.  per questo che sono qui.
Lui non ha mai approvato quello che aveva fatto suo padre disse la principessa asciutta ma sapeva qual era il suo dovere, e ora dovrai eseguirlo tu al posto suo. Vai alla porta, Anna, assicurati che nessuno ci ascolti.
Ma perch dovrebbero?
Mia cara, dove sei vissuta finora per rimanere cos ingenua, innocente? La casa  piena di domestici. Come posso essere sicura che mi siano tutti leali? Il danaro pu corrompere anche il cuore pi fedele.
 davvero un po' pazza si disse Anna assecondandola. And alla porta, si affacci a guardare in corridoio, poi la richiuse. Non c' nessuno.
Bene. Adesso vai a quella cassapanca laggi. Dentro troverai un cofanetto.
Il lungo cassone di lacca rossa era splendidamente intagliato. Quando Anna lo apr, ne usc il sentore di un lieve profumo esotico. Sollev sete e velluti ripiegati, veli e scialli ricamati, finch le sue dita non incontrarono un oggetto duro e metallico. Nel trarlo fuori, vide che era uno scrigno d'argento scurito dal tempo e molto pesante. Lo port sul tavolo.
 questo?
La principessa estrasse una minuscola chiave da una tasca e la gir nella serratura. Adesso aprilo.
Anna sollev il coperchio e soffoc un grido. Era colmo di gioielli: rubini, zaffiri, smeraldi, fili di perle, braccialetti, spille, anelli.
Sono tuoi disse la principessa.
Miei? Ma...  assurdo. Non potrei mai accettarli.
Certo che puoi. Facevano parte della mia dote e posso darli a chi voglio. Non c' altro modo in cui potrei ricompensarti per quello che devi fare. Potrai venderli. Non conosco il loro valore, ma deve essere considerevole. Anna si raddrizz, scuotendo la testa confusa, sempre pi convinta di non vivere pi nel mondo normale di tutti i giorni, ma di essere capitata per caso in mezzo a una fantastica favola orientale. Ma io non voglio nessuna ricompensa. Qualsiasi cosa Gregory volesse da me, sono pronta a farla se mi sar possibile perch ero sua moglie, perch  mio dovere.
La principessa sospir. Ora dici questo. Forse la penserai diversamente quando avrai sentito quello che ho da dirti. Siedi, mia cara.
Anna accost al divano uno sgabello ricoperto di velluto e sedette. Dalla finestra spalancata entrava il respiro della fragrante notte estiva. La lampada d'argento ardeva sul tavolino. La stanza era molto silenziosa: persino gli uccelli tacevano, il capo nascosto sotto l'ala.
Tutto cominci esord la principessa molti anni fa, con la nascita di due figli gemelli al principe regnante di Kumaria. Uno di loro, Alexander, sarebbe diventato mio marito e il nonno di Gregory. Nacque dieci minuti prima del fratello Josef e era quindi il legittimo erede delle terre e delle ricchezze dei suoi antenati, e per questo dovette subire, per tutta la vita, la gelosia e i tradimenti del fratello.
Josef era il nonno di Daniel Gadiani?
S.
 per questo che vi rifiutate di riceverlo?
La principessa sorrise ironicamente. Quella  una questione personale. Non approvo il modo in cui vivono lui e sua sorella. Tacque un istante prima di riprendere lentamente: Non ho alcuna accusa precisa contro Daniel. Non ho nessuna prova della sua inimicizia; ma so quello che suo padre e suo nonno hanno fatto, e per questo lo temo.
'Perch lo temete? E che parte ha Vanya in tutto questo?
Lo capirai. Abbi pazienza, mia cara. Non c' molto da raccontare, ma devo raccontarlo a modo mio. Quando Alexander e Josef raggiunsero la maggiore et, l'intero sud della Caucasia era caduta sotto il dominio russo, ma all'inizio ci furono molti che si ribellarono. Siamo un popolo orgoglioso e non era facile piegare il capo sotto il giogo. Alexander era restio a rinunciare alla sua indipendenza, ma era lungimirante e ne vide i vantaggi. Tu devi capire, mia cara Anna, che per molti secoli siamo stati sottoposti a continui attacchi da parte dei persiani, dei turchi, dei greci, che bruciavano, saccheggiavano e depredavano le nostre terre. Con i russi alle spalle potevamo sperare nella pace e nella sicurezza, e cos egli si pieg al loro dominio.
Ma Josef non la pensava come lui?
No. Sempre, fin da ragazzo, si era sentito defraudato. Quando era diventato maggiorenne, gli erano state assegnate una casa e delle terre, ma non gli bastavano. Lui bramava il potere e quello gli sembr il momento propizio per impadronirsene. Tram con gli uomini delle trib nelle montagne. Mio figlio, il padre di Gregory, aveva solo sedici anni quando Alexander fu ucciso in uno scontro durante una scorreria nelle nostre terre.
E voi vi ritrovaste qui sola?
Non era nuovo per me. Spesso, in passato, Alexander era lontano per combattere a fianco dei russi, ma questa volta era diverso. Bench tutto sembri quieto qui a Kumari, non siamo lontani dal confine e a quell'epoca non c'era una linea di difesa forte come c' ora. Sai che cosa significhi vivere nel costante terrore? Ci fu un periodo in cui non sapevamo se saremmo sopravvissuti da un giorno all'altro, e due volte fummo costretti a fuggire di casa e a rifugiarci nei boschi coi bambini e i domestici, finch i russi non arrivarono e scacciarono gli invasori dalle nostre terre. La seconda volta che questo accadde, la mamma di Gregory mor per lo spavento e per il freddo.
Come avete fatto a resistere?
Non  stato facile. Poi venne il giorno in cui capii che bisognava mandare via il ragazzo. Gregory and a Pietroburgo, affidato alla tutela dello Zar, dove poteva crescere lontano da ogni pericolo.
Dovete essere andata in collera quando mi ha sposato.
Ero delusa, piuttosto. Speravo nella nascita di un erede.
Mi dispiace...
La principessa tese una mano e le sfior la guancia. Chi siamo noi per dubitare di quel che Dio ci manda? Mio figlio non aveva n la forza n la saggezza di suo padre, ma non era uno sciocco. Prese le sue precauzioni. Sei anni fa si rispos, ma tenne il matrimonio nascosto a tutti, persino a me. La ragazza che scelse era una nullit, un'orfana di cui avevo avuto compassione e che era cresciuta qui in casa. Quando scoprii che era incinta, rimproverai mio figlio aspramente, ma neppure allora lui mi disse nulla, e fu soltanto dopo la sua morte che seppi la verit. Vanya  il fratellastro di Gregory e ora il legittimo erede della Kumaria.
Fu allora che scriveste a Gregory, pregandolo di tornare nel Caucaso?
Temevo per la vita del bambino. Tutti credevano fosse un bastardo, ma come potevo essere certa che nessuno sapesse la verit? Vedi, mio figlio era stato assassinato...
Assassinato! Gregory mi aveva detto che suo padre...
Mor in un incidente di caccia. La principessa si protese in avanti, afferrando il polso di Anna e attirandola a s. Cos dissero, ma io non ero tanto sciocca da crederlo. Era un cavaliere eccezionale e conosceva le montagne fin da quando era bambino. Quando riportarono qui il suo corpo, cercarono di impedirmi di vederlo. Capii allora che era stato assassinato. Anna la fiss sconvolta, incapace di crederle, e la principessa, leggendole in viso il dubbio si raddrizz. Tu mi credi una vecchia esaltata. Cosa ne sai, tu, della gente di qui? Non molto tempo fa i tre giovani principi dell'Avaria furono trucidati perch la loro madre si rifiut di rompere l'alleanza con i russi. Un bambino  cos vulnerabile. Volevo che Gregory riportasse Vanya con s in Russia. Quando venne, mi parl di te.
Mia moglie  coraggiosa - disse e leale. Si prender cura di Vanya. Lo allever come avreste desiderato. Non dovete temere nonna.
Anna distolse il viso, commossa che, nonostante quanto era accaduto tra loro, Gregory avesse parlato di lei con affetto.
Lo avevo scongiurato di essere prudente, ma Gregory era vissuto a Pietroburgo tanto a lungo da aver dimenticato i vecchi rancori, le vecchie paure. Sarebbe dovuto tornare a prendere il bambino, ma non venne mai; arriv la notizia che era scomparso, svanito senza lasciare tracce, assassinato come suo padre e suo nonno.
No, non l'hanno assassinato disse dolorosamente Anna. Si  battuto in duello. Sono venuta nel Caucaso decisa a scoprire la verit. E ho saputo quel che era successo soltanto il giorno prima di venire qui.
Un duello? ripet la principessa incredula. Con chi?
Un ufficiale russo.
Per quale motivo?
Lo ignoro. Per i motivi per i quali gli uomini a volte si battono.
No, no, mia cara, questo  quello che ti hanno detto, ma io non lo credo. Qualcuno sapeva quel che intendeva fare e gliel'ha voluto impedire. So che lui temeva qualcosa del genere.
Anna sent rinascere in s un filo di speranza. Forse Paul non aveva mentito, o non del tutto. Forse era stata ingiusta con lui e Paul non era responsabile della morte di Gregory; ma non era questo il momento di pensarvi.
Disse invece: Perch non siete andata dal principe Vorontsov, raccontandogli tutto e affidando a lui Vanya?.
La principessa si appoggi ai cuscini. Sembrava stanca. C'erano molte ragioni: sono vecchia non posso fare il viaggio fino a Tiflis; ma soprattutto ho imparato a non fidarmi di nessuno, neanche dei russi.
Non farebbero del male a un bambino esclam Anna. Forse ma lo avrebbero trasformato in uno dei loro come hanno fatto con Gregory. Oh, ho visto benissimo quello che hanno fatto di lui. Aveva dimenticato il suo retaggio. Non si curava della Kumaria n della sua gente.
Farebbero la stessa cosa con Vanya, lo vizierebbero a corte, un principe fantoccio, mentre loro regnerebbero qui in sua vece, e io questo non lo tollererei. La Kumaria appartiene a noi, ai Gadiani. Per cinquecento anni  passata di padre in figlio. Puoi capirlo questo?
S, credo di s, ma io che cosa posso fare?
La principessa si sporse verso di lei. Voglio che tu allevi il bambino come fosse tuo figlio. So tutto di te, mia cara, da Gregory e da altri. So di tuo padre, di come ti ha allevata, istruita, e ora che ti ho vista e ti ho sentita parlare, credo di avere fatto una buona scelta. Il danaro baster per sostentarvi tutti e due, e quando i tempi saranno maturi, Vanya torner qui.
Anna la fissava. Era tutto tanto inatteso. Trem al pensiero della responsabilit che le sarebbe ricaduta sulle spalle, eppure, al tempo stesso, qualcosa in lei reag positivamente. Il bambino avrebbe dato uno scopo alla sua vita, l'avrebbe riempita, resa degna di essere vissuta.
La principessa la osservava. Hai paura?
No,  soltanto che...
Pensi che tutto questo esista solo nella mente febbricitante di una vecchia sciocca, una fantasia nata da faide familiari e in realt priva di sostanza.
No, non  questo. Anna prov vergogna che avesse letto cos facilmente i suoi pensieri.
Oh, s, e  pi che naturale, ma non temere. Non sono pazza e ho documenti che provano la legittimit di Vanya, e che tu porterai con te. Improvvisamente si afferr alla mano di Anna, bisbigliando febbrilmente: Dovete partire al pi presto. Ora che Gregory  morto, il pericolo aumenta di giorno in giorno. Se dovessero uccidere o rapire il bambino, la Kumaria e tutto il nostro popolo cadrebbe sotto le grinfie di Daniel Gadiani.
 lui dunque che temete.
Non so nulla con certezza, so soltanto che l'invidia e l'avidit sono stati come un veleno che ha corroso le nostre vite, un veleno che distrugger Vanya come ha distrutto Gregory e suo padre, e voglio che tu lo porti via prima che Daniel possa impedirlo.
Non sarebbe meglio mandare Yakov dal vicer a chiedere una scorta militare fino a Tiflis?
Lo avevo pensato, ma bisognerebbe spiegarne la ragione al principe Vorontsov, e Daniel occupa una posizione importante nel suo Consiglio. Potrebbero toglierti il bambino. La principessa si appoggi all'indietro, la voce improvvisamente fredda. Ti chiedo troppo? In tal caso dimmelo subito e trover un altro modo.
Per un attimo Anna esit, poi sollev orgogliosamente la testa. Far ci che mi chiedete. Prender il bambino.
Sapevo di non essermi ingannata.  quello che Gregory ha detto di te: Se fa una promessa, la manterr. Domani organizzeremo tutto. Partirete senza dare nell'occhio, coi tuoi domestici e due dei miei uomini. Diremo a tutti che porti il bambino a Tiflis dal medico e cos nessuno sospetter la verit. Sar doloroso per me separarmi da lui.  stato la mia gioia, la mia ragione di vita...
Anna si chin a prendere la mano della principessa.  davvero necessario allontanarlo di qui? Certo, con tutta la sorveglianza possibile nessuno pu fargli del male.
No.  stato un attimo di debolezza, ma devo essere forte. L'importante  Kumari, non una vecchia che ormai ha fatto il suo tempo. Sospir: appariva molto vecchia e fragile. Ora sono stanca. Torna da me domattina, Anna. Ci sar molto da fare.
Impulsivamente la ragazza si chin a baciare la guancia avvizzita, poi usc dalla stanza. Mentre saliva le scale, vide la figura di un uomo attraversare l'atrio in penombra, passando davanti all'unica lampada che vi ardeva. L'uomo si volse e la luce gli cadde sul viso. Per un attimo Anna pens fosse il giovane che aveva visto uscire dalla camera di Bela quella notte in casa di Paul, e ricord l'angoscia della ragazza e il terrore per quello che il fratello avrebbe potuto fare. Poi l'uomo scomparve in direzione delle cucine e Anna riprese a salire le scale, convinta di essersi ingannata. C'erano tanti domestici a Kumari, era impossibile conoscerli tutti.
In camera sua le candele erano gi accese, la sua camicia da notte preparata sul letto, la brocca riempita d'acqua fresca: tutto era tranquillo e normale. Lontano dalla principessa, lontano dallo strano incantesimo aleggiante in quella stanza esotica, la vicenda sembrava falsa, uscita da un melodramma pi che non parte della vita reale nella met del diciannovesimo secolo. Pens a come avrebbe sorriso suo padre di una storia tanto truculenta, fatta di violenza e di assassinio; una famiglia lacerata da antiche gelosie, vecchi rancori... eppure c'era stata una forza imperiosa nella vecchia principessa mentre la narrava.
Rimase un momento ferma, valutando lucidamente il compito che si era assunta. Poi si rinfresc il viso nella catinella e cominci a spogliarsi. Che cosa aveva da temere? C'era soltanto il breve viaggio fino a Tiflis; poi, con l'aiuto di Marya, tutto sarebbe andato bene. Qualcosa di risoluto e di forte in lei accolse la sfida. Avrebbe portato Vanya a Mosca dove avrebbe avuto l'appoggio e la guida di suo padre. Avrebbe mantenuto la promessa fatta a Gregory e forse, nel bambino che era suo fratellastro, avrebbe trovato qualcosa per colmare il vuoto del piccolo che aveva perduto.

X
Fu Yakov a suggerire di dividere il viaggio in due tappe.
Il bambino  piccolo, Barina. Si stancherebbe a farlo in un giorno solo, e col caldo dovremo fermarci a riposare a met giornata.
Con stupore di Anna, Yakov era gi diventato una sorta di eroe agli occhi del bambino, orfano di padre. Fu un grande sollievo per lei poich non si era mai occupata di bambini piccoli e si sentiva tristemente inadeguata al suo compito.
Vanya era prossimo alle lacrime quando salut la nonna e la balia. Tutta la sua breve vita era trascorsa a Kumari e ora improvvisamente un'estranea lo portava via; doveva abbandonare i suoi giocattoli, il suo cane, i gatti di casa, i pony nelle scuderie, tutto quanto gli era caro e familiare. Ma lui era un Gadiani e i Gadiani non piangono mai e non hanno paura di nulla, gli disse severamente la principessa, e il piccolo si sforz di essere coraggioso quando lei se lo strinse al seno.
Devi essere buono e ubbidiente e fare tutto quello che Anna ti dice, Vanya, promettimelo. Non sar per molto tempo. Ci rivedremo presto. Accarezz i riccioli scuri del bimbo, poi bruscamente lo allontan da s e si volse dall'altra parte. Anna bisbigli con voce soffocata andate subito. Anna esit, quindi prese la mano del bambino e lo condusse fuori dalla stanza. In cortile, Yakov guard il piccolo viso sconsolato.
Vieni, padroncino disse allegramente sei un uomo adesso e ci farai vedere come sai cavalcare bene. Lo sollev in groppa al pony, strizzando l'occhio a Anna dietro le spalle di Vanya. Quando sar stanco, lo prender in sella con me.
Si misero in cammino, scortati da due robusti contadini di Kumari. I documenti, e il cofanetto che la principessa aveva a ogni costo voluto dare a Anna, erano legati insieme alla sua valigia sulla soma del mulo.
Ancora una volta fu Yakov a suggerire di accamparsi per la notte in una tranquilla valletta fra i colli che si stendevano tra Kumari e Tiflis.
Saremo pi sicuri l, Barina, lontano dalla gente che ficca il naso nelle faccende altrui e fa troppe domande.
Anna gli aveva detto soltanto che la principessa le aveva chiesto di portare il bambino a Tiflis per un consulto col medico del vicer, poich l'inverno precedente aveva sofferto di un'infiammazione ai bronchi. Ma Yakov non era uno sciocco e lei era certa che avesse subodorato in parte la verit. Non era colpa di Yakov se aveva fatto male i suoi conti. Il giovanotto bruno nelle cucine di Kumari era parso informatissimo sui posti pi adatti all'accampamento lungo la via per Tiflis.
Si fermarono nelle prime ore della sera in riva a un piccolo fiume. Vanya, che aveva dormito per buona parte del pomeriggio tra le braccia di Yakov, era vispo come un grillo; correva avanti e indietro, eccitatissimo alla prospettiva di mangiare all'aperto e di dormire in una piccola tenda invece che nel suo grande letto in legno dipinto. Aiut Marik a raccogliere la legna per il fuoco, impar a accenderlo strofinando due legnetti tra loro e divor felice la cena a base di carne e pomodori, anzich il consueto pane e latte.
Non dormir mai disse Anna contrariata, mentre gli puliva la bocca e le mani con un tovagliolo umido.
Lasciatelo correre un po'. L'aria gli metter sonno e vedrete che presto non gli parr vero di andarsene a letto rispose Yakov tranquillamente. Anna si augur che avesse ragione.
Gli uomini si sedettero in disparte per consumare il loro pasto e Vanya la tir per la manica.
Voglio vedere dove va il fiume.
Vuoi passeggiare con me lungo la riva?
Con un grido di gioia, il bambino si allontan di corsa, fermandosi ogni tanto sul greto per rimestare nel fango con un bastone o raccogliere un sasso da buttare nell'acqua, e rimettendosi poi a correre.
Pi avanti il fiume scorreva attraverso una fitta macchia di vegetazione e Anna affrett il passo. Vanya chiam, cercando di non perderlo di vista Vanya, attento. Non allontanarti troppo.
Non ebbe risposta e, colta da improvvisa paura, si mise a correre, inciampando sul terreno accidentato. Mentre sbucava fuori dagli alberi lo sent chiamare con voce eccitata. Anna, Anna, fai presto! Guarda!
Poi lo vide. Era in piedi in mezzo a un piccolo ponte ricavato da un tronco d'albero, e accanto a lui c'era lo stesso giovane bruno e snello che aveva intravvisto la sera prima a Kumari.
Guarda, Anna esclam di nuovo il bambino. Guarda cosa mi ha dato l'uomo e mostr un piccolo pugnale.  un kinjal e me l'ha regalato,  mio.
Vanya, torna subito qui.  pericoloso. Potresti cadere in acqua.
Fece un passo sul tronco malfermo, e immediatamente il giovane afferr il bimbo e con un balzo raggiunse la riva opposta. Vanya grid spaventato e Anna si lanci all'inseguimento sul ponticello traballante, chiamando Yakov con tutto il fiato che aveva in gola. Vanya scalciava freneticamente fra le braccia del giovane. Mentre Anna tentava disperatamente di raggiungerlo, scivol nel fango e cadde in ginocchio. Poi, a un tratto, fu circondata da uomini, nere figure emerse come per magia da dietro gli alberi.
Url di nuovo e immediatamente le gettarono qualcosa sulla testa. Si dibatt selvaggiamente sotto le pieghe soffocanti del pesante bourka, ma forti mani le immobilizzarono le braccia lungo i fianchi e gliele legarono con una corda; poi non vide pi nulla.
Attraverso il pesante tessuto che attutiva i suoni, ud grida, passi sopraggiungere di corsa, un rumore sordo e un tonfo nell'acqua. Dovevano essere arrivati Yakov e gli altri, ma erano soltanto in quattro e gli uomini che l'avevano circondata erano almeno una dozzina. Poi si sent trascinare di peso. Cadde e fu rimessa bruscamente in piedi, urtando contro qualcosa che sbuffava e scalpitava. Quindi fu sollevata di peso e buttata di traverso su una sella, un uomo balz in arcione dietro di lei e la tenne stretta mentre il cavallo partiva al galoppo.
Fu l'esperienza pi terrificante della sua vita. Non poteva muoversi n gridare. Ignorava che cosa fosse successo a Vanya, a Yakov e agli altri. Sapeva soltanto che quelli erano i cavalieri di Shamyl e che in qualche modo dovevano essere collegati con Daniel Gadiani. Come avevano potuto, lei e la principessa, essere tanto ingenue da credere di poter superare in astuzia un nemico cos abile e diabolico? Perch lei non aveva creduto all'esistenza di un pericolo e non aveva preso maggiori precauzioni? Aveva la nauseante certezza di essere finita in una trappola. Non si era sbagliata nel riconoscere il giovane bruno e se solo si fosse fidata del suo istinto e avesse avvertito la principessa che l'uomo era con ogni probabilit una spia al soldo di Daniel Gadiani, avrebbe potuto salvare Vanya e se stessa.
Il terribile viaggio non accennava a finire. Era nauseata dal fetore del mantello che la avvolgeva, pesta e indolenzita a furia di essere sbattuta da una parte e dall'altra per le irregolarit del terreno, le era impossibile pensare con chiarezza e dovette fare appello a tutto il suo coraggio per non piombare nella pi nera disperazione. A volte le sembrava che stessero salendo, altre volte sentiva il cavallo scivolare e sdrucciolare mentre scendevano una china sassosa. A un tratto attraversarono un fiume a guado e sent l'acqua inzupparle i piedi e le gonne.
Non sapeva quante ore fossero trascorse, quando sent il cavallo rallentare e dal galoppo passare al trotto. Non salivano pi, e dopo un altro periodo di tempo interminabile sent un grido, i cavalli si fermarono, l'uomo dietro di lei smont e, sollevandola di peso, la pos a terra. Aveva le gambe tanto intorpidite che a stento si reggeva in piedi. Poi la slegarono e la liberarono dal grosso bourka in cui era avvolta, e per alcuni secondi fu un tale sollievo solo poter respirare aria fresca, che rimase l barcollante, prossima collasso. Poi si fece forza e si guard attorno. Era gi quasi buio e non riusc a vedere quasi nulla. Ma a poco a Poco comprese che si trovavano su una specie di altopiano lietamente circondato da montagne. Era un luogo brullo e desolato; unico segno di vita, una casupola di pietra semi diroccata. Una decina di uomini erano ritti accanto ai cavalli, apparentemente in attesa di qualcosa. E di colpo, Anna ricord tutto.
Dov' il bambino? proruppe furente. Cosa ne avete fatto del bambino?
Nessuno parl. Poi uno degli uomini si fece avanti e Anna vide che aveva Vanya tra le braccia. Mise il bambino a terra e gli diede una spinta. Il piccolo corse barcollando verso di lei, nascondendo contro le sue gambe il viso sporco e rigato di lacrime. Anna s'inginocchi e lo strinse a s, accarezzandolo e consolandolo prima di rivolgersi nuovamente agli uomini.
Dove ci state portando?
Uno degli uomini rise. Le si avvicin spavaldamente, la tir su in piedi e, accarezzandole il mento, disse qualcosa che fece ridere sguaiatamente i suoi compagni. Ma tutti tacquero di colpo quando un uomo comparve sulla soglia della baita.
Questi impose il silenzio con un gesto, poi si diresse verso Anna. Venite disse.
Non far un passo se prima non mi dite perch siamo stati rapiti e dove ci state portando.
L'uomo la fiss. Era alto e ben fatto. A suo modo era bello nonostante la cicatrice di una sciabolata sulla guancia.
Disse lentamente in russo: Lo saprete a tempo debito. Ora  meglio che dormiate, voi e il bambino. Abbiamo ancora molta strada da fare.
Cap che era inutile discutere. Era in mano loro, a mille miglia da qualsiasi soccorso. Per quanto poteva vedere non c'erano altri prigionieri oltre a lei e a Vanya, e il giovane bruno era scomparso. Cos'era successo a Yakov e Marik? Erano morti? Tutto il corpo le doleva per la fatica. Era tormentata dall'ansia per la sorte del bambino e per la sua, ma l'uomo aveva ragione: dovevano riposare se volevano sopravvivere.
Vieni, Vanya disse, e s'incammin in direzione della baita.
L'uomo raccatt il bourka e la segu. Giunto sulla soglia, si ferm e le gett il mantello. Coprite il ragazzo. La notte sar fredda disse, e chiuse la porta.
Non c era niente nella casupola se non un fascio di paglia in un angolo che, come Anna non tard a scoprire, brulicava di insetti. Vi distese il mantello. Vanya piangeva piano. Lo strinse a s, cullandolo fra le braccia e consolandolo come meglio poteva finch, di l a poco, sfinito dalla stanchezza e dalla paura, il piccolo si addorment. Ma lei giacque sveglia a lungo, ascoltando il tintinnio dei finimenti, le voci e le risate degli uomini, e infine vi fu silenzio, e lei si addorment di un sonno agitato fino all'alba, quando vennero destati. Questa volta l'uomo che le aveva parlato la sera prima e che doveva essere il capo la mise in groppa a un cavallo legandola alla sella. Poi fece montare Vanya davanti a s. Uno degli altri uomini prese le redini del cavallo di Anna e, ancora una volta, si misero in cammino.
Vi furono momenti durante le settimane successive in cui Anna si sorprendeva della resistenza del corpo umano. Se qualcuno le avesse detto che lei e un bambino di cinque anni, abituati a vivere negli agi, avrebbero potuto sopravvivere con una manciata di farina di miglio impastata con un po' d'acqua e qualche fetta di carne secca quasi immangiabile, non lo avrebbe creduto possibile. Eppure era vero. Dapprima Vanya si rifiut risolutamente di toccare quel cibo disgustoso, e uno degli uomini gli procur un po' di latte di capra; ma alla fine, spinto dalla fame, si adatt anche lui. Nella maggior parte dei villaggi che traversavano venivano guardati con astio, ma ogni tanto una donna veniva mossa a piet dal bambino. Anna si scopr disperatamente grata per una mela avvizzita, una crosta di pane secco e muffito, un osso di montone con un po' di carne attaccata, che rosicchiarono per due giorni, cercando di placare i morsi della fame.
Il viaggio era spaventoso; una monotona ripetizione delle prime ore, ma molto peggio. Salirono pareti tanto ripide da costringerli a smontare da cavallo e arrampicarsi carponi, trascinandosi dietro i cavalli, fino a avere le mani e le ginocchia scorticate e insanguinate. Scendevano in burroni dove la vegetazione era fitta al punto che gli uomini dovevano aprirsi un varco a colpi di spada, e erano tormentati dalle mosche e dai moscerini. Attraversarono un torrente gelato talmente profondo, che i cavalli dovettero nuotare, e Anna, aggrappata alla briglia, si bagn fino alle ossa. Dormivano dove potevano, in una baita, in un fienile abbandonato, in una vecchia torre di pietra; ma il pi delle volte sulla terra nuda, tenendosi abbracciati e tremando dal freddo. Anna faceva il possibile perch il pudore fosse salvo, ma circondata com'era da uomini, anche questa era una continua fonte d'infelicit.
Il bambino fu il primo a riprendersi d'animo. Per quanto duri e brutali, gli uomini avevano una certa tenerezza per quel ragazzino forte e coraggioso. Gli insegnarono a usare il pugnale che teneva infilato alla cintola, si disputavano il privilegio di tenerlo con s a cavallo; e una sera Anna lo trov seduto con loro attorno al fuoco del bivacco, mentre cantavano le loro strane malinconiche canzoni. Li guardava prosternarsi due volte al giorno, rivolti verso l'oriente, secondo il rito musulmano, mentre pregavano e invocavano Allah. Una volta lo scopr a imitarli: inginocchiato come loro, borbottava e si piegava a terra, e lo trascin via malamente. Cap allora come sarebbe stato facile per un bambino cos piccolo adattarsi alla loro vita, dimenticare il suo breve passato, perdere per sempre il suo retaggio cristiano.
Pi volte interrog il loro capo il cui nome, scopr, era Kezia Mahommed, ma egli le dava sempre la stessa risposta: avrebbe saputo tutto quando fossero arrivati a destinazione. Frattanto li incalzava spietatamente. Un giorno dovevano aver rasentato un avamposto russo perch, inaspettatamente, s'imbatterono in un piccolo drappello di soldati. Anna riconobbe le uniformi e, per un attimo, il suo cuore fu invaso dalla speranza; ma Kezia non aveva intenzione di combattere. Facendo affidamento sull'abilit dei suoi uomini, tutti cavalieri provetti, cavalc dritto in mezzo alla piccola truppa sparpagliandola. I richiami disperati di lei si persero nelle urla agghiaccianti lanciate dagli uomini delle trib, mentre brandivano in alto le loro scimitarre. Anna si guard indietro, in preda alla peggiore disperazione che avesse provato, da quando lei e il bimbo erano stati fatti prigionieri.
Quella sera scesero in una piccola valle fiorita dove l'erba era verde e l'aria ancora tiepida. Ormai Anna si era abituata ai violenti contrasti del Caucaso. Per la prima volta dopo molti giorni tolse la camicina a Vanya e gli lav la faccia e il collo nel fiume. Anche lei aveva la gonna sporca e stracciata, la camicetta macchiata di sudore. Gli disse di starsene l buono, poi risal il fiume fino a essere fuori dalla visuale degli uomini e si tolse la camicetta. L'acqua era gelida, ma deliziosamente rinfrescante. Non aveva n sapone n altro con cui lavarsi, ma fattasi coraggio, tuff anche la testa sott'acqua, lasciando che la corrente le portasse via di dosso la polvere e la sporcizia. Si stava asciugando alla meglio con la sottogonna quando un rumore improvviso le fece alzare la testa. Uno degli uomini era l, a pochi metri di distanza, e la divorava con gli occhi.
La giovane si avvolse nello straccio di lino. Andatevene disse rabbiosamente. Andatevene!
L'uomo grugn, ma non si mosse. Poi uno dei suoi compagni grid qualcosa e, a malincuore, lui le tolse gli occhi di dosso e risal in fretta la riva del fiume.
Rabbrividendo, Anna indoss nuovamente la camicetta. Fino a quel momento, anche se gli uomini la guardavano con curiosit, nessuno l'aveva mai toccata. Quella notte, bench il caldo fosse soffocante nella piccola capanna priva di finestre dove lei e Vanya dovevano dormire, non os lasciare la porta socchiusa, ma poich non aveva n gancio n chiavistello, la rincalz con una zeppa. Prepar un giaciglio per Vanya in un angolo della capanna e si coric a sua volta, coprendosi in parte col bourka, i capelli ancora umidi sciolti sulle spalle.
Fu svegliata dal rumore della porta che veniva forzata, ma prima che potesse muoversi, un uomo si era inginocchiato accanto a lei e l'aveva immobilizzata. Sent l'odore rancido del suo sudore, ud il suo respiro affannoso. L'uomo le strapp la camicetta di dosso e le affond il volto barbuto nel seno. Dibattendosi come una forsennata, Anna url prima che la bocca avida si schiacciasse sulla sua. L'uomo stava gi armeggiando con le mani fra le sue gonne, quando venne afferrato, sollevato di peso e sbattuto fuori a calci. Sconvolta e terrorizzata, Anna vide Kezia che la sovrastava, fissandola, gli occhi scintillanti nella semi oscurit, ansante come se avesse corso.
Cerc di coprirsi il seno, raggelata dall'orrore al punto che non riusciva a pronunciare parola. Il momento era giunto. Quello che aveva temuto fin dall'inizio. L'incubo era diventato realt. Uno dopo l'altro. L'avrebbero violentata tutti? Kezia rimase a fissarla per alcuni secondi che a lei parvero un'eternit; poi gir sui talloni e usc dalla capanna. Dopo un istante fu di ritorno con un indumento bianco in mano. Glielo gett.
Copritevi disse con voce roca e usc di nuovo, chiudendosi la porta alle spalle.
Vanya la stava chiamando. Vengo disse Anna. Non  niente.
Doveva essere una delle camicie di Kezia, pens mentre se la infilava dalla testa. Era troppo grande per lei e il tessuto era ruvido, ma la copriva, e Anna gliene fu grata.
Cosa voleva quell'uomo? le chiese Vanya quando s'inginocchi accanto a lui.
Nulla. Gli era sembrato di sentire un rumore e era venuto a vedere se avevamo bisogno di qualcosa.
Quando torniamo a casa a Kumari, Anna?
Presto, tesoro, presto. Dormi, adesso.
Dopo quella notte Kezia organizz dei turni di guardia, e di una cosa almeno lei era sicura. Qualsiasi cosa le fosse accaduta in avvenire, per il momento non sarebbe stata data in pasto ai suoi uomini.

XI
Anna vide per la prima volta la roccaforte montana di Karimat attraverso una cortina di pioggia gelida e accecante. Per buona parte della giornata si erano inerpicati sempre pi in alto, tutti quanti avvolti nei loro bourkas tanto da sembrare una fila di fantasmi grigi. A prima vista le sembr impossibile che esseri umani potessero vivere in quel miserabile pugno di casupole nere, abbarbicate sull'orlo di un precipizio.
Era l'imbrunire quando entrarono nel villaggio e Anna vide che sorgeva su uno spiazzo roccioso, e era pi grande di quanto non avesse pensato: numerose casette nere, di ogni forma e dimensione, circondavano una piccola piazza.
Aveva smesso di piovere, ma tirava un vento gelido. Uomini, donne e bambini accorsero a guardarli con curiosit quando smontarono da cavallo, ma Kezia fu brusco. Anna e il piccolo vennero sospinti rapidamente attraverso la piccola folla fin dentro un locale spoglio. Tremante e sfinita, Anna sent di essere giunta al limite della sopportazione e gli si rivolt contro aspramente.
Il bambino e io siamo bagnati fradici. L'Imam Shamyl ha intenzione di ucciderci? In tal caso, che ponga subito fine alla nostra vita e non ci torturi inutilmente. Non possiamo andare avanti cos. Dobbiamo avere abiti asciutti, coperte, cibo caldo...
Kezia parve colto alla sprovvista dalla sua veemenza. Quando s'interruppe per riprendere fiato, la fiss per un istante senza parlare, poi usc.
Anna si guard stancamente attorno. La stanza era squallida, ma c'erano dei materassi per terra, un tavolo di legno e due sgabelli. Pensando al modo di vivere di quegli uomini, si disse sconsolata, non aveva di che lamentarsi. Una piccola finestra guardava sulle montagne. Lass, fra le cime avvolte da nubi, le avevano detto, c'era la fortezza dove Shamyl viveva con le mogli e i figli quando non era lontano a combattere. Si domand se lei e Vanya sarebbero stati portati lass, e per quanto tempo avrebbero dovuto rimanere in quel luogo miserabile. La stanza era gelata e Vanya batteva i denti. Doveva fare subito qualcosa. Stava per mettersi a martellare sulla porta quando inaspettatamente l'uscio si apr e una vecchia entr, deposit un fagotto di vestiti per terra e, dopo aver dato un'occhiata incuriosita ai due prigionieri, se ne and.
Il fagotto conteneva un'accozzaglia di roba, logorata dall'uso e non molto pulita, ma fra gli stracci Anna trov due rozze coperte e alcuni indumenti ancora servibili, con cui sostituire gli abiti suoi e di Vanya, ormai ridotti a brandelli. Cerc di farne un gioco e di coinvolgere Vanya nella scelta, provandogli prima un indumento, poi un altro, finch non lo ebbe rivestito con una camicia e dei calzoni asciutti, una giacca e degli stivali troppo grandi per lui. Dovette imbottirne la punta con pezzetti di stracci.
Il bambino s'infil il piccolo kinjal nella cintura e prese a pavoneggiarsi in su e in gi. Guardami, Anna! Sono come Kezia ora. Sono un tartaro.
No, non lo sei gli risposte bruscamente prendendolo per un braccio. Sei un Gadiani, Vanya, non lo dimenticare mai.
Il piccolo la guard sconcertato. Perch sei cos in collera?
Non lo sono. Era indispettita con se stessa per aver sciupato il suo innocente divertimento. Riprese a frugare nel mucchio. Ora tocca a te aiutarmi a scegliere.
Con grande spasso di Vanya, decise per un paio di pantaloni rosa a sboffo, un'ampia tunica e uno scialle. Le scarpe erano tutte o troppo grandi o troppo piccole o mancavano della scarpa destra: dovette accontentarsi di un paio di vecchie pantofole ricamate. La vecchia torn con un catino di rame, una brocca d'acqua e qualche pezza di lino da usare a mo' di asciugamano. Kezia doveva aver preso nota delle richieste di Anna, perch di l a poco si videro portare due ciotole di zuppa di cipolle, acquosa ma calda, una piccola forma di pane non lievitato e un pezzetto di formaggio di capra, duro e secco, ma che a loro sembr squisito dopo quello che erano stati costretti a ingurgitare nelle ultime settimane.
Quella sera, quando ebbe messo Vanya a dormire su uno dei due materassi, Anna pens che se mai fosse fuggita da quel luogo spaventoso, non si sarebbe mai pi coricata in un letto comodo, n avrebbe mangiato un pasto decente, senza prima inginocchiarsi e rendere grazie a Dio.
Per un giorno o due, sfiniti dalle fatiche del viaggio, la camera nuda e squallida parve loro una specie di paradiso, ma non dur a lungo. Il tempo prese a passare con una lentezza intollerabile. Per Anna, essere rinchiusa ora dopo ora con un bambino di cinque anni, senza nulla da fare, da leggere, nessuno con cui parlare, divent sempre pi insopportabile. Senza la tensione continua del pericolo e senza la lotta per la pura sopravvivenza, aveva tempo per riflettere. L'insopportabile tensione di non sapere quel che sarebbe accaduto la fece quasi impazzire. A volte, di notte, riviveva il loro terribile viaggio, un incubo fatto di fame e di terrore. Un paio di volte sogn Paul; nel sogno le era talmente vicino che tremava dalla gioia. Poi, quando la prendeva tra le braccia, si trasformava nel bruto che aveva tentato di violentarla, e lei si svegliava di soprassalto, tremante e madida di sudore sul duro materasso.
Divent sempre pi difficile intrattenere Vanya. Prov a ricordare i semplici giochi della sua infanzia, ma col passare dei giorni anche quelli persero d'interesse. Ripieg sulle storie che suo padre le aveva raccontato da piccola, lavorando di fantasia quando non riusciva a ricordarle e inventandone di nuove quando le ebbe esaurite.
Verso la fine della prima settimana scopr per caso che la vecchia parlava un po' di russo. Si chiamava Fatimah e era stata rapita tanto tempo prima da aver perso ogni ricordo del suo paese natale; ma conosceva ancora qualche parola di russo, che le torn in mente quando Anna cerc di parlarle. Da lei apprese che tutto il villaggio attendeva con ansia l'arrivo dell'Imam Shamyl in persona.
Scopr anche altre cose, che Kezia Mahommed era cugino del grand'uomo e godeva per questo di particolare prestigio e importanza. Un giorno, quando Fatimah port loro da mangiare, c'era una donna con lei che si ferm sulla soglia guardando i due prigionieri con aria cupa. Alta e bella, indossava un ricco abito di seta viola; il velo di garza dorata era fermato con spille di pietre preziose. Guard Vanya come volesse mangiarselo con gli occhi, poi avanz di un passo o due scrutando Anna dalla testa ai piedi con manifesta curiosit e antipatia. Disse qualcosa in tono brusco e aggressivo e usc.
La vecchia rise tra s e Anna chiese: Chi  quella donna?.
 Ameera, la moglie di Kezia, e  gelosa.
Gelosa? Di cosa?
Di questi disse Fatimah, toccando i capelli biondi di Anna e del bambino. Lei non ha figli.
Ma Vanya non  mio figlio.
La vecchia rise. Suo marito parla troppo di voi. A lei non piace.
Di me? E perch mai? Non l'ho pi visto da quando siamo giunti qui.
Fatimah le diede un'occhiata maliziosa. Ameera teme che Kezia chieda all'Imam il permesso di prendervi come seconda moglie.
Oh, no,  assurdo!
Ma lo era davvero? Improvvisamente Anna ricord il modo in cui lui l'aveva guardata. Il solo pensiero di essere condannata a vivere per sempre in quel luogo spaventoso la riemp di terrore. Potevano tenerla prigioniera, ma sposarlo mai, piuttosto preferiva morire; avrebbe spaccato la finestra e si sarebbe gettata nel precipizio. Era una follia nata dalla disperazione e dur solo poche ore. Finch era viva poteva sperare, e doveva pensare a Vanya. Era in ansia per lui. Abituato a vivere all'aria aperta, diventava ogni giorno pi insofferente della forzata reclusione. Si era fatto pallido e svogliato, rifiutava di mangiare il monotono vitto e passava ore disteso sul materasso o alla finestra dove non c'era nulla da vedere se non le montagne, il cielo e, di quando in quando, il volo di un uccello. La rivelazione della vecchia la aiut a prendere una decisione. Se era vero che godeva del favore di Kezia, ne avrebbe approfittato. La prima volta che la vecchia torn, chiese di vederlo.
Il bambino  malato. Devo parlargli.
Fatimah parve dubbiosa, ma poich Anna seguitava a insistere, promise di portargli il messaggio. La mattina dopo la porta si apr e Kezia comparve sulla soglia: una bella figura d'uomo, dovette ammettere Anna. Scartati i rozzi indumenti da montagna, era splendidamente vestito come si confaceva a uno dei pi importanti Naib di Shamyl.
Cos'ha il ragazzo? chiese bruscamente.
 debole per mancanza di moto. Lo tenete rinchiuso in una camera soffocante senza aria fresca, senza giocattoli, senza nulla da fare. Se avessi dei libri, potrei almeno dargli delle lezioni.
Libri? ripet l'uomo perplesso. Cosa se ne fa un bambino dei libri? Poi entrando, and verso la finestra. C' un sentiero qui sotto. Dar ordine che vi si permetta di passeggiare l tutti i pomeriggi, se voi mi date la vostra parola che non parlerete con nessuno e non tenterete la fuga.
Anna lo aveva raggiunto alla finestra. Sono forse un uccello disse ironicamente che sa volare al di sopra delle montagne? E qui nessuno parla la mia lingua, al di fuori di voi.
Molto bene. Mantenete la vostra promessa. Anna sent i suoi occhi scuri fissi su di s. Kezia tese una mano e le tocc i capelli come ne fosse affascinato, e lei, pur tremando dentro di s, rimase immobile. Poi, bruscamente, lui gir sui talloni e usc dalla stanza.
Il pomeriggio successivo furono fatti uscire dalla loro prigione e condotti verso il retro della baracca. Il sentiero, lungo e stretto, con un lato a strapiombo sul precipizio, sembrava un paradiso dopo il tempo trascorso rinchiusi tra quattro muri. A quell'altezza l'aria era fresca, ma il sole bruciava ancora. Vanya si mise a correre con l'esuberanza di un cagnolino portato fuori per la prima volta, e quando rientrarono, trovarono una palla e qualche giocattolo rotto sul tavolo, insieme a un libro stracciato, che risult un catalogo illustrato di biancheria per signora. Come fosse finito lass in quel villaggio sperduto era pi di quanto Anna riuscisse a immaginare, ma divent un prezioso libro di testo. Con l'aiuto delle illustrazioni, impararono tutto su calze e camiciole, camicie da notte e sottogonne, e lei cominci a insegnare a Vanya qualche parola in francese e in inglese mentre le ore passavano meno lentamente.
Alcuni giorni dopo assistettero all'arrivo dei prigionieri nel villaggio. Lei e Vanya dovettero fermarsi nella piazza, addossati al muro della loro baracca, per fare largo ai prigionieri e alla loro scorta. Erano una ventina di soldati russi, dalle divise tanto malridotte da essere quasi irriconoscibili. Avanzavano barcollando: erano sporchi, emaciati e in catene. Uno di loro zoppicava cos malamente che sarebbe caduto se il suo compagno non l'avesse sorretto.
Anna non sapeva di dove venissero, n per quanto tempo avessero camminato, ma erano uomini che non potevano mai sperare in un riscatto, mai nella libert, e una grande pena le strinse il cuore.
Il pomeriggio seguente scopr per quale motivo erano stati portati lass. Dovevano costruire un muro lungo il sentiero dove lei passeggiava con Vanya, senza dubbio per fornire protezione in caso di assedio. Alcuni prigionieri stavano gi scavando le fondamenta. Ricordando la promessa fatta a Kezia e temendo di nuocere a se stessa e a loro, Anna non si avvicin n rivolse loro la parola, ma era difficile tenere lontano Vanya.
Il bambino prese a correre dall'uno all'altro, tempestandoli di domande, felice quando interrompevano un momento il lavoro per rispondergli. Anna vide alcuni dei prigionieri sorridere, sorpresi che un bambino, apparentemente tartaro, parlasse cos bene la loro lingua.
In fondo alla fila c'era l'uomo che Anna aveva visto zoppicare. Aveva smesso di lavorare e si riparava il viso dal sole, appoggiato al muro della baracca, come incapace di reggersi in piedi. Vanya gli corse vicino e gli disse qualcosa. Il prigioniero si raddrizz. Poi, di colpo, afferr il bambino per le spalle e si chin a guardarlo in viso. Spaventato, Vanya gett un grido e Anna accorse.
Che cosa accade? Non spaventate il bambino, ve ne prego.
L'uomo lasci ricadere le mani e si volse verso di lei. Era paurosamente magro. Ma il volto, barbuto, pallido come la morte, era senza ombra di dubbio il volto di Gregory. L'emozione fu tale che nessuno dei due riusc a pronunciare parola, e in quel momento sopraggiunse il sorvegliante.
Al lavoro ordin rabbiosamente al lavoro! e fece schioccare la frusta.
Anna fece per protestare, ma Gregory scosse impercettibilmente il capo, formando con la bocca la parola domani, poi riprese la pala e ricominci a scavare.
Chi era quell'uomo? volle sapere Vanya, aggrappandosi alla mano di Anna.
Non osava dirglielo. Oh, nessuno in particolare, soltanto un soldato russo.
Ma perch mi guardava in quel modo e voleva sapere come mi chiamo?
Forse gli ricordavi qualcuno, un figlio o un fratellino.
Vanya accett la sua spiegazione, ma Anna non sapeva come condursi in avvenire. Doveva parlare con Gregory, ma in che modo senza dare nell'occhio? Finch non sapeva perch era l, non osava rivelare la sua identit nel timore di aggravare la sua situazione.
Giacque sveglia per tutta la notte con la mente in subbuglio, un accavallarsi di domande senza risposta. A un tratto sent un canto, lontano e infinitamente triste. Dovevano essere i prigionieri, e era la canzone che aveva sentito una sera con Paul nelle montagne...
Il rintocco struggente delle campane a sera Che mi riporta alla memoria i sogni...
Come sembrava strano aver ritrovato Gregory l, in quel modo... dunque Paul non l'aveva ucciso... e non era sua la testa che aveva visto appesa alla sella di un tartaro. Si sent invadere da un'immensa felicit finch, a un tratto, comprese il significato della cosa. Gregory, suo marito, era vivo, e lei era legata a lui, ora pi che mai a causa della sua debolezza, la sua malattia... La nuova, dolce felicit che aveva trovato con Paul, il sogno in cui era vissuta durante tutta quell'estate, era finito. Non doveva neppure permettersi di pensare a lui. Nascose la faccia nella ruvida coperta e pianse per quello che aveva perduto, dimenticando che anche lei, come Gregory, era prigioniera e che molto probabilmente per nessuno dei due esisteva un futuro.
Le occorsero parecchi giorni per poter ricostruire l'accaduto poich non potevano parlare per pi di pochi minuti alla volta e anche allora solo con estrema prudenza. Lei camminava lungo il sentiero con Vanya che correva avanti e si fermava, come per caso, a guardare il paesaggio. Non guardava Gregory e lui non interrompeva il lavoro e parlavano in francese, una lingua che difficilmente sarebbe stata compresa da chiunque li avesse sentiti. Era un dialogo disgiunto, frammentario, ma a poco a poco i frammenti presero forma.
Il primo pomeriggio, gli occhi fissi sulle cime nuvolose delle montagne, Anna disse sottovoce: Mi avevano detto che eravate morto.
E sono morto... morto a tutti gli effetti. C'era tanta disperazione nella sua voce che avrebbe voluto volgersi verso di lui e confortarlo, ma non osava.
Cosa  accaduto? Daniel mi ha detto che vi eravate battuto in duello con Paul Kuragin.
Uno strano sorriso gli pass sul volto scarno. Dunque avete conosciuto Paul.  un ottimo tiratore. Mi sono chiesto se si  reso conto che quella  stata una delle poche volte che aveva mancato il bersaglio.
Volete dire...? La guardia si era avvicinata e la fissava con sospetto cos che, pur fremendo internamente, Anna dovette riprendere a camminare. Era un tale supplizio che avrebbe potuto piangere dalla rabbia.
Alla successiva occasione gli chiese: Perch vi siete battuti in duello? Gregory le diede una rapida occhiata.
Paul non ve l'ha detto? Anna scosse il capo. Per una cosa da nulla, una sciocchezza e lei fu certa che mentiva.
Cosa  accaduto?
Voi cosa pensate? ribatt lui. Ognuno dei due ha sparato e io sono stato colpito. Devo essere svenuto. Quando rinvenni ero solo.
Vi ha lasciato l... a morire? Come poteva essere cos crudele?
Gregory si strinse nelle spalle. Forse era andato a chiamare qualcuno.
E voi che cosa avete fatto allora?
A fatica riuscii a alzarmi. Il mio cavallo era ancora dove l'avevo legato. Non ricordo molto se non che, fatti pochi passi, mi trovai circondato.
Dai cavalieri di Shamyl?
Capii dopo che dovevano avermi teso un'imboscata. Ero debole per la perdita di sangue. Tentai di fuggire ma erano in troppi. Evidentemente svenni di nuovo perch quando ripresi conoscenza ero nelle montagne.
Prigioniero?
Me lo chiedete?
Ma perch?
Non l'avete dunque compreso? Il mio caro cugino Daniel, che al mio ritorno nel Caucaso mi aveva accolto a braccia aperte, aveva trovato una magnifica occasione per liberarsi di me, senza che nessuno potesse imputarne la colpa a lui.
Dunque vostra nonna era nel giusto...
Non  facile ingannare la nonna! Non le avete creduto?
Tutto sembrava tanto... impossibile.
Gregory smise di lavorare, fissandosi le mani eleganti e delicate, ora sporche e incallite dal lavoro manuale. Che cosa ho mai fatto, Anna? Non avevo mai pensato, immaginato che lui potesse fare del male a voi, e al bambino...
Non  stata colpa vostra. Dimenticando la prudenza, pos una mano sulla sua e i loro occhi s'incontrarono. Gregory chin la testa e le sfior le dita con le labbra. Poi Vanya arriv di corsa e Anna, tirandosi indietro, vide la moglie di Kezia ferma in fondo al viottolo che la guardava.
Quella notte diluvi e continu a piovere senza sosta per due giorni cos che non poterono uscire, e Anna guardava dalla finestra i prigionieri che lavoravano nel vento gelido, bagnati fino all'osso. Doveva essere settembre, pens, e lass in montagna l'inverno era gi alle porte. In quell'incredibile esistenza le sembrava di aver perso ogni nozione del tempo. Tent di ricostruire le poche frammentarie informazioni di cui disponeva. Cominciava a emergere un disegno. Comprese come Daniel Gadiani fosse riuscito a far cadere la colpa sulle spalle di Paul, a sfruttare quel che era accaduto per favorire i propri piani, ma ancora molte cose le erano oscure.
Quando poterono nuovamente uscire, fu dolorosamente colpita dal peggioramento sopraggiunto in Gregory. Sotto l'abbronzatura la pelle aveva un colore grigiastro, e gli stracci che gli ricoprivano la gamba erano macchiati di sangue.
Cosa vi  accaduto alla gamba? bisbigli.
Sono caduto durante un tentativo di fuga. Ho battuto contro una roccia e la ferita non si rimargina.
Ve l'hanno medicata?
Gregory rise e lei comprese l'assurdit della sua domanda. Perch dovevano darsi la pena di curare un prigioniero la cui vita o la cui morte non aveva ai loro occhi alcuna importanza?
Se potessi procurarmi delle bende, potrei almeno cambiarvi la fasciatura.
Meglio di no. Se vi vedono occuparvi di me, potrebbero sospettare qualcosa e punirvi.
Per un attimo avevano dimenticato la consueta prudenza cos che nessuno dei due vide il sorvegliante avvicinarsi in silenzio alle loro spalle fino a quando la sua frusta non si abbatt sulla schiena di Gregory.
Anna lo affront come una furia. Come osate trattarlo cos? Non vedete che sta male?
Il tartaro la fiss, gli occhi a mandorla socchiusi, poi alz di nuovo la frusta. Avrebbe colpito Anna in viso se Gregory non gli avesse afferrato il polso.
Non toccarla, maledetto bruto!
L'uomo si liber di lui con uno spintone, mandandolo a cadere contro il muro, e in quel momento, Anna vide davanti a s l'alta figura di Kezia, il quale era venuto a ispezionare il lavoro con due dei suoi uomini.
Che sta accadendo? tuon.
Il sorvegliante proruppe in un fiume irato di parole, ma Kezia lo mise a tacere con un gesto d'impazienza. Che cosa fate qui? chiese a Anna.
Trascinata dalla piet e dall'ira, lei disse in tono di sfida: Ho tentato di impedirgli di frustare un uomo che sta gi morendo dissanguato.
Cosa! Kezia la guardava accigliato.
Non vi credevo tanto privi di umanit seguit a inveire Anna. Anche una bestia  pi caritatevole di voi!
Gli uomini alle spalle di Kezia la guardavano sbalorditi, Un ghigno si dipinse sul volto brutale del sorvegliante. Con un'esclamazione furiosa, Kezia prese Anna per il polso e la trascin via con s. La cacci dentro casa e sbatt la porta.
Come vi permettete di parlarmi cos davanti a tutti? Nessun'altra donna oserebbe alzare la voce in quel modo.
Tanto peggio per loro ribatt lei, poi tacque di colpo, atterrita dalla sua espressione furibonda.
Kezia la prese per le spalle, stringendogliele come in una morsa. Cosa rappresenta quell'uomo per voi? Mia moglie mi ha detto che vi ha visti parlare. Perch? Per quale ragione?
Palesemente non sapeva chi fosse Gregory, e per evitare una risposta diretta lei disse sprezzante. Credevo non ascoltaste le chiacchiere delle donne. Non sono cieca. Ho visto quanto soffriva quel poveretto, e ne ho avuto pena. L'uomo la liber dalla stretta. Siete tanto debole da non poter sopportare la vista di un po' di sangue? disse con disprezzo. Il rimedio c': voltatevi dall'altra parte. Anna cerc di calmarsi. Non doveva mostrare un interesse troppo personale.  tutto quel che avete da dire? chiese. Almeno permettete a Fatimah di curarlo. S'intende di ferite, me l'ha detto lei. Vi renderete conto anche voi che lavorer meglio se gli si rimargina la ferita, e voi volete che il muro sia terminato in fretta, non  cos? Prima che arrivi l'inverno.
Kezia non rispose subito, poi si strinse nelle spalle.  vero che il lavoro procede pi lentamente di quanto vorrei. Sono uno sciocco a darvi ascolto... Sia pure, che la vecchia dia un'occhiata a quell'uomo, ma questo  tutto. Avete capito?
S... vi ringrazio.
Non voglio ringraziamenti. Sar lieto quando verr l'Imam liberandomi dalle mie responsabilit.
Il giorno successivo, quando Anna pretese di uscire con Fatimah, nessuno glielo imped. La fuga da quel luogo sperduto era impensabile e le guardie si stavano abituando alla libert che le veniva concessa. C'era poi qualcos'altro. Quella mattina all'alba era stata svegliata da un tintinnio di finimenti e uno scalpiccio di zoccoli. Correndo alla finestra, aveva visto Kezia uscire dal villaggio alla testa dei suoi uomini. Con la sua partenza, un senso di rilassamento sembrava pervadere Karimat.
Gregory era al suo solito posto, ma non lavorava. Era seduto con la schiena appoggiata al muro posteriore della casupola. Uno dei suoi compagni si guard rapidamente attorno, poi pos furtivamente una mano sul braccio di Anna.
Non era in grado di camminare questa mattina bisbigli ma ci ha scongiurati di portarlo qui. Ha detto che se doveva morire, preferiva morire all'aria aperta.
Non morir. Siamo venuti per aiutarlo.
Fatimah aveva portato un catino d'acqua calda e pezzi di stoffa pulita. Mentre cominciava a tagliare gli stracci incrostati di sangue, Anna le si inginocchi accanto. La vista della ferita infetta la fece star male, ma s'impose di resistere e tenne il catino mentre la vecchia puliva e medicava. Gregory stringeva i denti per non gridare dal dolore, e Anna protest quando Fatimah copr la ferita con una specie di muschio verde prima di fasciarla.
Fa bene disse la vecchia spingendo via le mani di Anna. La usiamo sempre quando gli uomini tornano feriti. Pulisce e affretta la guarigione. Ma dovrebbe stare disteso, non stare in piedi o camminare, se glielo permettono, s'intende. Quindi prese il catino e le bende sporche e si allontan con la sua andatura zoppicante mentre Anna rimaneva con il ferito.
Dopo una breve pausa Gregory si mosse appena. Non potevo rimanere in quel lurido buco dove dormiamo. Il suo sguardo appannato fissava Anna.  opera vostra, non  cos? Come siete riuscita?
Ho detto a Kezia Mahommed che si stava comportando peggio di una bestia.
Gregory sorrise debolmente. Non gli sar piaciuto... tanto pi detto da una donna. L'ho visto come vi guardava. Quell'uomo vi vuole per s, mia cara.
Anna riusc a ridere appena: Che sciocchezze: ha gi una moglie.
Ma non una come voi.
Con questi stracci... e ridotta come sono?
Non sono gli abiti a fare la donna. Cambi posizione, soffocando un gemito, e mossa a piet Anna tese una mano per accarezzargli il viso. Lui le strinse le dita. Perch fate tutto questo per me? Avreste potuto lasciarmi morire.
Avrei potuto, ma non intendo farlo.
Le teneva ancora la mano. Anna,  troppo tardi per dire che mi dispiace?
Quante altre volte aveva detto la stessa cosa con la stessa espressione implorante e fanciullesca, e le parole non avevano avuto alcun significato.
Non pensiamo a questo adesso. Ci sono altre cose pi importanti. Si chin su di lui, bisbigliando: Gregory, cosa faremo?.
Che cosa possiamo fare? Si lasci ricadere all'indietro con un'aria cos mortalmente sfinita che Anna ebbe paura per lui. Disse in fretta: Non importa. Parleremo domani.
Ma dopo un istante si riscosse con uno sforzo. No, avete ragione, non sappiamo se avremo ancora occasione di parlare.  a voi che ho pensato, Anna, soltanto a voi, da quando ho scoperto che eravate qui. Adesso ascoltatemi. Vostro padre  inglese.  su questo che dovete giocare. Shamyl terrebbe molto a avere l'appoggio dell'Inghilterra, e non farebbe mai nulla che potesse contrariare lo stato britannico. Quando verr qui, esigete di vederlo. Fate apparire vostro padre pi influente di quanto sia. Se Shamyl pretender un riscatto, la nonna in qualche modo trover il danaro per pagarlo.
Anche se mi dar ascolto, non potrei andarmene e lasciare qui Vanya... o voi.
Potreste essere costretta a farlo. Ma se vi rimette in libert, potrete informare il principe Vorontsov dell'accaduto. Cos sapr che uomo  Daniel. Avr le prove del suo tradimento. Se non fossi stato cos sciocco, l'avrebbe saputo da molto tempo, e tutto questo si sarebbe potuto evitare.
Cosa intendete dire?
Avevo intuito che Daniel faceva il doppio gioco, ma non dissi nulla... a causa di Natalie...
Natalie?
Gregory evit i suoi occhi. Provavo pena per lei.  sua sorella. Ma non serve pensarci adesso. Da quanto tempo vi hanno rapita, Anna?
Riflett. Le sembrava un'eternit, ma non era molto tempo. Da pi di un mese. Da sei settimane ormai.
In tal caso, Vorontsov -avr gi mandato suoi emissari per scoprire dove siete stata portata.
Anna non os trattenersi pi a lungo, tanto pi avendo lasciato Vanya chiuso in camera. Ma Kezia non tornava e, col passare dei giorni, Gregory recuperava le forze, e ogni volta che lo vedeva, lei apprendeva qualcosa di pi. Un giorno le diede notizia di quel che era accaduto nelle settimane dopo la sua cattura.
Non tardai a comprendere una cosa. Shamyl non ha nessuna fiducia nelle promesse di Daniel. Sono certo che mio cugino sperava nella mia morte, ma Shamyl si  rifiutato di uccidermi. Mi diede una scelta. Se mi fossi schierato dalla sua parte, se gli avessi portato la Kumaria e tutto quanto questo significa per lui, mi avrebbe concesso la libert.
E voi rifiutaste?
Non sono forse un uomo degno di molto rispetto, ma ho il mio orgoglio. Non tradirei mai la mia gente, n la Russia.
E Shamyl reag con rabbia?
Non so.  un uomo che non lascia trapelare nulla. Mi mise davanti a un plotone di esecuzione e poi, all'ultimo momento, quando i fucili erano gi spianati su di me, mi concesse la grazia. Vi dar tempo per ripensarci mi disse. Gregory chiuse gli occhi un istante prima di concludere: Non sapevo quante volte mi sarei augurato che il plotone avesse fatto fuoco.
Oh, Gregory... Pens a quello che doveva aver attraversato quel suo giovane marito che in tutta la sua vita non aveva mai conosciuto alcun disagio. Tutti quei mesi. Dev'essere stato terribile.
Non mi compatite. Non voglio la vostra piet.
Dev'essere stato allora disse Anna lentamente che Paul credette vi avessero gi ucciso.
Paul?
Parte della sua missione era cercare di scoprire dove eravate tenuto prigioniero. Credette di essere arrivato troppo tardi.
E voi gli credete?
S, ora gli credo.
Perch dite questo? Lo conoscete bene Paul?
Ho fatto il viaggio da Pyatigorsk a Tiflis con lui e i suoi cosacchi.
Capisco. La guard con curiosit. Sapevate che  stato l'amante di Natalie?
S. Incontr i suoi occhi, poi distolse lo sguardo. Non voleva parlare di Paul, e eluse le sue domande. Ancora una volta ripresero a parlare dell'argomento che pi di ogni altro stava loro a cuore: come trovare un modo per fuggire da quella trappola mortale.
Alla fine della settimana, bench ancora debole e febbricitante, Gregory fu costretto a riprendere il lavoro. La costruzione del muro procedeva a rilento. I prigionieri, deboli e malnutriti, lavoravano fiaccamente. Kezia era lontano da circa dieci giorni quando Anna avvert un fremito di eccitamento propagarsi per tutto il villaggio. Le guardie erano pi all'erta, incitavano i prigionieri, gridando se si fermavano anche per pochi minuti, e una sera all'imbrunire comprese il motivo.
Su per l'erta strada che saliva dal fondo valle avanzava una colonna di splendidi cavalieri, le nere bandiere che garrivano al vento, con Kezia alla testa. All'ingresso del villaggio si divisero, disponendosi ai due lati della strada; e fra le due ali avanz un uomo alto su un magnifico destriero, bardato con una gualdrappa di cuoio scarlatto dalle lunghe frange d'argento. Giunto al centro della piazza il condottiero si ferm, e alla luce delle torce rette da due dei suoi uomini, Anna vide l'austera figura dal lungo mantello bianco, i pugnali dall'impugnatura d'argento infilati nella cintura. Era come Paul l'aveva descritto: il volto pallido, gli occhi neri e ardenti, la barba rossiccia e, alle sue spalle, il boia, l'uomo con la scimitarra d'argento, simbolo della sua autorit e del suo potere. Nessuno si mosse n pronunci parola. Alz la mano e si guard attorno abbracciando con lo sguardo l'intera piazza.
Allah  grande disse con voce profonda.
Allah  misericordioso risposero tutti all'unisono.
Era l'Imam Shamyl, il Leone del Daghestan, che teneva in pugno il loro destino, il suo e quello di Vanya e di Gregory. Poi si volse e prosegu, seguito dai suoi Naib.

XII
Trascorsero tre giorni di angosciosa attesa: i nervi tesi fino allo spasimo, Anna si aspettava continuamente di essere portata al cospetto di Shamyl e non sapeva se sentirsi sollevata o delusa con il protrarsi dell'attesa. Non le permettevano pi di uscire dalla sua stanza poich non era bene che una donna a viso scoperto fosse vista dai guerrieri che si aggiravano fieramente per Karimat, esibendo le loro armi e i loro trofei di guerra. Vanya era raffreddato e passava dall'apatia all'irrequietezza, sicch Anna non sapeva pi come intrattenerlo.
Poi, il quarto mattino, Fatimah comparve traboccante di eccitazione. Avevano riportato una grande vittoria, centinaia di soldati russi erano stati uccisi, raccont a Anna, e l'indomani l'intero villaggio avrebbe festeggiato l'avvenimento. Ci sarebbe stato un grande banchetto, con un agnello e un capretto allo spiedo, pane e dolci freschi per tutti; i fornai erano gi al lavoro. Ci sarebbero stati balli e canti. L'aveva decretato l'Imam e avrebbe onorato il banchetto con la sua presenza prima di ripartire a cavallo per Dargo-Vedin con alcuni seguaci scelti.
Ma oggi lui vi ricever, voi e il bambino prosegu la vecchia emozionata.  un grande onore e vi dovete preparare.
Il momento era giunto, e pur avendolo atteso cos a lungo, Anna si sentiva ancora impreparata. Non sapeva quale patto Daniel Gadiani avesse stretto col capo musulmano. Capiva perch avesse rapito il bambino, ma di lei che cosa intendeva fare? O era semplicemente indifferente al suo destino? Cerc di ricordare tutto quello che Gregory le aveva detto, ma che cosa poteva contare un professore di letteratura dell'universit di Mosca, seppure di nazionalit inglese, agli occhi di un uomo come Shamyl? Se anche le avesse permesso di scrivere a suo padre, al vicer o alla principessa Gadiani, ci sarebbero volute settimane, o mesi, prima che una risposta potesse arrivare in quel villaggio sperduto. Poi c era la questione del riscatto. Suo padre non era un uomo ricco. I tartari non avevano nessuna idea del valore del danaro. Erano convinti che i russi fossero tutti favolosamente ricchi e pretendevano cifre enormi. Fatimah le aveva detto che se il riscatto tardava a arrivare, i guerrieri si contendevano le prigioniere, soprattutto se erano giovani e belle.
Tutti questi pensieri le si accavallavano nella mente mentre cercava di prepararsi al colloquio, pettinando i capelli di Vanya e i suoi e riordinando i loro abiti come meglio poteva. Trascorse un'altra ora angosciosa prima che Kezia in persona venisse a prenderla. Aveva in mano un pezzo di stoffa nera che le porse.
Copritevi la faccia disse. Non  bene che compariate alla presenza dell'Imam a viso scoperto.
Ma io sono cristiana protest Anna. Non seguo la legge dell'Islam.
Non discutete rispose seccamente l'uomo. Volete forse destare le sue ire?
Dopo che si fu legata il velo alla maniera delle altre donne, Kezia prese Vanya per mano e li condusse fino all'altro capo del villaggio dove sorgeva una casa pi grande e meglio costruita delle altre, con un balcone che correva lungo tutta la facciata. Le due sentinelle davanti alla porta fecero il saluto militare e i tre salirono le scale e entrarono in un vasto locale che occupava tutto il piano superiore.
C'era un folto gruppo d'uomini a un capo della stanza, ma Anna aveva occhi solo per Shamyl, seduto sull'unica sedia che la sua dignit trasformava in trono. Alle sue spalle, come sempre, il boia con la scimitarra d'argento; ai due lati, un imponente schieramento dei suoi Naib, scuri di pelle e dai volti aquilini.
Un uomo era prosternato a terra davanti all'Imam e Kezia mise una mano sulla spalla di Anna e la trasse in disparte. Nel silenzio, si udiva soltanto la voce stridula e tremante dell'uomo che invocava disperatamente clemenza, ma il volto gelido di Shamyl non mostrava alcuna piet. Alz la mano e due guardie sollevarono l'uomo e lo spinsero fuori dalla porta, seguiti dal boia. Mentre il prigioniero le passava davanti, Anna vide il suo volto bianco e disperato.
Che cosa ha fatto? bisbigli.
Ha derubato un suo compagno: per questo gli mozzeranno la mano destra disse Kezia indifferente.
Oh, no! Era agghiacciata dalla loro barbarie.
Non  pi degno di combattere a fianco dei guerrieri.  la giustizia dell'Imam. Ma ora venite.
Kezia la condusse al centro della sala, poi si fece in disparte. Per un intero minuto Shamyl, immobile, la fiss coi suoi strani occhi obliqui. Quando infine prese a parlare con la voce profonda, a Anna sembr che si rivolgesse direttamente a lei, anzich all'interprete che traduceva le sue parole.
Kezia Mahommed mi dice che avete incontrato il suo favore. Mi ha chiesto di darvi a lui in moglie.
Fu colta alla sprovvista al punto da non comprendere pi nulla e incautamente si lasci travolgere dall'indignazione e dalla paura.
Non potete far questo, non potete! La sola proposta  un insulto per me. Non mi sottoporr mai a un simile abominio, mai, mai, mai!
Sebbene la voce di Shamyl non avesse mutato tono, la risposta parve agghiacciante. Kezia  mio cugino, un bravo guerriero, vittorioso in molte battaglie.  un onore che lui vi consideri degna della sua scelta. Preferireste essere venduta come schiava?
Voi non capite. Nella sua foga si strapp il velo dal viso e un fremito pervase gli astanti alla vista della sua audace insolenza. Io sono la principessa Gadiani. Mio marito  Gregory Gadiani, principe di Kumaria. Come posso divenire la moglie di un altro?
Shamyl la mise a tacere con un gesto della mano. So chi siete, ma vostro marito  morto.
Non  morto!  qui, tra i vostri prigionieri...
Silenzio! tuon Shamyl, poi si rivolse a Kezia: Se questo  vero, perch mi  stata detta una menzogna?
Ci sono molti prigionieri qui. Non conosco tutti i loro nomi rispose Kezia scontroso.
Vai a informartene e conducili qui ordin Shamyl.
Schiocc imperiosamente le dita, e Anna vide con orrore Daniel Gadiani uscire dal gruppo di uomini in fondo alla sala e farsi avanti, e troppo tardi comprese il suo errore. Dovevano essere convinti che Gregory fosse morto e ora forse, con le sue incaute parole, aveva definitivamente firmato la sua condanna.
Daniel si protese a bisbigliare qualcosa a Shamyl e l'Imam annu. A un tratto Anna ricord il consiglio di Gregory e affront risolutamente Shamyl.
Mio padre  inglese e io sono stata rapita proditoriamente e senza alcun motivo. Non potete tenermi qui prigioniera. Dovete permettermi di scrivergli.
Inglese? Dite davvero? Era riuscita a catturare la sua attenzione. Shamyl si accarezz la barba pensoso, osservandola di sotto le palpebre socchiuse.
Daniel intervenne di nuovo:  un uomo di nessuna importanza, Vostra Altezza ma questa volta Shamyl lo ignor.
Esamineremo ulteriormente la cosa. E il bambino?  vostro figlio?
 il fratellastro di mio marito.
Un bastardo di nessuna importanza si affrett a dire Daniel Gadiani.
Davvero? Ci non toglie che sia un bel bambino, sano e robusto. Il suo volto severo e implacabile si illumin di un sorriso e Shamyl tese una mano. Vieni. Hai paura di me?
Vanya esit, guardando Anna. Ma un Gadiani non piange mai e non mostra paura. Si avvicin lentamente e Shamyl lo sollev e se lo mise a sedere sulle ginocchia. Estrasse dalla cintola il pugnale dall'impugnatura d'argento e lo mostr al bambino.
Cos' questo?
 un kinjal, come il mio. Il piccolo rise e lo impugn come gli avevano insegnato a fare gli uomini, puntandoglielo contro. Shamyl gli afferr il polso. Cos... vorresti minacciarmi! Vedete... gi lo tiene come un uomo. Ne faremo un bravo guerriero.
Scompigli i capelli del. bambino e lo rimise a terra. Portateli via. Prima di partire per Dargo-Vedin, decider cosa ne sar di loro. Alz la mano a segnalare che l'udienza era finita. Poi si alz e usc dalla stanza seguito dal suo aiutante di campo.
Kezia scort nuovamente Anna attraverso il villaggio, con Vanya che chiacchierava eccitato al loro fianco. Aperta la porta della casupola, indugi un istante.
Vi siete comportata in maniera sciocca.
Lo so. Non occorre che me lo diciate.
Vi sono cos odioso?
Non si tratta di questo e poich, a modo suo, Kezia era stato buono con lei, aggiunse: Non capite?  per mio marito, che  l fuori, vostro prigioniero.
Dunque  per questo che intercedeste per lui. Non  degno di voi. Qualsiasi uomo si lasci prendere prigioniero  un vigliacco.
Non  vero. Ha affrontato la morte con coraggio e all'ultimo momento lo hanno graziato. Avrebbe forse dovuto gettarsi da un precipizio?
Io l'avrei fatto. Mi ucciderei con la mia spada piuttosto che lasciarmi prendere vivo dai russi. In ogni caso, morir presto.
Perch dite questo?
 malato. Noi non possiamo nutrire chi non lavora.
Siete tutti cos spietati? proruppe Anna amaramente. Kezia si strinse nelle spalle.  cos che dobbiamo vivere.
Cosa decider l'Imam?
Sta a lui decidere e a noi ubbidire. Poi perse il controllo di s. Fece un passo avanti e la strinse tra le braccia, baciandola con forza, imperiosamente. Lei lott per liberarsi e, dopo un istante, lui si trasse indietro, il volto bruno ancora vicinissimo al suo.
Vi renderei felice. Avreste tutto ci che desiderate... vi darei abiti, gioielli...
Come li date a Ameera.
Lei non  niente accanto a voi. Voi avete coraggio. In tutte queste settimane io l'ho visto. Mi dareste dei figli maschi belli e coraggiosi. Perch mi rifiutate?
Perch  impossibile disse lei disperata. Sarebbe come una prigione per me. Preferirei morire piuttosto che sottomettermi.
L'uomo la fiss per un istante, gli occhi fiammeggianti d'ira, poi usc rapidamente, sbattendo la porta.
Per tutto quel pomeriggio Anna sent fervere i preparativi per i festeggiamenti che avrebbero avuto luogo l'indomani. Quando Fatimah port la cena, le domand cosa stesse succedendo.
Sono arrivati i venditori ambulanti. Era pi di un anno che non venivano. Vedeste quante belle cose hanno portato, sete e rasi, pizzi e trine, le donne sembrano tutte impazzite.
Non potrei uscire a vederle anch'io? Sono rinchiusa da tanto tempo. Una volta fuori, pens, forse sarebbe riuscita a trovare Gregory e a avvertirlo di quel che era successo.
Dovette supplicare a lungo prima che Fatimah acconsentisse a non richiudere la porta a chiave.
Forse non c' niente di male disse infine la vecchia a malincuore. Ma solo un momento, badate. Se venissero a saperlo, mi ammazzerebbero.
Non lo sapr nessuno, ve lo prometto. Star fuori solo pochi minuti. Torner subito.
Mise Vanya a letto e gli fece promettere di rimanere buono e tranquillo. Tomo presto. Gli diede un bacio prima di sgattaiolare fuori dalla porta.
Vide, all'altro capo della piazza, le donne del villaggio riunite in un gruppo eccitato e vociferante. Poco lontano erano legati dei cavalli, e un mulo; c'erano anche due uomini dai caffettani vistosi e bisunti, i turbanti calcati fino alle sopracciglia, uno alto e l'altro pi vecchio e tarchiato, con un bel paio di baffi neri. Stavano sciorinando pezze di stoffa, ninnoli, collanine, specchietti, pettinini... veri e propri tesori per quelle donne che avevano vissuto tutta la vita lontano dai lussi delle grandi citt. Anna si nascose il viso con il velo e and a unirsi a loro, nella speranza di potersi allontanare inosservata e andare in cerca di Gregory.
Le donne erano troppo intente a contrattare per badare a lei. Cominci a esaminare alcuni degli articoli esposti. Il venditore alto sciorin una pezza di seta, allargandola e lisciandone le pieghe, e Anna trasal nel vedere il grosso anello di onice sulla lunga mano bruna. L'uomo si volse verso di lei, agitando la seta per invogliarla, e Anna incontr i suoi occhi, due luminosi occhi castani in un volto magro, tinto di nerofumo. Il cuore le diede un balzo nel petto. Non poteva essere, eppure era... era Paul! Ma com'era possibile che fosse l? Come poteva sapere che la tenevano prigioniera lass, dal momento che era partito da Tiflis molto tempo prima che la rapissero? Velata e infagottata com'era, Paul non l'aveva riconosciuta. Anna si chiese se era Varga l'altro uomo, che ora si pavoneggiava con un taglio di seta drappeggiato sulle spalle e movenze da gran dama, suscitando l'ilarit delle donne. Approfittando di quei suoi scherzi, Anna tir Paul per la manica. Si volse a guardarla e lei lasci cadere il velo. Lo vide spalancare gli occhi nel riconoscerla, ma non disse nulla. Prese invece una delle sue bisacce.
Abbiamo altra roba qui disse in tono invitante cose belle per la gioia delle signore! Pos la borsa a terra inginocchiandovisi accanto. Mentre cominciava a tirare fuori la merce, Anna si inginocchi accanto a lui.
Che cosa mai fate qui? mormor Paul in inglese mentre erano entrambi chini sulla bisaccia.
Sono stata rapita da Daniel Gadiani mentre portavo Vanya a Tiflis.
Il principe non vi aveva fornito una scorta militare?
Non gliel'avevo chiesta. E voi perch siete venuto a Karimat?
Non pensate a questo ora. Vi tengono rinchiusa? C' un posto dove possiamo parlare?
Mi tengono rinchiusa in una delle baracche affacciate sul precipizio.
Cercher di venire l stanotte.
Per un attimo le loro mani s'incontrarono e il contatto le diede nuovo coraggio. Poi lui alz la voce.
Avete visto, signora? Pettini di tutti i colori! Li spinse verso di lei come a completare la trattativa, e si rialz, sollevando la borsa e voltandosi verso le altre donne.
Anna torn a coprirsi il viso; si diede una rapida occhiata attorno, domandandosi in quale parte del villaggio fossero alloggiati i prigionieri, e soltanto allora vide Ameera.
Se ne stava un po' in disparte dalle altre, e gli occhi neri la osservavano con curiosit. Destare sospetti, ora, per cercare Gregory, sarebbe stata pura follia. Si rialz e, avvolgendosi nello scialle, s'incammin con noncuranza verso l'altro capo della piazza.
Era rientrata da poco, quando Fatimah torn per chiudere la porta a chiave, e Anna le regal uno dei pettini colorati. La vecchia ebbe un grugnito di piacere.
Ho visto Ameera in piazza. Ha comprato qualcosa? domand Anna casualmente.
No davvero! Vuole soltanto il meglio, quella. L'Imam rimprovera sempre Kezia per la prodigalit di sua moglie. Una volta si infuri al punto che le fece confiscare il guardaroba e bruciarlo, ma lei non se la prese pi che tanto. Sa che non ha che da chiedere e suo marito le compra tutto quello che vuole. Rise maliziosamente.  una fortuna per voi che gli piaciate. Un bell'uomo per andarci a letto...
Che dovrei dividere con Ameera disse Anna seccamente.
Che ve ne importa? Dategli un figlio e quello vi regaler la luna. Meglio questo del mercato degli schiavi e un padrone che vi frusterebbe dalla mattina alla sera.
La vecchia era loquace e Anna trasse un sospiro di sollievo quando finalmente se ne and, sempre chiacchierando. Vanya dormiva tranquillo. Prese a camminare su e gi, la mente in subbuglio, eccitata e piena di speranza. Non sapeva perch Paul fosse l, n quel che avrebbe potuto fare per aiutarla, ma il solo saperlo vicino era tanto meraviglioso che non riusciva a stare ferma. Non dubit un solo istante che egli avrebbe trovato il modo per raggiungerla, ma non subito, e si chiese come avrebbe fatto a sopportare le ore interminabili fino al cadere della notte.
Non era ancora sera e bench fuori fosse ancora chiaro, nella piccola stanza si stavano gi addensando le ombre. Stette a lungo davanti alla finestra guardando le montagne mentre da rosa e oro volgevano a un viola profondo. Poi accese l'unica candela concessale e si accinse a una paziente attesa.
Un rumore alla porta le fece balzare il cuore in gola. Fatimah non veniva mai cos tardi. Forse Ameera aveva intuito che Paul non era chi fingeva di essere e l'aveva detto a Kezia? Era in piedi, cercando invano di calmare i selvaggi battiti del suo cuore, quando la porta si apr e Daniel Gadiani entr furtivamente, richiudendosi l'uscio alle spalle. L'ira che prov alla sua vista fu tale che serv a darle forza.
Disse freddamente: Perch siete venuto? Non desidero parlarvi.
Cambierete idea quando avrete udito quel che ho da dirvi.
Ne dubito, e vi prego di parlare piano. Vanya dorme. Avvicinandosi al giaciglio, Daniel osserv il visetto arrossato del bimbo. Il piccolo guerriero, eh? A Shamyl piacciono i bambini, una debolezza strana in un tiranno e un assassino, non credete?
Una debolezza che voi non condividete ribatt acidamente lei. Vi dispiacerebbe dirmi quello che avete da dirmi e lasciarmi sola?
Avete un coraggio davvero straordinario, mia cara. Non l'avevo mai trovato in una donna prima d'ora, e debbo ammettere che non me l'aspettavo. Mi domando da dove vi viene.  il sangue inglese di cui siete cos orgogliosa? Ma purtroppo temo che vi servir a ben poco. And a appollaiarsi sul tavolo, il volto bruno sinistramente illuminato dalla fiammella vacillante della candela.
Anna sedette sullo sgabello, stringendo spasmodicamente le mani e sforzandosi di calmare la paura, e i nervi sovraeccitati.
L'uomo la osserv per un istante prima di domandare: Cosa vi ha detto Gregory?
Quanto basta. So che speravate che Shamyl lo uccidesse per poter prendere il suo posto a Kumari.
Il posto che  mio disse Daniel con improvvisa ferocia un posto che ci  stato negato per tre generazioni. Mentre Gregory viveva da gran signore a Pietroburgo, io ero costretto a condurre una misera esistenza in un paese che sarebbe dovuto essere mio se ci fosse un minimo di giustizia a questo mondo. I russi non hanno mai fatto nulla per me.
Pensavate di meritarlo?
Per un momento pens che volesse colpirla, ma non lo fece. Ho gi detto che ammiro il vostro coraggio, ma non provocatemi troppo. Si sporse improvvisamente in avanti, il volto talmente vicino al suo che Anna si ritrasse. Ora ascoltatemi. Che cosa vi ha affidato la vecchia a Kumari da portare al vicer?
Lo guard stupefatta. Dunque non sapeva con certezza del bambino. In qualche modo doveva guadagnare tempo.
Gli uomini di Kezia non vi consegnarono tutto dopo il rapimento?
No, maledizione! Quegli imbecilli si lasciarono sfuggire gli uomini.
Cos Yakov e Marik erano riusciti a mettersi in salvo. Cerc di riflettere rapidamente. Una volta che Daniel avesse saputo che Vanya era il legittimo successore di Gregory, lo avrebbe ucciso.  cos facile sbarazzarsi di un bambino... un incidente... una malattia... Prese a parlare lentamente, come tastando il terreno. C'era un cofanetto di gioielli, cose antiche, cimeli di famiglia. La principessa voleva che glieli vendessi a Tiflis.
Daniel si accigli. Nient'altro?
Anna si costrinse a incontrare i suoi occhi. Che cosa doveva esserci?
E il bambino?
Era stato malato durante l'inverno. La principessa era in ansia per lui. Voleva che lo visitasse il medico di corte. Daniel la fiss, poi si alz e percorse la stanza, fermandosi infine davanti a lei. Non vi credo.
 la verit.
Kamil mi ha riferito diversamente.
Kamil? Ramment il giovane che aveva visto a Kumari, e che era stato il primo a impadronirsi di Vanya. Dunque  una vostra spia.
Odia tutti i russi, e in particolare Paul Kuragin a causa della sorella.
 qui?
Non ha nessuna importanza. Le si avvicin, e prendendola per le spalle, la sollev brutalmente in piedi. Vi rendete conto della situazione in cui vi trovate? Non fatevi illusioni su questa gente. Per Shamyl voi non siete altro che una pedina da barattare, e una volta che io l'avr convinto che non gli siete di nessuna utilit, vi dar in moglie a Kezia. Vi piacerebbe questo? Vi piacerebbe essere la sua donna, il suo giocattolo, starvene rinchiusa nel suo harem con le altre donne, dover soggiacere alle sue brame ogniqualvolta lo desidera? Le mise una mano sotto il mento e glielo alz bruscamente, costringendola a guardarlo in faccia. Ho una proposta migliore. Dimenticate Vanya, sposatemi e regneremo insieme sulla Kumaria.
Anna tremava, ma si sforz di controllare la sua voce. Preferirei essere la schiava di Kezia.
Parlate come una sciocca. La respinse facendola cadere contro il tavolo. Credete che io intenda vivere tra questi monti fino alla fine dei miei giorni? Shamyl mi tradirebbe domattina se ne avesse un tornaconto. Non gli devo maggior lealt di quanta ne devo ai russi. Faccio quello che voglio.
E servite entrambe le parti per il vostro tornaconto.
Se necessario.  l'unico modo per riuscire nella vita. Anna trasse un profondo respiro. Sembrate dimenticare che Gregory  ancora vivo.
L'uomo si strinse nelle spalle. Per quanto?  facile sbarazzarsi di un prigioniero.  gi malato. Non sopravvivrebbe una settimana in una delle segrete della prigione. La sua cinica crudelt le ripugnava al punto che avrebbe voluto sputargli in faccia il suo disgusto, ma un istinto la fece tacere mentre il suo cervello lavorava febbrilmente. Daniel non era sicuro di s come voleva farle credere. Shamyl non era uno sciocco. Se aveva capito chi era il bambino, poteva tenerlo in ostaggio qualora Daniel avesse tentato di tradirlo. In quel mondo insidioso pareva che nessuno si fidasse di nessuno.
Daniel Gadiani la osservava con un sorriso sgradevole. Non v'illudete che Paul Kuragin venga fin quass a salvarvi.  un romantico. Sta inseguendo un suo folle piano per catturare Shamyl, e potr essere lieto se non si ritrover con la gola tagliata, lui e i suoi cosacchi.
Dunque era per questo che Paul era l. La sua audacia la raggel. Come lo sapete? chiese.
Ho i miei informatori.
Dov' adesso?
Chi pu saperlo? Per il momento non ha importanza. Poi la guard con improvviso sospetto. Sapete qualcosa? Avete ricevuto un suo messaggio?
Come posso ricevere messaggi quando sono chiusa qui dentro, giorno e notte, da settimane?
Ora sapeva quello che doveva fare. Bench tutti i suoi istinti la incitassero a ribellarsi, a affrontarlo con audacia, doveva temporeggiare, mostrarsi debole, guadagnare tempo fin quando non fosse riuscita a parlare con Paul. Si lasci ricadere sullo sgabello.
Ho tanta paura... non riesco pi a pensare... mormor affranta, nascondendosi il viso fra le mani.
Daniel si chin verso di lei. Sent il suo alito sulla guancia, sent lo strano profumo amarognolo che lui usava. Gregory non vi ha mai amata, vero? Ha perduto una splendida possibilit. Credetemi, Anna, io non mi comporterei cos. Conosco molti modi per rendere felice una donna. Le tolse le mani dal viso costringendola a guardarlo prima di baciarla. Le sue labbra erano fredde e un brivido la pervase. Dovette fare appello a tutta la sua forza di volont per non respingerlo. Poi lui si raddrizz. Shamyl non partir fin dopo i festeggiamenti per la vittoria. Torner a trovarvi.
Anna si costrinse a rimanere immobile sinch lui non fu uscito, poi croll sulla tavola, in preda a una tremito incontrollabile. Rimase a lungo cos prima di potersi dominare, prima di riordinare i suoi pensieri affinch potesse raccontare a Paul, quando fosse venuto, tutto quello che sapeva, lucidamente e senza debolezze.
Le ore trascorsero con una lentezza torturante finch la speranza mor e subentr la disperazione. Oramai era notte fonda. Fuori tutto taceva, ma Paul non veniva. Doveva essere accaduto qualcosa. Mille paure le passavano per la mente. Paul era stato scoperto... aveva mutato parere... aveva deciso di portare avanti la sua missione, abbandonando lei e Vanya al loro destino. Daniel Gadiani sarebbe tornato e lei non avrebbe pi saputo come tenerlo a bada. Ebbe un brivido mentre spegneva la candela e andava a distendersi sul suo pagliericcio.
La mezzanotte doveva essere passata da molto quando sent bussare piano alla finestra. Fu in piedi sull'istante. Era una notte buia, senza luna e senza stelle, e non riusciva a vedere. Arriv a tastoni fino alla finestra e tolse il chiavistello. Poi, dall'esterno, due forti mani spinsero il battente e l'aprirono. L'apertura era tanto piccola che Anna si chiese come Paul avrebbe fatto a passare, ma in qualche modo il giovane riusc a introdursi nella stanza. Anna fece per riaccendere la candela, ma lui la ferm.
Se vedono una luce a quest'ora, s'insospettiranno.
Le cerc la mano al buio e, tenendola stretta, la condusse alla finestra. Sebbene non riuscisse quasi a vederlo, era per Anna un conforto immenso sentirlo tanto vicino.
Ora raccontatemi quel che  successo, presto disse Paul. E lei gli narr di Kumari, del bambino, degli odi familiari, dei timori della principessa e delle trame di Daniel Gadiani, ma qualcosa le imped di parlare di Gregory.
Credo che il principe Vorontsov avesse in parte compreso la situazione riflett Paul. Ma non poteva intervenire se non glielo chiedevano. Questi sovrani locali sono spesso assai suscettibili e la vecchia principessa ha sempre avuto la fama di persona molto autoritaria.  per questo che avreste dovuto rivolgervi a lui. Era pronto a aiutare.
Me ne rendo conto adesso. Ma allora mi era parsa una storia incredibile, e la principessa non voleva. Pensavo esagerasse... Non credevo all'esistenza di un pericolo.
Ebbene, ormai  inutile rammaricarsi di quel che  gi accaduto. L'importante  portarvi via di qui.
Oh, Paul,  possibile?
Deve esserlo. Se vi portano a Dargo-Vedin come potrebbero benissimo fare mentre Shamyl decide il vostro destino, non ci sar pi nulla da fare. Da lass  impossibile fuggire. Ci sono sentinelle dappertutto.
Paul, so qual  la vostra missione...
Chi ve lo ha detto?
Daniel Gadiani, quando  venuto qui questa sera.  convinto che il vostro piano fallir.
Non m'interessano le sue opinioni ribatt seccamente Paul. Che altro ha detto?
Anna distolse lo sguardo cercando di parlare con leggerezza. A quanto sembra, dovr scegliere tra due alternative: sposare lui o essere data in moglie a Kezia.
Lurida canaglia! Da troppo tempo fa il doppio gioco. L'attir pi vicino a s, bisbigliando: Ora ascoltatemi attentamente. Varga e io siamo accampati nella valle. Gli altri cosacchi sono nascosti a circa un miglio di distanza. Il precipizio  ripido ma non scende a strapiombo. Io sono salito di l stanotte per evitare la strada, e abbiamo delle corde per aiutare voi e il bambino. Domani avranno luogo i festeggiamenti. Tutto il villaggio vi prender parte, comprese le guardie, e possiamo soltanto sperare che la sorveglianza, almeno per quella notte, sar ridotta. Non so a che ora verremo. Dovremo cogliere il momento buono, voi siate pronta. Rimanete qui dentro. Se vi offrono di uscire per vedere la festa, inventate una scusa, fingetevi ammalata, dite che il bambino sta male. In qualche modo, riusciremo a farvi scavalcare il muro e scendere gi nel fondo valle. Se la fortuna ci assiste, non noteranno la vostra scomparsa fino al mattino, e a quel punto noi ormai avremo raggiunto il resto dei miei uomini e se ci inseguiranno, cercheremo di far perdere le nostre tracce. Avete ben compreso?
S, ma c' qualcos'altro...
Che cosa?
Gregory,  qui.
Gregory! Lo sent irrigidirsi, vide lampeggiare i suoi occhi mentre si volgeva verso di lei. Ma non  possibile! Gregory  morto. Chi ve l'ha detto? Daniel?
No, l'ho veduto con i miei occhi e gli ho parlato. Fa parte della squadra di prigionieri che lavora alla costruzione del muro.
Oh, no!  inutile, Anna, non posso portare anche lui... Voi e il bambino, ma non Gregory.
Paul, dovete.  malato e ha sofferto tanto... non posso lasciarlo qui a morire.
Ora sappiamo dov', informeremo il principe. Offrir un riscatto.
Shamyl non accetter mai, mai! E prima di allora Daniel Gadiani sar riuscito a ucciderlo. Dobbiamo fare qualcosa per aiutarlo, dobbiamo, Paul!
No,  impossibile! proruppe lui con violenza, ma subito si domin. Anna, cercate di capire. I prigionieri sono certamente alloggiati insieme e guardati a vista. Come potrei portarne via uno?  una follia solo pensarlo.
Potreste tentare...
E rovinare ogni cosa? A che servirebbe farci prendere tutti quanti? No, non lo far.
 perch lo odiate, vero?  colpa vostra se lui  qui. Avete tentato di ucciderlo una volta, l'avete lasciato a morire e ora vorreste rifarlo. Se lui rimane qui, rimango anch'io.
Paul la prese per le spalle e la trasse a s. Lo amate ancora, vero, nonostante tutto? Vi sta pi a cuore lui di me, o del bambino, o della vita dei miei uomini.
No, non  questo ribatt Anna piangendo. Se lo aveste visto come l'ho visto io...  mio marito...
Ha perduto ogni diritto nei vostri confronti da molto tempo disse Paul selvaggiamente. Era l'amante di Natalie, non l'avevate compreso? Prima a Pietroburgo, nel tempo in cui voi aspettavate vostro figlio, e poi a Tiflis. Me l'ha portata via, si vantava del suo successo, ne godeva, mi ha reso lo zimbello di tutti... ecco perch ci battemmo in duello, e vorrei averlo ucciso allora!
Singhiozzando ormai senza ritegno, Anna cadde in ginocchio, cedendo finalmente alla lunga tensione, e dopo un istante lui si chin e la sollev, tenendola stretta e cercando di calmarla.
Mi dispiace, Anna... Non volevo dirvelo... non piangete cos.  tutto passato ormai,  una storia morta da tempo. Non piangete pi, sveglierete il bambino.
S, s, lo so. Con uno sforzo eroico, cerc di soffocare i singhiozzi.
Ascoltate bisbigli lui. Non vi prometto nulla, ma far quello che posso. Forse Varga riuscir a escogitare qualcosa. Dite che  malato. Ma che cosa ha?  in grado di camminare?
Ha una ferita alla gamba, ma ora sta meglio.
Ebbene, speriamo che riesca a andare a cavallo, se riusciamo a portarlo via. Si volse verso la finestra. Ora devo andare. Non dobbiamo abusare della nostra buona stella.
Anna si strinse a lui, trattenendolo disperatamente. Lo vide sorridere, poi lui si chin e le sfior le labbra con le sue.
Pregate, Anna, pregate anche Allah il grande, il misericordioso, perch, credetemi, ne avremo bisogno!
Si iss sul davanzale, s'insinu attraverso la stretta apertura e Anna lo vide scomparire nella notte con un atroce senso di solitudine.
A met della discesa, Varga emerse dalla fitta oscurit e gli si affianc.
Tutto a posto, colonnello?
Credo di s. Forse sar meno difficile di quanto pensassi. Faremo uscire la principessa Anna e il bambino dalla finestra e li caleremo gi con delle corte.
Bene.
Seguitarono a scendere in silenzio, faticosamente, badando a dove posavano i piedi, poi Paul disse: C' un intoppo che non avevo previsto. Gregory Gadiani  prigioniero lass.
Impossibile. L'abbiamo visto morto! esclam il cosacco. Mesi fa, lo ricordo bene, in primavera.
Questo  quel che ci dissero, Varga. Evidentemente ci eravamo sbagliati. La principessa l'ha visto. Non c' alcun dubbio:  qui e  ferito.
Cosa diavolo possiamo fare? Non possiamo fare miracoli.
Dobbiamo tentare sorrise amaramente Paul. Domani, di giorno, cerca di scoprire tutto quello che puoi: dove tengono rinchiusi i prigionieri, se sono sorvegliati e in che modo. Non dovrebbe essere troppo difficile con tutto il villaggio in subbuglio.
Varga diede una rapida occhiata al suo padrone.  proprio necessario, signore? Non potremmo rimandarlo a dopo? Non ci capiter mai pi un'occasione del genere. Shamyl andr a Dargo-Vedin con non pi di una mezza dozzina dei suoi uomini. Una volta che lui sar nelle nostre mani, potremo tornare qui e salvare la principessa... tutti, se  necessario.
Ne abbiamo gi parlato, Varga. Sai quanto me che abbiamo una probabilit su cento di prendere Shamyl vivo, o morto quanto a questo, un rischio che ero pronto a correre quando eravamo soltanto noi a rischiare Ma se falliamo, e perfino se riusciamo, sai bene che cosa succeder. Taglieranno la gola ai loro prigionieri e poi si uccideranno, piuttosto che arrendersi, e non possiamo correre questo rischio.
Agli uomini non piacer, signore.  da tanto che aspettavano questo momento.
Gli uomini ubbidiranno agli ordini replic Paul freddamente. Quando avremo portato la principessa in salvo, potremo tornare.
Sar troppo tardi borbott Varga, ma sapeva che quando il colonnello parlava cos, era inutile discutere. Al diavolo tutte le donne! pens. A suo parere servivano soltanto a due cose: a dare piacere e a generare figli maschi. Eppure ecco che il suo padrone era talmente accecato dall'amore per una femmina da essere pronto a sacrificare un piano accuratamente preparato da mesi e, quel che era peggio, disposto a arrischiare la vita di tutti loro per cercare di salvare anche il marito, invece di lasciarlo l a marcire come qualsiasi altra persona sensata avrebbe fatto. Non li avrebbe mai capiti i russi, mai!

XIII
Quando Paul se ne fu andato, Anna rimase a lungo seduta, in preda a sentimenti contrastanti che parevano dilaniarla. Si stupiva che l'infedelt di Gregory avesse ancora il potere di farla soffrire. Durante tutte quelle terribili settimane quando era nato e morto suo figlio, lui era stato l'amante di Natalie. Come aveva potuto essere tanto insensibile? E com'era stata sciocca lei, a lasciarsi ingannare con tanta facilit. Riprov ancora una volta quel senso bruciante di umiliazione e di rifiuto. Perch dunque aveva tanto tenacemente perorato la sua causa? Era combattuta fra l'ira e la piet. Sapeva di avere chiesto molto a Paul. Non era semplicemente il pericolo cui lo esponeva, ma pretendeva che lui rischiasse la sua vita per salvare un uomo verso il quale non provava altro che disprezzo e odio, un uomo che era suo marito. Nascose il viso tra le mani, incapace di venire a patti col proprio cuore. Soltanto vedere e parlare con Paul, anche per quei pochi minuti, le aveva dato una gioia immensa, eppure si stava preparando a distruggere quella gioia per sempre. Ma come poteva lasciare Gregory a morire finch esisteva la minima possibilit di salvarlo? Abbandonarlo deliberatamente avrebbe significato l'inevitabile distruzione dell'amore che era nato fra lei e Paul. Non vedeva via d'uscita dal dilemma, e non appena spuntarono le prime luci dell'alba, cerc di distrarsi passando in rivista i pochi indumenti suoi e di Vanya, e facendo i preparativi necessari per quando fosse giunto il momento della fuga, seppure fosse giunto. Alternava momenti di inebriante speranza con altri di cupa disperazione, quando pensava a mille imprevisti che potevano tanto agevolmente rovinare tutto.
La giornata trascorse con una lentezza esasperante. Fatimah port loro da mangiare, raccontando i particolari della festa che si stava svolgendo nel villaggio. Vanya era irrequieto. Cerc di tenerlo tranquillo con un gioco che aveva inventato a base di parole e di figure, ma il bambino ebbe un improvviso scatto di nervi e, gettando a terra il libro consunto, prese a calpestarlo rabbiosamente.
Odio questo posto, lo odio, lo odio! Voglio tornare a casa dalla nonna! gridava.
Esasperata, Anna lo colp con forza; Vanya scoppi in singhiozzi e si gett a terra, dove giacque piangendo sconsolato. Anna fu sopraffatta dai rimorsi. Il bambino aveva i nervi a pezzi quanto lei. Lo abbracci, stringendolo a s e sussurrandogli parole di conforto. Avrebbe voluto dirgli che forse presto avrebbero lasciato per sempre quell'odiosa prigione, ma non osava farlo per timore che gli sfuggisse qualcosa in presenza di Fatimah.
Era pomeriggio inoltrato quando la porta si apr e sulla soglia comparve Kezia Mahommed. L'uomo le rivolse freddamente la parola. L'Imam desidera che io gli porti il bambino.
 impossibile si affrett a dire Anna.  malato.
Che cosa ha?
 raffreddato e ha la febbre. Basta guardarlo.
Malato o no, non si pu contravvenire agli ordini dell'Imam.
Allora verr anch'io.
Kezia si accigli, poi si strinse nelle spalle. Venite.
Anna indoss il velo e lo segu. Gli uomini e le donne del villaggio erano assiepati lungo i due lati della via, e Shamyl era seduto di fronte, al posto d'onore. L'Imam le fece cenno di avvicinarsi e si prese Vanya sulle ginocchia. Con un senso di turbamento, Anna vide Ameera, in piedi alle spalle del grand'uomo, protendersi a offrire dei dolci al bambino. Vanya la guard prima di accettarli e lei gli fece un cenno di assenso. Meglio non offendere nessuno, ora che la fuga era cos imminente.
La strada che da Karimat portava al pi alto della montagna passava sotto un arco di pietra tanto basso che era quasi impossibile, per un uomo a cavallo, passarci sotto, anche se si chinava sul collo del destriero. I guerrieri stavano esibendo la loro abilit, galoppando su per la salita uno dopo l'altro. Come si avvicinavano all'arco, senza rallentare si buttavano gi di lato rimanendo aggrappati alla criniera solo con la punta delle dita. Poi, appena superato l'arco, si rialzavano sulle staffe con un grido di trionfo, solo per volgere i loro cavalli e tornare indietro, ripetendo l'impresa. Era uno spettacolo di abilit e spericolatezza quale Anna non aveva mai veduto; e in qualsiasi altro momento ne sarebbe rimasta affascinata. Ma ora non pot reprimere un sottile senso di angoscia. Se Shamyl le avesse tolto il bambino proprio adesso? Con la mente in subbuglio, tent affannosamente di pensare cosa avrebbe potuto fare.
Poi lo spettacolo ebbe fine. Shamyl si alz e rimise il bimbo a terra, posandogli una mano sulla spalla. Anna fece per avvicinarsi e riprenderlo, ma Kezia la ferm.
L'Imam ha deciso di affidare il bambino a mia moglie. Non abbiate paura, se ne prender cura.
La giovane lo fiss inorridita. Ma non potete fare una cosa simile!
 gi fatta.
No, no! Si apr un varco fra la gente che circondava Shamyl e cadde in ginocchio davanti a lui, le mani protese, il volto implorante.
Non me lo potete togliere, non potete!  troppo improvviso! Vanya  ancora piccolo e non ha n madre n padre. Non ha che me al mondo. Vi prego, vi prego, lasciate che rimanga con me.
Si era fatto un silenzio di tomba; Shamyl la guardava, il volto grave, irremovibile, assolutamente privo di piet. Anna aveva sempre pensato che conoscesse il russo assai meglio di quanto non desse a vedere, e questa ne era la dimostrazione. Per un atroce istante sembr che il loro destino fosse sospeso a un filo. Poi Vanya si sottrasse alla mano che lo tratteneva e si precipit verso di lei, nascondendo la faccia contro la sua gonna come una bestiola in cerca di rifugio. Lei lo tenne stretto, aspettando col fiato sospeso.
Shamyl disse lentamente: Potete tenerlo per un altro giorno, ma in questo tempo dovete prepararlo alla sua nuova vita.
Anna si rialz barcollando, debole per il sollievo dello scampato pericolo, ma prima che potesse allontanarsi Ameera si precipit verso di lei e, afferrando Vanya, tent di trascinarlo via.
Avevi promesso... avevi promesso che sarebbe diventato mio! urlava al marito.
L'istante dopo le due donne lottavano come forsennate per strapparsi il bambino mentre Kezia, in disparte si limitava a assistere alla scena ridendo.
Anna tent disperatamente di respingere Ameera, ma la donna era alta e forte. Pazza di rabbia e di gelosia, la tartara affond le unghie nella faccia della sua odiata rivale e tir con tutte le sue forze i capelli biondo ramati. Fu Shamyl a dividerle.
Basta! tuon. Smettetela! Non vi vergognate? Neanche Ameera osava disubbidire quando l'Imam parlava con quel tono di voce. Si tir indietro, ansante e scarmigliata, il velo strappato. Kezia prosegu Shamyl con voce sferzante porta via tua moglie: non tollero che ci si comporti cos al mio cospetto. Mi senti?
Kezia, sempre ridendo, afferr Ameera per la vita e la port via di peso, urlante e scalciante. Anna prese Vanya in braccio e fugg verso la baracca. Per la prima volta fu felice di essere chiusa a chiave nella relativa sicurezza della loro prigione.
I festeggiamenti si protrassero per tutta la sera, con chiasso e risate. Anna ud il lamento struggente dei pifferi, e poi uno scalpicciare di piedi quando ebbero inizio le danze. Guard dalla finestra, ma i prigionieri non lavoravano al muro. Forse li avevano rinchiusi in un luogo sicuro, forse li avevano addirittura incatenati. In tal caso, n Paul, n Varga avrebbero potuto liberare Gregory. Ma la giornata non avrebbe dunque avuto mai fine?
Fatimah port la cena, migliore del solito, fatta anche con gli avanzi del banchetto, ma Anna non riusc a buttarne gi che un boccone. Vanya intuiva il suo nervosismo. Quando lo mise a letto, non voleva saperne di rimanere disteso e meno ancora di dormire.
Era buio pesto quando, improvvisamente ud una raffica di colpi d'arma da fuoco. Il cuore di Anna cess quasi di battere. Ai primi spari, ne seguirono altri, e lei era tanto paralizzata dalla paura e dall'angoscia che non sent aprirsi silenziosamente la finestra che aveva lasciato accostata.
Spegnete la candela bisbigli Paul.
Debole per il sollievo, si affrett a ubbidire. Che cosa sono quegli spari?
Fanno il tirassegno alla luce delle torce. Con un po' di fortuna, finiranno per spararsi fra di loro.  un buon momento. Fanno un baccano tale che non sentiranno niente. Su, presto, datemi il bambino.
Quando lo svegli, Vanya disse assonnato: Dove andiamo?.
A casa, andiamo a casa. Vieni. Sollev il bambino e Paul lo fece passare dalla finestra, porgendolo a qualcuno l fuori.
Tocca a voi, adesso disse.
Anna sal sullo sgabello e sent le mani di lui cingerla con forza. Mentre la sollevava attraverso la finestra, una gamba dei pantaloni le rimase impigliata e si sent un rumore di stoffa che si lacerava. Quindi Paul la pos a terra e, dopo aver richiuso silenziosamente la finestra, le prese il braccio. Come i suoi occhi si abituavano all'oscurit, Anna pot vedere oltre il muro in costruzione il buio baratro sprofondare nell'ombra.
Non abbiate paura la rassicur Paul.  meno difficile di quanto sembri.
Dov' Gregory?
Se ne occupa Varga, spero. Ora io scender per primo in modo che se scivolate potr fermarvi. Si cal oltre il bordo, mostrandole dove mettere i piedi. Reggetevi alla corda,  molto robusta, e scendete lentamente, un passo per volta.
Pens, dopo, che non sarebbe mai riuscita a farcela se non fosse stato per la voce di Paul, tranquilla e rassicurante, che la rincuorava costantemente, per le sue mani che la sostenevano quando lei scivolava sulle rocce e si sentiva sfuggire la corda di mano. Lentamente, passo per passo, scesero la parete scoscesa finch alla fine non raggiunsero il fondo. Anna si trov in piedi su un terreno erboso, sentiva un rumore d'acqua vicino e, attraverso l'oscurit, pot distinguere i cavalli, e uno dei cosacchi insieme a Vanya. Il bambino le corse incontro, impaurito ma eccitato.
Davvero torniamo a casa, Anna?
S, tesoro, davvero... prestissimo.
Si mise a saltellare. Che bello, che bello!
Vogliamo andare, colonnello? disse il cosacco.
Paul stava guardando verso l'alto. Se Varga non arriva entro pochi minuti, Grishka, tu vai avanti con la principessa e il bambino. Io lo aspetter.
Preferirei rimanere anch'io disse Anna, mettendosi a fianco di Paul. Credete che Varga sar riuscito a trovare Gregory?
Come posso saperlo?
Passavano i minuti e la tensione cresceva. Laggi nella valle tutto taceva, sebbene si sentissero ancora in lontananza i colpi di fucile a Karimat.
Paul disse:  meglio che andiate, Anna. Prima vi allontanate di qui e raggiungete il resto dei miei uomini, meglio .
No, voglio aspettare.
Erano vicini. Lei poteva avvertire la sua collera. C'era un abisso fra loro che non sapeva come colmare. Poi Grishka indic verso l'alto con la mano.
Non  Varga quello, colonnello?
Aguzzarono lo sguardo. Una forma, pi scura dei cespugli circostanti, stava scendendo lentamente, ma era impossibile distinguere se si trattasse di un uomo solo o di due.
I tartari si servivano dei prigionieri per esercitarsi al tiro a segno; alla luce delle torce, li mettevano in piedi contro il muro, uno per volta, e si divertivano, non a colpirli, ma a sparare tutto attorno.
Varga si fece largo fra gli spettatori che con grida e applausi incitavano i guerrieri. Ma guarda che razza di divertimenti sanno inventare questi demoni! borbott tra s.
I prigionieri erano in fila, a capo chino; ognuno si domandava fra quanto sarebbe toccato a lui, e se avrebbe avuto il coraggio di rimanere in piedi e di farsi sparare addosso senza crollare a terra svenuto, com'era gi successo a uno dei loro compagni fra le grida di dileggio del pubblico. Varga avanzava lentamente verso di loro. In mezzo a quella folla eccitata e rumoreggiante, in cui ognuno lottava per conquistare un posto in prima fila, nessuno faceva caso al venditore ambulante che, come tutti gli altri, ammirava l'emozionante spettacolo e ogni tanto scambiava con un vicino una grossolana battuta alle spalle delle vittime. Gregory era in fondo alla fila; un po' distaccato dagli altri, si appoggiava al muro per non gravare col suo peso sulla gamba ferita. Varga aspett che la confusione fosse al culmine, poi gli si avvicin furtivamente e gli tocc il braccio. Venite bisbigli.
Gregory apr la bocca per parlare, ma il cosacco, con gesto fulmineo, gliela tapp con una mano. Non discutete. Se volete uscire da quest'inferno, tenete la bocca chiusa e seguitemi.
Bench colto alla sprovvista, il giovane ebbe la prontezza di spirito di non gridare, ma fu pronto a sgattaiolare via nell'ombra. Varga affrett il passo.
Presto!
Faccio del mio meglio.
Varga si pass il braccio di Gregory attorno alle spalle, sollevandolo quasi di peso. Non c' tempo da perdere.
Chi diavolo siete?
Non pensate a questo per il momento.
Imboccarono il viottolo sul retro delle casupole e Gregory tent di fermarsi. Non posso andare via da solo...
Vostra moglie e il bambino sono gi andati. Da questa parte... gi.
Gregory contempl scoraggiato la ripida discesa. Non riuscir mai.
Dovete. Coraggio, signore.
Varga aveva slegato la corda e l'aveva lasciata cadere. Inutile indicare ai loro eventuali inseguitori da che parte erano andati.
Io andr avanti. Da questa parte... datemi la mano. Era una fortuna che Gregory avesse perso tanto peso durante la prigionia, o neppure la forza erculea di Varga sarebbe bastata a portarlo gi praticamente di peso.
Dal basso Anna guardava attenta. Da un momento all'altro si aspettava di vederli precipitare, ma la forma scura continuava a scendere la parete scoscesa con passo lento ma sicuro, fino agli ultimi metri, quando, a un tratto, Varga mise il piede in fallo, e i due rotolarono insieme fino in fondo. Il cosacco si rialz immediatamente, ma Gregory rimase a terra inerte.
Anna fece per accorrere al suo fianco ma Paul la ferm. Lasciate fare a me. Si chin su di lui. Siete ferito?
Sono solo un po' ammaccato.
Bene. In piedi. Paul gli prese le mani e lo sollev.
I due uomini si trovarono l'uno di fronte all'altro.
Kuragin!  impossibile! esclam Gregory con voce ansante, poi scoppi in una risata. Proprio voi! Che diavolo ci fate qui?
Lasciate perdere questo per ora rispose Paul seccamente. Piuttosto, siete in grado di cavalcare?
Posso provare.
Coraggio, allora. Varga, dagli una mano. Adesso voi, Anna. Non abbiamo selle da donna, temo.
Non importa.
Paul la sollev in groppa a uno dei cavalli, poi mont a sua volta. Grishka sollev il bambino e Paul lo mise in sella davanti a s. Si volse a guardarli.
Fra circa un miglio ritroveremo il grosso dei miei uomini. Dobbiamo allontanarci il pi possibile da qui prima dell'alba. Seguitemi e fate attenzione.  un percorso molto accidentato.
Forse era soltanto un miglio, ma impiegarono quasi un'ora a percorrerlo. Paul aveva lasciato i suoi uomini nascosti in una caverna inaccessibile nel fianco della montagna, lontana da ogni sentiero. In fila indiana, il gruppetto procedeva con grande cautela nell'oscurit pressoch totale, rotta solo da qualche stella.
Ci crede forse delle capre di montagna? brontol Gregory quando il suo cavallo inciamp per la terza volta, strappandogli un grido di dolore.
Meglio una capra di montagna che venire bucherellato dalle pallottole tartare grugn Varga alle sue spalle.
Dovevano essere quasi le tre del mattino quando finalmente raggiunsero il resto dei cosacchi. Gli uomini circondarono i nuovi arrivati, fissando Anna coi suoi pantaloni strappati e lo scialle sporco, e tempestando Varga e Grishka di domande finch Paul li mise a tacere. Abbassate la voce! Non siamo fuori pericolo, il peggio deve ancora venire.
Smontarono stancamente da cavallo. Vanya era quasi assopito e Paul lo diede a Varga.
Ora ascoltatemi disse mentre gli altri gli si radunavano attorno. Proseguire adesso, di notte,  troppo pericoloso. Non possiamo seguire la via normale e il sentiero che dobbiamo prendere  difficile e sassoso. Fra due ore albegger. Vi consiglierei di riposare, in particolar modo voi, Anna... e Gregory. Grishka e io torneremo indietro per vedere se per uno sfortunato caso hanno gi scoperto la vostra fuga. Se, per una ragione o per un'altra, non dovessimo tornare, Varga sa che cosa fare.
Vi sembra saggio? intervenne Gregory. Non sarebbe meglio rimanere tutti insieme?
So quel che faccio rispose Paul bruscamente. Quando riportano i prigionieri ai loro alloggi, potrebbero accorgersi della vostra scomparsa.
Gli altri sono dei bravi ragazzi. Faranno di tutto perch nessuno se ne accorga.
Non possiamo contare su questo.
Se ci stanno gi dando la caccia insistette Gregory, potrebbero seguirvi fin qui.
Avete paura per la vostra pelle, Gadiani? disse Paul sprezzante. Non temete. Dopo aver penato tanto per portarvi via, non vi lascer riprendere.
Il giovane arross. Maledizione! Non tollero la vostra...
Gregory, vi prego... intervenne Anna, mettendogli una mano sul braccio.
Paul era gi balzato in arcione e, voltando il suo cavallo, ripart nella direzione da cui erano venuti, seguito da Grishka.
Gregory lo guard allontanarsi. Chi diavolo crede di essere?
Ha gi rischiato moltissimo. Ma non capite? Abbiamo tutti i nervi a pezzi, Paul non meno di noi.
La notte era diventata fredda e Anna rabbrivid nelle sue misere vesti. I cosacchi avevano acceso un piccolo fuoco e Varga stava distendendo dei pesanti bourkas di lana per terra.
Scaldatevi disse rivolto a Anna e a Gregory e cercate di riposare come ha detto il colonnello. Domani avremo una giornata faticosa.
Avvolse Vanya in una coperta e lo depose vicino a Anna.
Il bambino continu a borbottare per un po', poi s'addorment di colpo come fanno i bambini. Anna si avvolse nel mantello, felice di sentirne il calore. Gregory si era lasciato cadere accanto a lei, tendendo le mani al confortante tepore del fuoco.
Mi sento davvero meglio. Non riesco ancora a credere di essere libero, Anna. Com' successo? Come mai Paul era qui? Vorontsov aveva organizzato una spedizione di soccorso?
No.  stato un caso. Paul era venuto a Karimat per uno scopo completamente diverso.
E ha rinunciato per voi?
Non soltanto per me. C'era anche Vanya.
Non  da Paul. Pu essere spietato, quando vuole.
Io lo so bene.
A me non  parso tale.
Come ha fatto a sapere di me?
Glie'ho detto io.
Gregory si appoggi all'indietro, le mani intrecciate dietro la nuca.  davvero strano. L'ultima volta che ci siamo incontrati ha fatto del suo meglio per uccidermi, ora fa l'eroe e rischia la vita per portarmi in salvo. Mi domando perch lo faccia.
Ha importanza il perch? disse Anna stancamente. Non credete che fareste bene a seguire il suo consiglio e cercare di dormire?
Lui si alz su un gomito, guardandola. Come avete fatto a convincerlo a salvare anche me? Lui mi odia, mi ha sempre odiato. Lo sapevate questo, vero?
Aveva le sue buone ragioni.
Che cosa vi ha detto?
Molte cose di cui ora non voglio parlare.
Si volt deliberatamente dall'altra parte, rannicchiandosi sotto il pesante mantello e stringendo a s Vanya.
 innamorato di voi?
Oh, vi prego,  proprio necessario parlare di queste cose adesso? Perch mai dovrebbe essere innamorato di me?
Perch vi siete fatta incredibilmente bella, Anna. Me ne sono accorto subito, fin dal primo momento che vi ho rivista lass.
No, Gregory, vi prego... non dite queste sciocchezze.
Non sono sciocchezze.
Rimase disteso, guardandola attraverso gli occhi socchiusi. Era vero, pens, anche vestita con quegli sporchi stracci e coi capelli scarmigliati. La luce del fuoco le illuminava il volto, pi magro di come lo ricordasse, ma questo non faceva che accentuarne la bella struttura ossea. Non era sorprendente che Kezia se ne fosse invaghito, e ora Paul... Non era pi la graziosa fanciulla che aveva sposato, ma una donna matura che aveva sofferto e imparato a non lasciarsi sopraffare dal dolore, e Gregory prov un'acuta fitta di gelosia al pensiero che altri uomini potessero desiderare ci che lui, per capriccio, aveva gettato via.
Furono destati all'alba. Era molto freddo e tutto era avvolto in una spessa coltre di nebbia nella quale gli uomini e i cavalli sembravano aggirarsi come fantasmi. Varga port loro due tazze di te bollente. Non c'era n limone n zucchero, ma a Anna parve un nettare, dopo tanto tempo che non lo assaggiava. Aveva portato anche dei biscotti secchi, che Anna inzupp nel te e diede a Vanya.
Quindi Paul, con una tazza in mano, emerse dalla nebbia e venne verso di loro. Non pi travestito da venditore ambulante, si era ripulito la faccia dal nero fumo e ora indossava la stessa tunica aderente e i calzoni da montanaro degli altri uomini. A parte le armi, niente in loro faceva capire che erano soldati impegnati in una missione militare.
Questa nebbia si dirader ai primi raggi del sole disse allegramente. Spero che siate riusciti a dormire.
Gregory si era alzato faticosamente in piedi. Alla luce spettrale dell'alba, il suo volto appariva grigio e esausto. Cosa  successo quando siete tornato a Karimat stanotte? chiese.
Ben poco. Era tutto tranquillo fin quando non abbiamo deciso di tornare indietro. Proprio allora abbiamo visto un gruppetto di uomini a cavallo, non pi di sei o sette, uscire dal villaggio, ma non era stato dato nessun allarme, quindi non so se era un normale giro di ricognizione o se stessero cercando voi e Anna. Si sono diretti da tutt'altra parte e noi qui siamo ben nascosti. Ormai ci crederanno molto pi lontani. Con un minimo di buona fortuna, dovremmo riuscire a evitarli. Squadr i due dalla testa ai piedi. Ora la prima cosa da fare  procurarvi abiti pi adatti. Di questa stagione il tempo  estremamente variabile; potremmo anche incontrare la neve. Varga ha frugato nelle nostre bisacce. Non sono abiti molto eleganti, ma credo che siano meglio di quelli che avete indosso.
Anna prese il fagotto che il cosacco le porse e si ritir al riparo delle rocce. Una minuscola sorgente sgorgava dall'alto e si riversava in una piccola conca di pietra prima di scomparire fra le felci e il sottobosco. Si tolse gli indumenti che aveva indossato per tanto tempo e si lav la faccia e il collo nell'acqua gelata. Poi s'infil un paio di voluminosi calzoni neri, una camicia di tela e una pesante giacca ricamata, un abbigliamento bizzarro senza dubbio, ma molto pi caldo e pratico dei logori cenci che le avevano dato a Karimat. A un tratto la vita torn a sorriderle; si sent allegra e piena di speranza. Torn verso gli uomini pavoneggiandosi, le mani sui fianchi.
Come vi sembro? Posso andare?
Ottimamente sorrise Paul a parte i piedi, e credo che possiamo sistemare anche quelli. Varga, dove sono quegli stivali che hai preso in cambio di un taglio di seta? Varga torn a affondare la mano nella bisaccia e ne cav un paio di stivaletti di pelle rossa guarniti con grosse nappe dorate.
Ma quelli sono stivali da prostituta! esclam Gregory. In realt era una ballerina zigana mormor il cosacco nascondendo un sorriso.
Non so che cosa altro abbia dovuto dare Varga per averli disse Paul con un sogghigno ma ha fatto un ottimo affare.
A me non importa di chi erano purch mi stiano e mettendosi a sedere, Anna si tolse le pantofole e infil gli stivali. Tese i piedi. Dovr imbottire le punte, ma non mi vanno stretti. Potrei anche tagliarmi i capelli, cos sembrer veramente un ragazzo.
. No si affrett a dire Paul non li tagliate. Non  necessario. Sono sicuro che riusciremo a trovarvi un berretto da qualche parte.
La giacca e i calzoni da persiano che indoss Gregory erano adatti a un uomo grande il doppio. Legandosi la fusciacca attorno alla vita, si guard con aria ironica. Non sono proprio un figurino di moda, ma che importa! Anna  tuttavia molto bella, non  cos, Paul? La nostra piccola mascotte... Viva la Vivandiera! e afferrando le mani di Anna, le fece compiere una serie di piroette prima di attirarla a s e baciarla con violenza. Poi barcoll, e sarebbe caduto non fosse stato per la mano di lei che lo reggeva.
Il buonumore di Paul svan di colpo. Fareste meglio a serbare la vostra allegria per quando saremo arrivati a destinazione.
Al diavolo! Lo so che avete ragione, ma dopo i mesi d'inferno che ho passato  incredibilmente bello essere di nuovo libero!
Non ne dubito. Auguriamoci che possiate rimanerlo. E ora, ecco quel che intendo fare. Ci dirigeremo verso un avamposto russo nel sud della Caucasia. Dovremo raggiungerlo in quattro o cinque giorni.
Cinque giorni! esclam Anna. Abbiamo impiegato molto pi tempo per arrivare fin qui.
Molto probabilmente i vostri rapitori avranno fatto lunghi giri per evitare le pattuglie russe. Forse dovremo farli anche noi, se i cavalieri di Shamyl sono sul sentiero di guerra. Quando saremo giunti all'avamposto, una scorta militare accompagner voi e Gregory a Tiflis.
E voi?
Io ho altri piani.
Quali?
Non  il caso di parlarne ora. Oggi spero di raggiungere un piccolo villaggio fra i monti. I contadini sono neutrali, e purtroppo non possiamo fidarcene del tutto, ma  un rischio che dobbiamo correre. Abbiamo estremo bisogno di cibo per tutti quanti e di latte per il bambino. Se riusciamo a dare l'impressione di essere commercianti che viaggiano con la loro merce, e se lasciate parlare Varga e me, penso che potremo cavarcela senza destare sospetti. E ora, se siete pronti, andiamo.
Fu una giornata lunga e difficile. Il cielo era grigio e a tratti soffiava un vento gelato. Sulle cime pi alte era gi caduta la neve che imbiancava lunghi tratti di terreno, ma il gruppo procedeva speditamente. Nonostante la mancanza di moto e il cibo scadente delle ultime settimane, Anna resisteva in maniera straordinaria; il senso di libert, dopo l'apatia e la disperazione, l'aiutava a vincere la stanchezza. Fu nel tardo pomeriggio, mentre, in fila indiana, attraversavano una stretta gola che Gregory croll. Sarebbe caduto da cavallo se Grishka non gli si fosse affiancato e non l'avesse sorretto. Anna si port rapidamente accanto a lui. I cosacchi si fermarono e Paul, che cavalcava in testa alla fila, torn indietro al trotto.
Che succede?
Gregory si era lievemente ripreso. Si sforz di tenersi eretto. Sto bene adesso. Proseguiamo.
Paul gli lanci un'occhiata penetrante. Abbiamo ancora un paio d'ore di strada secondo i miei calcoli. Pensate di potercela fare?
Gregory riusc a sorridere debolmente. Devo, non credete?
Se potete resistere sarebbe un bene. Paul si tolse di tasca una fiaschetta, ne svit il tappo d'argento e la porse all'altro. Bevetene un poco. Gregory ne butt gi un sorso e il suo viso riprese un po' di colore. Volete tenerla voi?
No.
Bene. Paul si ricacci la fiaschetta in tasca. Servir per un'altra emergenza. Sar meglio che due di voi gli cavalchiate accanto. Fatemi sapere come riesce a proseguire.
Volt il cavallo e torn verso la testa della colonna. Dopo un'occhiata al viso tirato di Gregory, Anna raggiunse Paul.
Sta molto male, Paul. Non possiamo accamparci qui?
 troppo pericoloso. Non c' riparo di sorta e non potremmo accendere un fuoco. Per giunta  meglio anche per lui se riesce a farsi forza. Se si lascia andare, sar finita per lui... e forse anche per noi.
Siete molto duro.
Non  durezza,  buon senso.
Siete in collera con me?
Perch dovrei? Tornate da vostro marito, Anna, cercate di fargli coraggio. Ha bisogno di voi.
Era una situazione insostenibile e non poteva che peggiorare: Anna l'aveva gi compreso, ma non poteva farci nulla. A suo parere, Paul si stava comportando in modo irragionevole, ma faceva anche tutto quanto era umanamente possibile per aiutarli: come poteva biasimarlo? Avrebbe voluto dirgli che lo amava, che Gregory non era pi nulla per lei, ma come poteva se lui la teneva a distanza e lei non riusciva a avvicinarglisi?
In qualche modo Gregory riusc a resistere fino al termine della giornata. Era buio quando avvistarono il villaggio, un pugno di casupole nere abbarbicate sul pendio del monte, poche pecore macilente sul rado pascolo e un paio di galline che razzolavano nella strada di terra battuta. Si fermarono all'ingresso dell'abitato mentre Paul andava avanti per parlare col capo villaggio. Lo videro tornare dopo poco.
C' un fienile vuoto che possiamo usare.  meglio di niente. Lo seguirono attraverso il villaggio e oltre, salendo per un breve tratto. Poi Paul ferm il cavallo. Portate dentro il principe Gadiani ordin.
Posso camminare disse Gregory con voce malferma. Non  il momento di fare l'eroe. Su, fate attenzione a come lo portate.
Aiut Anna a smontare e lei segu gli uomini nel fienile vuoto. Adagiarono Gregory su un mucchio di paglia. Chiaramente soffriva molto. Si lamentava, era agitato. Anna era inginocchiata accanto a lui quando Paul entr.
Osserv brevemente il ferito. Sar meglio che io dia un'occhiata a quella vostra gamba.
Cosa potete fare voi? Sono sfinito dal viaggio, ecco tutto. Domani star meglio.
Non dite sciocchezze. S'inginocchi accanto a Anna. Gregory lo fulmin con gli occhi.
Lasciate stare. Non voglio niente da voi.
Ma Paul lo ignor. Aiutatemi disse rivolto a Anna. Insieme gli sfilarono i calzoni e Paul gli tolse le bende. La ferita era suppurata e emanava un odore nauseabondo.
Sulla coscia e gi fino al ginocchio, la gamba era orribilmente gonfia e striata di rosso. Gregory ebbe una smorfia di dolore quando Paul la palp delicatamente.
Io non sono certo un medico, ma qui c' un'infezione. Bisogna tagliare per impedire che si diffonda ulteriormente.
Siete in grado di farlo? chiese Anna.
Non c e nessun altro ribatt Paul. Ve la sentite di aiutarmi o devo chiamare uno degli uomini?
No, lo far io.
Fecero quei pochi preparativi che potevano fare. Varga port una lanterna, qualche striscia di stoffa pulita e una catinella d'acqua calda. Paul estrasse il suo pugnale.
Sar meglio che tu lo tenga fermo disse al cosacco.
Non vi azzardate a toccarmi disse ferocemente Gregory a Varga.
Molto bene. Come volete.
Paul pass la lama nella fiamma della candela, poi incise la carne gonfia e violacea. Anna tenne il catino mentre lui premeva la ferita, ne faceva uscire il pus e il sangue e poi la ripuliva meglio che poteva prima di versarvi dentro un po' di brandy dalla fiaschetta e di rifasciarla con le bende pulite. Gregory batteva i denti per il freddo e la sofferenza. Paul lo avvolse nella coperta che Varga aveva portato e vers un altro po' di brandy nel coperchio d'argento della fiaschetta, avvicinandoglielo alle labbra.
Bevetelo. Vi riscalder.  il meglio che posso fare. Servir a attutire il dolore.
Si rialz in piedi. Vi far portare un po' di minestra disse a Anna. Dategliene qualche cucchiaiata. Lo aiuter a dormire.
Varga aveva portato via il catino e le bende sporche. Anna segu Paul fino alla porta. Era piacevole respirare l'aria fredda e pulita dopo il fetore nauseante dell'infezione e del sangue.
 grave?
S, ma ora dovrebbe stare un po' meglio e se non perdiamo troppo tempo, forse all'avamposto troveremo un medico militare. Quel che mi preoccupa  che dovremo rimanere qui per un giorno o due, se lui non  in grado di andare a cavallo.
Cosa pu accadere?
Qualsiasi ritardo  pericoloso. Comunque, la gente del villaggio ha promesso di darci del latte e delle uova domani. Forse del cibo decente gli giover.
Paul, mi dispiace avervi procurato tutti questi problemi.
Lo vide sorridere nella semi oscurit. La colpa non  vostra.  quello che i romanzieri chiamerebbero il disegno del destino. Ormai dovrei esserci abituato. Non vi preoccupate. Vi porter in salvo tutti e due se sar umanamente possibile. E ora cercate di riposare anche voi. Dovete essere sfinita.
Ho completamente dimenticato Vanya! esclam lei. Dov'?
 con gli uomini e si diverte molto. Non pensate a lui. Vedr io che sia ben sorvegliato e non gli accada nulla. Buonanotte, Anna.
Si allontan nella notte e lei torn da Gregory. Prese la lanterna che Varga aveva lasciato e si avvicin al suo giaciglio.
Di che cosa stavate parlando l fuori? domand Gregory.
Di voi. Lo aiut a tirarsi su a sedere e gli mise un mantello arrotolato dietro le spalle perch stesse pi a suo agio. Paul dice che forse dovremo fermarci qui per un giorno o due, per darvi il tempo di rimettervi.
Rimpianger di non avermi lasciato a marcire a Karimat.
Non dite sciocchezze.
E voi, Anna, lo rimpiangete anche voi? Le cerc febbrilmente la mano. Lei se la lasci prendere, e le fu risparmiato l'imbarazzo di dover rispondere dall'arrivo di Grishka che portava due scodelle di minestra, un po' di pane e mezza tazza di vodka. Anna sapeva che i cosacchi se n'erano privati per darla a loro, e gliene fu profondamente riconoscente.
Persuase Gregory a prendere un po' di minestra e qualche sorso di vodka, e di l a poco, sfinito dal dolore e dalla spossatezza, il ferito si addorment. Anna, sebbene avesse le ossa rotte per le lunghe ore passate in sella, rimase seduta accanto a lui, cercando di non pensare a quello che sarebbe accaduto quando fossero finalmente tornati a Tiflis. Finch Gregory era malato, le era facile occuparsi di lui, come avrebbe fatto per un bambino malato; ma una volta guarito, le cose sarebbero cambiate. Allora lui avrebbe avanzato delle pretese, e come avrebbe potuto rifiutarsi? Era sua moglie. Pass molto tempo prima che Anna distendesse la sua coperta su un mucchio di paglia e si coricasse all'altro capo del fienile, e pi ancora prima che finalmente si addormentasse.

XIV
Era ancora presto quando Anna si svegli. Un po' di luce filtrava attraverso le stecche nella parte superiore della porta. Faceva freddo nel fienile e l'aria era satura dell'odore dell'erba, della paglia e del foraggio ammucchiati disordinatamente negli angoli, dove i topi avevano razzolato e squittito per tutta la notte.
Dopo un momento spinse indietro la coperta e and a guardare Gregory. Dormiva ancora, un braccio disteso, i capelli neri intrisi di sudore. Sembrava giovane e indifeso, e nel sonno somigliava tanto al bel ragazzo che aveva sposato che Anna prov un'improvvisa fitta di compassione, perch da allora tante cose erano successe a entrambi e era impossibile tornare indietro. Non si possono ravvivare le ceneri morte dell'amore. Lo aveva compreso quando, durante la notte, lui si era svegliato chiedendo dell'acqua e, dopo che lei gliel'aveva portata, aveva cercato di tirarla gi e di farla distendere accanto a s. Aveva nascosto la sua istintiva repulsione, tirandosi indietro con dolcezza, ma in quel momento aveva capito, con assoluta certezza, che non avrebbe mai pi, di sua spontanea volont, accettato di dormire con lui.
Cerc a tentoni gli stivali e la pesante giacca, li indoss, s'infil i capelli sotto il berretto rosso che Paul le aveva procurato, apr la porta e usc fuori.
Il vento era freddo e tagliente, le cime dei monti erano tinte di rosa dalla prima luce dell'alba. I cosacchi erano gi in piedi e preparavano il t su un piccolo fuoco. Nell'aria c'era un odore appetitoso di fritto che le fece capire quanto era affamata. Esit, poi si avvicin al fuoco. Gli uomini si alzarono rispettosamente, ma Anna fece cenno che si rimettessero a sedere, preferendo il disinvolto cameratismo che il suo abito maschile rendeva possibile. Uno di loro le port una tazza di t. Vanya, seduto sulle ginocchia di Grishka, mangiava una crosta di pane, la faccia sporca d'uovo. Sembrava in ottima salute, sudicio, e molto felice. Il giorno prima era stato timido con Gregory, lo fissava, senza riconoscere l'elegante fratellastro in quell'estraneo magro e barbuto. Anna pens che, date le circostanze, fosse preferibile per lui stare in compagnia dei cosacchi piuttosto che rinchiuso in un fienile con lei e un ammalato.
Quindi Paul spunt in fondo alla mulattiera che portava al paese. In qualche modo era riuscito a ripulirsi e a radersi. Appariva forte e bello, e Anna dovette dominarsi per non alzarsi e corrergli incontro. Aveva una brocca in mano e la pos accanto al fuoco.
 latte di capra. Datene un po' al bambino. Buongiorno, Anna. Vi siete alzata presto. Come sta Gregory?
Dorme ancora.
Vado a vedere se ha bisogno di qualcosa.
Non lo accompagn. C'erano cose che un uomo poteva fare per aiutarlo nella sua debolezza, che Gregory non avrebbe accettato da lei. S'inginocchi accanto al fuoco, grata del suo calore nella fredda aria mattutina; e uno dei soldati le offr timidamente una fetta di pane con un uovo fritto. Lo accett con piacere e lo mangi di gusto. Dopo un poco torn al fienile e si ferm per un momento sulla soglia.
Ce la faccio da solo stava dicendo Gregory in tono irritato. Non  necessario che mi facciate da infermiera.
Meglio io che uno dei miei uomini.
Dove diavolo  Anna?
A fare colazione, se ha un po' di buon senso. Vi porteranno da mangiare fra qualche minuto. Io non mi appoggerei troppo su quella gamba oggi, se fossi in voi. Abbiamo ancora molta strada da fare.
Lo so benissimo. Per chi mi prendete?
Paul non rispose e pochi istanti dopo, quando usc, Anna lo ferm.
Avete deciso cosa faremo?
Rimaniamo qui, per qualche ora almeno. Abbiamo montato la guardia durante la notte e finora non sembra ci stiano inseguendo, ma non si pu sapere. In queste montagne possono averci teso un'imboscata ovunque. Vado a fare un breve giro a cavallo sopra al villaggio. Ho parlato con alcuni dei contadini, e mi stavo domandando se potremmo trovare un percorso meno faticoso per Gregory.
Posso venire con voi?
Non dovreste essere con vostro marito?
Non posso far nulla per lui ora, e dopo essere stata rinchiusa per tanto tempo,  bello essere libera e poter respirare l'aria fresca. Vi prego, Paul.
Esit, poi disse bruscamente: D'accordo. Fra una decina di minuti, allora.
Entrando nel fienile, Anna vide che Paul aveva formato una sorta di schienale con alcuni sacchi di paglia, per consentire a Gregory di stare seduto e di tenere distesa la gamba ferita.
Dove diavolo siete stata? l'apostrof l'ammalato.
Da nessuna parte. Volevo assicurarmi che Vanya stesse bene.
Oh, s il bambino! Lo avevo dimenticato. Dov'?
Con i cosacchi, e  felice.
Dovrebbe essere qui con noi.
Anna smise di piegare la coperta che aveva usato durante la notte. Ma perch, Gregory? Certo, lo viziano in modo scandaloso, ma  soltanto per pochi giorni.  pi felice con loro che non rinchiuso qui dentro.
Perch dite questo? Che cosa mai imparer da loro? Non  un monello di strada.  mio fratello, un Gadiani.
Certo che lo , ma qui non siamo a Kumari. Che importa quello che impara? Lo scorder nel giro di una settimana, e voi siete malato. Avete bisogno di riposo e di tranquillit. Impazzireste con un bambino qui.
Ci siete anche voi.
No. Io esco per qualche tempo. Si avvicin a lui e prese a riordinare come meglio poteva il suo giaciglio. Gregory alz fulmineamente gli occhi. Dove andate?
Accompagno Paul. Vuole trovare un percorso pi agevole perch voi vi affatichiate meno disse calma, scuotendo la coperta e rincalzandogliela bene attorno alla persona.
Le dita di lui le strinsero il polso come in una morsa. No, non andate!
Non tent di liberarsi. Rimase perfettamente immobile. S, andr. Lasciatemi, Gregory.
Siete mia moglie disse lui, caparbio. Vi proibisco di andare con lui.
Non potete proibirmi nulla, non ora. Non ne avete il diritto.  meglio che ve ne rendiate conto, una volta per tutte.
Che intendete dire?
Quello che ho detto. Non sono pi una bambina, Gregory. Sono cresciuta. Decido da sola.
La fiss per un momento negli occhi, poi lasci ricadere la mano lungo il fianco.
Credevo sareste stata felice di stare con me disse in tono patetico.
Poteva passare tanto rapidamente dall'arroganza alla supplica, e un tempo questa sua mutevolezza le era parsa irresistibile, ma ora non pi. Ora era corazzata contro di lui.
Non star via molto disse non pi di un'ora. Aveva il polso indolenzito dalla dura pressione delle sue dita. Se lo stava strofinando quando Paul entr, ma se anche lui se ne avvide, non disse nulla.
Gli uomini monteranno la guardia disse rivolgendosi a Gregory e Varga ha il comando. Non prevedo nessun pericolo, ma non si pu sapere, e non mi piace sapervi disarmato.  meglio che prendiate questa. Pos una delle sue pistole sulla coperta.  carica, quindi fate attenzione. Non voglio tornare e trovare uno dei miei cosacchi con una pallottola nelle cervella.
Con un curioso sorriso Gregory afferr la pistola. Siete molto fiducioso. Vi sono debitore di un colpo, ricordate. Non avete pensato che potrei far saltare le cervella a voi?
Risparmiate il colpo fino a quando saremo al sicuro disse Paul con leggerezza. Potreste avere bisogno di me. Scherzavano, eppure, sotto la leggera ironia, Anna avvertiva una latente ostilit che avrebbe potuto esplodere violentemente.
A un tratto Gregory disse con rabbia: Andate se dovete andare, e dite a qualcuno di portarmi da mangiare. Devo aspettare tutto il giorno?.
Paul sorrise. La fame  un buon segno. Si vede che state meglio e abbiamo uova e latte. Vi faccio portare qualcosa e poi dir a Grishka di farvi la barba coi miei rasoi.  una gran cosa per il morale. Credetemi, parlo per esperienza.
Cavalcando di fianco a Paul su per il sentiero di montagna e poi gi nella valle, Anna non pot fare a meno di ripensare ai giorni che avevano passato insieme durante il loro viaggio da Pyatigorsk. Erano passati appena sei mesi da allora, eppure tante cose erano cambiate. Allora lei viveva alla giornata, incerta del futuro, ma una scintilla era scoccata fra loro, un sentimento che in qualsiasi altro istante avrebbe richiesto tempo per crescere, ma che il pericolo e le circostanze avevano portato a un'improvvisa fioritura. Aveva l'inquietante sensazione che sarebbe stato pi saggio da parte sua non accompagnarlo quella mattina, che forse stava giocando col fuoco, ma era stata incapace di resistere alla tentazione. Guard di sfuggita il volto magro di Paul, e si domand se anche lui provava il suo stesso turbamento. Fin da quando l'aveva supplicato di salvare Gregory, si era deliberatamente tenuto a distanza; era gentile e premuroso, ma si comportava come se l'intimit che c'era stata fra loro a Tiflis non fosse mai esistita. Capiva che era meglio per entrambi, ma dentro di s si ribellava a quello stato di cose.
Paul era taciturno. Di quando in quando si fermava, si guardava attentamente attorno, osservava il paesaggio e faceva commenti che lei capiva solo in parte e a cui rispondeva a caso. Non fece alcun riferimento personale fin quando non si trovarono a percorrere lentamente una distesa di prato verde.
Non so se avete fatto bene disse.
A fare cosa?
A venire con me. A Gregory non piacer.
Il fatto che egli echeggiasse il proprio disagio la mise sulla difensiva. Perch non dovrebbe piacergli?
 malato e soffre, e lo infuria che voi trovate piacere nella compagnia di un altro uomo. Io lo comprendo. In circostanze analoghe mi comporterei anch'io come lui.
Vi ingannate. Da molto tempo Gregory non mi ama pi. L'avevo capito quasi un anno prima che lui mi lasciasse per venire nel Caucaso.
Questo non vuol dire nulla. Ha avuto molti mesi per riflettere e voi siete sempre sua moglie. Non sopporta l'idea di avervi perduta.
Io non gli appartengo, e faccio tutto quello che posso per lui.
Non sono cieco, Anna. Vi prendete cura di lui come vi prendereste cura di Vanya o di uno dei miei uomini, se fosse necessario.
 colpa mia? Paul non rispose e lei lo guard con curiosit. Davvero reagireste come lui nei suoi panni? Il giovane guardava dritto davanti a s. Ogni volta che vi vedo con lui, provo il desiderio assolutamente primitivo di prenderlo per la gola e strozzarlo disse selvaggiamente. Questo vi fa piacere?
Anna si sent mancare il fiato. Cos doveva essere stato il suo viso quando aveva affrontato Gregory, pistola alla mano. Disse con voce malferma: Vi state facendo beffe di me.
Forse ribatt Paul con un sorriso amaro. Ma  ugualmente vero.
Allora mi fa piacere. Sono un mostro? Dovrei forse cadere in ginocchio e ringraziare Dio che Gregory mi  stato restituito? Vorrei poterlo fare, Paul, davvero lo vorrei! E colta da improvvisa collera per lo scherzo che la vita le aveva giocato, spron il suo cavallo che balz in avanti.
Paul si lanci al suo inseguimento e afferr la briglia del cavallo per farlo rallentare. Attenta a quello che fate! Non  il momento di fare pazzie.
Lo so. Mi dispiace.
Per un po' cavalcarono affiancati, in silenzio, poi Paul disse: Ricordate quella sera al ricevimento di Daniel Gadiani?.
S.
Credete ancora che io abbia lasciato Gregory a morire da solo?
Come posso, dopo tutto quello che avete fatto per lui?
Non so che cosa lui vi abbia detto, per  vero che quando andai all'appuntamento quel mattino, avevo intenzione di ucciderlo. Suppongo possa accadere a ogni uomo. Il principe aveva emesso un proclama che vietava i duelli, il che spiega perch non avevamo padrini. Se la cosa si fosse risaputa, ci avrebbero messi tutti e due agli arresti. Fu solo quando lo affrontai che mi resi conto della follia che stavo facendo. Era Natalie che sarebbe dovuta essere al suo posto. Ci aveva beffati entrambi, ci aveva aizzati l'uno contro l'altro, e Gregory era una sua vittima esattamente come me. Ero pieno di amarezza e di risentimento, odiavo me stesso e lui: sparai un colpo a caso e me ne andai. Ma poco dopo tornai indietro. Ignoro il perch. Non avevo motivo di crederlo gravemente ferito, ma quando arrivai, lui era scomparso, e fu solo molto tempo dopo che intuii quello che era successo. Il resto lo sapete.
Vorrei mi aveste detto tutto questo la prima volta che parlammo di Gregory.
Come potevo? Come si pu dire a una giovane donna che si conosce a malapena che sei stato sul punto di uccidere suo marito?
Ma dopo, quando ci conoscevamo meglio...
Dopo disse amaramente tenevo troppo a voi. Pensavo che mi avreste odiato, e avevo ragione, non  cos?
Non per molto tempo.
Dite davvero? Stava volgendosi verso di lei quando di colpo lo vide cambiare faccia. Le afferr le briglie. Presto bisbigli da questa parte...
Perch?
Tra gli alberi. Stava trascinando il suo cavallo al riparo della macchia, accanto al viottolo. Smont e, Anna, disorientata, fece altrettanto.
Che accade?
Silenzio, e non muovetevi. Cautamente scost i rami e indic davanti a s. Guardate... lass sul crinale.
Anna distinse chiaramente la fila dei cavalieri neri, gli stendardi che sventolavano in cima alle lunghe lance. Sent il cuore martellarle in petto e si strinse pi vicino a Paul. Ci stanno cercando?
Ne dubito. Sono un gruppo da combattimento, direi, e stanno andando nella direzione opposta, ma se hanno esploratori che perlustrano la zona chiss cosa potrebbero trovare, e in questa regione selvaggia daremmo subito nell'occhio.
Rimasero a guardarli fin quando non furono scomparsi alla vista, e torn a regnare il silenzio rotto solo dal canto degli uccelli e dal fischio del vento fra i grandi massi. Quindi Paul disse: Sar meglio tornare indietro.
Erano molto vicini sotto gli alberi. Nel suo terrore, Anna gli aveva preso il braccio. Alcune ciocche di capelli le erano sfuggite di sotto l'assurdo berretto, e il vento gliele spingeva sul viso. Alz una mano per togliersele dagli occhi: quegli occhi vellutati dalle lunghe ciglia ricurve che avevano colpito Paul la prima volta che l'aveva vista. Allora lui seppe che la voleva appassionatamente. Aveva esercitato un ferreo autocontrollo, si era imposto di non dirle nulla, di tacere fin quando la questione di Gregory non fosse stata risolta una volta per tutte; ma ora, di colpo, il suo autocontrollo lo abbandon. Colse Anna alla sprovvista: incespic all'indietro contro l'albero e poi, perdutamente, appassionatamente, cedette ai suoi baci. Paul le baci gli occhi, la gola, la linea del seno attraverso lo scollo della camicetta, e poi di nuovo la bocca finch non sent il corpo di lei tremare e abbandonarsi contro il suo. Seppe allora che avrebbe potuto prenderla subito, l, sull'erba verde del prato; che lei lo voleva quanto lui, e che quella sarebbe stata la felicit, l'abbandono. Ma la loro non era mai stata una semplice passione. Era un sentimento diverso da ogni altro; era la cosa migliore che gli fosse accaduta e non intendeva svilirla. Sempre tenendola tra le braccia, si trasse leggermente indietro.
Anna, quando tutto questo sar finito, verrete con me? Lascerete Gregory e verrete via con me?
Anna era stata travolta da una tempesta di sentimenti che l'aveva quasi annientata; e ora lo guardava tremando, incapace di comprendere quel che le chiedeva.
Lasciare Gregory? Come posso?
Avete il coraggio di lasciare che lui chieda il divorzio?
Divorzio? ripet lei flebilmente. Ma lo scandalo, la vergogna... dovreste rinunciare alla carriera militare...
Al diavolo la mia carriera!
E la vostra casa, vostro zio...
Non ho nessun parente cui tengo. Potremmo vivere all'estero se necessario... in Europa...
A voi non piacerebbe. Si andava riprendendo. Disse con maggior fermezza: Non posso abbandonare Gregory, almeno finch non sar guarito, e poi c' Vanya. Ho promesso alla principessa che mi sarei presa cura di lui.
Paul non si diede per vinto. Penser io alla sua educazione e ai suoi studi.
Gregory non ve lo affiderebbe mai, e lui non  all'altezza del compito. Sono io responsabile di Vanya ora. Paul la lasci improvvisamente andare. Trovate troppe scuse.  cos importante per voi continuare a essere la principessa Gadiani?
Sapete che non lo .
Perch in tal caso prosegu lui io non intendo essere il vostro amante. Non accetto pi queste avventure. Io voglio una moglie, Anna. Voglio i vostri figli.
Anch'io lo voglio, pi di qualsiasi altra cosa al mondo, ma non  questo il modo.
E allora qual ? disse lui brutalmente. Dobbiamo aspettare che lui muoia o devo spingerlo io in un burrone?
Non dite queste cose.
Mi dispiace, ma cos'altro ce da dire? Si allontan bruscamente da lei. Dobbiamo tornare. Abbiamo gi perduto troppo tempo.
Cominci a sbrogliare le redini dei cavalli e poi l'aiut a montare in sella. Ma Anna non poteva sopportare che rimanesse fra loro l'improvvisa freddezza che si era creata. Gli afferr la mano.
Paul, vi amo. Mi dovete credere.
La guard a lungo negli occhi. Vorrei potervi credere, quindi, poich non poteva fidarsi di se stesso, balz in arcione e si diresse a gran velocit verso il villaggio.
Nell'istante in cui Anna mise piede nel fienile, si rese conto che Gregory era di pessimo umore, rabbioso e intrattabile. Conosceva bene quei suoi stati d'animo quando odiava il mondo intero e niente che lei o chiunque altro facessero incontrava la sua approvazione.
Non pensavo che sareste stata via per tutta la mattina proruppe. Mi meraviglio che vi siate data la pena di tornare.
Anna era ancora turbata dalla scena con Paul. Era difficile essere paziente con lui. Disse quietamente: Ci abbiamo messo pi tempo del previsto e bisognava essere molto cauti.
Avrei potuto morire, lasciato qui solo e abbandonato. Sembrava un bambino stizzoso, al punto che lei non pot impedirsi di sorridere, e questo peggior la situazione.
Non c' motivo di ridere.
Non rido, Gregory, ma non avevate che da chiamare. Paul aveva lasciato uno degli uomini di guardia davanti alla porta. Sarebbe venuto di corsa.
Non mi va di dipendere dai servi sbott rabbiosamente.
Oh, Gregory, non siate puerile. In questo momento dipendiamo tutti l'uno dall'altro. Abbiamo impiegato pi del tempo previsto perch abbiamo visto un drappello dei cavalieri di Shamyl e abbiamo dovuto nasconderci.
Gregory si tir su a sedere. Stanno venendo qua?
Paul pensa di no, ma  andato a parlare coi suoi uomini. Forse dovremo anticipare la partenza.
Se soltanto non fossi ridotto cos! Mi sembra di essere sfuggito a una trappola per ritrovarmi in un inferno ancora peggiore.
Come potete dir questo? esclam Anna indignata. Quanto meno siete con noi, tra amici. Dovreste essere grato a Paul per avervi portato via da Karimat.
Paul, Paul, Paul! Non sapete parlare di nessun altro?
In che situazione saremmo, senza di lui? ribatt seccamente.
Non aveva compreso quanto fosse profonda la sua frustrazione. Per tutta la mattina era rimasto l disteso, sofferente e febbricitante, covando un'ira sempre pi feroce contro Daniel Gadiani e il suo tradimento, contro Paul e l'assurdo duello a causa di Natalie che era all'origine di tutte le sue sofferenze; ma soprattutto contro il dolore che lo paralizzava, e la paura che il veleno nella sua gamba, malgrado la rozza operazione di Paul, sarebbe lentamente salito fino a ucciderlo. Meglio morire ora, combattendo contro il nemico, con le armi in pugno, che non seguitare a farsi trascinare per chilometri e chilometri.
Guard Anna prendere una pezza di tela pulita, inzupparla in un catino d'acqua e strizzarla. Lo rendeva pazzo di rabbia vedere che la prigionia e le privazioni l'avessero soltanto fatta diventare pi forte e pi bella, pure infagottata in quei ridicoli vestiti. Non aveva avuto una donna da tanto tempo e lei era sua moglie. La notte prima si era rifiutata di stargli vicino quando la voleva accanto a s, e aveva pensato a causa della malattia, ma ora non ne era pi sicuro. Con la fantasia infiammata la vide aggirarsi fra gli uomini, ostentare il suo corpo davanti ai cosacchi, ridere e scherzare con Paul, invece di stare con lui, curarlo, amarlo.
Anna si avvicin con la tela umida e fresca e gli asciug il sudore dal viso. Anche lei era tesa, ma si sforzava di mostrarsi calma e ragionevole. Gli sedette accanto.
Avete pensato a quello che farete quando arriveremo a Tiflis? gli chiese.
Mi accerter che Daniel abbia quel che si meriti.
Ma dopo. Andrete a Kumari?
Per qualche tempo disse con indifferenza. Dovr vedere la nonna, ma non per molto. A un tratto si tir su a sedere, con gli occhi che gli brillavano. Torneremo a Pietroburgo, Anna, alla vecchia vita. Sono stato uno sciocco a venire nel Caucaso.
Ma ora che siete venuto dovete rimanere.  casa vostra e la vostra gente se lo aspetta. Potete fare tanto. Vostra nonna me ne ha parlato. La Kumaria  bellissima, molto pi di quanto pensassi. Perch non me ne avete mai parlato, Gregory?
Era un posto orribile quando ero bambino. Dovevamo continuamente fuggirne. Inoltre se ne pu benissimo occupare la nonna. Rise. Sarebbe capace di governare tutto il Caucaso da sola se soltanto gliene dessero l'occasione.
Ma  vecchia ormai. Dovreste accollarvi la vostra parte di responsabilit.
Al diavolo le responsabilit! Siete come vostro padre, Anna, sempre a tormentarsi per i suoi doveri verso gli altri. La nonna ha ancora parecchi anni davanti a s. No, io torno a Pietroburgo. Voglio divertirmi, rifarmi del tempo perduto.
Io non voglio tornare a -quella vecchia vita, Gregory. Avete dimenticato com'era?
Cosa aveva di male?
Tutto... faceva male a me e a voi. Ora me ne rendo conto. Era vuota e futile e io la odiavo. Improvvisamente tutte le cose che aveva deciso di non rinfacciargli mai riaffiorarono in lei: il dolore e l'umiliazione che aveva patito per colpa sua, i mesi d'infelicit, il manifesto disprezzo mostratole da Natalie, e non pot trattenersi; le parole le uscirono di bocca suo malgrado. Avete dimenticato che mi avevate lasciato per Natalie? Tutte quelle settimane prima che nascesse il bambino e anche dopo, eravate con lei, ridevate alle mie spalle quando io avevo tanto bisogno di voi...
Come potete saperlo?
Che importanza ha come lo so?
Gregory la fissava come fosse impazzita. Ma  tutta acqua passata ormai. A che serve rivangare quella vecchia storia?  finita e dimenticata.
Finita forse, ma non dimenticata ribatt lei con foga. Come potrei dimenticare? Natalie  a Tiflis che vi attende, e se non  lei, sar un'altra. Io non torno a quella vita, Gregory, niente potr costringermi a farlo.
Non avete scelta. Siete mia moglie.
Non me lo potete imporre e nella sua veemenza le sfuggirono le parole che non aveva mai voluto dire. Voglio una separazione.
Una separazione? Cosa diavolo intendete dire? State parlando di un divorzio?
S disse lei avventatamente. S, un divorzio, se non c' altro modo.
No esclam Gregory con violenza. Mai.  impensabile. Un Gadiani non si abbasserebbe mai a un simile disonore.
Forse, per pu prendersi un'amante, pu trattare sua moglie come una schiava, abbandonarla e lasciarla sola a affrontare l'umiliazione ribatt Anna amaramente. Questo non  un disonore, sembra.
Tutto questo  opera di Paul, vero? Avrei dovuto immaginarlo. Non so perch non l'ho capito subito. Io gli ho portato via Natalie e ora lui, per vendicarsi, cerca di portarmi via mia moglie. Ecco tutto.
No grid lei no, non  cos.
No? Sorrise beffardo. Cosa sapete veramente di lui, Anna? Cosa avete fatto questa mattina? Avete fatto l'amore tra i monti?
Offendete me e voi stesso dicendo cose simili ma il ricordo dei baci di Paul la fece avvampare e Gregory lo vide.
Tutta la frustrazione, tutto il dolore e la gelosia del mattino si fusero in una collera furibonda. Siete stati amanti durante quel viaggio da Pyatigorsk, vero? Non potevate neanche aspettare di essere certi che io fossi morto.
No, non  vero. Non eravamo neppure soli. C'era mia cugina con me...
Che differenza fa? Lo conosco, Paul, quando vuole qualcosa non si lascia fermare da niente. Quante notti si  infilato nel vostro letto, si  accoppiato con voi...?
Siete vile, vile...
Gregory tese una mano e le afferr il polso, tirandola brutalmente a s. Adesso ascoltatemi. Se mi lasciate per Paul, lo far inseguire per tutta la Russia... lo distrugger... Anna lo guard in faccia, e ebbe paura. Siete pazzo bisbigli. Tent disperatamente di liberarsi dalla sua stretta ma Gregory le strinse il polso sempre pi forte fino a strapparle un grido di dolore. Fu la voce di Paul, dura e tagliente, a dividerli.
Non vi sembra fareste meglio a lasciarla andare? Gregory lasci ricadere la mano e Anna si raddrizz, rossa di vergogna che Paul l'avesse vista accapigliarsi in quel modo con suo marito. Paul si avvicin lasciando che la porta gli si richiudesse alle spalle.
Provate a rimetterle le mani addosso disse quietamente e giuro che sar io a distruggere voi.
Ma Gregory era fuori di s. La vista del suo rivale, forte e sano, era pi di quanto potesse sopportare. Era diventato pallidissimo, rivoli di sudore gli scorrevano lungo il viso.
Disse lentamente: Anna mi ha appena detto che ha intenzione di lasciarmi. Vuole un divorzio e io so perch.  a causa vostra, maledetto libertino, maledetto assassino! Le sue dita serrarono la pistola sollevandola. Anna sent lo scatto del cane che veniva armato. Gett un grido di spavento.
Paul non si era mosso. Disse quietamente: Mettete gi quella pistola, Gadiani, prima di fare una sciocchezza.
Ma Gregory non ascoltava pi ragioni. Vi sono debitore di un colpo disse infuriato e ora ve lo rendo!
Fece fuoco, lo sparo rimbomb nel grande fienile e, attraverso il fumo, Anna vide Paul barcollare e cadere in ginocchio. Gregory, la pistola ancora in mano, appariva inebetito.
Il viso di Paul era coperto di sangue. Si tolse un fazzoletto di tasca mentre si rialzava a fatica. Se la pallottola lo avesse colto di poco pi a destra, sarebbe morto. Ma lo aveva colpito di striscio sul lato della fronte, lasciandovi un solco rosso e sanguinante prima di andare a conficcarsi in un palo di legno.
Si ud un rumore affrettato di passi, la porta si spalanc e Varga irruppe nel fienile con Grishka alle spalle.
Abbiamo sentito uno sparo...
Non  niente.  partito incidentalmente. Il principe Gadiani stava provando la mia pistola.
Varga si diede una rapida occhiata attorno e si volse a Paul lasciatemi vedere quella ferita, colonnello.
Tra un momento.
Forse fra non molto le armi ci serviranno sul serio.  tornato uno dei nostri esploratori e ha qualcosa da riferirvi.
Bene. Vengo tra un istante. Andate pure.
I due cosacchi si ritirarono a malincuore e Paul riprese a parlare tranquillamente come se nulla fosse accaduto, come se Gregory non avesse appena tentato di ucciderlo.
Ero venuto per dirvi di tenervi pronti. Pu darsi che si debba andare via di qui entro un'ora.
Anna avrebbe voluto avvicinarsi a lui, ma non osava. Rimpiangeva amaramente la sua follia. Perch non aveva taciuto? Disse con voce soffocata: Dovreste farvi medicare la ferita.
Lo far Varga. Paul si avvicin a Gregory e gli tolse la pistola di mano.  meglio che la tenga io, per il momento.
Uscito Paul, Anna sent che le gambe non la reggevano pi e si lasci cadere sulla paglia, troppo sconvolta per poter parlare. La voce di Gregory, tesa ma normale, la riscosse.
Aiutatemi a alzarmi. Se dobbiamo uscire di qui combattendo, preferisco essere in piedi.
Si volse verso di lui, furente che potesse mostrarsi cos calmo, normale dopo quello che aveva fatto; poi si rese conto dell'inutilit del proprio sdegno. Era tipico di Gregory. Ora che il momento di pazzia era passato, era meglio non dire nulla, come aveva fatto Paul. Lo aiut a alzarsi. Il ferito si trascin zoppicando fino alla porta e vi si appoggi, mentre lei ripiegava le coperte in silenzio e radunava le loro poche cose.
Di l a un'ora erano nuovamente in cammino. Uno dei cosacchi aveva visto un piccolo drappello di uomini a cavallo nei pressi del villaggio. Non erano in pi di quattro o cinque, ma dalla sua descrizione Paul ebbe la quasi certezza che due di loro fossero Daniel Gadiani e Kezia Mahommed. Non erano ancora sulle loro tracce, ma poteva trattarsi soltanto di una questione di ore prima che arrivassero al villaggio. E Paul non poteva fare alcun assegnamento sul silenzio dei contadini. Dovevano inoltrarsi il pi possibile tra i monti; trovare un luogo dove nascondersi, e sperare di poter sfuggire ai loro inseguitori.

XV
Per giorni parve loro di giocare una partita disperata, mentre Paul lottava per non perdere di vista il suo obiettivo e dirigersi verso l'avamposto russo e la salvezza. Ma era gravemente ostacolato dalla presenza di un ferito, di una donna e di un bambino. Non c'era n tempo n modo di pensare a altro che non fosse la mera sopravvivenza e riuscire a eludere gli inseguitori che apparivano e scomparivano, braccandoli inesorabilmente, cos che i fuggiaschi avevano i nervi tesi fino alla spasimo.
La seconda notte dopo aver lasciato il villaggio, furono costretti a rifugiarsi in una caverna nel fianco della montagna. Era asciutta, ma il freddo vi era spaventoso e Paul non volle che accendessero un fuoco per timore che il fumo rivelasse la loro presenza. Per scaldarsi si strinsero tra loro. Mangiarono un pezzetto di formaggio con pane secco e bevvero un sorso d'acqua a testa, e si distesero tremando sotto le coperte.
Gregory aveva resistito tenacemente per tutta la giornata e era stremato dalla fatica. Durante la notte fu colto da un violento accesso di brividi; Anna gli si avvicin e, circondandolo con le braccia, tent di infondergli un po' del proprio calore. Lui le si aggrapp convulsamente. Nonostante i brividi, era madido di sudore, e lei lo confort con le stesse parole che avrebbe potuto usare con Vanya. Risvegliandosi poco dopo da un breve sonno agitato, Anna vide che una seconda coperta li avvolgeva, e cap che doveva essere stato Paul a metterla, prima di uscire per fare il suo turno di guardia.
Ripartirono alle prime luci dell'alba, e quando gli uomini vennero a aiutare Gregory a montare a cavallo, il giovane rimase per un attimo in piedi vacillando, aggrappato alla briglia, prima di volgersi a Paul.
Dobbiamo sempre continuare a fuggire in questo modo? Non possiamo fermarci e combattere? Dopo tutto siamo in sette coi cosacchi. Mille volte meglio affrontarli, che non questo interminabile gioco del gatto e del topo.
Ho pensato alla cosa rispose Paul pacatamente pi d'una volta. Neanche a me piace, ma  un rischio che non posso correre. Devo pensare a Anna e al bambino. Non sappiamo con certezza in quanti sono, n se hanno dei rinforzi vicino. Dobbiamo andare avanti. Una volta fuori dalle montagne, e tra le colline, sar meno faticoso e saremo a un solo giorno di viaggio dall'avamposto. Dubito che ci seguiranno fin l.
Parlava con una sicurezza che era ben lungi dal sentire. Con ogni ora che passava, le condizioni di Gregory si aggravavano, e erano costretti a procedere lentamente e a compiere frequenti soste.
E cos andarono avanti. Giorni e notti parevano fondersi in un'unica lunga tortura. A volte Anna si domandava se tutto questo fosse voluto, una vendetta nata nella mente tortuosa di Daniel Gadiani. Giocava con loro come un gatto gioca coi topi; si divertiva a vederli affannarsi, a lasciarli credersi al sicuro e poi, quando meno se lo fossero aspettati, sarebbe balzato su di loro per ucciderli.
Un mattino, mentre salivano sempre pi in alto per uno stretto crinale, furono colti da un'improvvisa bufera di neve.
Il vento sospingeva i fiocchi, duri e turbinanti, in viso ai fuggiaschi, accecandoli; i cavalli incespicavano e scivolavano, tanto che nel pomeriggio Paul cap che era inutile ostinarsi a voler proseguire e ordin al gruppo di fermarsi. Dobbiamo aspettare che smetta di nevicare disse.  troppo presto nell'anno perch possa durare molto.
Trovarono una sorta di rudimentale riparo tra le rocce e, spinti da disperazione, i cosacchi accesero un piccolo fuoco. Vi si accovacciarono attorno tremanti, bevendo il te caldo fatto con la neve sciolta, le dita intorpidite e i visi scorticati dal gelo e dalla tormenta. Era il momento peggiore che mai avessero vissuto fino ad allora e Paul dovette faticare non poco per sostenere il morale dei compagni.
And a sedersi accanto a Anna e Gregory, un poco discosto dagli uomini. Appariva incredibilmente stanco, la benda che gli copriva la fronte mostrava tracce di sangue fresco, e Anna si chiese se dal momento della fuga fosse mai riuscito a chiudere occhio. Paul si chin in avanti, cingendosi le ginocchia con le braccia, e lei tese una mano e la pos sulla sua. Con un piccolo sorriso, Paul abbass la testa per sfiorarle le dita con le labbra.
Non perdetevi d'animo. Non durer per sempre questo viaggio.
Gregory teneva la tazza fra le due mani tremanti, il volto teso e emaciato. Disse in un roco bisbiglio: Se non fosse per me, ve ne sareste liberati da tempo. Ormai sareste tutti quanti al sicuro. Proseguite senza di me. Lasciatemi qui.
No! esclam Anna inorridita. No! Come potete dire una cosa simile!
Silenzio, Anna.  Paul il responsabile e lui sa quello che voglio dire. Dobbiamo affrontare la realt. Io non arriver mai vivo a Tiflis. Questa dannata gamba me lo impedir. A che serve continuare questa ridicola finzione? Lo sapete quanto me. Lasciatemi una pistola. Vender cara la mia pelle.
Non dategli ascolto.  la febbre, non sa quello che dice.
Paul non rispose. Sapeva che molto probabilmente Gregory aveva ragione. Era quasi certo che se non fossero riusciti a portarlo da un medico entro breve tempo, la cancrena lo avrebbe ucciso se prima non lo uccidevano la febbre e il freddo; eppure non poteva accettare una soluzione del genere. Il fatto stesso che Gregory fosse il marito della donna che lui amava e desiderava ardentemente gli imponeva di salvarlo se era umanamente possibile a costo di qualsiasi sacrificio. Poteva parere un ragionamento tortuoso e paradossale, si disse, ma cos stavano le cose.
Sciocchezze, amico disse in tono rincuorante. Siete demoralizzato e non posso darvi torto, ma non ci daremo per vinti. Rimarremo insieme, vada come vada, e comunque non abbandonerei neppure un cane nelle grinfie di quelle carogne.
Gregory socchiuse gli occhi. Non ostinatevi troppo a voler fare l'eroe mormor ironicamente o potreste rimpiangerlo.
Paul non disse nulla, si allontan soltanto un poco da Anna avvicinandosi al fuoco come avesse freddo.
Gregory ricadde supino e li guard. Difficilmente si scambiavano uno sguardo o una parola, eppure lui sapeva quello che c'era fra loro, sapeva di aver perso Anna, anche se il suo orgoglio gli impediva di accettarlo. Era l'ennesimo tormento che andava a aggiungersi alle sue pene fisiche.
Il mattino del quinto giorno da quando si erano resi conto di essere inseguiti, avevano ormai superato le cime pi alte e la neve era scomparsa. Faceva pi caldo e era tornato a splendere il sole. Da ventiquattr'ore non avevano pi visto traccia dei loro inseguitori. La bufera di neve, seguita da una pioggia ghiacciata e da una fitta nebbia nella quale si erano persi per alcune ore, sembrava averli definitivamente allontanati. Forse i loro nemici si erano scoraggiati o forse erano veramente riusciti a far perdere le loro tracce, e un cauto ottimismo pervadeva tutti. Grishka aveva trovato delle uova nascoste sotto un cespuglio e le aveva fatte sodare su un minuscolo fuoco. Erano di un color giallo scuro e avevano un sapore strano, ma furono tutti felici di poter mangiare un boccone di cibo caldo insieme alle gallette secche.
Vanya sedeva vicino a Gregory, il viso luccicante del grasso che Anna vi aveva spalmato per ripararlo dal freddo e dal vento. Era sopravvissuto meglio di tutti loro, pens Anna. I bambini sono cos resistenti. Uno degli uomini gli aveva fabbricato un rozzo bambolotto di legno, e fingendo che fosse un soldato, il bimbo combatteva una finta battaglia sulla coperta del fratellastro. Gregory aveva mangiato qualche boccone e se ne stava sdraiato, lasciando che Vanya chiacchierasse e limitandosi a borbottare una parola di tanto in tanto.
La tensione si era allentata e Anna si sentiva pi serena e in pace con se stessa. Avevano trovato riparo in una casetta di pietra che un tempo doveva essere stata una cappella; ma la statua del santo era scomparsa dal piedistallo, e non rimaneva altro che la minuscola sorgente che si gettava nella conca sbrecciata di pietra.
Non c'era porta e Anna indugi per un momento guardandosi attorno. Oltre il sentiero una parete scoscesa strapiombava fino in fondo alla valle. Sapeva che non doveva allontanarsi dall'accampamento, ma i cosacchi erano a tiro di voce e poteva vedere Paul che parlava con Varga vicino al luogo dove erano stati legati i cavalli. Dal giorno in cui Gregory gli aveva sparato, non si erano pi parlati a quattr'occhi, in parte di proposito, in parte perch Paul aveva sempre troppe cose da fare. E doveva continuare cos, si disse lei. Non poteva abbandonare Gregory, n doveva pi fare nulla che potesse provocarlo. Quando Gregory aveva avanzato l'assurda proposta che lo abbandonassero e proseguissero senza di lui, lei aveva sentito il cuore balzarle in petto, e subito dopo un'orribile, profonda vergogna l'aveva invasa.
Piena di rimorsi, si era sforzata di aiutarlo in ogni modo finch, una sera, quando lo aveva pregato di lasciarle medicare la ferita, lui le si era rivoltato contro infuriato.
Lasciatemi in pace! Non ho bisogno di voi. Non ho bisogno di nessuno. So quello che volete! Ve lo leggo in viso ogni volta che lo guardate. Andate da lui, allora. Non fate di me la vostra coscienza.
L'aveva respinta brutalmente, mandandola a cadere con il viso contro lo spigolo di una roccia. Anna aveva cercato di nascondere i lividi, ma sapeva che Paul se n'era accorto.
E lui le aveva chiesto infatti:  stato Gregory a farvi questo?.
No aveva risposto lei in fretta. No, si intende. Sono caduta. Ma dall'ira negli occhi di lui aveva capito che non le credeva.
Aveva combattuto una dura battaglia con se stessa. Gregory aveva ragione. Il divorzio era impensabile: un gesto scandaloso, contrario a tutti i valori che le erano stati inculcati, che lei non doveva, non poteva permettersi di prendere in considerazione. E bench Gregory non glielo chiedesse mai, sapeva di avere ancora la capacit di dargli forza e conforto.
Si ridest dai suoi pensieri e, guardandosi attorno, si avvide, a un tratto, di essersi allontanata pi di quanto non avesse pensato. L'aria era dolce e profumata, l'erba era verde, e in un angolo riparato fioriva ancora una macchia di roselline selvatiche. Le sembr che fossero di buon auspicio, il segno che si erano finalmente lasciati i sinistri cavalieri alle spalle; e si avvicin per coglierle, pensando che la vista dei fiori avrebbe rincuorato tutti, facendo sembrare pi prossima la fine del loro viaggio.
Mentre s'inginocchiava, l'ombra che era stata in agguato dietro le rocce balz in avanti e l'afferr.
Finalmente vi ho presa, bella mia! Perch eravate fuggita da me?
Dibattendosi tra le braccia che la stringevano, vide il volto bruno di Kezia Mahommed, i suoi denti bianchi che si scoprivano in un sorriso trionfante. Evidentemente la seguiva da tempo e lei gli aveva fornito l'occasione che aspettava. I fiori le caddero di mano e grid terrorizzata con quanto fiato aveva in gola, ma l'uomo rise. Fece un fischio e il suo cavallo rispose al richiamo. L'istante dopo era gi balzato in sella e reggeva Anna saldamente davanti a s. Stavano galoppando lungo lo stretto sentiero quando Anna sent un martellare di zoccoli alle loro spalle. Kezia dava di sprone al cavallo, ma era inseguito da un cavaliere abile e risoluto quanto lui.
Paul aveva udito il grido, ma erano stati necessari alcuni minuti per individuarne la provenienza e per correre a prendere uno dei cavalli che tenevano sempre sellati. Grid un avvertimento ai suoi uomini mentre si lanciava al galoppo all'inseguimento di Kezia. Guadagn lentamente terreno sul suo avversario, aspett che il sentiero si allargasse, poi, con una temeraria manovra, lo super, ferm il cavallo e si volt a affrontarlo.
Colto alla sprovvista, Kezia tent disperatamente di voltare il cavallo e di inerpicarsi su per il pendio del monte, ma l'animale, gi affaticato dal peso di due persone, s'impenn davanti all'erta salita e arretr. Liberandosi dalla stretta di Kezia, Anna si butt a terra. Per impedirle di essere calpestata, il suo rapitore balz gi dalla sella trascinando via il cavallo, e si trov a faccia a faccia con Paul, la pistola in pugno.
Anna si stava rialzando da terra. Riparatevi dietro di me! le grid Paul.
Kezia estrasse il pugnale dalla cintola, esit, quindi si avvent contro il suo avversario nel preciso istante in cui Paul fece fuoco. Il braccio del tartaro ricadde lungo il fianco, la mano grondante sangue, e il pugnale cadde a terra.
Il cavallo di Kezia si era allontanato, e non potendo raggiungere il suo fucile, il tartaro si addoss alla parete del monte. Uccidetemi disse in tono di sfida. Io non mi arrendo. Non mi lascer mai prendere prigioniero.
Non sappiamo che farcene dei prigionieri. Dove sono gli altri?
Ormai saranno nel vostro accampamento ribatt aggressivamente Kezia. Io non sono con loro. Io sono venuto solo per la donna.
Non l'avrete mai.
Si fissavano con odio, e Anna, turbata, non resse all'idea che Paul uccidesse a sangue freddo l'unico uomo tra i seguaci di Shamyl che si fosse mostrato umano nei suoi confronti.
Lasciatelo andare, Paul, vi prego, lasciatelo andare... Per un attimo pens che non l'avesse neanche udita, poi il giovane disse seccamente: Avete sentito quello che ha detto. Via di qui, andatevene!.
Kezia sembrava sconcertato. Non mi uccidete?
Non  mia abitudine uccidere un uomo disarmato. Andatevene e non fatevi pi vedere.
Il tartaro li fiss entrambi, poi si volse dirigendosi spavaldamente verso il suo cavallo. Balz in arcione, lanci un grido di guerra e si allontan lungo il sentiero.
Non ha voluto supplicare per aver salva la vita disse Anna ma non torner, sono certa che non torner.
Spero che abbiate ragione. Non so chi dei due sia pi sciocco. E voi che cosa facevate qui? Andiamo ora in fretta. Chiss che cosa mai sta succedendo all'accampamento.
A fatica riusc a montare in sella dietro di lui e a aggrapparsi alla sua cintura mentre il cavallo ripartiva al galoppo. Paul rallent quando giunsero in vista della cappella, atterrito dallo spettacolo che si present ai loro occhi. A Anna sembrava impossibile che fosse accaduta una simile catastrofe nel breve lasso di tempo da quando si era pacificamente allontanata. Sembrava che un ciclone avesse colpito l'accampamento: tende, coperte, pentole, tutte le loro poche cose erano disseminate dappertutto. I cavalieri tartari dovevano aver attraversato l'accampamento al galoppo. Dei cosacchi nessuna traccia, ma non lontano dalla cappella, sul sentiero di terra battuta, Daniel Gadiani era in sella al suo cavallo. Con una mano teneva il bambino davanti a s e con l'altra stringeva una corda, una lunga corda che gli si tendeva dietro e che, all'altro capo, era legata attorno ai polsi del cugino. Gregory era coperto di polvere, gli abiti a brandelli come se avesse sostenuto una dura lotta.
Paul imprec sotto voce. Fece arretrare il cavallo di qualche passo, smont e estrasse la seconda pistola dalla fondina.
Indietro, Anna, e silenzio bisbigli.
Daniel Gadiani diede un violento strattone alla corda cos che Gregory barcoll in avanti e cadde in ginocchio. E ora, mio caro cugino lo schern ci divertiremo, tu e io. Vediamo a che velocit sai correre!
Sollev la frusta per sferzare il cavallo, e Paul fece fuoco. Daniel ricadde in avanti sulla sella. Vanya gli sgusci di tra le mani e ruzzol a terra, urlando dal terrore. Il cavallo prese a correre spaventato verso il ciglio del burrone, mentre Paul lasciava cadere la pistola e correva come un pazzo per salvare Gregory. Lo afferr con tutt'e due le braccia, la corda si tese violentemente. Paul perse l'equilibrio, ma non lasci la presa. Il cavallo col cavaliere morto precipit gi dal burrone, trascinandosi dietro Paul e Gregory.
Tutto era successo cos fulmineamente che Anna non riusc a muoversi, come paralizzata. L'istante prima erano l, e di colpo non c'era pi nessuno, solo il bambino che correva verso di lei e le si gettava addosso, balbettando fra i singhiozzi qualcosa che, sconvolta, lei non riusciva a capire.
Automaticamente lo circond con le braccia. Poi, sempre tenendolo per mano, corse fino al ciglio del sentiero. Dapprima non riusc a vedere nulla, ma il dirupo era meno scosceso di quanto avesse temuto. C'erano massi e sporgenze ricoperte di folti cespugli. Le sembr di vedere muoversi qualcosa, ma non ne era certa. Cerc febbrilmente un modo per scendere, ma non riusc a trovare nessun appiglio per i piedi. Doveva raggiungerli, doveva, ma come? Non sapeva cosa fare. Tremava in preda alla disperazione quando ud un grido. Un uomo stava correndo verso di lei e per un terribile momento pens fosse uno dei tartari che tornava, poi, con un singhiozzo di sollievo, vide che era Varga.
Ci avevano circondati gridava trafelato mentre correva ma siamo riusciti a sgominarli. Quelle maledette canaglie se la sono date a gambe. Dov' il colonnello?
Sono precipitati nel burrone, tutti e due! e aggrappandosi a lui gli raccont con parole sconnesse quanto era accaduto.
Poveri noi ansim Varga che disastro! La allontan da s e si distese sull'orlo dello strapiombo guardando gi. Vedo qualcosa annunci dopo un momento. Prendiamo delle corde e scendiamo.
Frattanto Grishka e altri due uomini li avevano raggiunti. In preda all'angoscia, Anna si lasci cadere a terra con Vanya stretto a s, mentre gli altri correvano a prendere una corda. Poi, dopo averla fissata saldamente, si calarono a forza di braccia, scendendo sempre pi gi, finch lei non ebbe pi la forza di guardare. Sicuramente nessuno poteva essere caduto da quell'altezza e essere ancora vivo.
Vanya seguitava a parlare con la sua acuta vocetta infantile. Quell'uomo  entrato nella baita. Era un uomo cos cattivo. Mi ha preso e mi ha fatto male, Anna. Gregory ha cercato di fermarlo, ma lui l'ha buttato per terra e poi l'ha legato. Oh, Anna, dove sono andati? Sono morti?
No, tesoro, non piangere. Andr tutto bene. Qualcosa dentro di lei ripeteva sempre la stessa preghiera: Oh, Dio, non lasciar morire Paul! Ti prego, non lasciarlo morire!.
I cosacchi si erano fermati su una specie di sporgenza, e Anna cap che dovevano averli trovati. Varga grid qualcosa. Da lass non riuscirono a distinguere le parole, ma un suo compagno si cal gi per andare a aiutarli.
Inizi la lenta ascesa mentre lei aspettava, non osando guardare, il cuore che le martellava cos forte da sentirsi soffocare. Poi la testa bruna di Paul apparve al di sopra del ciglio; aveva gli abiti a brandelli, il viso sporco di terra, un braccio che gli pendeva inerte lungo il fianco, ma era vivo. Anna non pot trattenersi: era pi forte di lei. Gli corse incontro, buttandogli le braccia al collo.
Vi ho creduto morto... Oh, Paul, Paul, amore mio...
La strinse a s con un braccio. Va tutto bene, amore mio, va tutto bene.
Fu la prima cosa che Gregory vide quando lo issarono su. Erano l'uno tra le braccia dell'altra, travolti dalla passione che non si curavano di nascondere, e chiuse gli occhi per non vedere. Poi Paul si stacc da lei e s'inginocchi accanto a Gregory.
Siete ferito? Avete delle ossa rotte?
Gregory lo guard fissamente. Mi dispiace di essere tanto duro a morire.
Anna gli si era inginocchiata accanto. Come potete dire questo? Paul vi ha salvato la vita.
Davvero? Credevo mi avesse gettato nel burrone.
Oh, Gregory, vi prego...
Scusatemi mormor. Non era una frase molto spiritosa. Chiuse gli occhi e lasci ricadere la testa.
Anna guard Paul spaventata. Non ... non pu essere...
No, credo che si salver. Chiam due degli uomini. Portatelo dentro. Fate attenzione, potrebbe avere qualche frattura.
Cosa  successo? gli chiese con un filo di voce mentre seguivano Gregory, portato a braccia dai cosacchi.
Non lo so bene neanch'io. Siamo caduti a una velocit tale che non so come abbia fatto a non lasciar andare Gregory. Siamo finiti su una specie di sporgenza e i cespugli hanno attutito la caduta. Lo strattone deve aver spezzato la corda. Il cavallo e Daniel Gadiani sono laggi, in fondo al burrone.
Anna trattenne il fiato. Credete fosse gi morto prima di precipitare?
Me lo auguro.
Era una fine orrenda, ma Daniel avrebbe assassinato Gregory nella maniera pi crudele possibile e insieme a lui, molto probabilmente, anche il bambino: Anna riusc soltanto a provare un immenso sollievo come se un grosso peso le fosse stato tolto dalle spalle.
Dopo aver adagiato Gregory sul giaciglio, gli uomini guardarono Paul con aria interrogativa.
Va bene disse lui. Varga, tu rimani, voialtri cominciate a levare le tende e qualcuno stia di guardia nel caso che quei demoni tornino. Due di voi cerchino di calarsi laggi, se possibile, per vedere che  accaduto a Daniel Gadiani, ma non voglio che nessuno rischi la vita, avete inteso? Se poi sar possibile ci rimetteremo in marcia, anche solo per pochi chilometri, ma dobbiamo nasconderci in un luogo pi sicuro.
Nella caduta i calzoni di Gregory si erano strappati, mettendo a nudo la gamba ferita che da molti giorni non aveva voluto farsi toccare da Anna. La carne si era orribilmente gonfiata attorno e era di color viola scuro. Emanava un nauseante fetore dolciastro.
Bisogna fare subito qualcosa, Varga. Vai a prendere dell'acqua e delle bende pulite. Anche dei vestiti. Dev'esserci qualcosa nel nostro bagaglio. C' una mia giacca. Portala con te. Paul si raddrizz con uno smorfia di dolore.
Siete ferito! esclam Anna.
Soltanto un po' ammaccato, lo siamo tutti e due.  il polso che mi duole. Ho paura sia rotto.
Fatemi vedere. Lo vide trasalire mentre glielo toccava con delicatezza. Andrebbe fasciato strettamente. Si guard attorno. Non so che cosa potrei usare. Avete un fazzoletto?
Paul cerc goffamente in tasca con l'altra mano e ne trasse qualcosa che lei riconobbe immediatamente: era la sciarpa di seta che gli aveva prestato una volta per legarsi il braccio al collo e che lui non le aveva mai restituito.
Il giovane sorrise ironicamente. Sono uno stupido romantico, vero?
Oh, Paul... Si appoggi a lui per un momento, commossa quasi fino alle lacrime al pensiero che l'avesse conservata per tanto tempo, lui cos poco portato al sentimentalismo. Poi si domin e dopo aver strappato la sciarpa, gliela leg con cura attorno al polso, annodandola saldamente. Non  granch, ma  pur sempre qualcosa.
Sar pi che sufficiente. Paul diede un'occhiata a Gregory, quindi le mise una mano sul braccio e l'attir verso la porta. So che siamo tutti esausti, ma dobbiamo proseguire a ogni costo. Temo molto che Gregory perder la gamba, se non lo portiamo da un medico al pi presto.
Oh, no, questo no! Lui non lo sopporterebbe.
Potrei ingannarmi. Me lo auguro con tutto il cuore.
 tutta colpa mia si disper Anna. Se non mi fossi allontanata, Kezia non mi avrebbe trovata e voi non sareste dovuto accorrere in mio aiuto, lasciando l'accampamento.
Del senno di poi... disse Paul stancamente. La colpa  anche mia. Avrei dovuto capire che Daniel Gadiani non si sarebbe arreso tanto facilmente, ma eravamo cos stanchi. Gregory giaceva a occhi chiusi. Era semi cosciente e sentiva come in sogno quel che dicevano. Poteva muovere le gambe e le braccia, ma tutto il corpo gli doleva in modo insopportabile. Aveva rischiato una morte atroce per mano di suo cugino e in quel terribile momento, quando lui e Paul erano precipitati nel burrone, era sicuro che sarebbero morti insieme e, stranamente, ne era stato felice. Ma non era accaduto. Aveva riaperto gli occhi tramortito e visto Paul chino su di s. Lo aveva sentito dire: Siamo salvi. Siamo finiti su una sporgenza. Fra un momento cercher di trovare un modo per risalire e chiamare aiuto.
Aveva sentito le mani di Paul afferrarlo e allontanarlo dal bordo, spingendolo verso la parete del burrone. Era sembrato un miracolo che, dopo un volo simile, nessuno dei due avesse riportato ferite gravi. Paul lo aveva salvato, pens con amarezza, solo per condannarlo a una morte vivente. Diventare uno storpio, un oggetto di piet, disprezzato dagli altri uomini! Non poter mai pi camminare liberamente, mai pi ballare, mai pi amare o essere amato. Meglio, mille volte meglio, essere morto!
Perse nuovamente i sensi e quando rinvenne li vide nuovamente inginocchiati accanto a lui. Anna gli detergeva il viso mentre Paul, con l'aiuto di Varga, gli fasciava la gamba.
Ci hanno presi alla sprovvista, vero? mormor. Quando sono piombati nell'accampamento, ho tenuto Vanya stretto e ho creduto che fossimo salvi, ma Daniel  ritornato. Dov' ora?
In fondo al burrone.
Morto aggiunse cupamente Varga. Non ci dar pi fastidio. Tiratevi a sedere, signore, lasciate che vi aiuti a infilarvi la giacca del colonnello.
Gregory tacque un istante, emergendo dal confuso delirio con la mente lucida come uno specchio.
Peccato che voi e Anna non siate tornati cinque minuti dopo, Paul. Vi sareste liberati di me senza rischiare nulla. Anna si tir indietro, prossima alle lacrime. Gregory, vi prego, non dite...
Non dite cosa, mia cara?  la verit, non  cos? Paul si alz. Stava per essere rapita da Kezia Mahommed disse seccamente. Ringrazio Iddio di essere arrivato in tempo. Credete di potervi reggere in sella? Voglio andarmene da questo posto.
Se proprio devo, riuscir.
Bene. Raduniamo subito le nostre cose.
Usc con Varga, e Anna si alz stancamente e and verso il proprio giaciglio. Per l'ennesima volta riprese a piegare le coperte.
Tre uomini, e tutti e tre innamorati pazzi di voi, mia cara. Vi fa piacere? Il roco bisbiglio la seguiva, ironico, beffardo.  davvero singolare. Ai vecchi tempi, a Pietroburgo, non l'avrei mai creduto possibile.
No, pens lei amaramente, e per questo mi avete lasciata per Natalie, bella e scaltra e totalmente priva di scrupoli. Non vi importava nulla di me allora. Io ero la moglie che in realt non avevate mai voluto, la moglie che non era neppure capace di darvi un figlio vivo... Quelle parole taglienti le salirono alle labbra, ma non ne pronunci neppure una. Lui era malato e infelice, e se gli faceva bene tormentarla, doveva sopportarlo come parte del suo castigo per non saperlo amare come avrebbe dovuto.

XVI
Sembrava impossibile, con tutto quanto era successo, che fosse soltanto mezzogiorno passato. Con ogni probabilit i tartari, scomparso Daniel Gadiani, avrebbero rinunciato all'inseguimento; ma non si poteva esserne certi, e pi i fuggiaschi si avvicinavano alla loro meta, pi speranze avevano di imbattersi in una pattuglia russa. Per stanchi che fossero, Paul incitava senza tregua i suoi compagni.
Costretti a procedere meno velocemente di quanto lui avrebbe voluto, si stavano tuttavia definitivamente allontanando dalle montagne. Dopo il freddo intenso, le bufere di neve e di vento delle alte vette, era strano ricordare che si era soltanto all'inizio dell'autunno. C'era una dolcezza nell'aria, e il sole era tiepido quando appariva tra le nuvole.
Anna cavalcava a fianco di Gregory. Nessuno dei due parlava. Lui aveva bisogno di tutte le sue forze per rimanere in sella. A un certo punto lo vide barcollare in avanti e gli afferr il braccio. Lui la respinse.
Sto benissimo. Lasciatemi stare.
Dobbiamo fermarci. Non resistete pi. Vado a parlare con Paul.
No, Anna, non  necessario ma lei stava gi risalendo la fila al trotto.
Paul teneva il polso ferito infilato nella giacca per alleviare il dolore e reggeva le redini con la mano sinistra.
Che cosa c'? le chiese vedendola affiancargli. Gregory sta male?
 stremato, Paul. Fra quanto ci fermeremo?
Tra un'ora circa. Se le carte sono precise, saremo usciti da questa foresta e ci troveremo in aperta campagna, vicino a un fiume. Credete che possa resistere per un'altra ora?
Andr avanti finch non croller.
 coraggioso.
S, molto. Anna sapeva quello che gli doveva dire. Era tanto raro si trovassero da soli che doveva approfittare dell'occasione, ma non era facile cominciare. Gli diede un'occhiata fugace.
Vi duole molto il polso?
A tratti. Per fortuna un tempo mi ero esercitato a sparare con la sinistra.
Siamo ancora in pericolo?
Mi auguro di no, ma  meglio essere preparati. Non posso correre rischi.
Anna si guard attorno timorosa, turbata ancora dalla brutta avventura di quella mattina. Il sentiero correva in mezzo a un fitto bosco. Chiunque avrebbe potuto seguirli e essere completamente nascosto alla vista. Aveva i nervi tesi. Un uccello che si levava in volo, il fruscio di un animaletto nel sottobosco, la facevano trasalire.
Tacquero per alcuni minuti, poi lei disse: Ho riflettuto a lungo, Paul. Se dovesse capitare il peggio, se davvero dovessero amputargli la gamba, non potr lasciarlo. Lo conosco e so quello che prover. Ha sempre avuto terrore delle malattie. Sar un colpo terribile per lui. Avr bisogno di me.
Immaginavo che l'avreste detto. Se volete diventare una martire, fate pure. Lui non vi sar grato del sacrificio. Nessun uomo lo sarebbe.
Oh, Paul, cercate di capire! Non mi rendete la cosa pi difficile.
SI, capisco perfettamente disse stancamente lui. Sono stato uno sciocco a aver mai pensato che vi sareste comportata diversamente. Non sareste voi.  assurdo, non  cos? Pi di ogni altra cosa al mondo vorrei che voi lo lasciaste e veniste via con me, ma al tempo stesso voglio che voi restiate quella che siete, la donna di cui mi sono innamorato, e questo non  possibile. Non posso avere entrambe le cose.
Turbata, Anna disse lentamente:  solo che... un tempo lo amavo e adesso vedo che non posso lasciarlo affrontare questa calamit da solo.
Lo so. Ci tiene legati entrambi. Se non fosse ridotto com', l'avrei sfidato a duello per amor vostro, ma cos, ho le mani legate.
Cosa farete?
Ha importanza?
Per me ne ha.
Bene. Anch'io ho riflettuto. Quando sapr che voi e Gregory siete al sicuro, torner lass.
Tornerete? Perch?
Avete dimenticato? Ero l per uno scopo preciso, avevo un piano che poteva riuscire...
Se non fosse stato per me e Gregory.
Non ve lo sto rinfacciando, credete. Non ho nessun rimpianto, ma detesto lasciare le cose a mezzo. Voglio fare un altro tentativo.
Ma non potete, ormai non  pi possibile. Vi riconoscerebbero.
Ci sono altri modi disse lui caparbio. Non ho alcuna intenzione di restarmene tranquillo mentre lo Zar decide come meglio impiegarmi. Preferisco essere io il padrone della mia vita.
Libero come un'aquila. Me lo diceste una volta.
Davvero?
Lei gli rivolse uno sguardo implorante: Paul, non fatelo, vi prego, non fatelo. Non credo che potrei sopportarlo.
Il giovane sorrise amaramente. Me lo potreste impedire molto facilmente, ma non lo farete, non  cos?
Perch mi rendete le cose tanto difficili?
Non lo faccio di proposito, ma non sono facili neppure per me. Guardava fissamente davanti a s. Io non sono un uomo paziente, Anna. Vi sono momenti nei quali non so come riesco a non aggredirlo. Non riuscite a capirlo questo?
Anna vide la sua espressione e fu spaventata dalla passione che aveva suscitato, dalla violenza che vi traspariva. Quindi Paul si calm, ridivenne l'uomo che lei credeva di conoscere.  meglio che torniate da Gregory prosegu quietamente. Ditegli che tra poco ci accamperemo. Rimasto solo, Paul seguit a cavalcare, in preda all'ira e alla frustrazione, conscio di un nauseante senso di fallimento. Perch tutto quello doveva essere accaduto proprio a lui? Si era innamorato di Anna per la sua semplicit, la sua spontaneit, la sua gioia di vivere. Fin dal primo momento aveva destato in lui una tenerezza, un senso di protezione che non aveva mai provato per nessuno. Aveva voluto farle tornare il sorriso negli occhi, farle sentire quanto lei fosse importante per lui dopo l'umiliazione che aveva patito a opera di Gregory; e ora avrebbe dovuto assistere impotente mentre lei si dedicava a un uomo che ancora una volta le avrebbe reso la vita un inferno. Per alcuni secondi, quando lui e Gregory erano finiti insieme su quella sporgenza, aveva lottato contro la spaventosa tentazione di spingerlo e mandarlo a sfracellarsi, insieme a suo cugino, in fondo al burrone. Nessuno l'avrebbe mai saputo, e era stato questo che gli aveva impedito di farlo. Sono stato un idiota, pens ora selvaggiamente. Perch non sono stato tanto spietato da ucciderlo e rendere Anna felice per il resto della sua vita?
Quella sera, seduto sotto il riparo che i cosacchi avevano allestito tra due alberi al margine della radura, Paul studi attentamente le sue rozze mappe alla luce di una lanterna.
Alz gli occhi. Dopo aver raggiunto l'avamposto, potremmo attraversare il fiume e dirigerci verso Kumari anzich verso Tiflis: sarebbero una cinquantina di miglia in meno. Sarebbe un'emozione troppo forte per vostra nonna, Gregory?
Al contrario, sar felice di essere la prima a saperci sani e salvi. Gregory, disteso a occhi chiusi, scoppi in una piccola risata. Non conoscete la nonna. Adora le sorprese. Ormai ci avranno dati per morti da un pezzo. Sbucheremo dai monti come fantasmi.
Come spaventapasseri, piuttosto comment Paul ironico, ripiegando le carte e dobbiamo ancora arrivarci.
Erano tutti quanti stremati dalla fatica. Vanya si addorment durante la cena e Anna lo avvolse in una coperta e lo sistem vicino al proprio giaciglio. Gregory non tocc quasi cibo, ma bevve avidamente, una dopo l'altra, molte tazze di t fatto con l'acqua del fiume.
Per tutta quella giornata la febbre non gli aveva dato tregua, tanto che a tratti gli era parso di fluttuare leggero e incorporeo, distaccato da tutti coloro che gli stavano attorno. Aveva guardato Anna cavalcare a fianco di Paul, aveva visto con quanta intensit si parlavano, e una parte di lui era rimasta indifferente, mentre un'altra bruciava di gelosia e di risentimento.
I cosacchi avevano fatto del loro meglio per rendere confortevole il rudimentale riparo. Gregory segu Anna con gli occhi mentre si toglieva gli stivali e la giacca, e cercava, col pettine, di districarsi i nodi dei capelli. Nessuno di loro si spogliava, le notti erano troppo fredde.
Tese la mano. Anna!
Che c'?
Venite qui da me.
La luce della lanterna era molto fioca, ma Gregory sent un'ondata di desiderio salire in lui quando la vide avvicinarsi, i capelli sciolti sulle spalle, i seni che tendevano il tessuto leggero della camicetta.
Le afferr la mano. Baciatemi!
Anna gli sfior la guancia con le labbra e, con un gesto spazientito, lui l'attir pi vicina. Lei si sent sulla bocca le sue labbra brucianti. Le aveva messo l'altra mano sul seno, e dovette fare uno sforzo per non respingerlo. Per un attimo rimasero avvinti, poi, avvertendo la sua passivit, Gregory la allontan bruscamente da s.
Sono questi i baci che date a Paul?
Per evitare un'ennesima lite, Anna non rispose. Si limit a mettergli una tazza d'acqua a portata di mano prima di spegnere la candela e tornare in silenzio al proprio giaciglio.
Per lunghe ore giacque insonne in preda all'angoscia e a una tormentosa indecisione finch le sembr di non reggere pi. Il dovere le imponeva di restare con Gregory, ma se l'avesse fatto, Paul avrebbe rischiato la vita per colpa sua, gettandosi in un'impresa folle e temeraria. Una girandola di pensieri le si agitava nella mente, finch la stanchezza e la tensione fecero montare in lei una tale angoscia che non riusc pi a starsene ferma a letto. Si costrinse a rimanere in ascolto finch ud il respiro tranquillo di Gregory; poi, senza far rumore, sgusci fuori dalla tenda. Il desiderio di Paul era come un dolore acuto. Voleva sentire le sue braccia attorno a s. Anelava il conforto della sua forza e del suo amore. Sarebbe andata da lui, gli avrebbe fatto capire, l'avrebbe persuaso a rinunciare al suo piano. Nella quiete della notte avrebbero potuto parlare insieme come non potevano mai fare di giorno.
Gregory non sapeva che ore fossero quando si svegli. Aveva la bocca arida e secca. Cerc a tastoni il bicchiere d'acqua e lo rovesci.
Anna chiam piano, e poi pi forte: Anna!.
Non vi fu risposta; eppure sempre, prima di allora, era accorsa subito al suo richiamo. Si lev a sedere, restando in ascolto, quindi comprese di essere solo, a parte il bambino, sotto la tenda. Anna non c'era. Rimase disteso tranquillo, ma quando non la vide tornare, fu come se a un tratto tutto si cristallizzasse nella sua mente febbricitante. Una nera ondata d'ira lo travolse. Era andata da Paul. Ne era certo. Qualcosa si spezz in lui. Il feroce desiderio di farli soffrire per tutto quello che aveva attraversato e che da giorni covava nel suo inconscio, di colpo si concret. Sapeva esattamente quello che avrebbe fatto.
Gli ci volle del tempo per alzarsi in piedi e poi, barcollando pericolosamente, dovette brancolare in cerca della pistola che Paul gli aveva restituito nel caso i tartari fossero tornati all'attacco. Ansimando, si appoggi a uno degli alberi, in attesa che gli passasse il capogiro e il respiro gli tornasse normale. La luna era sorta e si stagliava argentea e luminosa nel cielo buio. Il fuoco era ridotto a un mucchietto di brace, ma poteva vedere le sagome indistinte dei cosacchi addormentati; a una certa distanza, armato di fucile, Grishka montava la guardia.
Anna e Paul dovevano essere non lontano, sdraiati l'uno tra le braccia dell'altro. La testa gli girava e Gregory fu felice di sentire il peso della pistola nella mano. Trasse un profondo respiro. Quando ebbe gli occhi abituati all'oscurit, riusc a distinguere una massa scura dall'altra parte della radura. Si fece forza e, stringendo i denti per vincere il dolore, prese a avanzare con passo lento e cauto sul terreno erboso, appoggiandosi agli alberi per aiutarsi nell'impresa. Ma arrivato a pochi metri di distanza, si rese conto che il dormiente era uno solo: Paul, avvolto in una coperta, sprofondato nel sonno.
La tortura nella mente di Gregory si acquiet. Rabbrivid, sentendo il sudore freddo che gli scendeva lungo la schiena. Era stato in preda a un incubo, ma ora ne era uscito. La luna si nascose dietro una nuvola. Gregory rimase l, in attesa di recuperare le forze, la pistola in mano. Nella fitta oscurit ud un suono e gli sembr di vedere Paul muoversi e alzarsi a sedere, poi tutto quanto intorno a lui esplose in un'improvvisa violenza.
Fu il rumore degli spari che fece balzare Anna in piedi. Era uscita dalla tenda risoluta a andare da Paul ma, una volta fuori, aveva capito che le era impossibile farlo. Sola, nella notte, non poteva fidarsi di lui pi di quanto non potesse fidarsi di se stessa. Si era seduta sotto gli alberi, raccogliendosi in s fin quando, poco per volta, il tormento e l'angoscia si erano placati e era sopraggiunto il sonno. Ora, attanagliata dalla paura, corse attraverso la radura. Gregory giaceva supino: una macchia scura gli si allargava sulla giacca, mentre Paul, in piedi accanto a lui, stringeva la pistola nella mano sinistra.
Lo avete ucciso! Fu il primo pensiero che le attravers la mente mentre s'inginocchiava accanto a Gregory.
No, no! Paul scosse la testa, ancora confuso perch tutto era successo fulmineamente. C'era qualcuno qui...
Dove? Non c' nessuno grid lei fuori di s.
Gregory si mosse leggermente e Paul lasci cadere la pistola e s'inginocchi accanto a lui.
Che sciocco sono stato mormorava credevo che... credevo che voi e Anna... La sua voce si affievol e una piccola bolla di sangue gli sgorg dalle labbra.
Paul gli sbotton la giacca e gli infil una mano sotto la camicia lacerata. Varga e gli altri uomini erano sopraggiunti di corsa. Fecero cerchio attorno a Gregory, atterriti dallo spettacolo che si presentava ai loro occhi.
Cosa  successo, signore? Abbiamo sentito degli spari.
Vorrei saperlo anch'io. Paul si pass una mano sul viso. C'era un uomo qui, un uomo delle trib... non l'avete visto?
Varga lanci un'occhiata ai suoi compagni, poi torn a guardare Paul. Ne siete certo, signore? Noi non abbiamo visto nessuno.
Ne sono certo proruppe lui rabbiosamente. Grishka, che sentinella sei? Dormivi? Perlustrate i dintorni. Potrebbe essere ancora nascosto da qualche parte.
Come volete, colonnello. Varga fece un cenno del capo a Grishka e impart brevemente gli ordini mentre Paul si rialzava lentamente in piedi, fissandosi le mani sporche di sangue.
Varga gli diede un'occhiata penetrante. ...  morto, signore?
S.
Anna sedeva immobile. Aveva la bocca tanto arida che quasi non riusciva a parlare. Non pu essere morto... cos all'improvviso... non  possibile...
Paul si chin su di lei, la voce piena di dolcezza. Purtroppo  cos. Non possiamo fare pi nulla per lui. Le mise una mano sulla spalla, ma lei si trasse indietro con un moto d'orrore.
Non mi toccate.
Io non l'ho ucciso, Anna disse il giovane con voce ferma. Non mi credete? Non l'ho ucciso io.
E allora chi? Alz lo sguardo su di lui e Paul lesse l'accusa nei suoi occhi. Non mi mentite, Paul, vi prego, non mi mentite. Si alz faticosamente in piedi. Le sembrava di avere le membra pesanti come il piombo. Devo andare da Vanya. Si sar spaventato se ha sentito sparare. Si allontan con passo rigido.
Forse  stato per il meglio disse Varga titubante visto che stava cos male... voglio dire,  una fortuna che se ne sia andato cos.
Paul lo fulmin con lo sguardo. Non permetterti mai di dire una cosa simile, mi senti? Non permettertelo! Darei qualsiasi cosa, qualsiasi cosa al mondo, perch non fosse successo. Poi si domin. Vai a prendere un telo e coprilo. Io vado a dare un'occhiata fuori dal campo.
Molto bene, signore.
Varga lo guard allontanarsi. Per mille diavoli! pens fra s. Anche se avevano litigato per la donna e il principe ci aveva rimesso la pelle, n lui n i suoi uomini avrebbero mai fiatato. Morto lui, non erano risolti tutti i loro problemi? E invece no: il colonnello era nero come l'inferno e lo maltrattava per un nonnulla, e la ragazza di cui era innamorato lo guardava come se volesse piantargli un pugnale nel cuore! Varga si strinse nelle spalle, incapace di comprendere tanta follia, poi si accinse a eseguire il compito che gli era stato assegnato. Aveva visto abbastanza uomini morire di morte violenta per non esserne eccessivamente turbato. Grid a uno dei cosacchi di portare una coperta, e subito, che non aveva tempo da perdere!
Vanya era seduto sul suo pagliericcio, intontito dal sonno. Si aggrapp impaurito alla mano di Anna. Sono tornati quegli uomini?
No, tesoro. C e stato un incidente, e Gregory... Non riusc a pronunciare le parole. Dormi adesso. Non avere paura. Ti racconter tutto domani.
Gli rimbocc le coperte e sedette accanto a lui, tenendogli la mano finch non si riaddorment. Allora si alz, e prese a camminare su e gi, sconvolta e disperata. Non appena aveva visto Gregory riverso a terra, aveva capito quello che era successo. L'ira e la gelosia avevano armato la mano di Paul. Gliele aveva lette in faccia non pi tardi di quel pomeriggio, e era lei la responsabile. Era colpa sua, tutta colpa sua! Si lasci cadere sul suo giaciglio, sperando che Paul venisse a cercarla e le desse modo di sfogare la sua disperazione e il suo senso di colpa gridandogli in faccia l'amara verit. Ma quando alz gli occhi e lo vide l in piedi, a pochi passi da lei, non riusc a pronunciare le parole di accusa. Era gi quasi l'alba. Fuori gli uccelli cantavano e Paul era un'ombra scura contro la pallida luce del primo mattino.
Fu lui a parlare con voce incolore. Penso sia meglio andarcene di qui prima possibile. Ormai non possiamo essere lontani dall'avamposto.
Paul...
Rimase fermo, senza guardarla. S?
Anna gli si avvicin, bisbigliando per non svegliare il bambino. Paul, cosa  successo l fuori stanotte?
Come posso saperlo?
Ma dovete saperlo! Paul, perch l'avete fatto? Perch, perch, dopo tutto questo tempo? Come avete potuto fare una cosa simile?
Lui non rispose subito, poi, guardandola in faccia, disse con tagliente ironia: Era venuto a cercarvi, sicuro di trovarvi tra le mie braccia, insultandovi ignobilmente e cos io l'ho ucciso.  questo che volete credere, non  cos?.
No... non lo so... come potete dir questo? Io voglio la verit.
Paul la fiss, lottando contro un insano desiderio di afferrarla, di baciarla, di possederla, di costringerla a credergli, qualsiasi cosa pur di colmare l'abisso che si era scavato fra loro, non riuscendo a comprendere come l'intollerabile tensione degli ultimi giorni li avesse portati entrambi al limite di rottura.
Quale verit? disse infine stancamente. Entrambi volevamo la sua morte, e ora lui  morto. Se mi ritenete capace di fare una cosa simile, allora che cosa importa che mi crediate o no? e allontanandosi and a raggiungere i cosacchi che stavano gi arrotolando le coperte e disfacendo il campo.
Non torn. Fu Varga, poco dopo, a portarle una tazza di t caldo e a dirle che fra un'ora si sarebbero rimessi in cammino. Anna svegli Vanya e gli pul il viso e le mani. Era difficile dirgli di Gregory, e il bambino la ascolt in silenzio mentre cercava di spiegargli che doveva essersi alzato in piena notte e che era stato colpito per errore.
Ma mi avevi detto che quegli uomini cattivi non erano tornati.
Non volevo spaventarti.
Se ne sono andati adesso?
S.
Vanya la guardava a occhi spalancati. Hanno ucciso anche Paul?
No.
Sono contento. Voglio bene a Paul.
Quando uscirono insieme nell'aria fresca del mattino, Vanya corse, come sempre faceva, incontro agli uomini. Anna vide Paul chinarsi per prenderlo in braccio e poi dirgli qualcosa che lo fece ridere, e pens come fosse triste che la morte del fratello che conosceva appena lo avesse lasciato cos indifferente. Ma Gregory non aveva mai fatto nulla per conquistare il suo affetto.
I cavalli erano gi sellati e Anna distolse gli occhi dalla lunga sagoma scura che era stata legata di traverso in groppa a uno degli animali. Si misero quasi subito in cammino, Paul in testa, seguito da Varga, Anna e Vanya, e gli uomini attorno a loro.
Si fermarono un solo giorno nel villaggio dove aveva sede l'avamposto russo. Era un piccolo villaggio, e bench il comandante facesse del suo meglio, aveva ben poco da offrire per rendere pi confortevole il loro soggiorno. Al loro arrivo erano stati accolti con stupore, sia da parte dei soldati che degli ufficiali. Gli si erano affollati attorno, tempestando Paul e i cosacchi di domande, mentre i contadini, affacciati sulla porta delle casupole, fissavano Anna nei suoi laceri abiti maschili. Una delle donne si era avvicinata con biscotti sottratti alle sue magre provviste e li aveva messi in mano a Vanya, e un'altra aveva timidamente offerto a Anna una camicetta pulita al posto di quella che indossava, sdrucita e macchiata del sangue di Gregory. La accett riconoscente. Ora che la tensione e il pericolo erano passati, si sentiva completamente esausta, quasi incapace di parlare, e era grata che a causa di Gregory nessuno pretendesse nulla da lei. Veniva trattata con rispettosa simpatia e lasciata spesso sola.
Paul trascorse gran parte della giornata col comandante che volle conoscere ogni minimo particolare della fuga. Era gi sera quando buss finalmente alla stanza dove lei aveva cercato di riposare durante il pomeriggio. Rimase fermo sulla soglia mentre Anna si alzava faticosamente a sedere.
Vi sentite tanto forte da proseguire per Kumari domani?
S. Sono ansiosa di arrivare.
Il comandante si aspetta che vi accompagni io. Ma se preferite, posso chiedergli di mandare il suo luogotenente.
No, non  necessario.
I soldati vi seguiranno con la salma di vostro marito. La principessa vorr che suo nipote sia sepolto a Kumari.
S, certamente.
Erano formali e distaccati come due sconosciuti. Ma cos'altro potevano fare, circondati com'erano dalla curiosit generale, e con la salma di Gregory nella stanza accanto? Nessuno aveva avanzato dubbi sul modo in cui era morto. La guerra nel Caucaso aveva provocato migliaia di tragedie simili, e Anna non aveva detto nulla. Come poteva condannare l'uomo che aveva fatto tanto per loro? La sua morte si ergeva soltanto tra lei e Paul, un muro che diventava sempre pi difficile superare.
Il giorno seguente varcarono a cavallo l'imponente cancello di ferro battuto di Kumari. Vanya, appollaiato davanti a Paul e esultante di tornare a casa, non aveva smesso un solo istante di parlare dei cani, dei cavalli, del vecchio asinello che tirava il suo carrozzino e dei gatti che giocavano nelle cucine. Era servito a rendere meno penoso il silenzio tra loro due.
L'autunno indorava la campagna. Kumari era ancora bella, pens Anna, pacificamente addormentata nella calda luce del tramonto. Il travaglio e l'angoscia degli ultimi giorni allentarono un po' la loro morsa.
Grishka era andato avanti per avvertire la principessa del loro arrivo, e la vecchia signora li aspettava sotto il portico, minuscola, ingioiellata, indomita, i lunghi veli viola che fluttuavano al vento, i domestici che le si affollavano dietro.
Paul smont da cavallo e mise Vanya a terra. Il bambino sal i gradini di corsa gridando estasiato: Sono tornato, nonna, sono tornato a casa!.
La vecchia signora se lo strinse al seno, gli occhi neri stranamente lucidi. S, s, piccolo mio, sei tornato sano e salvo e dopo chiss quali avventure!
Ho tante cose da raccontarti annunci Vanya, poi s'inginocchi per abbracciare Suki prima di buttarsi fra le braccia della sua vecchia balia e delle cameriere.
La principessa si volse a Anna, profondamente commossa. Mia cara bambina,  un miracolo. Non pensavo di rivedere mai pi n te n il piccolo. La vecchia voce s'incrin per la prima volta e le due donne si abbracciarono lungamente. Poi Anna si liber con dolcezza.
Questo  il colonnello Paul Kuragin. Se non fosse stato per lui, n io n Vanya saremmo qui.
Come potr mai ringraziarvi, colonnello?
Non  necessario. Paul si chin a baciare la mano della principessa. Si  dato il caso che fossi l al momento giusto, ecco tutto.
Entrate, entrate. La vecchia signora non riusciva a dominarsi, rideva e piangeva al tempo stesso. Chiss quali cose terribili vi devono essere accadute, sarete sfiniti e come siete ridotti... Anna, mia cara, dobbiamo trovare qualcosa da metterti. I domestici vi prepareranno il bagno e la cena.
Cenarono insieme quella sera e fu quasi sempre la principessa a parlare e a tempestarli di domande. Il polso destro di Paul era ancora inservibile. Visti i suoi sforzi per mangiare con la mano sinistra, Anna gli prese il piatto in silenzio e gli tagli lei il capretto arrosto e l'insalata ricca di spezie.
Molto pi tardi Anna sedeva con la vecchia principessa nella stanza che ricordava cos bene: gli uccelli erano ancora nella loro gabbia d'argento, le lampade diffondevano una luce soffusa e nell'aria aleggiava il delicato profumo che la principessa prediligeva.
Anna le aveva raccontato di Gregory, del loro incontro a Karimat, della loro fuga, dei giorni angosciosi culminati con la sua morte, e ora tacevano entrambe.
Finalmente la principessa disse. Io lo piansi un anno fa quando lo credetti scomparso e ora non ho pi la forza di piangere. Sono soltanto grata che sia morto con onore, e che il suo corpo riposi qui, accanto a quello di suo padre e di suo nonno, invece di marcire in una fossa comune insieme agli altri prigionieri di Shamyl.
Anna era sbalordita che la principessa avesse accolto la notizia con tanta calma. Aveva il fatalismo dell'Oriente, che accetta la morte senza ribellarsi come parte della vita.
Chin la testa. Mi vergogno, mi vergogno profondamente, di non poterlo piangere di pi disse Anna.
Sono ben poche le persone che in tutta la loro vita non hanno avuto qualcosa di cui vergognarsi.
Ma  stata colpa mia, tutta colpa mia!
Mia cara, io credo che tu abbia smesso di amarlo molto tempo fa, non  cos?
S, ma soltanto dopo che fui respinta da lui.
Forse. Il vostro matrimonio fu un errore, ma seguitare a rimpiangere un errore per tutta la vita  pura follia.
Si appoggi alla pila di cuscini. Parlami del colonnello Kuragin.
Cosa posso dirvi oltre a quello che gi sapete?
Mia cara, sono vecchia, ma non ho perso il senno n la vista. L'ho osservato durante la cena. Era cos manifestamente freddo nei tuoi confronti, faceva sforzi cos evidenti per non guardarti, che ho capito subito che aveva paura di tradirsi.  innamorato di te, non  vero? E quando Anna non rispose, si protese in avanti e la costrinse a guardarla. E tu? Sei innamorata di lui?
 lui l'uomo di cui vi avevo parlato, l'ufficiale russo che si era battuto con Gregory a causa di Natalie. Se non fosse stato per lui, Gregory non sarebbe mai stato fatto prigioniero.
La principessa fece un gesto spazientito. Natalie  una sgualdrina e perfettamente al corrente dei complotti di suo fratello. Temo che Gregory abbia fatto inconsapevolmente il loro gioco. Ma non  questo il motivo della freddezza che c' fra voi, vero?
No. Anna si guard le mani intrecciate in grembo. Credo che Paul e Gregory abbiano avuto una lite a causa mia quella notte e che Paul lo abbia ucciso.
Se la principessa rimase interdetta, non lo diede a vedere. Hai parlato a altri di questo tuo sospetto?
No, soltanto a voi.
E lui lo nega?
S. Anna distolse lo sguardo.
Non gli credi?
Vorrei credergli, ma non posso, non posso! esclam con foga. Non capite? Lui voleva liberarsi di Gregory, me l'aveva detto quel pomeriggio stesso, e poi  accaduto quello che  accaduto... Si nascose il viso tra le mani. Ora lo aveva accusato apertamente, e a un tratto ebbe paura di quello che avrebbe potuto fare la nonna di Gregory.
Vi fu un lungo silenzio, poi la vecchia signora disse pensosa: A me  parso un uomo che nasconde i suoi sentimenti, un uomo orgoglioso che non si abbasserebbe mai a mentire per salvarsi; e inoltre, da quanto mi hai detto, ha fatto moltissimo per Gregory. Si protese in avanti. Anna, mia cara, guardami e rispondimi sinceramente.
Tu amavi Paul Kuragin, non  cos? E per questo avresti voluto che Gregory non riapparisse nella tua vita.
No, non  cos. Anna si volse a guardarla con un'espressione torturata. Fu un colpo terribile per me quando lo vidi a Karimat, ma mi faceva una pena immensa. Ho cercato di aiutarlo. Era Paul che voleva che io lo lasciassi. Voleva un divorzio tra noi, ma io non ero d'accordo. Mi rifiutavo di dargli ascolto. Sarei rimasta con Gregory e mi sarei presa cura di lui. Facevo tutto quello che potevo per lui.
Tranne che dargli il tuo amore.
Era colpa mia, questo? Ho cercato di non mostrarlo.
Ma lui lo ha visto. Non si possono mai mettere a tacere gli aneliti del proprio cuore, e cos ora tu metti sulle spalle di Paul il peso del tuo senso di colpa.
Non vi comprendo.
Io credo di s. Non so che cosa accadde quella notte, ma se Paul avesse ucciso Gregory, volontariamente o per autodifesa, te l'avrebbe detto, anche a costo di perderti. Tu ti rifugi nella sua colpevolezza, perch nel profondo del cuore desideravi che si compisse quel destino.
Anna la fissava sgomenta. No bisbigli. No, quello che dite  orribile!
Ti sembra tanto strano? prosegu la principessa calma e implacabile. Il dolce con l'amaro... chi non  stato arso dalle fiamme? Chi ha mai colto una rosa senza spine? Lo ha detto uno dei nostri poeti pi saggi. Tutti abbiamo desideri segreti che rimpiangiamo profondamente. Affronta la verit, e vai da lui. Diglielo. Qui nel Caucaso gli uomini come Paul sono costretti a vivere pericolosamente. Io lo so bene, purtroppo. Sprecare anche una sola ora della tua vita  come offendere Dio, che ti ha concesso un'altra occasione di essere felice.
Paul era in piedi davanti alla finestra, nella lunga sala che dava sul giardino. Si volt quando sent aprire la porta. Una sola lampada era accesa, e lui vide la giovane emergere dall'oscurit e venire verso di lui. Indossava una delle morbide vesti che la principessa le aveva prestato, e a Paul parve simile a una falena, di quelle che la notte entrano dalla finestra con le loro grandi ali grigie. And a posare il suo bicchiere sul tavolo.
Vi aspettavo per salutarvi. Parto domani mattina presto. Avete qualche messaggio da darmi per Marya Petrovna?  ancora a Tiflis, a quel che sembra.
Povera Marya, quanto sar stata in pena... Portatele i miei saluti e ditele che la raggiunger presto rispose Anna con voce malferma.
Gli uomini sono gi arrivati. Ho parlato con Varga. Vorrete trattenervi qui fin dopo i funerali, naturalmente.
S. La principessa lo desiderer.
Era pallidissima e i suoi grandi occhi scuri erano profondamente cerchiati. Che pazzo era stato, pens Paul, a lasciare che si scavasse quella frattura tra loro, dopo che avevano traversato insieme il fuoco e le fiamme.
Credete ancora che io lo abbia ucciso, Anna? domand.
Lei incontr i suoi occhi. Credo che l'abbiamo ucciso insieme, voi e io.
No, Anna, no. Non dovete sentirvi in colpa. Distolse lo sguardo. La verit  che Gregory ha ricevuto quel che era destinato a me.
Cosa? Non vi comprendo.
 stato Kamil, il fratello di Bela. Quando mi svegliai quella notte, ebbi appena il tempo di vederlo in faccia prima che sparasse. Era molto buio, e Gregory indossava la mia giacca. Deve averlo scambiato per me. Fece un gesto impotente. Accadde tutto cos in fretta. Cercai di afferrarlo, ma mi sgusci via di tra le mani. Prima che facessi in tempo a prendere la pistola, era scomparso.
Perch non me l'avete detto?
Ho tentato, ma voi non mi avete voluto ascoltare disse Paul con una punta d'amarezza e dopo ero furioso, con me stesso oltre che con voi. Ero venuto meno alle mie responsabilit. In qualche modo avrei dovuto impedire che accadesse.  questo che non riesco a perdonarmi.
 strano, pens Anna: Kamil lo avrebbe ripagato con la morte per il bene fatto a Bela se Gregory non fosse stato l a morire al suo posto. Si appoggi al tavolo, debole per il sollievo e la grande stanchezza.
Paul la guard un istante prima di dire quietamente:
Anna, prima di andarmene, c' una cosa che devo sapere.
Non ora, Paul, vi prego disse lei incerta  troppo presto. Devo pensare a Vanya, ho promesso di farlo. Lo devo a Gregory.
Questo lo so, ma non dovete qualcosa anche a me?
S, s, ma... si allontan da Paul per andare alla finestra. Il cielo era di un profondo color violetto e laggi, lontano, si stendevano le montagne: il Caucaso, con le sue bellezze, i suoi misteri, i suoi pericoli. Improvvisamente disse: Chiss se il gallo canta e sbatte ancora le ali sul monte Elbruz.
Paul sorrise. Com'era giovane ancora nonostante tutto quello che le era accaduto. Avrebbe voluto prenderla tra le braccia, ma sapeva che doveva essere paziente. Disse invece: Vogliamo andare lass a vedere?.
Credo di averne abbastanza di montagne.
Anna disse lui con dolcezza voglio una risposta.
La principessa dice che  una follia sciupare anche una sola ora della propria vita.
Ha ragione. Prender una lunga licenza e andremo a Arachino. Lass la campagna  piatta come un tavolo da biliardo. Neppure l'ombra di un monte.
Oh, Paul... Suo malgrado una leggera risata le sal alla gola.
Cos va meglio. Gir attorno al tavolo e le and vicino. Verrete?
Era come vedere la luce in fondo a un lungo tunnel buio. Tese la mano. S disse. Verr.
...
.
...
FINE.